la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

martedì 27 novembre 2012

Jose Mujica, il presidente povero

Mi sono imbattuta in questa notizia qualche settimana fa e non potevo non condividerla. In questa mattinata libera ve la racconto.

Jose Mujica è il presidente dell'Uruguay e ha deciso di devolvere il 90% del proprio stipendio alle famiglie più povere del territorio, nonchè di ospitare un nutrito numero di senzatetto nella residenza presidenziale. Tanto lui preferisce vivere in campagna! Sostiene se stesso, sua moglie, senatrice, e i suoi cani con 775 dollari al mese e i proventi del suo orto, i cui prodotti vende in un mercatino popolare.
Qui sotto un servizio che la BBC  ha dedicato al "Presidente povero", è in spagnolo, ma anche per chi non conosce la lingua è abbastanza comprensibile. E poi sono comunque interessanti le immagini: ho trovato particolarmente dissonante la scorta della polizia, dovutagli in quanto Presidente della Repubblica, davanti a quella che assomiglia più a una baracca di nomadi che a una residenza presidenziale!

Sicuramente la decisione di Mujica di vivere in questo modo è stata dettata anche dal suo vissuto, che non si è svolto di certo all'interno dell'aristocrazia locale. Da giovane ha militato nei Tupamaros, un'organizzazione di stampo marxista, ispirata alla rivoluzione cubana, che, tra le altre attività, rapinava banche per redistribuire il denaro ai poveri (anche a voi è venuto in mente il buon Robin Hood?); Pepe era il suo nome di battaglia. Questa attività lo ha portato a scontare 14 anni di carcere, molti dei quali in isolamento, fino al 1985, quando, con la fine della dittatura, è stata concessa l'amnistia a tutti i detenuti militari e politici. Con il partito di sinistra Frente Amplio è stato eletto deputato e poi senatore, fino a diventare, nel 2005, ministro dell'Allevamento e dell'Agricoltura. Già durante questa carica, Mujica era molto popolare per essere un personaggio molto vicino alla gente e attento alle problematiche della popolazione. Nel giugno del 2009 è diventato Presidente della Repubblica.
E che Presidente, aggiungerei!
Sul possesso di beni materiali Mujica fa un discorso molto semplice e a mio parere onesto e per nulla demagogico (d'altronde non si può certo dire che predichi bene e razzoli male):
Ho vissuto in questo modo la maggior parte della mia vita. Posso vivere con quello che ho. Dicono che sono il presidente più povero, ma io non mi sento povero. Le persone povere sono quelle che lavorano solo per mantenere uno stile di vita agiato e costoso, e vogliono sempre di più. E' una questione di libertà. Se non possedete molto, non avete bisogno di lavorare come uno schiavo tutta la vostra vita per mantenere tutto quel che avete. E quindi avete più tempo per dedicarvi a voi stessi”.
Ovviamente, se il Presidente raccoglie tanto consenso per il suo atteggiamento, altrettante critiche riceve il suo Governo dall'opposizione, che punta il dito contro il sitema sanitario e scolastico uruguayano o sull'intenzione di Mujica di legalizzare il consumo di cannabis (che invece a me pare una decisione politica saggia e atta a combattere un nutrito ramo di criminalità organizzata, ma questa è un'altra storia).
Resta il fatto che nel resto del mondo i politici spendono parole sempre uguali in campagna elettorale e durante i mandati, ma agiscono nell'interesse proprio e di pochi, seguendo i dettami dei poteri economici come se non si potesse fare altrimenti, mettono l'interesse del popolo ai margini, come se la politica fosse un gioco fine a se stesso in cui vince chi ha accumulato più denaro approfittando della posizione di potere.
In Uruguay invece c'è un uomo degno di dirsi uomo, un ex guerrigliero settantasettenne che, nonostante sappia cosa voglia dire povertà, non sente l'urgenza di arricchirsi; un uomo con una faccia genuina segnata dagli stenti e dalla lotta che ha messo davvero il suo popolo al centro della propria politica, un servitore dello Stato che onora il significato di questa parola, una persona con uno stipendio normale che cerca di svolgere al meglio il suo lavoro.
In questo momento secondo me particolarmente tragico della nostra politica, questa notizia mi dà speranza, mi fa pensare che non è vero che chiunque acquisti potere ne approfitti, come sono spesso portata a credere.
L'unica nota triste è invece che Jose "Pepe" Mujica si distingue appunto, solitario, da tutto il resto del mondo.


fonti:
www.greenme.it
www.wikipedia.it

martedì 20 novembre 2012

Il dado è fatto

Saranno un paio d'anni che continuiamo a dire "facciamo il dado vegetale?", "Sì quest'inverno facciamo il dado!" Poi si sa, tra il dire e il fare, ci sono di mezzo lavoro, letture, uscite, cene con gli amici, pigrizia, riposo e (finalmente) la primavera e quindi la scomparsa di brodo e zuppe e il dado non si è fatto nemmeno quest'anno...
Ma stavolta l'ho presa di petto: detto e (ovvio dopo qualche settimana, non è da me essere così dinamica e risolutiva...) fatto!
Giustifico questa pigrizia incolpando il destino, che forse mi ha fatto aspettare fino ad ora affinchè mi imbattessi in una ricetta del dado vegetale autoprodotto a crudo. Preferisco sempre, quando possibile, usare le verdure crude o cuocerle il meno possibile, così che mantengano tutte le loro proprietà nutritive e finora avevo sempre trovato ricette che prevedevano la cottura degli ingredienti.
Quando poi, un paio di martedì fa, al mercato ho trovato anche le carote, ho pensato che allora era proprio il momento di agire!

Questi i miei ingredienti:
300 gr di carote lavate e pulite benissimo
180 gr di sedano (anche 200 ma questo era tutto quello che avevo in casa)
3 cipolle medie
2 spicchi d'aglio
100 gr di sale integrale
un rametto di rosmarino, qualche foglia di salvia, qualche rametto di prezzemolo, una spolverata abbondante di origano.

Procedimento:
Lavare le verdure, lasciarle su un panno finché non siano completamente asciutte, tritarle e riporle a scolare su un colino a maglia larga o, se come me non se ne possiede uno abbastanza grande, mettere un panno di cotone a maglia non troppo fitta su uno scolapasta e appoggiarvi dentro le verdure.
Se sotto lo scolapasta mettete una scodella, potete raccogliere l'acqua persa dalle verdure e usarla al posto del dado (in piccole dosi perchè è salatissima).
Dopo qualche ora le verdure saranno asciutte; io ogni tanto ho fatto pressione per accelerare il processo. In ogni caso, quando non gocciolerà più acqua il dado è pronto.
Essendo la prima volta che mi cimentavo nel sottovuoto e non essendo sicura che mi riuscisse, ho preso metà di questa crema, ho riempito le formine del ghiaccio e messo in freezer, così da essere sicura che una parte si sarebbe certo conservata a lungo. Con il resto ho riempito due vasetti precedentemente sterilizzati e completamente asciutti, li ho tappati e immersi in una pentola d'acqua che ho lasciato bollire per mezzora o quaranta minuti, li ho tirati fuori e lasciati raffreddare. Per fortuna anche il sottovuoto è riuscito (lo scoprite facendo pressione sul tappo, se non fla "clic clac" il barattolo è sottovuoto, macredo lo sappiate già)).

Abbiamo provato già a usarlo in un paio di zuppe e devo dire che sostituisce egregiamente il dado industriale e ne conosciamo ogni singolo ingrediente!

Ora, perchè perdere quel paio d'ore di tempo quando esistono quei pratici cubetti da acquistare al supermercato? Ovviamente per ciò che quei simpatici cubetti contengono.
Tanti pensano che il "demone" del dado sia il glutammato e che, comprando del dado senza glutammato si risolva il problema.
Intanto cerchiamo di capire in cosa consiste questo glutammato, che in realtà sarebbe un acido naturalmente presente in molti alimenti, come latticini, cereali e alcune verdure. Ma se è una sostanza naturale, perchè tanto accanimento contro? Perchè tra l'acido glutammatico allo stato naturale e quello utilizzato dall'industria alimentare c'è una gran differenza.
Il primo è legato agli amminoacidi presenti nell’alimento, con i quali forma un unico gruppo proteico complesso, che viene lentamente assorbito lungo il tratto gastro-intestinale per poi essere scomposto nel fegato in piccole dosi che l’organismo è perfettamente in grado di gestire. Il secondo invece è prodotto dalla coltura di alcuni lieviti ed è inserito negli alimenti come amminoacido libero, questo comporta che nel momento in cui arriva nel tratto gastro-intestinale viene assorbito così come è, già scomposto, e questo provoca innalzamenti anche di 20 volte del livello normale di glutammato nel sangue. La barriera emato-encefalica (che protegge il cervello) non è fatta per gestire concentrazioni così alte di glutammato, per il semplice motivo che in natura non esistono. Resta il fatto che il glutammato monosodico è l'esaltatore di sapidità più usato dall'industria, quello che infatti accomuna i gusti di tutti i cibi precotti, che sia un risotto ai porcini o una pasta ai frutti di mare. Tempo fa avevo letto da qualche parte della "sindrome del ristorante cinese", consistente in mal di testa, senso di pesantezza, cattiva digestione: beh, pare sia legata proprio all'elevata quantità di glutammato che viene utilizzato nella cucina cinese, o almeno nei ristoranti cinesi in occidente. Io ammetto di sentirmi quasi sempre così dopo aver mangiato cinese, ma ammetto anche che ogni tanto mi concedo i ravioli e gli involtini del ristorante vietnamita!
Tornando al nostro (anzi al loro) dado, oltre al glutammato e ovviamente al sale, la dicitura "oli e grassi vegetali", che può significare tante, troppe cose, tra cui certo anche l'olio d'oliva, ma allora perchè non scivere olio d'oliva? A volte troviamo "aromi" che se fossero naturali si chiamerebbero "aromi naturali", ma se non c'è scritto niente tutto lascia supporre che siano aromi artificiali. Spesso ci si trova anche lo zucchero (?!) e poi, certo, le verdure (o estratti di), di quale campo e di che qualità non è dato sapere ma è facile immaginare, visto che in ogni caso è tutto bello liofilizzato e indistinguibile.


venerdì 16 novembre 2012

Muffin con farina d'orzo, mele e uvetta

Nuova puntata sul mio personale percorso di conoscenza delle farine.
Dopo le riuscitissime esperienze con la farina di farro (torta e biscotti) e in attesa che il panificatore di casa faccia il pane al farro, ho provato la farina d'orzo.
Per questa farina ho cominciato con i muffin, mio vecchio cavallo di battaglia che non preparavo da tantissimo tempo.
La ricetta base che uso per i muffin è questa di mia sorella Gabry, cake designer e pasticciera sopraffina, alla quale però ho osato fare qualche modifica, cambiando qualche dose e sostituendo l'olio al burro, come per tante altre preparazioni che lo richiedono.

I miei ingredienti:
200 gr di farina d'orzo integrale
120 gr di zucchero di canna integrale
100 gr di ricotta
1 uovo
70 ml di olio di semi
due mele di media dimensione
50 gr di uvetta
una bustina di lievito
un pizzico di sale
un pizzico di cannella
latte q.b. (circa mezzo bicchiere)

Procedimento:
Mescolare tutti gli ingredienti secchi, aggiungere poi la ricotta stemperata, l'olio e l'uovo e grattuggiare le mele direttamente nell'impasto, e mescolare, aggiungere latte fino a ottenere un impasto fluido; infine aggiungere l'uvetta fatta rinvenire in un po' d'acqua tiepida e una spolverata di cannella.
Versare il composto negli stampini da muffin, io uso quelli in silicone perchè non c'è bisogno di ungerli nè di infilare pirottini che poi vanno buttati, cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti (controllate anche dopo un quarto d'ora perchè i muffin cuocciono veramente in fretta!).

Ovviamente la variante mele e uvetta è una delle infinite varianti dei muffin, il bello dei muffin è proprio che sono semplicissimi da preparare pur facendo la loro figura, e che si prestano davvero a qualsiasi gusto possa venire in mente.
Io ho usato la frutta non solo per una questione di gusto e di salute, ma anche perchè mi sono resa conto, e forse l'ho già detto, che rende le preparazioni più umide e quindi più soffici.

L'orzo si distingue dagli altri cereali per il notevole contenuto di fibre solubili. Insieme all'avena, è il cereale con il più basso indice glicemico.
E' indicato per tutti ed in qualunque età, ma particolarmente per gli anziani ed i bambini, infatti è un rimineralizzante delle ossa.
Previene le affezioni polmonari e cardiovascolari, molto indicato in caso di gastriti, coliti e cistiti. (fonte Alimentipedia.
Ovviamente, come per tutti gli alimenti, la versione integrale mantiene intatte le proprietà di cui sopra: i processi di raffinazione privano gli alimenti di gran parte dei loro principi nutritivi.
Il sapore è sempre un po' diverso dalla farina di grano, come la farina di farro ha un gusto più deciso, più personale, anche se, unito a ingredienti saporiti come le mele e la cannella, non si impone e dà giusto quell'aroma (e quel benessere) in più!
Anche l'uva passa ha le sue buone qualità, oltre a essere (secondo me) molto gustosa: è depurativa, disintossicante, tonificante e ricostituente, aiuta a combattere l'ipertensione e l'artrite!

martedì 13 novembre 2012

Le api scompaiono e la Bayer guadagna

Da un po' non propongo notizie su cui riflettere e discutere. Avete mai sentito parlare della massiccia morìa delle api degli ultimi decenni? Pare sia dovuta a un pesticida prodotto e commercializzato dalla Bayer.
La notizia della scomparsa delle api non è nuova. Dagli anni '80 si assiste a questo fenomeno, denominato CCD (Colony Collapse Disorder): in Europa e negli Stati Uniti milioni di api nel corso di questi decenni non hanno fatto ritorno agli alveari, che non sono stati ricolonizzati, come se fossero infetti.
Il termine è stato coniato negli Usa, che per primi hanno assistito al fenomeno, ma anche in Europa, già dagli anni '90, si osservava questa preoccupante scomparsa di massa.
Sta di fatto che appunto da anni si cercano le cause della perdita di circa un terzo degli alveari. Tre sono state le cause principalmente studiate: stress nutrizionali, patogeni e pesticidi. Inizialmente era stata presa in considerazione anche l'eccessiva presenza di onde elettromagnetiche nell'ambiente, che avrebbero potuto disorientare le api, ma l'ipotesi non ha trovato conferma nella realtà.
Considerando che il fattore alimentare ha il suo peso e che alcune piante OGM causano la morte delle api che ne suggono il polline, diversi studi indipendenti (di cui si trova ampio e dettagliato riscontro in rete) hanno dimostrato che la causa principale di tutto ciò sta in un pesticida prodotto dalla Bayer, nota multinazionale tedesca che opera nel settore sanitario, agricolo, chimico e nella produzione di materiali plastici.
Questo pesticida contiene neonicotinoidi, delle neurotossine che agiscono sul sistema nervoso degli insetti, disorientandoli e impedendo loro il ritorno all'alveare. D'altronde c'è poco da stupirsi se si pensa che questo prodotto era stato approvato dall'EPA (Enviromental Protection Agency), il principale ente di protezione ambientale americano, proprio sulla base di uno studio prodotto dalla stessa Bayer (e successivamente screditato dai ricercatori dell'EPA)!
A rafforzare gli esiti delle decine di studi giunti a questa conclusione, sta anche il rapporto direttamente proporzionale tra la scomparsa delle api e l'incremento dell'utilizzo del pesticida incriminato negli stessi territori.
Ora, come era prevedibile, queste conclusioni hanno portato un danno economico consistente alla "povera" multinazionale: la Francia già nel 1999 ha bandito l'uso di questi pesticidi, seguita negli ultimi anni da Germania, Italia e Slovenia e quest'anno da alcuni Stati americani.
Ora, se voi foste nei panni della Bayer cosa fareste? Ovvio, smentite. E come si può fare a smentire decine di studi scientifici? Ovvio, si finanzia uno studio scientifico! Da letture varie e soprattutto dall'interessantissimo libro che sto leggendo, di cui sicuramente scriverò più avanti, ho scoperto quanto sia prassi solidificata per le multinazionali della chimica finanziare studi che giungano a conclusioni desiderate e prestabilite.
Quindi la Bayer Crop Science ha fornito di una cospicua borsa di studio il dottor Jerry Bromenschenk della Bee Alert Technology (Università del Montana), posto alla guida di un team di entomologi che hanno trovato la causa della morìa delle api nell'azione sinergica di un virus e di un fungo che sarebbe provenuto dal sud-est asiatico tramite migrazioni di api non controllate. Risultato a dir poco geniale, considerando che, puntando il dito contro il suddetto fungo, la Bayer ha tentato di incrementare i propri guadagni (e, suo malgrado, quello di altre case produttrici dello stesso tipo di pesticida) promuovendo proprio l'antidoto al problema. E, oltre alla Bayer, ne approfitta anche la stessa Bee Alert Technology, che mette a disposizione degli agricoltori il sistema di rilevamento degli agenti patogeni incriminati, sistema il cui utilizzo però diventerà a breve obbligatorio e a pagamento.
Intanto in Italia il pm della Procura di Torino Raffaele Guariniello ha condotto un'ndagine silenziosa durata qualche anno sulla strage delle api, in conseguenza a numerose e preoccupanti segnalazioni degli apicoltori della provincia torinese. Nel maggio del 2011 Guariniello ha concluso l'indagine accusando gli amministratori delegati di Bayer Crop Science di Milano e Syngenta Crop Protection Italia (azienda distributrice del prodotto) di "danno al patrimonio zootecnico e all'economia nazionale", responsabilità piena del reato, nessun profilo colposo, pena (solo) da uno a cinque anni.
Sbollisco la rabbia verso questo colosso godendomi la piccola good news a pié di pagina.

fonti:
www.ilcambiamento.it
www.mieliditalia.it
comesantommaso.blogspot.it
www.motherjones.com
www.corriere.it
e relativi link cliccabili dai siti sopracitati

lunedì 12 novembre 2012

Il melino fantasma

Qualche giorno fa a qualcuno sarà capitato di vedere su questo blog un post che parlava di un liquore buonissimo che ho assaggiato e che mi piacerebbe tanto rifare. Il liquore è fatto con i semi di mela ma ha un marcato (e devo dire prelibato) gusto di mandorla.
Nei commenti un'amica blogger mi ha fatto notare che quel prelibato gusto è dovuto a una sostanza, l'amigdalina, che potrebbe essere tossica per il nostro organismo. Dopo questo "allarme", sono andata immediatamente alla ricerca di approfondimenti al riguardo, sia via web, sia parlandone con persone competenti. Di seguito riporto in breve quanto ho scoperto.
L'amigdalina è un glicoside contenuto nelle mandorle amare e nei noccioli della frutta, eccetto gli agrumi, in quantità maggiore nei noccioli di pesche e albicocche, in quantità minore nei semi di mele, pere, uva, anguria e altra frutta; è "un glucoside cianogenico, ovvero capace di liberare acido canidrico" (fonte Wikipedia): insomma, reagendo con un enzima presente nel nostro organismo, sprigiona acido cianidrico (cianuro), ovviamente tossico per l'organismo.
Ho scoperto anche che bisognerebbe ingoiare circa mezza tazza di semi di mela per intossicarsi; ho letto e ascoltato anche di persone (tra cui l'anziana signora che ha dato la ricetta alla mia amica) che assicurano che da anni preparano liquori ottenuti dalla macerazione di noccioli anche di pesche e di albicocche, senza aver mai assistito a intossicazione alcuna.
Fondamentalmente credo che tutto stia nella quantità (forse anche nel procedimento, ma di questa ipotesi non ho trovato conferme). Ad ogni modo, poichè Dovegirailsole vuole essere un blog che "fa bene", ho ritenuto opportuno togliere il suddetto post, cercando di mantenere una coerenza salutista quando scrivo di alimentazione; ciascuno è libero di produrre un liquore che a quanto pare non uccide ma non ha niente di particolarmente salutare, tuttavia, appunto per coerenza, non mi pare il caso di promuoverlo su questo blog. Se quel qualcuno è interessato alla ricetta, può sempre chiedermela in privato.
Buona settimana e tanta salute a tutti!


sabato 3 novembre 2012

Pseudonutella o crema spalmabile di nocciole e cioccolato

Una delle cose che mi manca di più da quando la colazione cerco di farla con cose autoprodotte o comunque naturali, è quella famosa crema di cioccolato e nocciole altrimenti detta "nutella". Io non sono una grande fan dei dolci, però sostengo tre principi:
- la colazione è sacra
- a colazione tutto è permesso
- iniziare la giornata con del cioccolato dà energia e mette di buonumore.
Quindi dicevo, la nutella, costituita da mille ingredienti tra cui un sacco di zuccheri complessi e di grassi "cattivi", è stata una delle prime cose a sparire dalla dispensa. Qualche volta mi sono concessa la sua sorella equa e solidale, ma quasi subito mi sono detta: "ok non diamo i soldi alla multinazionale e spendiamoli meglio ma, sul discorso salute, gli ingredienti potranno essere qualitativamente un po' migliori ma non è che la producano nella casa nella prateria..." Quindi che si fa per soddisfare quella sana voglia di cioccolata mattutina? Si usa la parola magica: autoproduzione!!!
Forse l'unico motivo per cui aspettavo l'autunno era proprio l'arrivo delle nocciole, mio frutto preferito in assoluto assieme alle ciliegie da quando ero bambina, che sono puntualmente arrivate in quantità dall'albero di mia zia tramite i miei genitori :)

Ho girato e rigirato in rete e alla fine ho preso ispirazione da questa ricetta, modificando un po' le dosi (in pratica le ho raddoppiate, sapevo che non sarebbe andata sprecata...):

Ingredienti:
200 gr di cioccolato fondente
120 gr nocciole sgusciate
100 gr zucchero di canna integrale
200 ml di latte
10 ml di olio di semi di girasole bio (circa 2 cucchiai)

Procedimento:
Mettere le nocciole sul piatto del forno rivestito di carta forno e lasciare tostare a 100° per una decina di minuti.Togliere la pellicina esterna sfregando le nocciole tra le mani (poco male se non viene via tutta o da tutte le nocciole), tritarle con un mortaio o un frullatore. Tritare a parte il cioccolato con lo zucchero, unirlo alle nocciole e far cuocere il tutto a bagnomaria. Non appena il cioccolato si è sciolto, aggiungere l'olio e il latte a filo, continuando a mescolare. Quando avrete ottenuto una crema non troppo liquida spegnete il fuoco, lasciate raffreddare e riponete in vasetti di vetro che metterete in frigo. Non preoccupatevi se vi sembra troppo liquida, non sarà quella la sua consistenza finale: dopo una notte raggiunge la consistenza perfetta e si conserva (sempre in frigo) per almeno tre settimane, credo anche di più ma noi non abbiamo fatto in tempo a verificare: posso però dire che il fondo del barattolo raschiato stamattina era ancora in ottima forma!

Sinceramente non mi aspettavo una cosa così sorprendentemente buona, pensavo che non sarebbe mai venuta gustosa come l'originale, bensì qualcosa che le assomigliasse vagamente ma con un gusto da "imitazione in versione sana". Beh, è decisamente più buona!!!
Mentre cuoceva si è diffuso in casa un chiaro profumo di nutella, ma il sapore si è dimostrato decisamente e di gran lunga superiore!
E poi sono stata felice perchè, dopo aver controllato la marca di cioccolato sul prontuario dell'Associazione Italiana Celiaci, ho potuto regalarne un vasetto anche alla mia amica celiaca, essendo una ricetta totalmente priva di glutine.
E poi le nocciole sono ricche di proprietà nutritive!
Forniscono una quantità di "grassi buoni", tra cui gli omega-6 e gli omega-3, che proteggono il sistema cardio-circolatorio e abbassano l'eccesso di colesterolo nel sangue. Nonostante siano un frutto oleoso e abbastanza calorico, sono altamente digeribili ed estremamente ricche di viamina E, antiossidante, e di selenio, un minerale che previene l'invecchiamento cellulare. Sono inoltre una buona fonte di flavonoidi, dei polifenali dall'azione antiinfiammatoria, antivirale e pure anticancro, e di fitosteroli, che aiutano a prevenire le malattie cardio-vascolari. L'olio delle nocciole contiene calcio, vitamine B1, B2, B6 E PP.
In sintesi, l'uso regolare di nocciole abbassa il livello di trigliceridi e di colesterolo LDL (quello "cattivo") nel sangue, rigenera le cellule, rimineralizza e dà energia. Quindi...buona colazione sana, buona e felice!