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Camilla esiste

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Sarò monotematica ultimamente, ma non potevo non condividere qui il mio entusiasmo per  questa creatura che finalmente è nata, è un luogo fisico e bello, è una macchina trainata da più di 400 persone che finalmente sabato scorso è partita! Perché è vero che avevamo aperto a dicembre per una settimana, ma quelle somigliavano più a prove tecniche che a una vera e propria apertura ufficiale e il lavoro da fare per essere operativi a tutti gli effetti era ancora tanto. È stata una giornata bellissima sabato. Personalmente mi sono fatta dare un turno di mattina in libreria per poi poter passare tutto il resto del sabato in emporio. Quando sono arrivata l'ho trovato pieno zeppo di gente ed è stato subito un bellissimo vedere. C'era tanto da fare e come prima cosa ho dato il cambio alla socia che presidiava l'ortofrutta (lo sapevo che prima o poi finivo all'ortofrutta...) e mi sono divertita molto a servire gli acquirenti, mi sentivo una contadina al mercato :) È sempr...

Condividere frutti

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Leggevo il post di un'amica che raccontava di vicini che si sono rifiutati di ritirare un pacco per lei che non era in casa, e la cosa, più che il disagio pratico, ha giustamente provocato in lei (e anche in chi scrive) profonda tristezza. Ma a chi scrive ha anche fatto venire in mente che invece lei è molto fortunata a vivere nel quartiere dove vive, dove certo c'è gente che imbratta i murales dedicati ai partigiani e che pensa che tutti i propri problemi siano colpa dei migranti, ma dove tanti vicini sono proprio "bella gente", e le è venuto in mente che non vi ha raccontato della bella esperienza della distribuzione cachi. Quest'anno il nostro caco, che abbiamo conosciuto come poco più che un tronco potato all'inverosimile, è diventato il nostro Grande Caco. Durante l'estate ci ha regalato tanta salvifica ombra, e più tardi una valanga di frutti, così tanti che a un certo punto Fra lo ha rinominato il caco piangente, visti i rami piegati dal peso d...

Il mio vicino Calicanto

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Un pezzo alla volta vi vorrei presentare questo nuovo posto dove il sole gira. Oggi vorrei parlarvi del vicinato. A sinistra il nostro giardino confina con quello di Giulia e Alessandro, due ragazzi splendidi, con cui andiamo così d'accordo che abbiamo tagliato un pezzo di rete di confine tra i giardini (che indicibile soddisfazione tagliare una rete in un momento in cui si alzano dei gran muri!), così che, oltre a poter transitare noi tra un giardino e l'altro senza dover passare dagli appartamenti, il vecchio gatto Arturo può venire a prendersi due coccole di qua quando di là non c'è nessuno. Sopra di loro vive una coppia di antipatici brontoloni che in due non arrivano a sessant'anni eppure sembrano i più anziani di tutto il quartiere. Al di là del loro giardino ci sono Deborah, Davide e Diego; Davide lo vediamo poco perchè lavora di sera e quindi alle cene di vicinato non c'è mai, Deborah è una persona dolce e accogliente e Diego un simpaticissimo tree...

La legge morale dentro di me: Cédric Herrou e chi come lui

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Dio salvi internet e i canali di informazione che esulano da tv di Stato e giornali ugualmente di Stato anche se non formalmente, altrimenti in Italia questo nome, Cédric Herrou , non ci direbbe niente. E invece ci dice eccome. Ci dice che il cuore (ma anche il cervello) e la coscienza vengono prima delle leggi, ci dice che se c'è un essere umano in difficoltà e c'è anche la possibilità di aiutarlo è semplicemente normale mettere in atto questa possibilità. Quello che non è normale è che Cédric sia sotto processo per aver aiutato qualcuno in difficoltà, nello specifico per aver nutrito e curato un certo numero di migranti e averli aiutati a passare il confine tra l'Italia e la Francia. Cédric è un contadino trentasettenne che coltiva ulivi in Val Roya, sulle alpi Marittime, nel suo giardino ha due camper e alcune tende in cui ha ospitato diverse centinaia di migranti, mentre alcuni, in particolare donne e bambini, è andato addirittura a prenderli a Ventimiglia. Er...

Naturalmente, buon anno!

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Eccoci qua! Comunque ci siate arrivati, festeggiando, ballando, guardando film o ascoltando concerti, benritrovati in questo 2017 :) Io, come sapete, non ci tengo particolarmente a festeggiare un inizio nel mezzo dell'inverno, ma sapete altrettanto che non disdegno mai un'occasione di festa, men che meno quest'anno, in cui si prospettavano due giorni sulle colline romagnole con amici e amici di amici: un gruppo che è partito con una decina di intimi e che si è allargato sempre più fino ad arrivare a quasi trenta persone belle e sorridenti!  E in effetti sono stati due giorni bellissimi!  Due giorni di cucina condivisa, qualche nido di tagliatelle... adoro quei pentoloni giganti! Due giorni di relax e di creatività Il "vecchione", tradizione locale, a cui abbiamo affidato desideri e cose brutte da portarsi via... ...e che a mezzanotte abbiamo bruciato in cortile ore di chiacchiere davanti al fuoco di buon cibo e di brindi...

Il mondo non è Gorino (per fortuna)

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Da ieri non si parla quasi d'altro. Da quando dei poveri mentecatti si sono sentiti forti per aver portato un po' di pallet all'ingresso della città per impedire l'accesso a un pullman che trasportava 12 pacifiche donne (se 'sti 8 bambini c'erano o non c'erano non si capisce ma è assolutissimamente ininfluente). Da quando un gruppo di paesanotti incolti si è sentito addirittura eroico e ha usato decisamente a sproposito (dovreste chiedere scusa a chi ha resistito e resiste davvero, dai nostri partigiani di ieri a quelli siriani di oggi, tanto per nominarne qualcuno) una parola come "resistenza" per indicare il proprio razzismo e la propria pochezza d'animo prima ancora che intellettuale. Bene recitava una battuta del collettivo Spinoza di ieri: Gli abitanti di Gorino hanno negato ospitalità a una profuga incinta. Poi tutti a fare il presepe . E io, in un raptus di puro autolesionismo, sono pure andata a leggermi un post di uno di questi po...

La biblioteca degli oggetti

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Oggi è proprio una bella giornata! Fosse anche solo perchè c'è il sole :) E come celebrare una bella giornata, oltre a svegliarsi con calma, fare una passeggiata, crogiolarsi al sole, se non con una good news? Eccola qua ! A Toronto hanno aperto una specie di biblioteca delle cose, un posto dove tu puoi prendere, che so, un avvitatore, montare le tue belle mensoline e riportarlo indietro. In questo modo hai evitato di comprare un oggetto che probabilmente non userai mai più, hai evitato di buttarlo via quando l'inesorabile obsolescenza programmata avrebbe inesorabilmente e  prematuramente decretato la sua morte e hai anche risparmiato dei soldi. immagine tratta dal web Non so bene come funzioni, non so se i fondatori abbiano trovato dei finanziamenti e non so nemmeno se riescano a saltarci fuori coi conti, potendo contare solo sulle quote degli abbonamenti annuali o mensili che sono richiesti per poter usufruire del servizio, però l'idea mi piace assai! E mi piace n...