la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

lunedì 27 aprile 2015

Di piccole vacanze e di grandi lavori

Ultimamente latito un po', ma ormai ci state facendo l'abitudine... D'altronde quando ho iniziato ero disoccupata, e si fa presto, da disoccupati, a scrivere un post ogni due giorni!
In realtà sono di fretta anche ora, devo andare a letto quanto prima e vedere anche di addormentarmi immediatamente, che domani ho la sveglia alle 4 del mattino! Perchè ogni volta che è finito un contratto, o meglio, ogni volta che ho potuto permettermelo alla fine di un contratto, ho preso un'aereo, una vacanzina scaramantica, per dire "chissenefrega", mi tolgono il lavoro ma non mi toglieranno anche le ferie, non mi toglieranno la voglia di girare, di imparare, di scoprire, la voglia di andare e poi tornare. Così domani alle 6,30 prendiamo un bel volo per la Sicilia! Ma questa volta non è esattamente come le altre, non è come dire "intanto me ne vado, poi ci si pensa al ritorno al da farsi". Questa volta, dopo innumerevoli volte in cui era andata così, dopo che ci ho creduto e ho smesso di crederci e ci ho ricreduto, dopo ansie e patemi, un lavoro lo avrò anche al mio ritorno, e l'avrò finchè non lo mollo io (o finchè non fallisce l'azienda, che di 'sti tempi...)!
Ecco, ci tenevo solo a condividere con voi questo momento di felicità, con voi che mi avete letta e consigliata e consolata, con voi che avete reso sicuramente migliori questi ultimi e a tratti difficili 3 anni, con voi che poi mai avrei conosciuto se non fossi stata disoccupata, mettendomi quindi a pasticciare e di conseguenza aprendo un blog per condividere i miei detersivi, detergenti, dolci e spignattamenti vari.
Ecco, sono una libraia a tempo indeterminato, ve lo volevo dire!!!

domenica 19 aprile 2015

La più grande e inutile strage

La strage di migranti più grande di sempre. Tra 700 e 900 persone morte. Così tante persone fanno un rumore assordante, da farsi sentire persino nelle lontane e ovattate stanze della politica. Eppure avrebbero dovuto bastare le migliaia morte fino a oggi, avrebbe dovuto bastarne uno. Perchè ne basterebbe una di queste storie orrende, basterebbe conoscere una persona sola, che è stata costretta a fuggire dalla sua terra perchè la sua terra se la stava mangiando la guerra. Basterebbe semplicemente saperlo per accoglierla a braccia aperte e fare qualcosa per lei.
Beh, evidentemente finora non è bastato, ce ne volevano 900 in un colpo solo per costringere i piani alti a smetterla di fingere di non sentire.
E cos'è successo dopo che hanno sentito? 
Intanto si proclama subito subito un bel lutto nazionale perchè lo richiede l'etichetta. Dopodichè, ci si attiva immediatamente con leggi meno ridicole, razziste e respingenti di quelle attuali? Si mette un tappeto rosso davanti a quel 2% sopravvissuto? Ci si mette una mano sulla coscienza, si prova a scendere dal gradino e aprire per una volta gli occhi (e il cuore? e il portafogli rigonfio con le nostre tasse dentro?). No, si corre a chiedere aiuto all'Europa, tanto per mettere in chiaro che questa rottura di balle non vogliamo accollarcela da soli.

martedì 14 aprile 2015

Rendiamo grazie al signor Arnaldo

La Corte europea per i diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per reato di tortura per gli orrori che sono avvenuti alla scuola Diaz durante il G8 del 2001. Immagino lo sappiate. Non so però se sappiate anche chi dobbiamo ringraziare se, a quasi 14 anni di distanza, finalmente la famosa "macelleria messicana" è stata riconosciuta per quello che è stata: tortura. Io quando ho visto questa faccia ho avuto un moto di commozione
Il signor Arnaldo Cestaro è del 1939 ed è partito dal suo paese, in provincia di Vicenza, con i compagni di Rifondazione Comunista, per presenziare a quella che tutti immaginavamo sarebbe stata una bellissima e foltissima manifestazione, di quelle che uniscono le persone, di quelle che quando finiscono ti senti comunque meno solo e meno anonimo mentre torni a casa, insomma di quelle a cui il signor Arnaldo aveva, coi suoi 61 anni, partecipato chissà quante volte. E invece non solo la manifestazione è andata com'è andata, ma il povero Arnaldo e i suoi amici hanno anche avuto la disgrazia di trovare sistemazione per la notte all'interno della scuola Diaz. In un'intervista racconta dell'irruzione dei celerini, che lui credeva fossero "criminali", "banditi", "fascisti". E racconta di come si siano messi a manganellare alla cieca e con livore, di come quello che stava torturando lui avesse continuato anche dopo aver visto che aveva a che fare con un innocuo e pacifico anziano. Anziano così lucido e presente da dire, nell'intervista qui sotto, "Se questa è la democrazia, abbasso la democrazia".


Ad Arnaldo Cestaro veder calpestata in questo modo barbaro la dignità sua e di altri esseri umani dalla polizia di Stato, da coloro che questi esseri umani, in teoria, dovrebbero proteggere e difendere, non è andata giù. E ha presentato ricorso alla Corte di Strasburgo per veder riconosciuti i propri diritti, per veder condannata tutta quella violenza inaudita e assurdamente gratuita. E Strasburgo, 14 anni dopo, gli ha riconosciuto tutto, anche 45.000 euro di risarcimento, visto che Arnaldo ha subito diverse operazioni chirurgiche (un braccio, una gamba e dieci costole rotte) e il suo fisico non è comunque mai tornato a posto. Ovviamente non sono i soldi il motivo del suo ricorso, quanto giustizia per quello che lui e altre centinaia di persone hanno subito ingiustamente. Arnaldo ha fatto la Resistenza e e sa che non è per questo che ha combattuto, non per essere picchiato a sangue mentre dorme dopo una manifestazione. E, come mi aspettavo, si rivolge ai giovani, a quelli a cui passare il testimone. E io mi chiedo dove siano. Mi chiedo se doveva essere un vecchietto a far sì che si ottenesse (un minimo di) giustizia per quella mattanza, mi chiedo quando non ci sarà più nemmeno un partigiano in vita chi e quando avrà il coraggio, la forza, la dignità di dire "se questa è la democrazia, abbasso la democrazia".

giovedì 9 aprile 2015

Terre gratis a chi le vuole

Ho tante notizie appuntate nei segnalibri che vorrei postare e commentare con voi, ma il tempo libero in questo periodo è davvero poco e quel poco, onestamente, cerco di passarlo all'aria aperta.
Però questa è una specie di comunicazione di servizio, per cui ha la precedenza sulle altre. 
La signora Taddei e suo marito, che devono essere proprio delle belle persone, possiedono diverse terre in Piemonte e in Toscana, eredità di famiglia e, nonostante, mi par di capire, non siano dei contadini, ne riconoscono il valore. Non parlo di valore in termini economici ovviamente, bensì dell'immenso valore di una terra fertile, un terreno da coltivare e da cui ricavare sostentamento. 
Bene, i signori in questione, riconoscendo il suddetto valore ma non avendo nè tempo nè testa di reinventarsi coltivatori, la cedono. Sì la danno gratis, o a un canone d'affitto simbolico, a chi la vuole e ha capacità, tempo e voglia di renderla fruttuosa.
foto di elioleggiero
Sarà che ho da poco finito di rileggere Furore di Steinback e mi sento un po' nell'ottica che chi abbia un po' di terra da coltivare abbia praticamente tutto ciò che occorre, sarà che la generosità è una qualità che ho sempre ammirato molto nelle persone (più che altro non mi sono mai fidata dei "braccini corti"), leggere la lettera scritta dalla signora Taddei mi ha messo di buon umore, ho condiviso la notizia su facebook e poi ho pensato di farlo anche qui, perchè sai mai che qualcuno tra voi girasoli viva nei dintorni di Asti o nel Grossetano e vada a far quattro chiacchiere con questa bella gente, che forse, a prescindere, sarebbe interessante conoscere!