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Visualizzazione dei post con l'etichetta gratitudine

E io pedalo - Giorgio Caproni dixit

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Per una bicicletta azzurra, Livorno come susurra! Come s'unisce al brusio, dei raggi il mormorio! Annina sbucata all'angolo aveva alimentato lo scandalo. Ma quando mai s'era vista, in giro, una ciclista? Giorgio Caproni, Scandalo, in I semi del piangere   "Una giovane donna pedala, forse con troppa furia. Indossa abiti femminili, ma cavalca una bicicletta da uomo. Sulle spalle ha uno zaino che parrebbe quasi da montagna, ma è talmente scolorito che è difficile dirlo. Pedala forte, e le sue labbra si muovono. Forse canta. Una donna più anziana si immette sulla stessa strada. Tra le gambe, protette solo dalle calze velate, è la canna curvata caratteristica delle biciclette da donna; sotto la gonna scura e dritta si può scorgere il sellino foderato con un sacchetto, per quando pioverà. Ma non piove, non ancora. E difatti pedala con calma, la nostra signora, misurando la strada con un passo uniforme e rassicurante che è frutto di anni, decenni, di traversate in bicicl...

La mia prima kokedama

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Kokeché? Non fate finta, lo so che lo avete pensato! Tranquilli, anche io prima le identificavo con qualcosa tipo "quelle palle di muschio che si appendono e da cui esce una pianta..." Ma ora, grazie al regalo di compleanno delle mie amiche, non solo ne conosco il nome, ma so pure come si fanno! Sabato scorso ho passato più di tre ore con un maestro e altre sei persone ad ascoltare e osservare lui e a sporcarmi le mani di torba e di argilla, a riempirmi le narici di profumo di terra e essere alla fine persino fiera del mio lavoro! Il vivaio dove si teneva il laboratorio è uno dei luoghi che mi piacciono di più a Bologna e dove di solito mi rifornisco di semi e piante: non penserete infatti che io sia riuscita a venir via solo con la mia kokedama! Ho preso un bel lampone da trapiantare in giardino e persino una t-shirt, visto che lo spazio è condiviso non solo con una libreria ma anche con un laboratorio di serigrafia artistica (che bello sporcarsi ed essere costretti a ...

Buona primavera girasoli!

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Oggi, alle 17:15 e finalmente anche quest'anno, c'è stato l'equinozio di primavera, quel momento che aspetto con ansia tutti gli inverni. Certo ancor di più aspetto l'avvento dell'ora legale, ma ci siamo quasi anche per quella; diciamo che anche questo inverno, pure coi suoi colpi di coda, l'abbiamo sfangato e adesso è tutta discesa! Questa per me è una primavera particolare, è la prima primavera che passo in questa casa, cioè è la prima primavera che trascorro in un giardino da quando avevo cinque anni e ci trasferimmo in un appartamento senza giardino. E quindi innanzitutto è una primavera di sorprese! Ché io mica lo sapevo che un bel giorno avrei aperto la porta finestra e avrei trovato tappeti di violette! Va bene tarassaco, margherite e nontiscordardimè (o occhi della Madonna o, tecnicamente, veronica), quelli me li potevo aspettare, ma le violette?! Io ho sempre adorato le violette! E profumano anche eh! Di quel profumo che mi ricorda certe passeggiate ...

Libri in movimento

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In via Paolo Fabbri abita una donna che mi piace tanto. Avete presente quelle donne semplicemente belle? Quelle che anche se le vedi in vestaglia a novant'anni compiuti non puoi non riconoscere quanto siano belle? Ecco, lei è così, non so se abbia novant'anni ma so che non ne ha quaranta, è alta e magra e porta i capelli raccolti in una crocchia, ha un sorriso delicato e un portamento elegante, ha una bicicletta con un cestino tutto fiorito e ha un gatto. Io del gatto lo so perchè ogni tanto dal suo giardino, quasi confinante col mio, la sento chiamare Pilù, che di giardino in giardino e di tetto in tetto chissà ogni volta dove si è cacciato/a; ma lei chiama e chiama finché Pilù non arriva, e chiama con una voce così delicata, così affettuosa, così accogliente e piena di promesse che quando la sento io vorrei solo essere Pilù e fiondarmi a zampe levate tra le sue braccia! Lei per me è La Signora dei libri. Che c'entrano i libri? Ma se è proprio per questo che vi sto racc...

Il mondo non è Gorino (per fortuna)

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Da ieri non si parla quasi d'altro. Da quando dei poveri mentecatti si sono sentiti forti per aver portato un po' di pallet all'ingresso della città per impedire l'accesso a un pullman che trasportava 12 pacifiche donne (se 'sti 8 bambini c'erano o non c'erano non si capisce ma è assolutissimamente ininfluente). Da quando un gruppo di paesanotti incolti si è sentito addirittura eroico e ha usato decisamente a sproposito (dovreste chiedere scusa a chi ha resistito e resiste davvero, dai nostri partigiani di ieri a quelli siriani di oggi, tanto per nominarne qualcuno) una parola come "resistenza" per indicare il proprio razzismo e la propria pochezza d'animo prima ancora che intellettuale. Bene recitava una battuta del collettivo Spinoza di ieri: Gli abitanti di Gorino hanno negato ospitalità a una profuga incinta. Poi tutti a fare il presepe . E io, in un raptus di puro autolesionismo, sono pure andata a leggermi un post di uno di questi po...

La Via degli dei (e della bellezza)

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Non solo siamo partiti...ma siamo pure tornati! Asciutti e incolumi :) Erano circa 3 mesi che aspettavamo la partenza. Mi direte che non serviva cotanto anticipo per organizzare 4 giorni di cammino, ma mettere insieme impegni e ferie di 4 persone, che sono quasi subito diventate 6 e poi 7 non è cosa che si può fare all'ultimo minuto. E poi un maggio stupendo e il maltempo che arriva proprio a ridosso del 2 giugno...e le perplessità e le ansie, ché qui non siamo mica (ancora) dei camminatori esperti. Ma eravamo tutti troppo in fibrillazione per rinunciare. E siamo partiti. E abbiamo fatto bene! Se è vero che ogni viaggio arricchisce, un viaggio a piedi rende miliardari. Camminare rende potenti, dà la sensazione che si possa arrivare dappertutto sui propri piedi, che nessun luogo sia impossibile da raggiungere se non si ha fretta di arrivare. Ecco, la fretta, quanto è purificante liberarsi della fretta. Semplicemente camminare, tra l'erba, nel fango, sul...