la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

giovedì 31 dicembre 2015

Che ogni mattino sia un capodanno

Qualche alba fa, andando al lavoro
Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.
Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date. [...] Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.
Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese

Così parlò il buon Gramsci esattamente un secolo fa. E come dargli torto? Mica per far la burbera eh, figuriamoci! Ogni occasione è buona per far festa! Semplicemente perchè, come ho già detto e ripetuto, a me sto inizio messo lì, nel bel mezzo dell'inverno, quando le giornate già da dieci giorni hanno iniziato impercettibilmente ad allungarsi e quando i primi boccioli non si vedranno sui rami prima di un paio di mesi (spero!), proprio non mi dà un senso di inizio.
Per cui, miei cari amici che di auguri di felicità e di serenità ne avrete già raccolti a piene mani e ancora ne raccoglierete nelle prossime ore, io vi auguro che ogni mattino sia capodanno, vi auguro che il vostro tempo sia scandito il più possibile dal vostro animo piuttosto che dal calendario, e che le vostre azioni possano seguire il vostro volere e non quello altrui.

giovedì 24 dicembre 2015

Un abete speciale

Quest'anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.
Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente,
con centomila rami
e un miliardo di lampadine,
e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.
Un raggio di sole
per il passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.
E poi giochi,
giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
e per loro ogni giorno
all'altro è uguale,
e non è mai festa.
Perché se un bimbo
resta senza niente,
anche uno solo, piccolo,
che piangere non si sente,
Natale è tutto sbagliato.


Gianni Rodari


Buon Natale a voi e a quelli che amate, miei cari blogamici :-)

giovedì 17 dicembre 2015

Di alberi di Natale e calendari dell'Avvento

...ovviamente homemade! Abbiamo fatto così in fretta a fare il nostro albero di Natale quest'anno che quasi ero delusa per aver già finito. In compenso ero decisamente soddisfatta! Negli ultimi anni addobbavamo la nostra pianta grassa che, crescendo sempre più e forte ormai di un vero e proprio tronco, avevamo battezzato, appunto, "l'albero"; ma la sala della casa sul canale non è molto luminosa e non volevamo che l'albero soffrisse per far gioire noi, così abbiamo cercato un'idea alternativa. E l'abbiamo trovata a casa di amici: appena ho visto il loro alberello ho detto "Ok, la materia prima non ci manca, domani lo facciamo così!"

in versione "nuda"
Il mio (cortissimo!) lato consumistico voleva comprare una punta, che so una stella, da posizionare in cima, ma Fra dice che quella scatolina fa perfettamente da punta...e non ci ha messo molto a convincermi a rinunciare ad infilarmi in uno degli affollatissimi negozi di cineserie a comprare un pezzo di plastica colorata ;)
Quasi tutti i libri li abbiamo presi da uno scaffale su cui teniamo libri di cui vogliamo disfarci e regalare: diciamo che chiunqui passi a casa nostra in questo periodo, piuttosto che trovare i regali sotto l'albero, li trova direttamente nell'albero, e se c'è qualcosa che gli interessa può prenotarlo e ritirarlo il 6 gennaio :D
Non ci siamo inventati niente di nuovo, lo so, ma mi ha dato comunque tanta soddisfazione creare questo albero intellettuale!

Chi invece si è decisamente inventato un fantastico calendario dell'Avvento per i propri figli è il mio amico Davide.
Davide ha cinque figli e, nonostante il più grande ne abbia ormai 17, il calendario dell'Avvento, così come la calza della befana, continua a essere un must. Sarà anche perchè i figli appartengono a quella folta schiera di ragazzi con due case, tradizione vuole che "a casa del babbo" a dicembre ognuno trovi il proprio calendario. Ma dove mettere cinque dico cinque calendari?!
Dipende dalle dimensioni del calendario...


Non è un bel vedere? Una parete splendidamente decorata, risparmio di spazio e di spesa, del tempo passato a costruire qualcosa di bello per i propri figli e ciascuno con il proprio calendario/filo personalizzato col proprio nome da cui staccare  ogni giorno un cioccolatino (rigorosamente equo e solidale!) o una caramella. E, last but not least, niente rifiuti postumi ma solo dei cordoncini che si riutilizzeranno per la prossima ispirazione creativa!

E le vostre case si sono debitamente agghindate per le feste?


sabato 5 dicembre 2015

La lotta No Tav non fu terrorismo: l'ha detto la Cassazione

Semmai ci fossero ancora dubbi o ce ne fossero mai stati, ci ha pensato la Cassazione a scioglierli: l'incendio di un compressore non c'entra nulla con il concetto di terrorismo.
In sostanza, è quanto ha risposto al ricorso presentato dagli avvocati Rinaudo e Padalino nei confronti di alcuni attivisti No Tav che, come altri di cui avevamo già scritto, avevano compiuto azioni di sabotaggio contro la costruzione della linea alta velocità Torino-Lione.

E va beh che in questo Paese la giustizia spesso va un po' dove le conviene pare, ma evidentemente quando è troppo è troppo, e qui si stava davvero rasentando il ridicolo, oltre che attuando una vera e propria persecuzione. Persecuzione fatta di continui screditamenti, di tentativi di far passare per violenti, facinorosi e sì, terroristi, uomini e donne che stanno semplicemente ed encomiabilmente difendendo la loro terra, anzi la nostra terra, dai tentacoli viscidi di politici e imprenditori che, continuo ad augurarmi con tutta me stessa, dovranno arrendersi e andare a cercare di arraffare altrove.

La notizia completa la trovate su www.notav.info

E con questa buona notizia vi auguro un fine settimana riposante, entusiasmante e caldo almeno nell'animo, che sulla temperatura esterna non si  può certo contare in questo periodo. E se poi il vostro weekend è pure lungo, buon per voi, godetevi il ponte! Cosa che farò anch'io, nel senso che lunedì, ma giusto lunedì, sarò a casa da lavoro :)

martedì 24 novembre 2015

Di malumori e torte di frutta

Accidenti da quanto tempo non scrivo! E va beh, chevelodicoaffare... Il Natale in libreria è iniziato da almeno due settimane, nel frattempo sto cercando di star dietro a un altro progetto di cui non è ancora il caso di parlare, e, se devo dirla tutta, ultimamente ci si mette anche l'umore. Sarà il freddo, sarà lo stress, sarà la stanchezza, saranno gli ultimi angoscianti fatti di cronaca e tutto ciò che implicano, sta di fatto che il sole gira poco e male ultimamente da queste parti.
Anche se poi mi viene da pensare che il tempo trascorso di malumore sia tempo sprecato e questo di solito mi porta a due tipi di reazione opposti 1) Aumento del malumore dovuto alla frustrazione per la consapevolezza di stare sprecando il mio tempo 2) Ricerca della (di solito inesistente) causa concreta del malumore, conseguente pronuncia della catartica frase "Ma chi me lo fa fare?" e sorriso, all'inizio un po' forzato poi sempre più spontaneo, alla vita. Perchè poi quanto è vero che se le cose si fanno di buonumore viene tutto più facile?! È come un cane che si morde la coda, più sei negativo e più il mondo è brutto. 
Quando ho tempo, per scacciare il malumore mi metto a pasticciare, funziona quasi sempre!
Questa è una torta che ultimamente sto facendo a ripetizione perchè è facile, veloce e superbuona!
La ricetta l'ho presa dal libro Dolci vegolosi, modificandola un po', ossia usando le farine che avevo in casa, sotituendo cremortartaro e bicarbonato con il lievito biologico e usando noci e limone al posto del cioccolato.
 
 
 
Le mie dosi sono queste:
300 gr di farina (io ho alternato e mescolato farina integrale di farro o di orzo e farina di grano 1),
50 gr di zucchero integrale di canna,
mezza bustina di lievito per dolci, 
un pizzico di sale,
250 ml di latte di riso,
80 ml di olio di semi di girasole,
una grossa mela e una grossa pera (la ricetta dice 200 grammi di ciascun frutto),
mezzo limone biologico,
una manciata di noci sgusciate e spezzettate.
 
Il procedimento è a un livello di difficoltà che rasenta lo zero. 
Tagliare a pezzetti la frutta (se è bio non serve sbucciarla), metterla in una ciotola e irrorarla con il succo di limone. Mescolare tutti gli ingredienti secchi, aggiungere l'olio e il latte di riso e mescolare (io ho usato le fruste elettriche), aggiungere la frutta, la buccia del mezzo limone e le noci. infornare a 180° per una quarantina di minuti e stupirsi di come si possa fare una cosa così buona con così poca fatica :)

Nonostante l'abbia fatta già tre volte, non l'ho ancora immortalata. Appena la rifaccio, a brevissimo!, modifico il post.
E intanto, a proposito di quanto si diceva sopra, è uscito pure il sole!

venerdì 13 novembre 2015

Come ti neutralizzo il raffreddore

Mercoledì sera, nel centro sociale in cui siamo andati a fare la spesa, abbiamo incontrato un paio di amici, coi quali siamo rimasti seduti in cortile a bere birra, smangiucchiare, fumare tabacco e chiacchierare. Ora è vero che questo novembre è a dir poco anomalo e che le temperature sono (inquietantemente) alte, ma ciò non toglie che fare serata stando ferma all'aperto possa farti andare a letto con quel sospetto pizzicore alla gola e farti svegliare il giorno dopo con un più deciso mal di gola e il naso totalmente chiuso. Va beh, tanto era giorno libero...aaaargh!!!!!!!!
Non ho mai dimenticato una frase che ho letto su un vecchio libro di rimedi naturali, che dice più o meno così: "Il raffreddore passa in una settimana se prendi medicine e in sette giorni se non ne prendi". In effetti, una volta che il raffreddore te lo sei preso, te lo tieni e quel che puoi fare è alleviare i sintomi e aiutare il tuo corpo a contrastarlo.
Io in questi casi, oltre a starmene al caldo, bevo tanta acqua, che iuta a eliminare le tossine) e non meno di quattro tazze di te o tisane al giorno e assolutamente non mi faccio mancare quella allo zenzero e limone. Si prepara semplicemente mettendo un pezzo da un paio di centimetri di zenzero in una pentolina con l'acqua, si porta a ebollizione e si lascia andare ancora per qualche minuto (infatti, più che una tisana, è un decotto). Una volta tolto dal fuoco vi si spreme mezzo limone, anche lui dalle riconosciute proprietà antisettiche, si filtra e si beve calda.
eccola lì sul mio ocmodino
La radice, anzi è più corretto dire il rizoma, dello zenzero contiene una ricca quantità di proprietà benefiche. Oltre a essere efficace contro la nausea, lo zenzero favorisce la digestione e l'eliminazione dei gas intestinali ed è utile nella prevenzione di ulcere e gastriti. È inoltre un discreto analgesico, utile soprattutto in caso di mal di testa, mal di denti e dolori articolari e muscolari, e infine un potente antinfiammatorio, soprattutto per quanto riguarda le vie respiratorie. Se a quest'ultima caratteristica aggiungiamo le sue proprietà antisettiche, è facile riconoscere la sua utilità nel combattere tosse, mal di gola, raffreddore e sintomi influenzali in generale.
A dire il vero, rispetto a ieri sto già meglio, quantomeno non ho più bruciore alla gola (merito forse anche dei gargarismi che ho fatto con il colluttorio alla salvia) e il naso chiuso si è trasformato in goccia perenne, ma per quella ho il mio bel rotolo di carta igienica sul comodino (mi rifiuto di consumare dieci pacchetti di fazzoletti in due giorni o di fare una lavatrice di soli fazzoletti di stoffa!).
A ciò ha probabilmente contribuito l'altra arma segreta che sfodero in questi casi: l'aglio! Eh sì, l'aglio non ha solo proprietà magiche contro i vampiri, nè solo il potere di allontanare antipatici e scocciatori con una semplice alitata, è bensì un ottimo antibiotico naturale, grazie all'allicina in esso contenuta. Per sfruttare al meglio queste proprietà va consumato crudo (l'allicina si perde in cottura), e già vi vedo arricciare il naso... A me in realtà l'aglio piace un sacco e non capisco perchè in Italia siamo sempre così parchi nell'usarlo, a differenza degli altri paesi mediterranei (vogliamo parlare, ad esempio, della salsa alioli spagnola? Una goduria!), ma devo dire che in questo caso ho approfittato di una preparazione che abbiamo sperimentato un paio di mesi fa: gli aglietti sott'olio, che così preparati perdono totalmente il loro sapore e assumono quello delle spezie con cui sono conservati (in questo caso pepe nero e alloro) e restano croccanti. Abbiamo già stupito un discreto numero di scettici proponendoli come aperitivo! Ah, anche perchè l'aglio crudo, assunto a stomaco vuoto, pare sia pure un ottimo disintossicante!

Adesso mi rimetto sotto le coperte, che iniziano a bruciarmi gli occhi da troppo computer, e aspetto pazientemente che si faccia ora di cena, chè per cena mi aspetta la zuppa di cipolle che Fra prepara in modo eccellente, quando non la brucia. Non vi ho mai parlato delle innumerevoli proprietà della cipolla?!

venerdì 6 novembre 2015

La TAV sul banco degli imputati

Su facebook, dopo l'acusa di istigazione al sabotaggio mossa a Erri De Luca, è nato un gruppo di sostegno e informazione che si chiama #iostoconerri, e che io seguo. Proprio tramite la bacheca del gruppo sono venuta a conoscenza di questa simpatica notizia: a finire sul banco degli imputati, dopo l'assoluzione dello scrittore, è il progetto stesso della linea ferroviaria Torino-Lione, insieme ad altre grandi opere di dubbia reale utilità (ove per utilità si intenda il bene comune di popoli e territori e non quello dei costruttori).
 
Il tribunale che giudicherà l'opera è il Tribunale Permanente dei Popoli, un organo fondato nel 1979 a Bologna dalla Fondazione Basso e deputato ad assicurarsi che l'economia mondiale non finisca per ledere i diritti dei popoli. Più in generale interviene, su richiesta, dove si senta l'assenza del diritto internazionale nella tutela dei popoli. Il TPP non ha ovviamente reale potere giuridico, le sue sentenze non mandano in galera nessuno, ma visto il prestigio dei giudici che lo presiedono, provenienti ovviamente da diverse parti del mondo, è capace di influenzare non poco la giustizia "vera".
Nel caso della TAV, il suo intervento era stato richiesto nel 2014 dal Controsservatorio Valdisusa, un'associazione costituita dai sindaci della val si Susa e da altre personalità internazionali quando è nato il (dannatissimo) progetto TAV.
Il Tribunale sta lavorando da ieri a Torino sulla questione e domenica 8 emetterà una sentenza. Per tutto quello che ho letto, visto, ascoltato, non avrei dubbi su quale possa essere la sentenza, ma la aspetterò a dita incrociate, e soprattutto mi auguro che possa avere un peso sulle decisioni che verranno prese in seguito, che venga finalmente riconosciuto il diritto degli abitanti della Val di Susa di non vedere distrutto il proprio territorio, contaminata l'aria che respiranoe messa in pericolo la stabilità delle loro case.
Hasta siempre se non la vittoria almeno la libertà dei popoli!

lunedì 26 ottobre 2015

Il mio Indipendence day

Un po' di mesi fa, tramite non ricordo più quale blog, mi ero imbattuta in questo post di Francesca. Indire una giornata "alimentarmente indipendente". Indipendente da che? Da chi? Ma dall'industria alimentare, ovvio! Quella volta ero ormai in ritardo per partecipare, ma mi sono segnata l'appuntamento successivo, ed eccomi qua! È stato divertente impegnarsi a stilare un intero menu (colazione, pranzo e cena) stando attenta all'origine delle materie prime (che non fossero preconfezionate o comunque acquistate tramite la grande distribuzione) e al fatto che tutto fosse preparato in casa: è stato divertente, e un po' strano, perchè estremamente facile! Nel senso che ormai davvero al supermercato ci compro quasi solo la carta igienica, quindi ho semplicemente scelto cosa cucinare e mangiare domenica 25 ottobre :)
E, scusate se mi dilungo un po', ma mi sento molto grata a Francesca per l'iniziativa. Da anni ormai (e lo so che chi mi segue da un po' non ne può più di sentirmelo ripetere!) ho modificato il mio modo di alimentarmi e di fare la spesa. Compro al mercato dei contadini, compro nelle piccole botteghe. Non è solo un discorso di salute, che ha comunque il suo peso: non mi basta andare al supermercato e scegliere la linea biologica, un po' perchè ho sempre trovato una contraddizione in termini l'industria del biologico, ma soprattutto perchè diventa sempre più importante per me conoscere la filiera (e che sia il più breve possibile) dei prodotti che acquisto; sento sempre più forte l'esigenza di sapere da quali mani arrivi il cibo che mangio e quali bocche vadano a sfamare i soldi che pago per quel cibo. E credo che mangiare qualcosa che ti viene consegnato da qualcuno che possa dire "questo l'ho fatto io, questo è il frutto del mio lavoro, del mio tempo, della mia dedizione" abbia un valore inestimabile.
E poi sono una fervente sostenitrice dell'esercizio del potere di boicottaggio: che i miei soldi vadano a chi voglio io, e chi voglio io non è sicuramente chi inganna il consumatore, sfrutta il lavoratore e inquina il pianeta per un mero bisogno di profitto personale.
E, dopo la necessaria filippica, mettiamoci a tavola!

Per colazione Fra ha fatto i pancakes, di cui non avevo mai postato la ricetta perchè si ostina a non pesare gli ingredienti: diciamo che ci mette circa tre cucchiai di farina, mezzo di zucchero, la punta di un cucchiaino di lievito per dolci, un filo d'olio e acqua quanto basta a ottenere un composto molto fluido, che poi mette a cucchiaiate in una padella già calda, un minutino per lato e sono pronti! Li abbiamo mangiati con la pseudonutella e una pera a fettine e con marmellata di arance fatta dalla mamma di Fra.



A pranzo abbiamo iniziato con un'insalatina di lattuga, rapa rossa cruda, tanto ricca di ferro (di cui necessitiamo soprattutto considerando che non mangiamo carne) e semi misti ( i semi li prendo sfusi da un signore un po' burbero ma buono che vende granaglie, spezie, legumi e cereali rigorosamente sfusi);
e tagliatelle fatte in casa come da tradizione (farina di produttori locali, e uova da galline felici) con i porcini che abbiamo trovato al mercato martedì scorso. Scusate ma le abbiamo divorate prima di ricordarci di fotografare!
E, essendo domenica, ci siamo concessi anche il dessert! Gelato di banana con cioccolato fuso e pezzetti di pancake avanzato da colazione.
 Non sembra una vera sciccheria? Beh, la preparazione è vergognosamente semplice: prendere due banane, tagliarle a pezzi e metterle in congelatore, al momento opportuno scongelarle e frullarle insieme a 4 cucchiai di latte di mandorla, o al latte che preferite, fino a ottenere la cremosità del gelato (da non credersi, sembra davvero gelato!!). Sciogliere a bagnomaria 30 grammi di cioccolato fondente e colarlo sul gelato. Una delizia! Ah, banane e cioccolato provenivano dal mercato equo, il latte di mandorla l'ho fatto io diluendo con acqua l'apposito panetto che compro al banchetto del siciliano al mercato. Sì, gli ingredienti del dessert non erano proprio a km 0, ma almeno la spesa è stata etica (che ne dici, Francesca?).

Per cena una coccola calda: crema di zucca e patate con foglie di porro e crostini. Niente di più semplice. Ho cotto al vapore mezza zucca delica, la mia preferita perchè si cucina con la buccia, e 4 patate piccole, tutto a pezzi, che ho poi passato al passaverdure e a cui ho aggiunto poca acqua. Ho rimesso il tutto sul fuoco basso affinchè si tenesse caldo. Ho preso le foglie di porro e le ho cucinate come per fare la crema di porri ma senza frullarle. Ho infine crostinato qualche fetta del pane che fa Fra col nostro lievito babbo. Ho messo il pane sul fondo del piatto, ho versato la crema e infine ho messo su ciascun piatto le foglie di porro. E anche qui, ho dimenticato di fotografare...

Prima di dormire una rilassante tisana di menta del mio davanzale e fiori di camomilla raccolti e seccati dal mio bravo erborista.

E questo è stato il nostro giorno dell'Indipendenza alimentare, che per fortuna mi ha pure distratta dalla tristezza del cambio dell'ora con conseguente anticipo dell'arrivo del buio...





lunedì 19 ottobre 2015

Assolta la parola contraria di Erri De Luca

Questa è decisamente la buona notizia che ci voleva oggi, e ringrazio il Cavaliere oscuro del web per averla pubblicata fresca fresca, lui che è sempre "sul pezzo" e, mi viene da dire, è una gran bella testa, anche se lo conosco soltanto tramite il suo blog.
Insomma, Erri De Luca è stato assolto! E ci mancherebbe pure, direte voi! Beh, lo direi anch'io, se non fosse per il fatto che è stata così assurda e fuori da ogni logica di buonsenso l'accusa mossagli, che a quel punto proprio non avevo criteri in basi ai quali aspettarmi qualcosa.
Più di una volta ho pensato di fare un post su questa faccenda, su questa accusa di "istigazione al sabotaggio", tanto più che sapete quanto io abbia a cuore la questione No tav, ma non ci sono mai riuscita. Perchè la faccenda era troppo assurda? Perchè io ero troppo allibita e arrabbiata? Non so. Sta di fatto che l'ho seguito e sostenuto solo silenziosamente, iscrivendomi a gruppi, firmando petizioni, condividendo post. 
Ma ora, facendo un giretto tra i blog e imbattendomi nella notizia, non ho potuto trattenermi dall'esultare e condividere.
Delle motivazioni si sa ancora poco, se non che "il fatto non sussiste". E ci voleva una denuncia e due anni per capirlo? Solo in Italia, ah no scusate dimenticavo il blogger arabo incarcerato e frustato (e non mi dite che il paragone è esagerato: i colpi inferti dai due stati hanno lo stesso obiettivo, la libertà di parola). Dicevo, quasi solo in Italia si poteva sentire una roba del genere. In Italia dove abbiamo indagati e rinviati a giudizio in Parlamento, dove la polizia picchia deliberatamente i civili (sono un po' scossa dai recenti avvenimenti della mia città), dove si raccontano fandonie e si finge di fare il bene del Paese intendendo per Paese imprenditori mafiosi e furbetti del quartierino vari, ecco, in questa Italia si processa uno scrittore per aver espresso la sua opinione su un'opera pubblica. Un'opera pubblica, se proprio vogliamo entrare nel merito della questione, spudoratamente INUTILE e DANNOSA
Ma, se mi si permette una battuta che tanto battuta non è, non sarebbe allora il caso di fare qualcosa contro, che so, un Paolo Brosio, che si è arricchito intortando povere anime con sta storia delle apparizioni e dei miracoli della madonna di Medjugorie che manco dalla Chiesa stessa sono mai stati riconosciuti? Non sarebbe almeno il caso di mettere in guardia queste tristi e circuite anime? Almeno dir loro "Guardate che se la suona e se la canta: la vostra Chiesa Cattolica non ha mai riconosciuto nessuna apparizione e nessun miracolo da parte di quella statuina"? No, è più urgente e importante zittire Erri De Luca, che sai, prima che lui parlasse, eravamo tutti d'accordo sull'opportunità della nuova linea Torino-Lione, il popolo della Val di Susa era entusiasta e portava pure la merenda agli operai al lavoro, poi dopo l'intervista all'Huffington Post tutto è cambiato, la gente ha aperto gli occhi, o addirittura si è fidata senza capacità di giudizio delle parole dello scrittore e ha iniziato a sabotare i lavori.
Ah, non è andata così? Allora semplicemente vuon dire che viviamo in uno Stato in cui esprimere la propria opinione si può, a meno che non sia contraria a quella che lo Stato stesso vuole che sia. E che dire, meno male che, almeno, ci viviamo insieme a gente come Erri De Luca.
Direi che la cosa davvero non avrebbe potuto concludersi in altro modo, e viene solo da stendere un velo vergognoso su di essa. E compiacersi di avere tra i propri connazionali una persona bella, seria, profondamente intelligente, intellettualmente onesta, fedele a se stessa e ai propri principi come Erri De Luca.

E scusate se me la tiro, ma io lui ho avuto la fortuna di conoscerlo, quando accettò l'invito della nostra libreria (e infatti volevo pubblicare una foto di quel giorno e non una presa dal web, ma non la trovo!). Ero emozionata che manco una dodicenne col ragazzo che le piace, mi feci autografare Il contrario di uno, cercando di spiegargli che mi era piaciuto tanto il concetto che il contrario di uno non sia nessuno ma due, ma ero così stupidamente emozionata che quasi faticavo a trovare le parole, e lui mi guardò con quei meravigliosi e profondi e caldi e brillanti occhi azzurri e mi disse: "Infatti, vedi che bello? In questo momento siamo in due". 
Ecco, negli ultimi due anni ho continuato a pensare: "Vedi Erri? In questo momento siamo in centinaia di migliaia, con te".

venerdì 16 ottobre 2015

I fiori di Lodoli e le persone belle

Vi ricordate della mia amica Anna, quella che mi ha insegnato a fare i saponi? Frequentandoci, è successo che lei ha conosciuto i miei amici e io i suoi, e questo è già bello di per sè: è bello quando le cerchie si allargano, quando si creano interconnessioni tra le persone, quando nascono amicizie che poi crescono al di là di chi ha fatto sì che nascessero.
Una di queste persone che ho conosciuto tramite lei è Enrica: avete presente quelle persone con cui vi trovate a bere qualcosa perchè, appunto, amici di amici, ma con cui vi sentite subito a vostro agio? Quelle situazioni in cui poi, a fine serata, non si capisce più chi sia amico di chi.
Beh, la sensazione deve essere stata reciproca perchè, nonostante ci fossimo incontrati solo un paio di volte, una sera Enrica e Domenico hanno organizzato una cena a casa loro e hanno invitato anche noi. Hanno una casa bella e, soprattutto, hanno una casa piena di libri, che per me funzionano come calamite. E così, sbirciando sugli scaffali, mi è caduto l'occhio su questo libro qui.
Un Lodoli?! Che non conosco!!! Non ho potuto evitare di chiederglielo in prestito e ho visto nei suoi occhi quel misto di terrore e perdute speranze che sembra dire: "Perchè me lo hai chiesto?! Come faccio a sapere che me lo restituirai, chè poi questo l'avevo trovato su un banchetto di libri usati e manco l'ho ancora letto! Ma d'altronde che scuse ho per dirti di no? Come faccio?! Non siamo abbastanza in confidenza per dirti che ho sempre timore a prestare i miei libri e nemmeno per essere sicura che lo riavrò indietro!"
Ho cercato di spegnere come potevo quel bagliore di terrore promettendole che l'avrei restituito, che capivo la sua ansia e che poteva fidarsi di me. E credo proprio che premierò la sua fiducia e esprimerò la mia gratitudine regalandole anche un libro nuovo: se lo è decisamente meritato :)



Insomma, anche in questo libro qui Lodoli è stato magnifico, perfetto, godurioso, commovente. È stato Lodoli!  Ne volete qualche assaggio?

Abitava in via Sirte, quartiere Africano, una strada che è una biscia ritorta tra palazzoni di quindici piani. Il suo appartamento era in fondo alla rampa di un garage, accanto alle cantine e ai box delle macchine. Per arrivare al cielo lo sguardo deve scalare una muraglia di terrazzini, finestrelle, panni stesi, odori di minestre, strilla di bambini e di madri, croste grigie di intonaco, antenne a ciuffi. In cima c'è l'azzurro di Roma.

Ognuno dentro di sé ha un vuoto, è stato messo in noi per ricordarci che siamo involucri: ad alcuni per colmarlo è sufficiente un amore, un figlio sano, un lavoro come si deve; è appena un avvallamento malinconico, e presto la strada risale e dimentica. Altri per cancellare il buco sono costretti a gettarci dentro tutte le loro cose, la vita intera, perchè la bestia va saziata ogni giorno, ha la bocca sempre aperta e chiede, chiede in continuazione, non vuole mai riposare. E poi c'è chi arriva a non sfamarla con ciò che possiede, neanche un regno basterebbe, e allora deve riempire quelle fauci con i sogni, eppure neanche i sogni bastano, servono illusioni ancora più grandi, assolute.
Noi tre eravamo così, gettavamo nella voragine speranze infinite, come bambini che nel gelo della stanza inventano un fuoco e bruciando cataste di desideri lo tengono vivo.

Mi sono ritrovato quella fisarmonica di parole tra le mani. - Quanto devo? - ho domandato.
- Decida lei.
- Mi dica la cifra, la prego, non ne ho idea.
- Facciamo così: lei mi offrirà una sigaretta ogni volta che passerà di qua, ce la fumeremo insieme leggendo poesie.

Non so perchè ho pensato ai pesci del fiume, a quanta fatica devono fare per resistere alla corrente e non finire buttati nell'acqua salata del mare. incessantemente il fiume li spinge verso la foce, e loro, piccoli come sono, devono spingere nell'altra direzione. Se si addormentano, se sognano la pace dei laghetti immobili tra le montagne, il fiume li trascina via con sé di ponte in ponte, fino alla morte salata. L'acqua non ha maniglie e i pesci non hanno mani per aggrapparsi ai sassi, non hanno piedi da puntare né una stanza con una porta da chiudere, devono nuotare giorno e notte contro la corrente, e intanto mangiare, deporre le uova e proteggerle, provare a capire il fiume, le barche, i pescatori, e anche essere felici.

E anche essere felici. Aggiungo altro?

P.s. È doveroso precisare che questo post rientra nei "piccoli momenti di felicità" più che in "proposte di lettura"... Prima che vi arrabbiate con me, devo dirvi che il libro è un Supercorallo che è esaurito e che l'editore non ha mai ristampato, nè pubblicato in edizione tascabile se non in un'edizione che contiene altri due romanzi brevi di Lodoli. Esaurita pure quella. Se vi è venuta la curiosità di leggerlo (e vi capisco!) cercatelo in biblioteca o tra i remainders. O sugli scaffali di un'amica di un'amica. Che poi magari diventa anche vostra amica :)

mercoledì 7 ottobre 2015

Leggi in bus e viaggi gratis

Gli spunti per scrivere in questi giorni non mi mancano. Vogliamo parlare della giustissima reazione dei dipendenti di Air France all'annuncio dei tagli di quasi 3000 dipendenti? Vogliamo parlare dello scandalo Volkswagen, il cui amministratore delegato è stato, come da protocollo, mandato a casa, ma con una buonuscita di 30 milioni di euro più altri 30 di pensione assicurata, mentre chissà chi sarà mai a tirare fuori i soldi per i rimborsi? Vogliamo parlare della famiglia Berlusconi che si è comprata ormai metà dell'intero mercato editoriale italiano? No, scusate, non è per girare la faccia dall'altra parte, è che proprio non ho voglia di intossicarmi stamattina, e quindi condivido questa notizia che mi ha fatto sorridere: circa un anno fa, il rumeno Victor Miron, lettore appassionato, ha lanciato una buffa iniziativa: chiunque porti con sé un libro salendo in autobus e si metta a leggerlo piuttosto che far scorrere il ditino sullo smartphone, ha diritto a fare la corsa gratis.
guardate chi ho trovato cercando in rete un'immagine adatta!
Ora va beh, anche io sarei piena di idee per rendere migliore la mia città, ma non solo il simpatico Victor (oh a me uno così sta simpatico!) ha creduto nella propria idea e si è impegnato per vederla realizzata, ma il sindaco di Cluj-Napoca (la sua città) gli ha pure dato retta! E pare che da giugno di quest'anno la faccenda sia operativa. 
Certo, bisognerebbe andare a verificare di persona: ho fatto una ricerca superficiale e non ho trovato riscontri della notizia. Però voglio supporre che sia vera. Inoltre, si può ribattere che c'è differenza tra chi con lo smarphone gioca a inutili giochini e chi lo usa per leggere notizie o e-book, o si può ribattere che una persona può mostrare il libro quando sale in autobus e poi lasciarlo in borsa come fosse, appunto, il biglietto del bus (giusto a un'italiana poteva venire in mente un'obiezione del genere...). Ma l'iniziativa resta pur sempre una bella iniziativa: promuovere con ogni mezzo (anche di trasporto, è il caso di dire) la lettura è cosa buona e giusta e, se vogliamo, anche egoistica: vivere in una società che legge vuol dire avere a che fare con persone più aperte, più consapevoli, più intelligenti, certamente migliori di chi non abbia mai aperto un libro!
A proposito di libri, vado a lavorare, con il libro in borsa ma pure col mio bell'abbonamento, che qua mica siamo avanti come certi rumeni!
 
Buona giornata, e buone letture, a voi :)

martedì 29 settembre 2015

Love&live (& green) in Berlin

Bella bella bella Berlino! La ricordavo bella e l'ho ritrovata ancora più interessante. E ho potuto farlo perchè stavolta avevamo dei Ciceroni doc, due persone che vivono a Berlino da trent'anni. Dirk e Joanna sono una coppia fantastica, che era stata nostra ospite un paio di anni fa e con la quale è rimasto un legame, una voglia di continuare a condividere del tempo, di approfondire la reciproca conoscenza. Dirk ci disse "Venite a Berlino, Joanna vi farà vedere le cose belle e io le cose brutte!". Perchè le "cose brutte" la guida non te le indica mai, invece con lui abbiamo fatto un giro in macchina per la città davvero interessante!
Ma, come sapete, non è da me fare reportage di viaggio fini a se stessi...quindi non starò qui a raccontarvi di quanto fosse carino il terrazzino della stanza dove eravamo ospitati,

borragine berlinese :)
di quanta birra abbiamo bevuto,

di quanto mi piaccia il quartiere di Kreuzberg, col suo canale, il mercato turco e i negozietti second hand, benchè stia diventando un quartiere sempre più gentrificato,


di quanto sia stata emozionante l'East side gallery, dove un pezzo di muro è ancora in piedi ed è stato riempito di murales,



o di quanto sia stato emozionante il concerto dei Beirut visto da sotto al palco
in trepidante attesa tra giovani e meno giovani berlinesi


o di quanto sia bella una città piena di verde


buffa e anonima installazione...
...che qui si vede meglio


da questo ponte scivolò giù il corpo della povera Rosa
ma anche di stranezze

che ci fa Hannibal Lecter sulla parete di una scuola di yoga?!

Nostra Signora del vino?

Ma in realtà è proprio a peoposito di verde che vorrei parlare. Precisamente del verde di Tempelhof. La storia di questo aeroporto dismesso e di quel che ne è stato fatto l'ho trovata molto interessante, e ho potuto conoscerla e capirla proprio perchè Dirk ce l'ha raccontata, e ce l'ha raccontata da berlnese, non da guida turistica.
Tempelhof è stato inaugurato nel 1923, la più grande opera pubblica di Hitler, parte del suo piano di rendere la Germania "caput mundi". In effetti, il suo terminal, insieme al complesso di edifici che lo circondano, è immenso e pare che gli unici edifici più grandi siano soltanto il Pentagono di Washington e il Parlamento di Bucarest (o almeno così era al tempo).
Da allora fino alla caduta del muro, questo spazio ha trovato uso come campo di concentramento nazista e successivamente come base americana, riprendendo la sua normale funzione di aeroporto fino al 2008.
Ora, quando Dirk e Joanna ci hanno portati, pieni di entusiasmo, in questo campo sterminato, era una domenica grigia e piovosa, e infatti questa è una delle poche foto che abbiamo scattato, chiedendoci perchè fossero così entusiasti di mostrarci questo luogo desolato, questa pista larga e lunga circondata dal prato.


Ma, a un certo punto, via le nuvole, fuori sole e arcobaleno ed è stato come se si fosse aperto un sipario! Gente in bici, su pattini e monopattini che sfrecciava sulla pista, grandi e piccini che dirigevano i loro aquiloni, ragazzi che giocavano a pallone sul prato, coppie a spasso con i loro passeggini supertecnologici, cartelli che indicavano l'area barbeque e bagni pubblici ogni 500 metri.
Tempelhofer field è diventato un enorme parco in cui la gente si riversa la domenica.

Francesco a questo punto ha osservato che, se questi 300 ettari di terreno si fossero trovati in Italia, sarebbero stati senza dubbio destinati alla speculazione edilizia. E così Dirk ci ha raccontato della lunga battaglia di Tempelhof, che ovviamente, perchè "cà nisciun è fess", dopo la dismissione era stato appunto identificato come luogo di nuove costruzioni ad uso abitativo e commerciale, venduto come "riqualificazione urbana" con tanto di rassicurazioni sulla vendita di questi futuri appartamenti a prezzi ragionevoli e persino garantendo la costruzione di una grande biblioteca, che fa sempre consenso. Ma è intervenuta la vox populi, e da queste parti la vox populi è alquanto alta, soprattutto se c'è di mezzo la tutela dell'ambiente e la qualità della vita dei cittadini e se si considera che il quartiere di Neukölln, dove si trova il campo, è già fin troppo veloce nella sua corsa alla gentrificazione.
Ci sono stati anni di lotte e di occupazioni (che ve ne pare di circa 10.000 persone tutte insieme che occupano un terreno pubblico?), alla fine delle quali l'amministrazione comunale ha deciso di indire un referendum.
E questo è stato il risultato (immagini dal web)



Ecco, qui la gente quando si incazza si incazza davvero, qui le persone la loro voce in capitolo ce la vogliono mettere, non si lasciano scivolare le cose addosso per poi lamentarsene dopo come fossero fulmini lanciati da uno Zeus lontano e potente, qui i cittadini sono ben consapevoli dei loro diritti e lottano allo sfinimento per far sì che siano rispettati. Ecco, lo volevo dire.

mercoledì 16 settembre 2015

Che cos'è l'amor

Moses aveva capito che le donne sono in grado di assumere molte forme, che nel tumulto dell'amore hanno il potere di prendere l'aspetto di ogni mostruosità o bellezza della terra o del mare - fuoco, caverne o la fragranza dell'aria quando si miete il fieno - e di lasciare che le più vivide immagini di essa si diffondano per la mente come luci sull'acqua. Né lo stupiva che questo dono della metamorfosi potesse essere usato per assecondare ogni meschino e sordido intento di apparire più forti. Moses aveva imparato che era saggio tenere a mente i travestimenti usati più di frequente dalle donne che amava, così che quando una creatura dal cuore d'oro all'improvviso, e per qualche ragione tutta sua, si tramutava in una zitella inacidita, lui era preparato e non correva il rischio di perdere la speranza che sosteneva la sua pazienza. Perchè, anche se le donne possono mutare a loro piacimento, aveva scoperto che non riescono a sostenere a lungo queste immedesimazioni e che se lui fosse stato in grado di sopportare pazientemente un travestimento o un mutamento d'umore o della falsa modestia, ben presto esso si sarebbe consumato fino a sparire.

È un brano tratto da quel meraviglioso libro che è Gli Wapshot (o La famiglia Wapshot, a seconda dell'edizione) di quel meraviglioso scrittore che è John Cheever, tradotto in questo caso da Vanni De Simone.
E mentre leggevo questo brano pensavo "È vero!" e pensavo anche che il mio Fra è come Moses, che ha capito quello che ha capito Moses, che con me ha una pazienza commovente, che se non avesse avuto questa pazienza ormai quasi sette anni fa probabilmente non saremmo qui, perchè lui l'aveva capito prima di me quanto avremmo potuto essere felici insieme e quella pazienza è stata fondamentale. 
Mentre leggevo ho pensato che è anche per questo che amo Fra, ed è anche per questo che per il suo compleanno gli ho regalato i biglietti per il concerto dei Beirut, quelli che suonano la "nostra" canzone, quelli che in Italia ci sono passati ormai cinque anni fa, e pure come gruppo spalla, e non ci sono ancora tornati. Ma almeno sono in Europa...e noi non avevamo dei conti in sospeso con Berlino?!
Il compleanno di Fra è il 9 luglio...è o non è un ragazzo paziente, visto che partiamo solo domani?!



martedì 15 settembre 2015

Idee geniali: the drinkable book

È solo un prototipo per ora, ma l'idea è, appunto, geniale.
Si tratta di un libro che contiene consigli su come purificare l'acqua non potabile, ma fa di più: la purifica lui stesso! È infatti costituito da fogli speciali, contenenti nanoparticelle d'argento, che, usati come filtri, depurano l'acqua dai batteri che provocano malattie come dissenteria e colera. Ogni libro contiene 20 pagine e si stima che con un volume si arrivi a depurare circa 5.000 litri d'acqua.
La tecnologia utilizzata in questi fogli è stata messa a punto dalla McGill University, in California, dove studiava una certa Theresa, che si è presa decisamente a cuore la faccenda. Theresa infatti è andata in Sud Africa a testare i filtri e ha iniziato una collaborazione con una noprofit, Waterforlife, che opera a sostegno di alcune comunità rurali in India e in Africa.
Theresa e i suoi collaboratori sono tuttora, mi pare di aver capito, alla ricerca di fondi per poter produrre in larga scala questo prezioso libro. Con il sistema del crowdfunding ne hanno raccolti un bel po', ma qualcosa mi dice che non sono ancora sufficienti. 
Poi beh, mi chiedo quanto costi questo oggetto una volta messo in commercio e soprattutto se arriverà mai ad andare a compiere il suo dovere. Intendo, è probabile che la povera donna che vive accanto a una pozza in Ghana non abbia il denaro per comprare un libro nè tantomeno un filtro per l'acqua. Certo, ci dovrebbero pensare le istituzioni, le ong, ma il problema di quella donna è semplicemente che i soldi spesso si fermano prima di arrivare in qualche modo a lei e le istituzioni trovano qualcosa di meglio e più personale da farci che non depurare l'acqua per quella donna e la sua famiglia.

Ma va beh, non voglio fare la disfattista, anche perchè poi in realtà sono sempre felice quando vedo la scienza e la tecnologia migliorare il mondo piuttosto che costruire bombe.

giovedì 10 settembre 2015

E il mio maestro m'insegnò...

Ci sono delle persone che si incontrano nel corso della vita e la cambiano, la segnano, a volte la rovinano altre la migliorano. Una di queste è stata la mia prof. di lettere delle medie.
Lei mi ha insegnato a scrivere un tema, dissolvendo la mia ansia da prestazione (come comincio? come concludo?) con un tranquillizzante "quando non hai più niente da dire, metti il punto e consegna". Lo uso ancora come un mantra all'occorrenza.
Lei mi ha raccontato l'Odissea come fossero puntate di Pollon e i Promessi Sposi che manco il trio Marchesini Lopez Solenghi mi hanno fatto divertire tanto.
Lei mi ha spiegato cosa sia una gravidanza con una scientificità e al contempo una poesia e un'umanità (e un divertimento sì, anche quello) commoventi.
Lei ha fatto trascorrere ore di lezione senza aprire un libro e lasciando parlare solo noi: le ore di lezione migliori.
Lei mi disse che dovevo aver pazienza con mio padre, che se era così esigente e a volte duro con me era solo perché in fondo ero la sua figlia preferita (e io magari ci ho pure creduto!).
Lei, a un certo punto della sua carriera, si è fatta trasferire nella sezione con i ragazzi più disagiati, i bulletti, i casi sociali: diceva che era più divertente. Io direi che era sicuramente meno sprecata.
Lei l'ho incontrata anni dopo in una Termini affollatissima, aveva preso il treno per andare ad ammirare la Dama con l'ermellino. Le ho detto che aveva sempre lo stesso profumo rassicurante di un tempo. Lei mi ha scritto un sms anni dopo dicendomi che quella frase l'aveva commossa e non l'avrebbe mai dimenticata. Lei, quando ha saputo che infine, dopo tutt'altri studi, ero finita libraia, mi aveva chiesto di cercarle un libro che non riusciva a trovare. L'ho cercato nelle librerie dell'usato a Bologna senza successo. Ricomincerò a cercarlo per leggerlo. D'altronde anche Madame Bovary l'ho letto solo perché lei un giorno in classe aveva detto essere un libro che le aveva cambiato la vita.
Maria Antonietta, un nome importante, un nome da regina, diceva. Lo diceva solo perché in realtà non le piaceva, ma era una maestra a trovare il bello in ogni cosa, oltre che in ogni persona.
Ovunque tu stia andando, ci stai sicuramente andando col tuo sorriso sfottente e al contempo rassicurante, ci stai andando con il tuo sguardo accogliente, ci stai andando col tuo profumo inconfondibile. Che forse non sentirò più ma che mi porterò sempre in testa, come tutto quello che mi hai dato.
Ovunque tu stia andando, buon viaggio prof. E grazie di tutto. 

venerdì 4 settembre 2015

Mr Dandy alla finestra

Vi ricordate della fanciulla che danzava sotto al tetto di fronte al terrazzo della mia vecchia casa? Beh, mia mamma ha sempre detto che io, all'occorrenza, stringerei amicizia anche coi muri...e così, col trasloco, mi sono trovata un nuovo "dirimpettaio". Ve lo presento!
Si chiama Mister Dandy, come si può evincere dal titolo del post e dalla sua capigliatura. Ci diamo il buongiorno tutte le mattine dalla finestra della mia cucina, quando mi affaccio per vedere che tempo fa, come stanno le mie aromatiche (al momento un po' "esaurite", non se la sentivano di apparire in pubblico e io ho rispettato la loro privacy) e se il canale è ancora lì

Non ci scambiamo molte parole, è un tipo piuttosto riservato, però certe mattine mi pare che pianga e non sono ancora riuscita a capire il perchè. Forse è esaurito prchè si sveglia di soprassalto alle 6,30 grazie al camion che svuota le campane del vetro? Forse perchè si è accorto che il mondo sta andando a rotoli e ci sono troppe brutture in giro? Forse è commosso dall'avere una dirimpettaia così premurosa? Non so, non sono sono ancora riuscita a conquistare la sua piena fiducia e a farlo confidare con me...voi, a guardarlo negli occhi, intuite qualcosa?