la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

venerdì 29 giugno 2012

Storia e storie di Vandana Shiva

Qualche sera fa è venuta a cena una mia amica libraia che, oltre alla bottiglia di vino di rito, mi ha portato anche un graditissimo e inaspettato regalo: un libro!
Un libro che poteva regalarmi solo qualcuno che mi conosce, perchè di solito agli adulti non si regalano libri per bambini o per ragazzi, anche se io agli adulti li regalo spesso e volentieri i libri illustrati, a volte per le illustrazioni belle o particolari, a volte per il messaggio che trasmettono, a volte semplicemente per fare una coccola di cui anche un settantenne può aver bisogno.
Lei mi ha regalato questo perchè è la storia di Vandana Shiva e ha giustamente pensato che avrei potuto trovarlo interessante. E così è stato!
Conoscevo già questa collana, intitolata Donne nella scienza (nomi come Margherita Hack, Marie e Irene Curie o Dian Fossey)
Conoscevo già Vandana Shiva e il suo impegno socio-politico, la sua lotta alla globalizzazione liberista, le sue battaglie contro le multinazionali che stanno distruggendo i territori e l'economia indiani, ma non ho mai letto nessuno dei suoi libri e, soprattutto, non conoscevo la storia della sua vita. Storia che è raccontata con dolcezza e semplicità da Emanuela Nava e illustrata con cura, fedeltà e freschezza da Emanuela Bussolati.

Non raggiungendo neanche le cento pagine, l'ho letto d'un fiato ed è stata una lettura piacevole, oltre che illuminante. Piacevole perchè l'intero libro è permeato da quella spiritualità e antica saggezza proprie dei popoli indiani, da quella visione armonica dell'universo in cui l'uno e il tutto finiscono per coincidere, dove passato e futuro si legano in un cerchio perfetto (nella lingua hindi ieri e domani si pronunciano con la stessa parola: kal).
Quella indiana è una spiritualità "concreta". Gli alberi sono sacri, gli alberi sono dee, "gli alberi sono donne, la natura è donna e unendosi all'uomo crea il mondo". Ed è per questo che le donne Bishnoi, in Rajastan, trecento anni fa vollero impedire al maharaja di tagliare i loro alberi per costruire un palazzo: abbracciarono i loro alberi e furono uccise con loro; più di quattrocento persone furono massacrate abbracciate agli alberi "prima che il maharaja riconoscesse il loro coraggio e proibisse il taglio di alberi verdi e l'uccisione di animali nei luoghi dove abitavano i Bishnoi." Stavano forse difendendo un culto fine a se stesso? O statue, icone, sterili credi? No, stavano difendendo la terra, la Vita. E la loro lotta non è ancora finita ed è portata avanti dal movimento Chipko (abbracciare), fondato molti anni dopo da due allieve di Gandhi in memoria del sacrificio Bishnoi.
E il rito dello scambio dei semi? Ogni anno, a maggio, le donne riempiono dei sacchetti contenenti diversi semi, poi vanno al mercato, davanti al tempio di Ganesh, e scambiano i loro sacchetti con le altre contadine, e pregano Ganesh affinché dia loro l'energia vitale e la forza spirituale per coltivare la terra. "Da decine di secoli le madri lo ripetono alle figlie: i semi scambiati sono un ponte tra il passato e il futuro." E dicono anche "quando fai qualcosa non pensare solo a te, ma anche ai figli dei tuoi figli, fino alla settima generazione." Proprio come fanno tutti, no? Proprio come fanno le multinazionali che stanno espropriando i terreni per impiantare monocolture di semi sterili. Ai contadini sono stati espropriati terreni dal governo, che li ha venduti a un prezzo irrisorio alle multinazionali, che vi impiantano monocolture di semi geneticamente modificati. Oppure i semi stessi sono stati venduti ai contadini ignari, ignari del fatto che da quelle piante non sarebbero nati nuovi semi, ignari del fatto che quelle piante avrebbero avuto bisogno di potenti e costosi pesticidi chimici per crescere, ignari del fatto che l'anno successivo non avrebbero avuto soldi sufficienti per acquistare nuovi semi.
E per questo l'India sta diventando una delle maggiori potenze mondiali ma gran parte della popolazione è ridotta alla fame.
E per questo, nel 1991, Vandana Shiva ha fondato la Banca dei Semi, Navdanya, per salvaguardare la biodiversità e le policolture, la sicurezza alimentare e i diritti dei piccoli agricoltori (qui trovate il sito dell'associazione italiana che collabora con Navdanya), per lottare contro colossi come la Monsanto o la Rice Tec che hanno brevettato semi di riso e di grano che in natura esistevano da centinaia di anni.

Sì è stato decisamente un regalo gradito, per la lettura in sé e per la curiosità di approfondimento che mi ha acceso. Vivamente consigliato, dagli 8 ai 108 anni.
Grazie Marta, mia buona amica e brava libraia.

le immagini di questo post sono state tratte dal web.


2 commenti:

  1. Vandana Shiva è il mio idolo! :-)

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    1. Allora abbiamo qualcosa in comune, è una delle donne che stimo di più!

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