la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

venerdì 23 dicembre 2016

Buon Natale anche quest'anno


Siamo quasi arrivati alla fine del paio di settimane di quelli che vorrei fare un regalo a un ragazzo che non legge (che uno direbbe "allora che ci fai in libreria?", ma poi si ricorda che ormai in libreria vendiamo pure la pompa per gonfiare le ruote della bici e quindi tace), di quelli che voglio un libro per un bambino di 3 anni che però è molto avanti (ormai sono tutti così avanti che quando nasce un bambino iniziate pure a contare l'età partendo direttamente da due), di quelli che vorrebbero un libro illustrato bellissimo ma vorrebbero anche pagarlo come un albumino di stickers, di quelli che chiedono di pagare all'info point perchè in cassa c'è troppa fila (geniali!), di quelli che hanno speso l'iradiddio ma proprio non riescono a mandar giù l'idea che il pacchetto glielo fanno i volontari di associazioni di beneficenza in cambio (ma mica per forza eh) di qualche spicciolo... Ma anche di quelli che dicono "dai ragazzi tenete duro, Natale è quasi arrivato", o di quelli che dicono "grazie, sei stata davvero gentilissima" (fidatevi non sono in tanti), ma soprattutto di quella direttrice d'azienda che ogni anno ci porta una lista di più di 30 nomi di bambini e ragazzi con relativa età e ci lascia qualche ora per assegnare a ciascuno un libro a nostro gusto. Chi sono tutti questi fanciulli dite? I figli dei suoi dipendenti. Questa donna gode della mia massima stima. Altro che panettone che ricevevamo noi fino a qualche anno fa e che dovevamo pure andare a ritirare al supermercato (giuro!), altro che il buono da 25 euro da spendere direttamente in azienda entro 20 giorni e senza poter usufruire dello sconto dipendenti. Ecco, è pensando a una persona "illuminata" come questa manager che voglio augurarvi buon Natale. Tanto, per ricordarvi che noi siamo qui a goderci le feste mentre altrove c'è guerra, fame, violenza, case crollate, o semplicemente il nulla, non vi servo di certo io. Io preferisco augurarvi buon Natale raccontando di una persona bella, perchè questo tipo di bellezza può essere contagiosa e perchè comunque questo tipo di bellezza fa bene all'anima. Buon Natale a voi.

martedì 13 dicembre 2016

L'oleodotto non s'ha da fare

Non è per guardare dall'altra parte eh, è solo che una notizia così mette gioia e dà speranza. E aiuta a continuare a credere nella lotta.
ma che gran bella faccia ha?!


Lo so che non è una notizia fresca di giornata quella della vittoria dei Sioux del Dakota del nord, ma ci tenevo a condividerla, anche con i miei tempi lenti. Anche perchè volevo già scriverne mesi addietro, quando di questa protesta è arrivata l'eco fin qua. In realtà la protesta è iniziata in aprile, quando la compagnia Energy transfer partners decise di costruire il Dakota access pipeline, un oleodotto di quasi 2.000 km che avrebbe attraversato 50 città e quattro Stati per trasportare gas naturale e petrolio alle raffinerie dell'Illinois, passando sotto il fiume Missouri e violando quasi 400 siti archeologici considerati sacri da diverse tribù di Indiani d'America. Sta di fatto che in North Dakota risiede proprio la Standing Rock Sioux tribe, la cui unica fonte di reperimento idrico è appunto il Missouri e il cui capo è Dave Archambault II, a cui la faccenda proprio non è andata giù e che, insieme a un'altra capo tribù, Brave Bull Allard, ha appunto indetto la protesta. Protesta che non ha avuto molto successo nè molta eco mediatica fino a settembre, quando ci sono stati violenti scontri con la polizia e più di 100 arresti di manifestanti.
ragazzi Sioux


D'altronde come si può pensare di mettersi contro una compagnia petrolifera e sperare di vincere? Devi davvero appartenente a una minoranza abituata da secoli a lottare per difendere la propria libertà o anche semplicemente la propria quiete. E quindi i Sioux di Standing Rock, che la resistenza probabilmente ce l'hanno nel sangue, non si sono persi d'animo e hanno convocato tribù che sono arrivate da altri Stati per appoggiare la causa. Neanche gli agricoltori delle zone interessate sono rimasti zitti, visti i danni che l'eventuale passaggio dell'oleodotto arrecherebbe al terreno. E con loro ovviamente anche le associazioni ambientaliste locali. E da settembre, appunto, si era mobilitato anche un discreto numero di cittadini motivati ad appoggiare la causa e partiti per il North Dakota incuranti del freddo e della neve degli ultimi mesi. A questi si sono aggiunte addirittura star dello spettacolo come Susan Sarandon e Shailene Woodley, è stato allestito un campo di tende militari e tapee per accogliere le migliaia di manifestanti e insomma la voce dei Sioux ha iniziato a farsi sentire più forte e ad arrivare alle orecchie di Obama.

Ora è vero che Obama è stato il primo presidente americano a mostrarsi preoccupato per la salute del pianeta e impegnato per quanto possibile nella tutela dell'ambiente, ma mi domando se avrebbe avuto il coraggio di risolverla in questo modo anche se non si fosse trovato a fine mandato. Ma va bene così, non mi piace pensar male, lascio alla coscienza di Obama le sue motivazioni e gioisco per la sua decisione di non autorizzare il passaggio della pipeline nelle terre così strenuamente difese dai Sioux e da tutti i loro sostenitori.
Il problema è che gioisco ma non so fino a quando, visto che il purtroppo neo presidente Trump la pensa un po' diversamente dal suo predecessore su queste faccende e pare abbia già annunciato di rivedere tutta la faccenda.


Probabilmente dunque la lotta non è finita, quella che è stata vinta è solo una battaglia, ma appunto una battaglia è stata vinta e una vittoria del genere può solo insegnare, insegnare che non bisogna mai rinunciare a priori, che i poteri forti sono forti ma non così tanto da non poterli scalfire, che uniti e solidali si vince.

Fonti: www.lifegate.it
www.repubblica.it
indianiamerica.it
immagini tratte dal web

lunedì 5 dicembre 2016

E ora?

Devo ammettere che è forse la prima volta che il mio voto "vince" e io non mi sento esultante dei risultati. Sia chiaro, non che mi sia pentita del mio voto, non che io non sia felice che più del 60% degli italiani, anche con le più disparate motivazioni, abbia votato NO come ho fatto io, diciamo che sono felice di aver evitato uno scempio ma davanti a me vedo il vuoto. Renzi se ne va, bene, non l'ho votato, non mi piaceva e ha fatto più danni del suo predecessore, ma certi potenziali scenari post-renziani mi spaventano non poco. Ho un po' la sensazione di mancanza di terreno sotto i piedi, ho un po' paura. E mi chiedo se, intanto, non ci toccherà davvero beccarci Padoan! E mi chiedo se, da qui alle prossime elezioni, ci sarà qualcuno di sinistra, non del pd, di sinistra, a cui io possa con entusiasmo dare il mio voto.