la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

lunedì 26 ottobre 2015

Il mio Indipendence day

Un po' di mesi fa, tramite non ricordo più quale blog, mi ero imbattuta in questo post di Francesca. Indire una giornata "alimentarmente indipendente". Indipendente da che? Da chi? Ma dall'industria alimentare, ovvio! Quella volta ero ormai in ritardo per partecipare, ma mi sono segnata l'appuntamento successivo, ed eccomi qua! È stato divertente impegnarsi a stilare un intero menu (colazione, pranzo e cena) stando attenta all'origine delle materie prime (che non fossero preconfezionate o comunque acquistate tramite la grande distribuzione) e al fatto che tutto fosse preparato in casa: è stato divertente, e un po' strano, perchè estremamente facile! Nel senso che ormai davvero al supermercato ci compro quasi solo la carta igienica, quindi ho semplicemente scelto cosa cucinare e mangiare domenica 25 ottobre :)
E, scusate se mi dilungo un po', ma mi sento molto grata a Francesca per l'iniziativa. Da anni ormai (e lo so che chi mi segue da un po' non ne può più di sentirmelo ripetere!) ho modificato il mio modo di alimentarmi e di fare la spesa. Compro al mercato dei contadini, compro nelle piccole botteghe. Non è solo un discorso di salute, che ha comunque il suo peso: non mi basta andare al supermercato e scegliere la linea biologica, un po' perchè ho sempre trovato una contraddizione in termini l'industria del biologico, ma soprattutto perchè diventa sempre più importante per me conoscere la filiera (e che sia il più breve possibile) dei prodotti che acquisto; sento sempre più forte l'esigenza di sapere da quali mani arrivi il cibo che mangio e quali bocche vadano a sfamare i soldi che pago per quel cibo. E credo che mangiare qualcosa che ti viene consegnato da qualcuno che possa dire "questo l'ho fatto io, questo è il frutto del mio lavoro, del mio tempo, della mia dedizione" abbia un valore inestimabile.
E poi sono una fervente sostenitrice dell'esercizio del potere di boicottaggio: che i miei soldi vadano a chi voglio io, e chi voglio io non è sicuramente chi inganna il consumatore, sfrutta il lavoratore e inquina il pianeta per un mero bisogno di profitto personale.
E, dopo la necessaria filippica, mettiamoci a tavola!

Per colazione Fra ha fatto i pancakes, di cui non avevo mai postato la ricetta perchè si ostina a non pesare gli ingredienti: diciamo che ci mette circa tre cucchiai di farina, mezzo di zucchero, la punta di un cucchiaino di lievito per dolci, un filo d'olio e acqua quanto basta a ottenere un composto molto fluido, che poi mette a cucchiaiate in una padella già calda, un minutino per lato e sono pronti! Li abbiamo mangiati con la pseudonutella e una pera a fettine e con marmellata di arance fatta dalla mamma di Fra.



A pranzo abbiamo iniziato con un'insalatina di lattuga, rapa rossa cruda, tanto ricca di ferro (di cui necessitiamo soprattutto considerando che non mangiamo carne) e semi misti ( i semi li prendo sfusi da un signore un po' burbero ma buono che vende granaglie, spezie, legumi e cereali rigorosamente sfusi);
e tagliatelle fatte in casa come da tradizione (farina di produttori locali, e uova da galline felici) con i porcini che abbiamo trovato al mercato martedì scorso. Scusate ma le abbiamo divorate prima di ricordarci di fotografare!
E, essendo domenica, ci siamo concessi anche il dessert! Gelato di banana con cioccolato fuso e pezzetti di pancake avanzato da colazione.
 Non sembra una vera sciccheria? Beh, la preparazione è vergognosamente semplice: prendere due banane, tagliarle a pezzi e metterle in congelatore, al momento opportuno scongelarle e frullarle insieme a 4 cucchiai di latte di mandorla, o al latte che preferite, fino a ottenere la cremosità del gelato (da non credersi, sembra davvero gelato!!). Sciogliere a bagnomaria 30 grammi di cioccolato fondente e colarlo sul gelato. Una delizia! Ah, banane e cioccolato provenivano dal mercato equo, il latte di mandorla l'ho fatto io diluendo con acqua l'apposito panetto che compro al banchetto del siciliano al mercato. Sì, gli ingredienti del dessert non erano proprio a km 0, ma almeno la spesa è stata etica (che ne dici, Francesca?).

Per cena una coccola calda: crema di zucca e patate con foglie di porro e crostini. Niente di più semplice. Ho cotto al vapore mezza zucca delica, la mia preferita perchè si cucina con la buccia, e 4 patate piccole, tutto a pezzi, che ho poi passato al passaverdure e a cui ho aggiunto poca acqua. Ho rimesso il tutto sul fuoco basso affinchè si tenesse caldo. Ho preso le foglie di porro e le ho cucinate come per fare la crema di porri ma senza frullarle. Ho infine crostinato qualche fetta del pane che fa Fra col nostro lievito babbo. Ho messo il pane sul fondo del piatto, ho versato la crema e infine ho messo su ciascun piatto le foglie di porro. E anche qui, ho dimenticato di fotografare...

Prima di dormire una rilassante tisana di menta del mio davanzale e fiori di camomilla raccolti e seccati dal mio bravo erborista.

E questo è stato il nostro giorno dell'Indipendenza alimentare, che per fortuna mi ha pure distratta dalla tristezza del cambio dell'ora con conseguente anticipo dell'arrivo del buio...





lunedì 19 ottobre 2015

Assolta la parola contraria di Erri De Luca

Questa è decisamente la buona notizia che ci voleva oggi, e ringrazio il Cavaliere oscuro del web per averla pubblicata fresca fresca, lui che è sempre "sul pezzo" e, mi viene da dire, è una gran bella testa, anche se lo conosco soltanto tramite il suo blog.
Insomma, Erri De Luca è stato assolto! E ci mancherebbe pure, direte voi! Beh, lo direi anch'io, se non fosse per il fatto che è stata così assurda e fuori da ogni logica di buonsenso l'accusa mossagli, che a quel punto proprio non avevo criteri in basi ai quali aspettarmi qualcosa.
Più di una volta ho pensato di fare un post su questa faccenda, su questa accusa di "istigazione al sabotaggio", tanto più che sapete quanto io abbia a cuore la questione No tav, ma non ci sono mai riuscita. Perchè la faccenda era troppo assurda? Perchè io ero troppo allibita e arrabbiata? Non so. Sta di fatto che l'ho seguito e sostenuto solo silenziosamente, iscrivendomi a gruppi, firmando petizioni, condividendo post. 
Ma ora, facendo un giretto tra i blog e imbattendomi nella notizia, non ho potuto trattenermi dall'esultare e condividere.
Delle motivazioni si sa ancora poco, se non che "il fatto non sussiste". E ci voleva una denuncia e due anni per capirlo? Solo in Italia, ah no scusate dimenticavo il blogger arabo incarcerato e frustato (e non mi dite che il paragone è esagerato: i colpi inferti dai due stati hanno lo stesso obiettivo, la libertà di parola). Dicevo, quasi solo in Italia si poteva sentire una roba del genere. In Italia dove abbiamo indagati e rinviati a giudizio in Parlamento, dove la polizia picchia deliberatamente i civili (sono un po' scossa dai recenti avvenimenti della mia città), dove si raccontano fandonie e si finge di fare il bene del Paese intendendo per Paese imprenditori mafiosi e furbetti del quartierino vari, ecco, in questa Italia si processa uno scrittore per aver espresso la sua opinione su un'opera pubblica. Un'opera pubblica, se proprio vogliamo entrare nel merito della questione, spudoratamente INUTILE e DANNOSA
Ma, se mi si permette una battuta che tanto battuta non è, non sarebbe allora il caso di fare qualcosa contro, che so, un Paolo Brosio, che si è arricchito intortando povere anime con sta storia delle apparizioni e dei miracoli della madonna di Medjugorie che manco dalla Chiesa stessa sono mai stati riconosciuti? Non sarebbe almeno il caso di mettere in guardia queste tristi e circuite anime? Almeno dir loro "Guardate che se la suona e se la canta: la vostra Chiesa Cattolica non ha mai riconosciuto nessuna apparizione e nessun miracolo da parte di quella statuina"? No, è più urgente e importante zittire Erri De Luca, che sai, prima che lui parlasse, eravamo tutti d'accordo sull'opportunità della nuova linea Torino-Lione, il popolo della Val di Susa era entusiasta e portava pure la merenda agli operai al lavoro, poi dopo l'intervista all'Huffington Post tutto è cambiato, la gente ha aperto gli occhi, o addirittura si è fidata senza capacità di giudizio delle parole dello scrittore e ha iniziato a sabotare i lavori.
Ah, non è andata così? Allora semplicemente vuon dire che viviamo in uno Stato in cui esprimere la propria opinione si può, a meno che non sia contraria a quella che lo Stato stesso vuole che sia. E che dire, meno male che, almeno, ci viviamo insieme a gente come Erri De Luca.
Direi che la cosa davvero non avrebbe potuto concludersi in altro modo, e viene solo da stendere un velo vergognoso su di essa. E compiacersi di avere tra i propri connazionali una persona bella, seria, profondamente intelligente, intellettualmente onesta, fedele a se stessa e ai propri principi come Erri De Luca.

E scusate se me la tiro, ma io lui ho avuto la fortuna di conoscerlo, quando accettò l'invito della nostra libreria (e infatti volevo pubblicare una foto di quel giorno e non una presa dal web, ma non la trovo!). Ero emozionata che manco una dodicenne col ragazzo che le piace, mi feci autografare Il contrario di uno, cercando di spiegargli che mi era piaciuto tanto il concetto che il contrario di uno non sia nessuno ma due, ma ero così stupidamente emozionata che quasi faticavo a trovare le parole, e lui mi guardò con quei meravigliosi e profondi e caldi e brillanti occhi azzurri e mi disse: "Infatti, vedi che bello? In questo momento siamo in due". 
Ecco, negli ultimi due anni ho continuato a pensare: "Vedi Erri? In questo momento siamo in centinaia di migliaia, con te".

venerdì 16 ottobre 2015

I fiori di Lodoli e le persone belle

Vi ricordate della mia amica Anna, quella che mi ha insegnato a fare i saponi? Frequentandoci, è successo che lei ha conosciuto i miei amici e io i suoi, e questo è già bello di per sè: è bello quando le cerchie si allargano, quando si creano interconnessioni tra le persone, quando nascono amicizie che poi crescono al di là di chi ha fatto sì che nascessero.
Una di queste persone che ho conosciuto tramite lei è Enrica: avete presente quelle persone con cui vi trovate a bere qualcosa perchè, appunto, amici di amici, ma con cui vi sentite subito a vostro agio? Quelle situazioni in cui poi, a fine serata, non si capisce più chi sia amico di chi.
Beh, la sensazione deve essere stata reciproca perchè, nonostante ci fossimo incontrati solo un paio di volte, una sera Enrica e Domenico hanno organizzato una cena a casa loro e hanno invitato anche noi. Hanno una casa bella e, soprattutto, hanno una casa piena di libri, che per me funzionano come calamite. E così, sbirciando sugli scaffali, mi è caduto l'occhio su questo libro qui.
Un Lodoli?! Che non conosco!!! Non ho potuto evitare di chiederglielo in prestito e ho visto nei suoi occhi quel misto di terrore e perdute speranze che sembra dire: "Perchè me lo hai chiesto?! Come faccio a sapere che me lo restituirai, chè poi questo l'avevo trovato su un banchetto di libri usati e manco l'ho ancora letto! Ma d'altronde che scuse ho per dirti di no? Come faccio?! Non siamo abbastanza in confidenza per dirti che ho sempre timore a prestare i miei libri e nemmeno per essere sicura che lo riavrò indietro!"
Ho cercato di spegnere come potevo quel bagliore di terrore promettendole che l'avrei restituito, che capivo la sua ansia e che poteva fidarsi di me. E credo proprio che premierò la sua fiducia e esprimerò la mia gratitudine regalandole anche un libro nuovo: se lo è decisamente meritato :)



Insomma, anche in questo libro qui Lodoli è stato magnifico, perfetto, godurioso, commovente. È stato Lodoli!  Ne volete qualche assaggio?

Abitava in via Sirte, quartiere Africano, una strada che è una biscia ritorta tra palazzoni di quindici piani. Il suo appartamento era in fondo alla rampa di un garage, accanto alle cantine e ai box delle macchine. Per arrivare al cielo lo sguardo deve scalare una muraglia di terrazzini, finestrelle, panni stesi, odori di minestre, strilla di bambini e di madri, croste grigie di intonaco, antenne a ciuffi. In cima c'è l'azzurro di Roma.

Ognuno dentro di sé ha un vuoto, è stato messo in noi per ricordarci che siamo involucri: ad alcuni per colmarlo è sufficiente un amore, un figlio sano, un lavoro come si deve; è appena un avvallamento malinconico, e presto la strada risale e dimentica. Altri per cancellare il buco sono costretti a gettarci dentro tutte le loro cose, la vita intera, perchè la bestia va saziata ogni giorno, ha la bocca sempre aperta e chiede, chiede in continuazione, non vuole mai riposare. E poi c'è chi arriva a non sfamarla con ciò che possiede, neanche un regno basterebbe, e allora deve riempire quelle fauci con i sogni, eppure neanche i sogni bastano, servono illusioni ancora più grandi, assolute.
Noi tre eravamo così, gettavamo nella voragine speranze infinite, come bambini che nel gelo della stanza inventano un fuoco e bruciando cataste di desideri lo tengono vivo.

Mi sono ritrovato quella fisarmonica di parole tra le mani. - Quanto devo? - ho domandato.
- Decida lei.
- Mi dica la cifra, la prego, non ne ho idea.
- Facciamo così: lei mi offrirà una sigaretta ogni volta che passerà di qua, ce la fumeremo insieme leggendo poesie.

Non so perchè ho pensato ai pesci del fiume, a quanta fatica devono fare per resistere alla corrente e non finire buttati nell'acqua salata del mare. incessantemente il fiume li spinge verso la foce, e loro, piccoli come sono, devono spingere nell'altra direzione. Se si addormentano, se sognano la pace dei laghetti immobili tra le montagne, il fiume li trascina via con sé di ponte in ponte, fino alla morte salata. L'acqua non ha maniglie e i pesci non hanno mani per aggrapparsi ai sassi, non hanno piedi da puntare né una stanza con una porta da chiudere, devono nuotare giorno e notte contro la corrente, e intanto mangiare, deporre le uova e proteggerle, provare a capire il fiume, le barche, i pescatori, e anche essere felici.

E anche essere felici. Aggiungo altro?

P.s. È doveroso precisare che questo post rientra nei "piccoli momenti di felicità" più che in "proposte di lettura"... Prima che vi arrabbiate con me, devo dirvi che il libro è un Supercorallo che è esaurito e che l'editore non ha mai ristampato, nè pubblicato in edizione tascabile se non in un'edizione che contiene altri due romanzi brevi di Lodoli. Esaurita pure quella. Se vi è venuta la curiosità di leggerlo (e vi capisco!) cercatelo in biblioteca o tra i remainders. O sugli scaffali di un'amica di un'amica. Che poi magari diventa anche vostra amica :)

mercoledì 7 ottobre 2015

Leggi in bus e viaggi gratis

Gli spunti per scrivere in questi giorni non mi mancano. Vogliamo parlare della giustissima reazione dei dipendenti di Air France all'annuncio dei tagli di quasi 3000 dipendenti? Vogliamo parlare dello scandalo Volkswagen, il cui amministratore delegato è stato, come da protocollo, mandato a casa, ma con una buonuscita di 30 milioni di euro più altri 30 di pensione assicurata, mentre chissà chi sarà mai a tirare fuori i soldi per i rimborsi? Vogliamo parlare della famiglia Berlusconi che si è comprata ormai metà dell'intero mercato editoriale italiano? No, scusate, non è per girare la faccia dall'altra parte, è che proprio non ho voglia di intossicarmi stamattina, e quindi condivido questa notizia che mi ha fatto sorridere: circa un anno fa, il rumeno Victor Miron, lettore appassionato, ha lanciato una buffa iniziativa: chiunque porti con sé un libro salendo in autobus e si metta a leggerlo piuttosto che far scorrere il ditino sullo smartphone, ha diritto a fare la corsa gratis.
guardate chi ho trovato cercando in rete un'immagine adatta!
Ora va beh, anche io sarei piena di idee per rendere migliore la mia città, ma non solo il simpatico Victor (oh a me uno così sta simpatico!) ha creduto nella propria idea e si è impegnato per vederla realizzata, ma il sindaco di Cluj-Napoca (la sua città) gli ha pure dato retta! E pare che da giugno di quest'anno la faccenda sia operativa. 
Certo, bisognerebbe andare a verificare di persona: ho fatto una ricerca superficiale e non ho trovato riscontri della notizia. Però voglio supporre che sia vera. Inoltre, si può ribattere che c'è differenza tra chi con lo smarphone gioca a inutili giochini e chi lo usa per leggere notizie o e-book, o si può ribattere che una persona può mostrare il libro quando sale in autobus e poi lasciarlo in borsa come fosse, appunto, il biglietto del bus (giusto a un'italiana poteva venire in mente un'obiezione del genere...). Ma l'iniziativa resta pur sempre una bella iniziativa: promuovere con ogni mezzo (anche di trasporto, è il caso di dire) la lettura è cosa buona e giusta e, se vogliamo, anche egoistica: vivere in una società che legge vuol dire avere a che fare con persone più aperte, più consapevoli, più intelligenti, certamente migliori di chi non abbia mai aperto un libro!
A proposito di libri, vado a lavorare, con il libro in borsa ma pure col mio bell'abbonamento, che qua mica siamo avanti come certi rumeni!
 
Buona giornata, e buone letture, a voi :)