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Terrarium

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Da ieri è ufficialmente finita l'estate. Fa freddo che non basta la maglia a maniche lunghe al posto della canotta, qui la situazione è quanto meno da felpa! E va beh, prima o poi doveva succedere, anche quest'anno. E insomma ho iniziato a pensare che non sono solo io ad aver bisogno di coprirmi e a godere molto meno dello stare in giardino, ma pure la mia allegra combriccola di grasse e succulente tra un po' avrà voglia di un ambiente un po' più confortevole del giardino d'inverno.  E così, mentre penso a serre esterne e nurseries interne, ho messo mano a un progettino che avevo da un po', un piccolo terrario. Ho una collega che è bravissima a farne, e mi ha spiegato come fare. Ho un calice che viene dal festival delle sagre di Asti di quest'anno, di quelli che ti danno nell'apposita borsina da tenere al collo e con cui te ne vai in giro a degustare bianchi, rossi e rosati, calice a cui si è rotto il collo nel viaggio di ritorno ma che non volevo...

La mia prima kokedama

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Kokeché? Non fate finta, lo so che lo avete pensato! Tranquilli, anche io prima le identificavo con qualcosa tipo "quelle palle di muschio che si appendono e da cui esce una pianta..." Ma ora, grazie al regalo di compleanno delle mie amiche, non solo ne conosco il nome, ma so pure come si fanno! Sabato scorso ho passato più di tre ore con un maestro e altre sei persone ad ascoltare e osservare lui e a sporcarmi le mani di torba e di argilla, a riempirmi le narici di profumo di terra e essere alla fine persino fiera del mio lavoro! Il vivaio dove si teneva il laboratorio è uno dei luoghi che mi piacciono di più a Bologna e dove di solito mi rifornisco di semi e piante: non penserete infatti che io sia riuscita a venir via solo con la mia kokedama! Ho preso un bel lampone da trapiantare in giardino e persino una t-shirt, visto che lo spazio è condiviso non solo con una libreria ma anche con un laboratorio di serigrafia artistica (che bello sporcarsi ed essere costretti a ...

Il mio vicino Calicanto

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Un pezzo alla volta vi vorrei presentare questo nuovo posto dove il sole gira. Oggi vorrei parlarvi del vicinato. A sinistra il nostro giardino confina con quello di Giulia e Alessandro, due ragazzi splendidi, con cui andiamo così d'accordo che abbiamo tagliato un pezzo di rete di confine tra i giardini (che indicibile soddisfazione tagliare una rete in un momento in cui si alzano dei gran muri!), così che, oltre a poter transitare noi tra un giardino e l'altro senza dover passare dagli appartamenti, il vecchio gatto Arturo può venire a prendersi due coccole di qua quando di là non c'è nessuno. Sopra di loro vive una coppia di antipatici brontoloni che in due non arrivano a sessant'anni eppure sembrano i più anziani di tutto il quartiere. Al di là del loro giardino ci sono Deborah, Davide e Diego; Davide lo vediamo poco perchè lavora di sera e quindi alle cene di vicinato non c'è mai, Deborah è una persona dolce e accogliente e Diego un simpaticissimo tree...