la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

lunedì 31 marzo 2014

Il ritorno della luce

Chi mi segue da almeno un anno sa che ieri per me era un giorno felice: lo è tutti gli anni, a prescindere dagli altri eventuali o assenti momenti di felicità. Non ci posso fare niente, constatare che alle 7 di sera è pieno giorno mi mette una gioia indescrivibile! Ve lo dico solo oggi perchè ieri la splendida giornata di sole l'ho trascorsa in una bella scampagnata insieme ad amatissime persone: dovevamo cercare anche un po' di erbe spontanee, armati di appositi librini di riconoscimento...ma abbiamo trovato, o più che altro riconosciuto, solo del gran tarassaco. Ottimo motivo per iscrivermi ai prossimi incontri di un'associazione locale sul riconoscimento delle erbe spontanee.
E insomma, lo so che non tutti voi vivono questo cambio dell'ora col mio stesso entusiasmo, lo so che c'è chi invece si trova un po' "sballato" da tutta questa luce serale: auguro una settimana felice anche, e forse di più, a loro.
Infine, questa per me è una settimana di festa. Non nel senso che passerò la settimana a non far niente, ma nel senso che ci sono cose da festeggiare (ma quanto mi piace festeggiare?!) e quindi, mettici la luce in più, mettici queste splendide giornate di sole, mettici una festicciola in programma per giovedì, io stamattina, in barba al lunedì, mi sono svegliata proprio di buonumore, e ho addirittura scattato un paio di foto! Spero che anche voi vi siate svegliati gioiosi e vi auguro di restarci almeno fino a domenica!
il sole dentro

il sole fuori

giovedì 27 marzo 2014

Meno camorra, più libri

Oggi ho letto una buona notizia, di quelle che ti fanno spuntare il sorriso, che ti fanno pensare che al mondo c'è gente bella e che ti fanno avere fiducia nel futuro.
La notizia è che è stata appena inaugurata una nuova libreria. "Capirai!" direte voi. E quelli che tra voi hanno un minimo a che fare con il mercato dei libri, staranno addirittura dicendo "Sicura che sia una buona notizia? Non è ormai un'utopia far soldi coi libri? Non fallirà nel giro di poco?" Io mi auguro decisamente di no, e comunque, prima di parlare, finite di leggere! Dicevo, è stata appena inaugurata una nuova libreria a Scampia. Avete presente Scampia? Gomorra, le Vele, malavita a tutto spiano...ecco proprio lì!
Proprio in una delle zone più degradate del Sud Italia, proprio dove vivono più di centomila persone ammassate in condomini fatiscenti, proprio dove la via più facile e a volte l'unica via per guadagnare dei soldi è affiliarsi alla camorra. Dove metà della popolazione ha meno di 25 anni e dove una libreria mancava da trentasette anni.
Il ringraziamento per questa idea brillante lo si deve a Rosario Esposito La Rossa, 26 anni, autoctono, che da anni lavora per promuovere cultura e lavoro nel suo territorio.
immagine tratta dal web
Rosario, a soli 18 anni, pubblica Al di là della neve, una raccolta di racconti su Scampia, e lo dedica a suo cugino Antonio Lanzieri, vittima innocente delle faide.
Nel 2007 fonda, insieme a Maddalena Stornaiuolo, sua compagna in tutti i progetti successivi,  l'associazione Voci di Scampia, che dà vita successivamente a una vera e propria compagnia teatrale.
Nel 2010 i proprietari della storica casa editrice napoletana Marotta&Cafiero si trasferiscono all'estero e regalano la casa editrice a Rosario (e lo vedi che è come dico io? che quando fai cose buone il mondo ti sorride?). Rosario ne trasferisce la sede dall'elegante quartiere di Posillipo a Scampia, la tiene in piedi grazie anche al cofounding e ha finora pubblicato trenta libri a tema sociale e civile.
Ah, aveva anche fondato la Biblioteca Popolare per Ragazzi di Scampia, per la quale ha raccolto tredicimila volumi da tutta Italia.
Ha fatto tante altre cose, per questo ho linkato la sua pagina su Wikipedia, vale la pena di andarsela a leggere.
E insomma, dicevamo, l'ultima di tutte queste cose è stata aprire questa libreria, in collaborazione con l'Istituto alberghiero di Scampia, che la ospita. Lo spazio  ha inaugurato qualche giorno fa, e ha al suo interno anche un caffè letterario. Più che un'attività imprenditoriale, il Marotta&Cafiero store-Scampia vuole diventare uno spiraglio, una boccata d'aria, un'alternativa a quei giovani che non possono e non devono essere destinati a diventare soldatini della camorra solo perchè concittadini della camorra stessa.

immagine tratta dal web
 La storia di questa libreria l'ho appresa dal blog Guardati dai modi di dire, dai proverbi, dalle parabole della bravissima giornalista Emanuela Zuccalà (se non lo leggevate, leggetelo!), e l'ho approfondita sul Corriere del mezzogiorno

lunedì 24 marzo 2014

Palline veloci di miglio e carote

Era da tanto che non pubblicavo una ricettina per il Vegetal Monday della Capra. Il fatto è che mi dimentico sempre di fotografare, e secondo me guardare il risultato finale, persino fotografato pessimamente da me, motiva di più a sperimentare.
Poi va beh, oggi fa i capricci pure Gimp, il programma di modifica delle foto, e il mio amato grafico non ha tempo di star dietro alle mie paturnie proprio oggi, per cui la foto è pure anonima.
Però, insomma, la mia ricettina di oggi è buona buona! E pure facile e veloce. E così semplice che quasi mi vergogno a pubblicarla, ma che volete, questo avevo in casa oggi e, per essermi arrangiata con quel che offriva la dispensa, è andata più che bene!

Dunque, avevo in dispensa/frigo:
150 gr di miglio,
2 carote grandi,
1 cipolla,
sale, olio, pepe e prezzemolo

Cosa ci ho fatto:
Ho sciacquato il miglio sotto l'acqua corrente e l'ho messo a cuocere in acqua, in quantità pari al doppio del suo volume. Quando il miglio si è "bevuto" tutta l'acqua, ho spento e l'ho lasciato raffreddare. Nel frattempo ho messo nel tritatutto le carote, la cipolla e il prezzemolo e ho aggiunto il trito al miglio, aggiustando di sale e pepe. Ho fatto delle palline (polpetta mon amour!) e le ho messe in padella con dell'olio caldo. Il tempo di dorarsi e "solidificarsi"...et voilà!

In realtà, Fra ne ha fatta qualcuna un po' diversa per sè: ha messo al centro di alcune palline un pezzetto di pecorino (puah i formaggi stagionati!), e andava decisamente fiero del risultato, ma non ditelo alla Capra!

Con questo post, dicevo, partecipo al 100% Vegetal Monday de La cucina della capra
 

giovedì 20 marzo 2014

I semi di glicine: una bomba di felicità!

L'anno scorso, sul finire dell'estate, abbiamo passato un weekend nella campagna toscana e, come vi raccontavo allora, ho portato a casa un discreto bottino verde. Tra i tesori, c'erano anche dei baccelli di glicine.

Io ovviamente nemmeno avevo idea che tutti quei baccelli pelosi che se ne stavano lì penzoloni contenessero i semi del glicine che sarebbe rifiorito l'anno successivo. Men che meno sapevo come funzionasse la faccenda, finchè la sorella di Fra non mi racconta che il glicine sul suo balcone viene proprio da là e mi consiglia di raccogliere qualche baccello, di tenerlo in casa e aspettare...
Io li ho lasciati sulla libreria, guardandoli speranzosa ogni volta che ci passavo davanti: sono una persona impaziente e non vedevo l'ora di veder succedere qualcosa. Poi, col passare dei mesi ho quasi dimenticato che esistessero, ormai facevano parte dell'arredamento...Me ne sono ricordata solo qualche giorno fa, mentre eravamo a pranzo e abbiamo sentito un BOOM!!! e rumore di cose che rotolavano sulle scale. Erano scoppiati due baccelli! Allora è vero! E i semi sono anche belli, grandi come una monetina e belli cicciotti. Il giorno dopo sono scoppiati gli altri due baccelli, e adesso i semi sono pronti per essere piantati. 


Ma quanto è strana la natura?! Ma vi pare che bisogna aspettare un'esplosione? Non so, forse tutti lo sapevano tranne me come funzionasse il glicine, ma io mi sono sentita davvero una bambina felice quando sono scoppiati i baccelli, e mi sento felice ad avere tra le mani questi preziosi semini che finalmente hanno deciso di essere pronti per dare vita a nuove piante. E sono felice perchè tra un mesetto passerà di qua la mia mamma, e come sempre faremo qualche scambio di semi e di talee, e io sono così fiera di questo regalino speciale che le farò!


E sono felice perchè oggi è la Giornata Internazionale della Felicità, e io alle ricorrenze ci tengo! Non è vero che ci tengo, però insomma è un'occasione per ricordarmi che fondamentalmente  non ho niente di cui disperarmi e nemmeno lamentarmi, che gli ultimi sono stati giorni difficili, che mi sono arrabbiata ripetutamente, che mi sono demoralizzata, che ho visto abbastanza nero...ma in realtà non ho nessun problema che non possa essere risolto, ho salute, ho amore, ho un tetto sulla testa e un letto dove stendermi la sera, ho porte dove andare a bussare se sono in difficoltà e orecchie pronte ad ascoltarmi se ho bisogno di parlare. E poi è PRIMAVERA!!! Indi per cui...SIATE FELICI!

sabato 15 marzo 2014

Il santuario artico

In un commento al post precedente, qualcuno mi ha chiesto di riportare qualche buona notizia (e come darti torto, cara!): io mi ci sono imbattuta proprio ora e ve la riporto fresca fresca!
Vi ricordate gli Arctic 30 e la loro battaglia contro le trivellazioni del suolo artico? Ecco, la battaglia di quei trenta attivisti e di tutte le persone che li hanno sostenuti non è stata vana, o quanto meno ha portato per ora al compimento di un piccolo passettino verso l'obiettivo.
Il 12 marzo, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione a sostegno dell'istituzione di un'area protetta al Polo Nord che vieti le attività delle compagnie petrolifere e la pesca industriale. Qui l'articolo completo. Mi auguro davvero che questo cosiddetto Santuario Artico veda la luce, e che la veda prima che sia troppo tardi. Certo non è uno scherzo contrastare la potenza delle compagnie petrolifere, ma questo è un segnale positivo, soprattutto se si considera che paesi artici come la Norvegia e la Russia si sono opposti all'istituzione di un'area protetta al Polo Nord (interessi economici?).
Insomma, il pianeta è ben lontano dall'essere salvo, ma questa presa di posizione del Parlamento Europeo è, secondo me, un fatto decisamente positivo, e, per quanto mi riguarda, anche inaspettato!
Vi lascio con il video di ringraziamento degli Arctic 30 a chi ha sostenuto la campagna per la loro scarcerazione e con l'augurio di un felice weekend.
Che il sole splenda sulle vostre testoline!

sabato 8 marzo 2014

Il cartello della droga, anzi no, dei medicinali

Credo l'abbiate sentita tutti la confortante notizia secondo cui due tra le più grandi case farmaceutiche, Roche e Novartis, hanno creato un vero e proprio "cartello" (sì, esatto, quelli di cui si sente parlare nelle notizie sul narcotraffico internazionale) per la vendita di un farmaco, che è costato a ciascuna delle due più di 90 milioni di multa e un'indagine per disastro colposo e associazione a delinquere, ma soprattutto che è costato al Servizio Sanitario Nazionale circa 45 milioni di euro soltanto nel 2012. C'era questo Avastin, commercializzato dalla Roche e utilizzato nella cura di patologie della vista, dal costo contenuto; poi c'è il Lucentis, commercializzato a un prezzo decisamente più alto (qualcosa come più di 10 volte tanto). Ma come si fa a potenziare le vendite del Lucentis? Perchè mai un medico dovrebbe prescrivere, a parità di contenuti, il farmaco più costoso? Beh, semplice, si fa finta che siano due prodotti diversi indicati per la cura di diverse malattie. Non solo, si racconta di pericolosi effetti collaterali del farmaco più economico. Un affarone per entrambe le multinazionali: la Roche, infatti, che controlla l'azienda che produce entrambi i farmaci, la Genentech, guadagna dalle royalties pagate da Novartis, che guadagna sì dalla vendita del farmaco manon solo: indovinate un po' di chi è più del 30% delle quote della Roche? Ma della Novartis!
Ah la Novartis, ve la ricordate? È quell'azienda farmaceutica che ha prodotto anche i vaccini per l'influenza H1N1, di cui si aspettava terrorizzati una pandemia e contro la quale, appunto, la nostra mamma patria si era munita di enormi scorte di vaccini...che stanno ancora là. Stanno là al posto di altri milioni di euro che si sono trasferiti dalle casse dello Stato a quelle della Novartis.
Sì la Novartis, quella che più volte è stata condannata negli Stati Uniti per corruzione di medici e farmacisti. D'altronde è così che funziona, ne abbiamo già parlato, le case farmaceutiche sono delle società per azioni, mica delle onlus, ed essendo società per azioni tendono logicamente al profitto, e allora come possono venderti un farmaco a basso prezzo e che magari poi ti fa anche guarire?! È come un fornaio che ti vende del pane cattivo: lo compri quella volta e poi non torni più. È questa la gigante contraddizione dell'industria farmaceutica: produco con lo scopo dichiarato di farti stare meglio e con lo scopo sottinteso (è capitalismo, funziona così) di guadagnare, ma se riesco nell'intento di farti star bene tu non avrai più bisogno di me e io avrò perso un cliente. Ecco perchè ti vendo un farmaco al maggior prezzo possibile, che intanto faccio cassa, o te ne vendo altri che in realtà non ti guariranno mai o ti faranno male a qualcos'altro, così mi resti sempre cliente affezionato.
È un'analisi sbagliata la mia? 
Non so, mi piacerebbe sapere che ne pensate voi di questa faccenda, di questa contraddizione insita nel commercio di medicinali. Io intanto, dopo quattro anni in cui non mi sono beccata nemmeno un mal di gola, ho passato questa settimana a letto stroncata da febbre, tosse e raffreddore. Tisane allo zenzero, miele e limone, minestrine all'aglio (e peperoncino), arance, cavoli e tutte le possibili fonti di vitamina C, lavaggi nasali con acqua e sale (sì è fastidioso assai ma stura che è una bellezza!) e una sola aspirina quando la febbre è salita a 39 e non ero in grado di reagire a chi me l'ha somministrata senza possibilità di appello. Oh, chi l'avrebbe mai detto, sono guarita!

lunedì 3 marzo 2014

Grazie Mario

Ok che era anziano, ok che aveva fatto il suo e ne aveva fatto tanto e lo aveva fatto egregiamente, ok che tutti se ne vanno prima o poi. Però io ci sono rimasta male lo stesso. Ciao Mario, fai buon viaggio e grazie di tutto, anche di questo:

Chi è il nemico?
Camminai per un po' in silenzio accanto a mio padre, poi gli chiesi: - Papà, perché il nemico è cattivo?
Quale nemico? Il nemico non c'è - disse con forza. - Quello che chiamiamo così è un povero diavolo come me e te che non ha voglia di fare male a nessuno di noi due!
lo non capivo più nulla e domandai:
Ma allora perché si chiama nemico se è buono come noi?
Vidi mio padre impacciato. Capivo che voleva spiegare tante cose e non sapeva
come fare. Si fermò e disse: Tu sei italiano perché sei nato in Italia, un altro si chiama in un altro modo, dimmelo tu un nome.
Francese - suggerii.
Ecco: francese, o tedesco o americano o altro. Ma anche lui, se è un ragazzo, ha un padre che lavora per mantenere la famiglia, e una mamma che gli vuole bene, anche lui se non mangia a sufficienza ha fame, anche lui rispetta gli animali.
Come te anche lui va a scuola, e forse anche a lui insegnano che in un certo posto
ci sono dei nemici e uno di quei nemici potresti essere tu.
Esclamai:
lo? lo non sono nemico di nessuno.
Sono loro che sono nemici dell'Italia!
E l'Italia che cos'è? - disse il papà.
Sei tu, sono io e la mamma, gli amici tuoi e miei, la gente che lavora e vuoI vivere in
pace. Invece ci insegnano che c'è un nemico da ammazzare e quando scoppia la
guerra ti mandano ad ammazzarlo.
Ma io non ci vado!
Non si può; - disse mio padre - se non vai, uccidono te.
lo, confuso, stetti zitto e lo seguii pensando.


sabato 1 marzo 2014

Libri volanti e buon weekend

Perchè oggi è il giorno del flash mob letteario organizzato dall'associazione culturale Caffeina.
Perchè avevo voglia di augurarvi un buon weekend con qualcosa di bello.
Perchè questo corto è proprio bellino assai (non a caso ha vinto l'oscar come miglior cortometraggio d'animazione nel 2012) e, se ci fosse qualcuno tra voi che passate di qua che se lo fosse perso, ha l'occasione e l'obbligo di rimediare!

Buona visione, buone letture e buon weekend!