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Largo ai giovani (ecologisti)

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Io non credo che le migliaia di ragazzi scese in piazza in tutto il mondo venerdì scorso lo abbiano fatto solo per saltare un giorno di scuola. Io li ho trovati molto più consapevoli e combattivi di tanti adulti che ritengono più importante mettersi a polemizzare sulla malattia di una ragazzina piuttosto che parlare di cambiamento climatico, che non vedono l'ora di fare della dietrologia con l'aria di chi la sa lunga (l'unica cosa che non sanno è quanto siano ignoranti), a fare quelli che "tanto ormai è troppo tardi" senza manco sapere di cosa stiano parlando. A me tanti di questi cosiddetti millenials non dispiacciono affatto e mi danno pure una certa fiducia. Fiducia che è nata già prima dello sciopero di venerdì scorso, che ha preso forma anche dentro Camilla, dove i soci ventenni non mancano, e sono quelli più convinti e più entusiasti. 
Non so se sia solo la naturale convinzione che si ha a vent'anni di poter cambiare il mondo, se così fosse mi auguro c…

Camilla esiste

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Sarò monotematica ultimamente, ma non potevo non condividere qui il mio entusiasmo per questa creatura che finalmente è nata, è un luogo fisico e bello, è una macchina trainata da più di 400 persone che finalmente sabato scorso è partita! Perché è vero che avevamo aperto a dicembre per una settimana, ma quelle somigliavano più a prove tecniche che a una vera e propria apertura ufficiale e il lavoro da fare per essere operativi a tutti gli effetti era ancora tanto. È stata una giornata bellissima sabato. Personalmente mi sono fatta dare un turno di mattina in libreria per poi poter passare tutto il resto del sabato in emporio. Quando sono arrivata l'ho trovato pieno zeppo di gente ed è stato subito un bellissimo vedere. C'era tanto da fare e come prima cosa ho dato il cambio alla socia che presidiava l'ortofrutta (lo sapevo che prima o poi finivo all'ortofrutta...) e mi sono divertita molto a servire gli acquirenti, mi sentivo una contadina al mercato :) È sempre una co…

Ci vuole empatia per ricordare

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"Ieri ho detto ai ragazzi: “Domani venite a scuola con una bottiglietta d'acqua vuota”. Sui loro volti, lampante che neanche le insegne di Las Vegas, la domanda “E che cavolo si inventerà stavolta il prof?”
“Lo vedrete domani”.
Oggi sono entrato in classe. Con un secchio.
Ho detto ai ragazzi di sedersi in cerchio. Ho dato a ciascuno di loro un piccolo foglio di carta.
Gli ho detto: “Adesso pensate alla persona a cui volete più bene al mondo. Poi disegnate un omino stilizzato e vicino ci scrivete il suo nome”
“Ma io posso scriverne due?”
“Certo, anche tre se vuoi!”
E dopo ho chiesto loro di riempire la bottiglietta, di versarla nel secchio e di tornare a sedersi.
L'idea me l'ha data un libro: Ammare, di Alberto Pellai e sua moglie Barbara Tamburini. Perché domenica è la Giornata della Memoria, e sinceramente a me di parlare solo di Shoah non mi va più.
Perché per pensare che il passato si stia ripetendo identico bisogna essere un po' miopi. Ma per non vedere pezzi …

Camilleri dixit

Se veramente un giorno riusciremo a sapere quale opinione hanno di noi gli animali, sono certo che non ci resterà da fare altro che sparire dalla faccia del pianeta, sconvolti dalla vergogna. Sempre che, tra cinquat'anni, gli uomini saranno ancora in grado di provare questo sentimento. Io, fortunatamente, non ci sarò. Ma vorrei che qualche mio pronipote consegnasse agli animali una copia di questo libretto perché di me, e di moltissimi altri come me, possano avere un'opinione sia pur leggermente diversa. I tacchini non ringraziano - Andrea Camilleri
Io non lo so se Camilleri mangi o meno gli animali, però mi è piaciuto molto il titolo di questa raccolta di racconti uscita poco prima di Natale, e anche questo pensiero in quarta di copertina che ho appena citato. Lo sottoscrivo.

Buon 2019

Per questo 2019 io vi vorrei augurare di ottenere almeno 3/4 di quello che desiderate, e poi vi auguro di poterlo condividere. Vi auguro di provare ripetutamente quella meravigliosa sensazione che si prova quando si fa qualcosa insieme agli altri, quando si ha qualcosa di bello e si lascia goderne anche gli altri, quando qualcun'altro ha qualcosa di buono e lo spartisce con voi.  Che si tratti di preparare una marmellata insieme alla vicina di casa, che si tratti di una serata con  un'amica/o con cui poter condividere pensieri e sentimenti, che si tratti di aprire la propria casa a un ospite di passaggio o di approfittare dell'ospitalità di qualcuno, che si tratti di partecipare a un pranzo sociale o di aprire un emporio autogestito con altre 500 persone, vi auguro condivisione. Ché condividere non vuol dire privarsi, ma moltiplicare.
BUON 2019 GIRASOLI!

Condividere frutti

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Leggevo il post di un'amica che raccontava di vicini che si sono rifiutati di ritirare un pacco per lei che non era in casa, e la cosa, più che il disagio pratico, ha giustamente provocato in lei (e anche in chi scrive) profonda tristezza. Ma a chi scrive ha anche fatto venire in mente che invece lei è molto fortunata a vivere nel quartiere dove vive, dove certo c'è gente che imbratta i murales dedicati ai partigiani e che pensa che tutti i propri problemi siano colpa dei migranti, ma dove tanti vicini sono proprio "bella gente", e le è venuto in mente che non vi ha raccontato della bella esperienza della distribuzione cachi. Quest'anno il nostro caco, che abbiamo conosciuto come poco più che un tronco potato all'inverosimile, è diventato il nostro Grande Caco. Durante l'estate ci ha regalato tanta salvifica ombra, e più tardi una valanga di frutti, così tanti che a un certo punto Fra lo ha rinominato il caco piangente, visti i rami piegati dal peso dei f…

Femmina

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.
Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.
Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.
Edoard…