la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

domenica 31 marzo 2013

La luce (ecologica) delle sette di sera

Oggi è Pasqua, auguri, auguri!!!!
Ma oggi, per me, è anche il giorno più bello dell'anno, quello che aspetto per sei mesi e anche più, il giorno in cui finalmente entra in vigore l'ora legale! Il giorno in cui finalmente alle 7 di sera è ancora pieno giorno!
Ora una parte, magari anche consistente, dei lettori di questo post mi considererà fuori di testa, ma io l'allungamento delle giornate lo vivo proprio come una conquista personale. Da qualche mese ormai le giornate sono più lunghe, e da qualche mese io mi sento sempre un po' più felice. Mi capita di guardare l'orologio e constatare che sono le cinque, e poi guardare immediatamente fuori (ovviamente dove lavoro la luce è artificiale da apertura a chiusura) e trovare il cielo ancora azzurro; oppure uscire dal lavoro alle sei e accorgermi che non è più buio come la settimana precededente: beh mi si stampano dei sorrisini vittoriosi sul volto, sento proprio una soddisfazione personale, come se avessi raggiunto un obiettivo, come se avessi vinto qualcosa, una goduria inesprimibile!
E quindi il giorno in cui entra in vigore l'ora legale (ovviamente contrapposto al giorno di lutto in cui torna in vigore l'ora solare) è il non plus ultra di questa felicità!
E quindi è tradizione che, nell'ultima domenica di marzo, all'ora in cui ieri era buio e oggi è ancora chiaro, io stia seduta nel dehor di qualche locale, possibilmente in piacevole compagnia, a sorseggiare una birra o un bicchire di vino e brindare al semplice fatto che siano le sette di sera ma sera non è ancora. 
E poi, a voler essere coerenti, questa storia dell'ora legale è una mossa decisamente ecologica!
Il primo a cui era venuto in mente questo "arificio" utile al risparmio di un bel po' di energia elettrica è stato proprio Benjamin Franklin, l'inventore del parafulmine, ma allora il mondo industriale era in piena espansione e la sua, troppo avanti, idea ecologica non fu minimamente presa in considerazione.
Solo nel 1907 fu ripresa dal costruttore inglese William Willet e, nel 1916, vista la crisi conseguente alla prima guerra mondiale, fu approvata dalla Camera dei Comuni inglese, che introdusse la cosiddetta "British summer time". E, visto che la crisi post bellica non riguardava solo l'Inghilterra, molti furono i Paesi che la imitarono. Tra questi c'era anche l'Italia, dove l'ora legale rimase in uso fino al 1920.
"Tra il 1940 e il 1948 fu abolita e ripristinata diverse volte a causa della Seconda guerra mondiale. In tale occasione si ebbe il periodo di massima durata dell'ora legale: dal 14 giugno del 1940 al 2 novembre 1942. L'ora legale venne adottata definitivamente con la legge 503 del 1965, in periodo di crisi energetica.
L'ora legale stabilita da tale legge, applicata per la prima volta nel 1966, durava quattro mesi, dall'ultima domenica di maggio all'ultima domenica di settembre; in quell'anno specifico restò in vigore dal 22 maggio al 24 settembre. Tale durata venne estesa a sei mesi nel 1980 anticipando l'inizio alla prima domenica di aprile e poi dal 1981 all'ultima domenica di marzo. Un ulteriore prolungamento di un mese è stato introdotto nel 1996, insieme al resto dell'Europa quando la fine fu spostata all'ultima domenica di ottobre.
La legge 1144/1966 delegò al Presidente della Repubblica il compito di decidere annualmente inizio e fine dell'ora legale rispettivamente nel periodo 31 marzo-10 giugno e 20 settembre-31 ottobre. Nel 1980 il decreto-legge n. 270 modificò tali periodi anticipando il possibile inizio al 28 marzo. Due anni dopo si anticipò il potenziale periodo di avvio dell'ora legale al 15 marzo.
Solo nel 2010 l'Italia con l'art. 22 della legge 96, recependo la direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo, fissò l'inizio dell'ora legale alle ore 2:00 del mattino dell'ultima domenica di marzo e il termine alle 3:00 del mattino dell'ultima domenica di ottobre, pratica comunque già svolta in Italia fin dal 1996." (Wikipedia)

Ora, è vero, stanotte abbiamo perso un'ora di sonno, e per un'amante del dormire quale io sono non è il massimo, ma quella la recupereremo in ottobre, e poi vale la pena sacrificarla per tante ore di luce in più e tanta energia risparmiata (Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, precisa che, in termini di costi, il risparmio economico per il 2013 sarà pari a oltre 90 milioni di euro in Italia. Dal 2004 al 2012 l'Italia ha risparmiato complessivamente oltre 6,1 miliardi di kilowattora, corrispondenti a circa 900 milioni di euro).
E poi, a onor di onestà, devo dire che, in questo primo e agognato giorno libero dopo una particolarmente intensa settimana di lavoro, io stamattina quell'ora me la sono ripresa eccome!

Ora, scusate, ma vado a prepararmi per uscire :)




giovedì 21 marzo 2013

È primavera, buon anno!

Buon risveglio, buon inizio, buona ripartenza!

Ieri è piovuto ininterrottamente, sono tornata dal lavoro tutta infreddolita e mi sono addormentata con il suono della pioggia sul tetto.
Ma oggi è primavera! Il sole splende e tutto luccica, imbevuto di giallo e di luce.
Oggi sì sì è proprio il 21 marzo, equinozio di primavera nel nostro emisfero; oggi all'equatore il sole è sorto in circolo verticale dall'orizzonte est fino allo zenit, e poi tramonterà in circolo verticale dallo zenit all'orizzonte ovest.

Sono tanti i popoli che proprio oggi festeggiano l'inizio del nuovo anno e io, sotto questo punto di vista, mi ci sono sempre trovata molto affine. È adesso che le piante che erano secche ricominciano a rinverdire, che gli animali che dormivano rannicchiati nelle tane si riaffacciano alla vita, che ci si risveglia dal torpore del freddo, del camino, dall'isolamento dato da strati e strati di vestiti, che si fanno i conti su come è andata e cosa si è prodotto durante l'inverno.

Ma veniamo alle feste!
- La festa del Nuovo Anno, nell'antica Mesopotamia, fa riferimento all'equinozio primaverile. In quanto la data di tale avvento, coincide con il segno zodiacale dell'Ariete, simbolo del Dio nazionale Marduk (c'entrerà qualcosa col mio entusiasmo il fatto che io sia Ariete ascendente Ariete?).
- Sham El Nessim era un'antica festività egiziana le cui tracce risalgono a circa 4700 anni fa. Resta una delle feste pubbliche egiziane, coincide con l'equinozio di primavera.
- In Giappone il giorno dell'equinozio di primavera (春分の日 Shunbun no hi) è una festa nazionale ufficiale che si trascorre visitando le tombe di famiglia e celebrando le riunioni di famiglia. Quando mia sorella viveva a Tokyo era particolarmente felice il giorno di primavera: con i ritmi locali così serrati, finalmente un giorno di festa!
Il giorno del Pianeta Terra venne celebrato inizialmente il 21 marzo 1970, giorno dell'equinozio. Attualmente è celebrato in diversi Stati il 22 aprile. Il giorno del Pianeta Terra, questa mi mancava! È una bella festa no?
- In molti paesi arabi il Giorno della Madre viene celebrato nell'equinozio di marzo. Ma in effetti quale momento migliore per festeggiare la Madre? Credo che il nostro festeggiare a maggio sia legato alla religione (come troppe tante altre cose), essendo maggio il mese della Madonna, ma credo che questo rito pagano legato all'equinozio di primavera abbia perfettamente senso.
- L'equinozio di marzo segna il primo giorno dell'anno per una varietà di calendari, inclusi il calendario Iraniano, il calendario Bahá'í. Il festival Persiano (Iraniano) del Naw-Ruz viene celebrato in questo giorno. Nell'antica mitologia persiana, Jamshid, il re mitico della Persia, ascese al trono in questo giorno e ogni anno quest'evento viene commemorato con feste per due settimane. Queste feste rievocano la storia della creazione e l'antica cosmologia del popolo Persiano. Il primo lavoro che ho fatto a Bologna mi ha portato a stretto contatto con la comunità persiana locale e quando ho saputo che festeggiavano il loro Capodanno il 21 marzo fui così felice di sapere che c'era qualcuno che considerava l'equinozio di primavera come l'inizio del nuovo anno! Ho partecipato per anni con entusiasmo ai loro festeggiamenti!
- È un giorno di festa anche per l'Azarbaijan, l'Afghanistan, l'India, la Turchia, Zanzibar, l'Albania e diversi paesi dell'Asia Centrale, è festa anche per i Kurdi. È inoltre una festività Zoroastrina, è anche un giorno sacro per i seguaci della Fede Bahà'i e per i musulmani Ismaili Nizari comunemente chiamati come gli Aga Khanis.

Insomma, dovunque voi siate, comunque la pensiate e in qualunque modo calcoliate e festeggiate lo scorrere del tempo e l'alternarsi delle stagioni... 
BUONA PRIMAVERA!!!

martedì 12 marzo 2013

Balsamo labbra al mandarino

Pensavate che, lavora di qua, lavora di là, avessi smesso la mia autoproduzione di cosmetici? Sbagliato! Non che in effetti negli ultimi mesi io abbia prodotto granchè, ma c'è un prodotto del cui risultato in realtà sono molto soddisfatta, il mio balsamo labbra al mandarino.
Da ieri poi, oltre che soddisfatta, ne sono addirittura fiera!
Ieri mattina sono andata a fare un po' di spese dal mio caro erborista e, oltre alle solite e utili chiacchiere, gli ho mostrato la mia ultima produzione. Lui l'ha guardato, l'ha annusato, ne ha tastato la consistenza...e mi ha detto brava!!! Avete presente quando eravate piccoli e vi veniva fuori un compito fatto bene e la maestra era fiera del vostro lavoro, il petto vi si gonfiava e la serotonina saliva alle stelle? Ecco io mi sono sentita proprio così ieri, e me ne sono andata al lavoro trotterellando, tutta piena d'orgoglio :)
La ricetta è semplicissima, come tutte le ricette del libro da cui l'ho tratta, che è Cosmesi naturale pratica, di Francesca Marotta, edito da Stampa Alternativa (casa editrice che propone sempre titoli interessanti).
Da questo libro proviene anche la ricetta del primo dentifricio che ho fatto. E altre sono le ricette che ho intenzione di provare perchè la cosa più bella di questo libriccino è che utilizza prodotti reperibilissimi in erboristeria ma spesso anche nella propria dispensa, come yogurt, olio d'oliva, farina, spezie. E poi è molto chiaro ed esaustivo tanto nella spiegazione delle ricette, quanto nell'illustrare gli aspetti negativi dei prodotti tradizionali e le caratteristiche e diverse funzioni dei vari ingredienti naturali.

Ma stavamo parlando del mio balsamo labbra...
Ecco qua i pochissimi ingredienti che ho utilizzato:
- un cucchiaino scarso di cera d'api vergine in scaglie (la Marotta usa un pezzetto di quella solida),
- un cucchiaio e mezzo di olio e.v.o.
- 20 gocce di olio essenziale di mandarino (la Marotta usa mandarino e cannella, ma a me piaceva così).
In realtà, a dispetto di quanto ho detto prima, non è facile trovare della buona cera d'api. Io l'avevo chiesta all'apicoltore da cui prendiamo il miele, ma lui mi ha risposto che quella che produce se la tiene. Quindi sono andata a "piangere" dall'erborista e lui, sempre prodigo di consigli e chiarimenti, mi ha spiegato è difficile trovare della cera d'api "pura" perchè spesso viene lavorata con additivi non proprio "puliti" ed è quindi importante potersi fidare dei rivenditori.
E quindi, poichè lui non la vende ma ce l'ha per produrre alcuni cosmetici, mosso a compassione dalle mie velleità erboristiche e dalla sfiducia verso un "fornitore qualunque" me ne ha riempito un sacchettino di carta e me l'ha regalata!
Chiusa la parentesi cera, procediamo alla produzione del balsamo.
Sciogliere la cera in un pentolino a bagnomaria; quando sarà completamente dissolta, aggiungere l'olio d'oliva. Appena il tutto è ben fluido, togliere dal bagnomaria, lasciar raffreddare per qualche istante e aggiungere l'olio essenziale. Colare il fluido in un barattolino di vetro o in un contenitore di rossetto o burrocacao finito e ben pulito e riporre in frigo. Dopo qualche ora sarà solidificato e pronto all'uso!
 Non contenendo conservanti, ha una durata di circa 4 o 5 mesi.
Ovviamente la parte più bella è usarlo: rende le labbra estremamente morbide, le protegge e riesce a risanare anche le labbra più screpolate (le mie lo erano!). E poi non bisogna ripassarlo dopo due minuti e soprattutto ha un profumo meraviglioso!
 


martedì 5 marzo 2013

Il paese che autoproduce le verdure

L'ultimo periodo è stato forse il più lungo "silenzio stampa" da quando è nato questo blog. La depressione di cui parlavo nell'ultimo post non mi dava nessuna voglia di parlare di niente. Continuo a sentire la forte delusione datami tanto da alcuni eletti quanto da alcuni elettori e la situazione mi fa davvero venir voglia di espatriare.
Certo, politicamente, il posto che meriterebbe di più sarebbe decisamente l'Uruguay, ma forse come analisi è un po' superficiale e ci sarebbe più di un aspetto da prendere in considerazione prima di un trasferimento...
immagine tratta dal web
Ma qualche tempo fa avevo trovato questa notizia riguardante un altro posticino che meriterebbe almeno una visita: Todmorden, un paesino di 14.000 abitanti nella contea del West Yorkshire, in Inghilterra. Dal 2011, grazie alla collaborazione tra i cittadini e alcuni contadini, tutte le aree verdi della città sono state adibite alla coltivazione di frutta e ortaggi, messi poi a disposizione gratuita della popolazione. Si è iniziato coltivando qualche aiuola e si arrivati a contare oltre 70 aree coltivate e altrimenti inutilizzate. Anche lungo le strade, al posto di tigli o platani, sono stati piantati alberi da frutto, ai quali ciascuno è libero di accedere e quindi di raccogliere. Pare che ogni cittadino abbia usufruito con coscienza della disponibilità di cibo offerta, senza portare a casa più del necessario e che, continuando così, nel 2018 la cittadina potrebbe raggiungere la completa autosufficienza per quanto riguarda il fabbisogno di verdura, frutta e legumi.
Personalmente mi sorge solo una domanda: saranno sane delle verdure che crescono in mezzo al traffico? Parliamo di aree pedonali? Di parchi in cui è vietato l'accesso alle auto? In realtà si parla di aree urbane e di rotonde, quindi, a meno che questa cittadina non sia davvero avanti e la maggior parte del suo traffico automobilistico sia costituito da auto elettriche, nutro qualche dubbio sulla salubrità di questi prodotti agricoli.
Però, al di là di questo, è il concetto che mi entusiasma, è l'idea di condivisione e di partecipazione, è il concetto della "proprietà condivisa". Se così spesso le persone non hanno rispetto per le aree comuni, insozzando strade e parchi e tenendo invece a lucido le proprie case, è perchè manca il concetto del bene comune, manca la consapevolezza che, anche se non te lo sei comprato, anche se non c'è il tuo nome sul cancello del parco nè un lucchetto apposto da te, quell'area ti appartiene in quanto cittadino e tu hai il diritto di usufruirne, di viverla, di sentirtici bene, e hai il dovere di rispettarla, di tenerla pulita, proprio come se fosse casa tua.I cittadini di Todmorden sono addirittura un passo avanti a questo concetto: loro queste aere comuni, e quindi di proprietà di ogni singolo, le sfruttano al meglio e ne condividono i frutti, tutti, onestamente. Parrebbe in effetti una cosa normale.