la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

martedì 29 settembre 2015

Love&live (& green) in Berlin

Bella bella bella Berlino! La ricordavo bella e l'ho ritrovata ancora più interessante. E ho potuto farlo perchè stavolta avevamo dei Ciceroni doc, due persone che vivono a Berlino da trent'anni. Dirk e Joanna sono una coppia fantastica, che era stata nostra ospite un paio di anni fa e con la quale è rimasto un legame, una voglia di continuare a condividere del tempo, di approfondire la reciproca conoscenza. Dirk ci disse "Venite a Berlino, Joanna vi farà vedere le cose belle e io le cose brutte!". Perchè le "cose brutte" la guida non te le indica mai, invece con lui abbiamo fatto un giro in macchina per la città davvero interessante!
Ma, come sapete, non è da me fare reportage di viaggio fini a se stessi...quindi non starò qui a raccontarvi di quanto fosse carino il terrazzino della stanza dove eravamo ospitati,

borragine berlinese :)
di quanta birra abbiamo bevuto,

di quanto mi piaccia il quartiere di Kreuzberg, col suo canale, il mercato turco e i negozietti second hand, benchè stia diventando un quartiere sempre più gentrificato,


di quanto sia stata emozionante l'East side gallery, dove un pezzo di muro è ancora in piedi ed è stato riempito di murales,



o di quanto sia stato emozionante il concerto dei Beirut visto da sotto al palco
in trepidante attesa tra giovani e meno giovani berlinesi


o di quanto sia bella una città piena di verde


buffa e anonima installazione...
...che qui si vede meglio


da questo ponte scivolò giù il corpo della povera Rosa
ma anche di stranezze

che ci fa Hannibal Lecter sulla parete di una scuola di yoga?!

Nostra Signora del vino?

Ma in realtà è proprio a peoposito di verde che vorrei parlare. Precisamente del verde di Tempelhof. La storia di questo aeroporto dismesso e di quel che ne è stato fatto l'ho trovata molto interessante, e ho potuto conoscerla e capirla proprio perchè Dirk ce l'ha raccontata, e ce l'ha raccontata da berlnese, non da guida turistica.
Tempelhof è stato inaugurato nel 1923, la più grande opera pubblica di Hitler, parte del suo piano di rendere la Germania "caput mundi". In effetti, il suo terminal, insieme al complesso di edifici che lo circondano, è immenso e pare che gli unici edifici più grandi siano soltanto il Pentagono di Washington e il Parlamento di Bucarest (o almeno così era al tempo).
Da allora fino alla caduta del muro, questo spazio ha trovato uso come campo di concentramento nazista e successivamente come base americana, riprendendo la sua normale funzione di aeroporto fino al 2008.
Ora, quando Dirk e Joanna ci hanno portati, pieni di entusiasmo, in questo campo sterminato, era una domenica grigia e piovosa, e infatti questa è una delle poche foto che abbiamo scattato, chiedendoci perchè fossero così entusiasti di mostrarci questo luogo desolato, questa pista larga e lunga circondata dal prato.


Ma, a un certo punto, via le nuvole, fuori sole e arcobaleno ed è stato come se si fosse aperto un sipario! Gente in bici, su pattini e monopattini che sfrecciava sulla pista, grandi e piccini che dirigevano i loro aquiloni, ragazzi che giocavano a pallone sul prato, coppie a spasso con i loro passeggini supertecnologici, cartelli che indicavano l'area barbeque e bagni pubblici ogni 500 metri.
Tempelhofer field è diventato un enorme parco in cui la gente si riversa la domenica.

Francesco a questo punto ha osservato che, se questi 300 ettari di terreno si fossero trovati in Italia, sarebbero stati senza dubbio destinati alla speculazione edilizia. E così Dirk ci ha raccontato della lunga battaglia di Tempelhof, che ovviamente, perchè "cà nisciun è fess", dopo la dismissione era stato appunto identificato come luogo di nuove costruzioni ad uso abitativo e commerciale, venduto come "riqualificazione urbana" con tanto di rassicurazioni sulla vendita di questi futuri appartamenti a prezzi ragionevoli e persino garantendo la costruzione di una grande biblioteca, che fa sempre consenso. Ma è intervenuta la vox populi, e da queste parti la vox populi è alquanto alta, soprattutto se c'è di mezzo la tutela dell'ambiente e la qualità della vita dei cittadini e se si considera che il quartiere di Neukölln, dove si trova il campo, è già fin troppo veloce nella sua corsa alla gentrificazione.
Ci sono stati anni di lotte e di occupazioni (che ve ne pare di circa 10.000 persone tutte insieme che occupano un terreno pubblico?), alla fine delle quali l'amministrazione comunale ha deciso di indire un referendum.
E questo è stato il risultato (immagini dal web)



Ecco, qui la gente quando si incazza si incazza davvero, qui le persone la loro voce in capitolo ce la vogliono mettere, non si lasciano scivolare le cose addosso per poi lamentarsene dopo come fossero fulmini lanciati da uno Zeus lontano e potente, qui i cittadini sono ben consapevoli dei loro diritti e lottano allo sfinimento per far sì che siano rispettati. Ecco, lo volevo dire.

mercoledì 16 settembre 2015

Che cos'è l'amor

Moses aveva capito che le donne sono in grado di assumere molte forme, che nel tumulto dell'amore hanno il potere di prendere l'aspetto di ogni mostruosità o bellezza della terra o del mare - fuoco, caverne o la fragranza dell'aria quando si miete il fieno - e di lasciare che le più vivide immagini di essa si diffondano per la mente come luci sull'acqua. Né lo stupiva che questo dono della metamorfosi potesse essere usato per assecondare ogni meschino e sordido intento di apparire più forti. Moses aveva imparato che era saggio tenere a mente i travestimenti usati più di frequente dalle donne che amava, così che quando una creatura dal cuore d'oro all'improvviso, e per qualche ragione tutta sua, si tramutava in una zitella inacidita, lui era preparato e non correva il rischio di perdere la speranza che sosteneva la sua pazienza. Perchè, anche se le donne possono mutare a loro piacimento, aveva scoperto che non riescono a sostenere a lungo queste immedesimazioni e che se lui fosse stato in grado di sopportare pazientemente un travestimento o un mutamento d'umore o della falsa modestia, ben presto esso si sarebbe consumato fino a sparire.

È un brano tratto da quel meraviglioso libro che è Gli Wapshot (o La famiglia Wapshot, a seconda dell'edizione) di quel meraviglioso scrittore che è John Cheever, tradotto in questo caso da Vanni De Simone.
E mentre leggevo questo brano pensavo "È vero!" e pensavo anche che il mio Fra è come Moses, che ha capito quello che ha capito Moses, che con me ha una pazienza commovente, che se non avesse avuto questa pazienza ormai quasi sette anni fa probabilmente non saremmo qui, perchè lui l'aveva capito prima di me quanto avremmo potuto essere felici insieme e quella pazienza è stata fondamentale. 
Mentre leggevo ho pensato che è anche per questo che amo Fra, ed è anche per questo che per il suo compleanno gli ho regalato i biglietti per il concerto dei Beirut, quelli che suonano la "nostra" canzone, quelli che in Italia ci sono passati ormai cinque anni fa, e pure come gruppo spalla, e non ci sono ancora tornati. Ma almeno sono in Europa...e noi non avevamo dei conti in sospeso con Berlino?!
Il compleanno di Fra è il 9 luglio...è o non è un ragazzo paziente, visto che partiamo solo domani?!



martedì 15 settembre 2015

Idee geniali: the drinkable book

È solo un prototipo per ora, ma l'idea è, appunto, geniale.
Si tratta di un libro che contiene consigli su come purificare l'acqua non potabile, ma fa di più: la purifica lui stesso! È infatti costituito da fogli speciali, contenenti nanoparticelle d'argento, che, usati come filtri, depurano l'acqua dai batteri che provocano malattie come dissenteria e colera. Ogni libro contiene 20 pagine e si stima che con un volume si arrivi a depurare circa 5.000 litri d'acqua.
La tecnologia utilizzata in questi fogli è stata messa a punto dalla McGill University, in California, dove studiava una certa Theresa, che si è presa decisamente a cuore la faccenda. Theresa infatti è andata in Sud Africa a testare i filtri e ha iniziato una collaborazione con una noprofit, Waterforlife, che opera a sostegno di alcune comunità rurali in India e in Africa.
Theresa e i suoi collaboratori sono tuttora, mi pare di aver capito, alla ricerca di fondi per poter produrre in larga scala questo prezioso libro. Con il sistema del crowdfunding ne hanno raccolti un bel po', ma qualcosa mi dice che non sono ancora sufficienti. 
Poi beh, mi chiedo quanto costi questo oggetto una volta messo in commercio e soprattutto se arriverà mai ad andare a compiere il suo dovere. Intendo, è probabile che la povera donna che vive accanto a una pozza in Ghana non abbia il denaro per comprare un libro nè tantomeno un filtro per l'acqua. Certo, ci dovrebbero pensare le istituzioni, le ong, ma il problema di quella donna è semplicemente che i soldi spesso si fermano prima di arrivare in qualche modo a lei e le istituzioni trovano qualcosa di meglio e più personale da farci che non depurare l'acqua per quella donna e la sua famiglia.

Ma va beh, non voglio fare la disfattista, anche perchè poi in realtà sono sempre felice quando vedo la scienza e la tecnologia migliorare il mondo piuttosto che costruire bombe.

giovedì 10 settembre 2015

E il mio maestro m'insegnò...

Ci sono delle persone che si incontrano nel corso della vita e la cambiano, la segnano, a volte la rovinano altre la migliorano. Una di queste è stata la mia prof. di lettere delle medie.
Lei mi ha insegnato a scrivere un tema, dissolvendo la mia ansia da prestazione (come comincio? come concludo?) con un tranquillizzante "quando non hai più niente da dire, metti il punto e consegna". Lo uso ancora come un mantra all'occorrenza.
Lei mi ha raccontato l'Odissea come fossero puntate di Pollon e i Promessi Sposi che manco il trio Marchesini Lopez Solenghi mi hanno fatto divertire tanto.
Lei mi ha spiegato cosa sia una gravidanza con una scientificità e al contempo una poesia e un'umanità (e un divertimento sì, anche quello) commoventi.
Lei ha fatto trascorrere ore di lezione senza aprire un libro e lasciando parlare solo noi: le ore di lezione migliori.
Lei mi disse che dovevo aver pazienza con mio padre, che se era così esigente e a volte duro con me era solo perché in fondo ero la sua figlia preferita (e io magari ci ho pure creduto!).
Lei, a un certo punto della sua carriera, si è fatta trasferire nella sezione con i ragazzi più disagiati, i bulletti, i casi sociali: diceva che era più divertente. Io direi che era sicuramente meno sprecata.
Lei l'ho incontrata anni dopo in una Termini affollatissima, aveva preso il treno per andare ad ammirare la Dama con l'ermellino. Le ho detto che aveva sempre lo stesso profumo rassicurante di un tempo. Lei mi ha scritto un sms anni dopo dicendomi che quella frase l'aveva commossa e non l'avrebbe mai dimenticata. Lei, quando ha saputo che infine, dopo tutt'altri studi, ero finita libraia, mi aveva chiesto di cercarle un libro che non riusciva a trovare. L'ho cercato nelle librerie dell'usato a Bologna senza successo. Ricomincerò a cercarlo per leggerlo. D'altronde anche Madame Bovary l'ho letto solo perché lei un giorno in classe aveva detto essere un libro che le aveva cambiato la vita.
Maria Antonietta, un nome importante, un nome da regina, diceva. Lo diceva solo perché in realtà non le piaceva, ma era una maestra a trovare il bello in ogni cosa, oltre che in ogni persona.
Ovunque tu stia andando, ci stai sicuramente andando col tuo sorriso sfottente e al contempo rassicurante, ci stai andando con il tuo sguardo accogliente, ci stai andando col tuo profumo inconfondibile. Che forse non sentirò più ma che mi porterò sempre in testa, come tutto quello che mi hai dato.
Ovunque tu stia andando, buon viaggio prof. E grazie di tutto. 

venerdì 4 settembre 2015

Mr Dandy alla finestra

Vi ricordate della fanciulla che danzava sotto al tetto di fronte al terrazzo della mia vecchia casa? Beh, mia mamma ha sempre detto che io, all'occorrenza, stringerei amicizia anche coi muri...e così, col trasloco, mi sono trovata un nuovo "dirimpettaio". Ve lo presento!
Si chiama Mister Dandy, come si può evincere dal titolo del post e dalla sua capigliatura. Ci diamo il buongiorno tutte le mattine dalla finestra della mia cucina, quando mi affaccio per vedere che tempo fa, come stanno le mie aromatiche (al momento un po' "esaurite", non se la sentivano di apparire in pubblico e io ho rispettato la loro privacy) e se il canale è ancora lì

Non ci scambiamo molte parole, è un tipo piuttosto riservato, però certe mattine mi pare che pianga e non sono ancora riuscita a capire il perchè. Forse è esaurito prchè si sveglia di soprassalto alle 6,30 grazie al camion che svuota le campane del vetro? Forse perchè si è accorto che il mondo sta andando a rotoli e ci sono troppe brutture in giro? Forse è commosso dall'avere una dirimpettaia così premurosa? Non so, non sono sono ancora riuscita a conquistare la sua piena fiducia e a farlo confidare con me...voi, a guardarlo negli occhi, intuite qualcosa?