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Visualizzazione dei post con l'etichetta acqua

Idee geniali: the drinkable book

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È solo un prototipo per ora, ma l'idea è, appunto, geniale. Si tratta di un  libro che contiene consigli su come purificare l'acqua non potabile, ma fa di più: la purifica lui stesso! È infatti costituito da fogli speciali, contenenti nanoparticelle d'argento, che, usati come filtri, depurano l'acqua dai batteri che provocano malattie come dissenteria e colera. Ogni libro contiene 20 pagine e si stima che con un volume si arrivi a depurare circa 5.000 litri d'acqua. La tecnologia utilizzata in questi fogli è stata messa a punto dalla McGill University, in California, dove studiava una certa Theresa, che si è presa decisamente a cuore la faccenda. Theresa infatti è andata in Sud Africa a testare i filtri e ha iniziato una collaborazione con una noprofit, Waterforlife, che opera a sostegno di alcune comunità rurali in India e in Africa. Theresa e i suoi collaboratori sono tuttora, mi pare di aver capito , alla ricerca di fondi per poter produrre in larga scala...

World water day: non sprechiamo il cibo

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  Si sa che le cose non si risolvono parlandone per un giorno, perciò prendo questa data come una sorta di promemoria. Lo uso per fare una specie di resoconto, mi chiedo cosa sto facendo e cosa posso fare di più. E comunque mi rendo conto che quello che faccio, è davvero il caso di dirlo, è soltanto una goccia nell'oceano. Perchè il problema non è tanto ricordarsi di chiudere il rubinetto mentre ci si spazzola i denti, quanto piuttosto chiedersi quanta acqua sia servita per produrre e far arrivare alla propria tavola una bistecca e, peggio ancora, quanta acqua andrebbe sprecata se quella bistecca finisse nella spazzatura. Se tutti fossimo consapevoli dello stretto legame che intercorre tra ciò che mangiamo e l'acqua che consumiamo per farlo, e ci comportassimo di conseguenza, l'impronta di ciascuno di noi sarebbe sicuramente maggiore di quanto lo sia ora. Tra i vari contributi odierni del web sull'argomento, ho trovato molto interessante quello di Wired . ...

Una corsa in metro in cambio della tua bottiglia di plastica

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Immagine tratta dal web È  ciò che dovrebbe succedere a Pechino, una volta terminati i test in alcune stazioni della metropolitana. Nello specifico, dovrebbero venire installate delle macchinette "ricicla bottiglie", che erogherebbero dai 6 ai 12 centesimi a bottiglia. E pare poi che davvero le bottiglie verranno riciclate, perchè in Cina il riciclo del PET è un vero e proprio business e l'attività di "raccoglietore di bottiglie" è considerata un'attività lavorativa, per di più seconda solo all'agricoltura! Ovvio che, dunque, c'è anche qui chi ci guadagna a oltranza e chi è costretto a fare la parte noiosa e probabilmente sottopagata della faccenda, questo si chiama capitalismo; ma se è vero che, come diceva qualcuno commentando i post precedenti, i potenti non alzeranno un dito se non ci guadagneranno qualcosa, allora che guadagnino rendendo il mondo più pulito e l'aria più respirabile. Così come, se è vero che sarebbe meglio ridurre i...

Il cartellone pubblicitario che trasforma l'umidità in acqua potabile

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Stamattina mi sono imbattuta in una bella notizia che non posso non condividere con voi, ché una good news con il bel sole caldo che c'è oggi da queste parti e mentre nell'aria c'è già profumo di weekend, ci sta tutta! Perù. Nella capitale, Lima, cadono soltanto circa 3 cm di pioggia l'anno, per cui la popolazione si trova in costante carenza di acqua, il che spesso la costringe ad attingere a bacini d'acqua non potabile. Inoltre, c'è un'umidità nell'aria del 98%  (e io mi lamento di Bologna...). Come risolvere, anzi, perchè no?, sfruttare, la situazione? Con questo progetto messo a punto dall' Università di Ingegneria e Tecnologia del Perù , in collaborazione con l'agenzia pubblicitaria Mayo Draft FCB (sì, faccio "nomi e cognomi" perchè, se uno fa le cose fatte bene, la pubblicità se la merita tutta). In pratica, è stato montato un gigantesco pannello pubblicitario, che promuove i corsi universitari, ma al cui interno ...

Jeremy Irons e i rifiuti dell'Oceano di plastica

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" The Majestic Plastic Bag - a Mockumentary " è un video di Jeremy Konner, interpretato da Jeremy Irons quale voce narrante, che descrive in pochi minuti e un bel po' di ironia il viaggio di una busta di plastica dal supermercato al Pacific Trash Vortex (noto anche come Great Pacific Garbage Patch), una vastissima area del Pacifico la cui superficie, che non è ancora stata misurata con precisione, varia dai 700.000 ai 10.000.000 km² e in cui le correnti marine hanno concentrato una massa enorme di rifiuti galleggianti. Il video risale a un paio di anni fa, ma Jeremy Irons non si è fermato lì: è arrivato anche in Italia (in DVD, chè forse al cinema non avrebbe sbancato...) "Trashed", di Candida Brady, prodotto e interpretato, appunto, da Irons, e premiato al festival di Cannes 2012. Il documentario fa il giro del mondo (dei rifiuti), toccando ad esempio la spiaggia di Sidone, in Libano, dove da decenni continua ad accumularsi un mix di liquidi tossici, rif...

L'acqua di tutti e di qualcuno

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Stamattina ho voglia di parlare di un argomento che qualcuno considererà trito e ritrito: l'acqua in bottiglia. Ma facciamo che non mi dilungherò sui dati (decisamente preoccupanti) e vi racconterò una cosa che mi è successa qualche tempo fa e che mi ha fatto prendere una volta per tutte la decisione di non bere più per nessun motivo (almeno a casa mia) l'acqua imbottigliata. Come dicevo, i dati sono preoccupanti. Preoccupante è innanzitutto la logica che sta alla base dell'imbottigliamento dell'acqua: come si è potuti finire a far sì che alcuni soggetti (nello specifico multinazionali, mica mia zia) si siano appropriati di un bene pubblico? è un discorso che può valere per qualsiasi altro tipo di prodotto, perchè qualsiasi altro tipo di prodotto viene coltivato, o fabbricato, o elaborato, ma l'acqua è lì, sgorga dalla sorgente, come si può arrivare a che qualcuno se ne appropri e ce la rivenda? Non è surreale? Allora si potrà davvero finire per vendere l'a...