la citazione del momento

Ciò che abbiamo appreso da questo esperimento è che gli stili di vita nati dalla modernità sono praticabili solo per una piccola minoranza della popolazione mondiale. L'esperienza storica dell'Asia dimostra che il nostro pianeta non consentirà che questi stili di vita siano adottati da tutti gli esseri umani. Non è possibile che ogni famiglia del mondo abbia due automobili, una lavatrice e un frigorifero, e non per ragioni tecniche o economiche, ma perché altrimenti l'umanità morirebbe soffocata.

La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile. - Amitav Gosh - traduzione e cura di A. Nadotti e N. Gobetti - Edizioni Neri Pozza

martedì 13 febbraio 2018

Libri in movimento

In via Paolo Fabbri abita una donna che mi piace tanto. Avete presente quelle donne semplicemente belle? Quelle che anche se le vedi in vestaglia a novant'anni compiuti non puoi non riconoscere quanto siano belle? Ecco, lei è così, non so se abbia novant'anni ma so che non ne ha quaranta, è alta e magra e porta i capelli raccolti in una crocchia, ha un sorriso delicato e un portamento elegante, ha una bicicletta con un cestino tutto fiorito e ha un gatto. Io del gatto lo so perchè ogni tanto dal suo giardino, quasi confinante col mio, la sento chiamare Pilù, che di giardino in giardino e di tetto in tetto chissà ogni volta dove si è cacciato/a; ma lei chiama e chiama finché Pilù non arriva, e chiama con una voce così delicata, così affettuosa, così accogliente e piena di promesse che quando la sento io vorrei solo essere Pilù e fiondarmi a zampe levate tra le sue braccia!
Lei per me è La Signora dei libri. Che c'entrano i libri? Ma se è proprio per questo che vi sto raccontando di lei! La Signora dei libri ogni mattina tira fuori una cassetta di legno, di quelle da vino, con uno o due libri dentro o a volte anche niente, il resto lo fanno le persone che passano.
Non so da quanto tempo lo faccia ma so che è un'iniziativa apprezzatissima nel quartiere, e lo dimostra il fatto che, a distanza di ore, il contenuto della cassetta è totalmente cambiato. E soprattutto non è solo un prendere e portare a casa: l'altro giorno la cassetta non c'era perchè al mattino pioveva, ma questo non ha impedito a qualcuno di lasciare un paio di romanzi direttamente sugli scalini :)
Per quanto mi riguarda, è più quel che ho lasciato che quel che ho preso, ché io che in libreria ho sconti o comunque possibilità di dare un'occhiata a tutti i libri che voglio, preferisco lasciarli a chi non ha i miei stessi "privilegi". Però un paio di cose le ho prese. Qualche giorno fa ho visto questo libro e non ce l'ho fatta a lasciarlo lì. Questo in libreria non lo trovo, e poi ha quella grafica retrò che mi affascina, oltre ad essere anche molto ben fatto all'interno.
L'unico altro libro che ho preso è stato un amore a prima vista, uno di quegli incontri che sembrano organizzati dal destino nel minimo dettaglio.
Innanzitutto, un libro illustrato non avrebbe mai potuto passare inosservato da me (perchè prendo poco ma ciò non vuol dire che ogni volta che passo non butti un occhio nella cassetta!). E poi quel titolo, pare spagnolo, è spagnolo, e io non ero appena tornata dalla Galizia e non stavo studiando spagnolo?!


E siccome il destino le cose le fa bene, anche la storia in sé e le illustrazioni mi sono piaciute tantissimo!

È vero che ormai i punti di bookcrossing sono svariati in moltissime città, ma è altresì vero che di solito li troviamo presso esercizi commerciali, uffici o situazioni simili: una persona che se ne sta in casa sua ma che tutti i giorni pensa a far sì che qualcuno possa trovare gratis qualcosa da leggere, secondo me è un'altra faccenda. È una faccenda che mi fa davvero bene all'anima, una faccenda che profuma di amore per la lettura e per il prossimo, che ha i colori belli di quegli animi che sanno far felici gli altri e non vogliono niente in cambio se non la felicità stessa degli altri, che ha il suono dolce di chi accetta se stesso e il mondo cercando solo di renderlo un po' migliore.

giovedì 25 gennaio 2018

Speculoos fai da me: i miei biscotti più buoni

Gli speculoos o li ami, o li odi o li ignori. Sono quei biscottini alla cannella, leggermente salati, che a volte ma sempre più raramente in certi bar regalano col caffè. Tra le categorie sopra menzionate, io faccio parte della prima, ma proprio assai. Così assai che, qualche anno fa, la mia cara sorellina mi ha portato di ritorno dal Belgio un barattolo di crema spalmabile agli speculoos. Ora, voi lo sapete che il cibo confezionato che mangio è ridotto al minimo, sapete pure quanto io inorridisca al pensiero di tutti quei conservanti e coloranti e E+qualche numero e zuccheri e sale che abbondano nei suddetti cibi, e quanto mi piaccia fare da me le cose che mangio a colazione, che siano creme, marmellate, biscotti o torte. Però sapete pure che ho un animo alquanto anarchico, che non amo diktat, estremismi e assolutismi vari, che mi piace a volte trasgredire. Considerando inoltre che non onorare un regalo è cosa brutta, stando estremamente attenta a tenere il barattolo in modo che l'occhio non potesse finirmi sulla lista degli ingredienti, sono stata capace senza sforzo alcuno (se non quello di non farlo in una sola sessione) di far diventare il barattolo in questione da così
a così
 
Perchè questa lunga premessa? Perché gli speculoos se la meritano! E perchè un paio di giorni fa, in un pomeriggio casalingo, mi sono messa a sfogliare un libro che avevo preso da poco e mi sono accorta che c'era proprio la ricetta degli speculoos!
Essendo ovviamente un libro di cucina sana e conoscendo la poca "sanità" di quel tipo di biscotti, ho immaginato che potesse venir fuori qualcosa che magari semplicemente li ricordasse...ma mi andava bene così e mi sono messa immediatamente all'opera. Ho sostituito farina di farro alla farina di mandorle che non avevo, modificandone un po' le dosi, e mi sono messa all'opera, per scoprire a lavoro finito che, cavolo, sono (anzi erano) proprio speculoos!!! 


E quindi ecco qua la geniale ricetta nella mia versione.


Ingredienti: 
150 gr di farina di riso
100 gr di farina di farro integrale
80 gr di zucchero di canna integrale
50 gr di olio di semi di girasole
50 gr di miele
50 gr di tahina
1 uovo
1 cucchiaino colmo di cannella in polvere
una presa di sale

Procedimento
Mescolare gli ingredienti secchi, aggiungere poi l'olio, il miele, la crema di sesamo e l'uovo. Mescolare con la forchetta e poi passare alle mani. Se l'impasto è troppo morbido tenerlo un po' in frigo a rassodare. Stenderlo poi tra due fogli di carta forno. L'autrice del libro poi taglia la pasta con una rotella seghettata e dividerà i biscotti solo una volta raffreddati, io invece avevo un tagliabiscotti che mi sembrava perfetto e li ho divisi direttamente. Ah, avevate intanto acceso il forno a 180° vero? Bravi! Quindi ora che ha raggiunto la temperatura infornate, tenete dentro i biscotti 15 minuti (io li ho tolti un po' prima ma ho un forno abbastanza potente, quindi, come dico sempre, regolatevi voi coi vostri, ché di forni ognuno conosce il proprio), aspettate che si raffreddino se riuscite e poi, se lo ritenete opportuno, mandatemi pure qualche pensiero positivo di ringraziamento, ché quelli non sono mai troppi :)


martedì 16 gennaio 2018

Il mio vicino Calicanto

Un pezzo alla volta vi vorrei presentare questo nuovo posto dove il sole gira. Oggi vorrei parlarvi del vicinato. A sinistra il nostro giardino confina con quello di Giulia e Alessandro, due ragazzi splendidi, con cui andiamo così d'accordo che abbiamo tagliato un pezzo di rete di confine tra i giardini (che indicibile soddisfazione tagliare una rete in un momento in cui si alzano dei gran muri!), così che, oltre a poter transitare noi tra un giardino e l'altro senza dover passare dagli appartamenti, il vecchio gatto Arturo


può venire a prendersi due coccole di qua quando di là non c'è nessuno. Sopra di loro vive una coppia di antipatici brontoloni che in due non arrivano a sessant'anni eppure sembrano i più anziani di tutto il quartiere. Al di là del loro giardino ci sono Deborah, Davide e Diego; Davide lo vediamo poco perchè lavora di sera e quindi alle cene di vicinato non c'è mai, Deborah è una persona dolce e accogliente e Diego un simpaticissimo treenne.
A destra ci sono tre giardini più piccoli, in uno ci sta Junior, un barboncino che abbaia pure se vede passare una mosca e mette a dura prova la zenità altrui; in un altro ci sono studenti che cambiano di continuo e nell'ultimo c'è Francesco Guccini che non c'è. Eh già, siamo proprio all'angolo con quella tanto decantata via Paolo Fabbri, dove non è raro incontrare ragazzetti con la chitarra che si siedono sul marciapiedi a suonare L'Avvelenata o persone che si fanno selfie davanti al 43. Nel frattempo il buon Francesco se ne sta tranquillo e giustamente indisturbato sui colli modenesi, cosicché noi possiamo ad esempio godere dell'unico frutto che il suo melograno ha prodotto quest'anno e che, fortunelli, era attaccato a un ramo che si affaccia prepotentemente nel nostro giardino. Ora fuori non ci andiamo più spesso come quando faceva caldo, e quindi ieri sono uscita e sono stata investita da un'onda di profumo che ricorda il mughetto e il gelsomino, mi sono girata e, dal giardino degli studenti ora disabitato, si affaccia verso di noi un alberello a cui onestamente non avevo prestato grande attenzione prima (non sarei in grado di dire, ad esempio, che tipo di foglie avesse), completamente spoglio tranne che per una fila di fiorellini fitti e ordinati su ogni ramo. Ho chiesto a quel pettegolo di google informazioni su di lui e mi ha detto essere un calicanto, pianta che conoscevo di nome ma non di fatto, e che vi presento volentieri!


Finalmente un motivo per dire che l'inverno non è del tutto brutto!

martedì 9 gennaio 2018

Amitav Ghosh dixit

...l'Asia ha interpretato un altro ruolo fondamentale nel dispiegarsi della Grande Cecità, ovvero quello del sempliciotto che, attraversando goffamente il palcoscenico, si imbatte senza rendersene contro nel segreto che è la chiave di tutta la storia. Questo perché alcuni aspetti cruciali della modernità non sarebbero visibili se non li si fosse testati nell'unico continente dove le dimensioni della popolazione sono tali da poter letteralmente spostare il pianeta. E come con ogni esperimento davvero rivelatore, nessuno avrebbe creduto ai risultati, né gli asiatici né nessun altro, se non si fossero manifestati esattamente come previsto. Perché si tratta di risultati contrari alle aspettative, che fanno a pugni con i presupposti su cui da quasi un secolo si basano la nostra vita, i nostri pensieri e le nostre azioni. Ciò che abbiamo appreso da questo esperimento è che gli stili di vita nati dalla modernità sono praticabili solo per una piccola minoranza della popolazione mondiale. L'esperienza storica dell'Asia dimostra che il nostro pianeta non consentirà che questi stili di vita siano adottati da tutti gli esseri umani. Non è possibile che ogni famiglia del mondo abbia due automobili, una lavatrice e un frigorifero, e non per ragioni tecniche o economiche, ma perché altrimenti l'umanità morirebbe soffocata.

La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile. - Amitav Gosh - traduzione e cura di A. Nadotti e N. Gobetti - Edizioni Neri Pozza

sabato 30 dicembre 2017

Auguri e buoni propositi per l'anno nuovo

Io quest'anno non vi auguro che vi succeda chissà che meraviglia o che otteniate chissà quale ricchezza, vi auguro piuttosto di riuscire a essere felici di ciò che avete già. Vi chiedo di pensarci un attimo e vi auguro di riuscire ad apprezzarlo, ché anche un tetto sulla testa e un letto caldo dove infilarsi la sera non sono scontati, né lo sono le persone che ci vogliono bene, né la possibilità di mangiare tutti i giorni e scegliere cosa indossare al mattino. Vi auguro di ricordarvene ogni volta che qualcosa vi va storto, ogni volta che desiderate qualcosa che non potete ottenere, ogni volta che vi sembra che la vita si accanisca contro di voi: basta accendere la tv o aprire un giornale (sempre che vi dicano le cose come stanno) per rendervi conto che no, non siete voi quelli contro cui la vita si sta accanendo.
E visto che questi momenti sono anche momenti di buoni propositi, il mio proposito, che in verità mi sono data da un po', è quello di coltivare la gentilezza, un hobby che consiglio a tutti! Quando a maggio ci siamo trasferiti nella nuova casa, col giardino, con la possibilità di ricominciare ad avere ospiti in casa, ero allegra tutti i giorni, mi alzavo la mattina felice della giornata che mi aspettava, per qualche mese ho vissuto a un metro da terra. E non ho mai litigato con nessuno. Ero così in pace col mondo che se per strada qualcuno mi tagliava la strada io semplicemente aspettavo che fosse passato pensando che non avevo poi fretta, se qualcuno mi trattava male cercavo di capire perchè piuttosto che arrabbiarmi e fare l'offesa, se qualche cliente in libreria aveva voglia di far questioni finiva per andarsene tranquillo dopo aver fatto acquisti e avermi pure chiesto scusa. Perchè la gentilezza chiama gentilezza, perchè la violenza si vede inadeguata e fuori luogo davanti alla gentilezza, si vergogna, si imbarazza, e si fa miseramente piccola. E così ho capito che la gentilezza può davvero cambiare il mondo. Può cambiare l'atteggiamento delle persone, il modo di vedere la vita e gli altri, può dare il passo giusto, il passo più leggero, quello che rende il cammino meno faticoso. E se lo dico io, e soprattutto se ci riesco io, anche solo metà delle volte (ché son pur sempre io, mica Gandhi), che sono rinomata per avere l'incazzo facile, per accendermi con una scintilla, ce la possono fare decisamente tutti!
Qualsiasi siano i vostri propositi e qualunque sia la nostra capacità di riuscita, buon 2018!!

venerdì 22 dicembre 2017

Torno per dirvi buon Natale

Stavolta di tempo ne è passato davvero tanto! Decisamente di più dei due mesi che abbiamo passato senza internet (maledetta fastweb, mai più mi avrai!). La casa nuova ha lasciato spazio a poco altro, il giardino da conoscere, l'orto da inventare, una casa da rendere nostra, il b&b che poi, grazie alla meravigliosa burocrazia/legislazione italiana che si contraddice da sola, non è ancora un vero b&b ma un appartamento in affitto su airbnb, che tanto ora le tasse si possono pagare anche se si è solo su airbnb per cui almeno abbiamo la coscienza a posto. E il senso di gratitudine verso un proprietario che ha avuto fiducia in noi nonostante non potessimo dimostrare granchè, verso gli amici che si sono ricordati di noi al momento opportuno, verso il destino che dopo tanto vagare ci ha condotti nel posto giusto.
Ho pensato tante volte di scrivere un post in questi mesi, poi c'era altro da fare, o non sapevo da dove iniziare, o non sapevo chi avrei trovato ad avere ancora speranza e voglia di avere mie notizie. Oggi mi sono svegliata di buonumore e piena di energia, poi a un certo punto ho avuto una telefonata con un'amica che mi ha delusa e intristita, poi qualcuno di voi si è fatto vivo solo per dirmi buon Natale (grazie Amanda, grazie Nou) e mi si è riempito il cuore di gioia e mi è venuta voglia di tornare qui per dirlo a tutti voi buon Natale! Per dirvi che vi ho letti poco (ah ma mi rimetto presto in pari!!) ma vi ho pensati ripetutamente, ora uno, ora l'altra, che anche se non sembra mi siete mancati, che vi auguro di passare dei giorni sereni, luminosi e caldi d'amore, che al di là di religioni e babbi natale vi auguro di stare con chi amate, e vi auguro che chi amate stia con voi il più a lungo possibile.