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Consigli per gli acquisti: Sfruttazero, il pomodoro etico

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La scorsa settimana, in uno dei centri sociali in cui si svolge il il mercato di Campi aperti , c'era un incontro/discussione a cui avrei partecipato volentieri se non l'avessi saputo il giorno dopo... Ci sono rimasta molto male, anche perchè io di questa faccenda, di questo progetto di cui si sarebbe parlato durante la serata, avevo letto tempo fa e mi ero pure messa la pagina dell'articolo nei segnalibri: sarebbe stato estremamente interessante conoscere dal vivo queste persone.  Scusate, vi starete chiedendo di cosa sto parlando. Sto parlando del progetto Netzanet , ossia di persone che hanno deciso di opporsi alla squallida logica del caporalato che sfrutta il lavoro soprattutto di immigrati, i quali, in quanto a potere contrattuale, sono a zero e in quanto ad alternative non ne parliamo neanche. Hanno deciso anche che la disoccupazione non si combatte semplicemente aspettando che qualcuno, nella stragrande maggioranza dei casi, decida di sfruttare il lavoro d...

Nero pomodoro

Un po' di tempo fa avevo letto un interessantissimo articolo pubblicato da Internazionale, l'avevo messo nei preferiti con l'intenzione di suggerirne la lettura anche a voi. Poi, travolta da altri eventi, me ne sono dimenticata, fino a quando non ne ho letto sul blog Minimal Italy , ricordandomi delle mie intenzioni... Vi invito a leggerlo tutto e a guardare anche i video. Per il Ghana la coltivazione di pomodori era un'attività florida, finchè non c'è stata l'invasione del concentrato in scatola esportato dalla Cina e dall'Italia. Ora, al mercato, invece dei panieri di pomodori freschi, si vedono piramidi di scatole di concentrato "Salsa" o "Gino"; ma soprattutto, i contadini che prima coltivavano i loro campi, sono stati ridotti in miseria e sono partiti per mare a cercare lavoro nel Sud Italia. Solo che, più che lavoro, hanno trovato un regime di schiavitù ad accoglierli. È un circolo vizioso e assurdo: dover abbandonare la propr...