Edoardo Albinati dixit

Il mare non è la terra. No, non sono la stessa cosa. Andar per mare, stare in mezzo al mare, non equivale a stare in porto, ad avere la terra sotto i piedi. Ma evidentemente coloro che abusano del potere di prendere drastici provvedimenti riguardo la vita di chi sta su una barca o su una nave ha una visione turistica, vacanziera, da stabilimento balneare.
Non avendo mai messo il naso fuori dai loro tour elettorali, non avendo mai alzato gli occhi dagli schermetti dove passano la giornata a digitare battute o minacce, per loro la parola mare significa ombrellone, olio abbronzante, pedalò [...] 
E oplà, sbarcare dei naufraghi a Valencia invece che in Sicilia è la stessa cosa, che sarà mai? Valencia sta dietro l'angolo... Otto giorni ci ha messo l'Aquarius per arrivare a Valencia.
Non era mai accaduto dalla fine della seconda guerra mondiale che una nave con a bordo dei naufraghi dovesse rimanere altri otto giorni in mare dopo essere stata lasciata a galleggiare a trentacinque miglia dalle cose italiane. E questo per cosa? Per un puro calcolo politico.

Dunque, lasciar entrare in porto una nave con a bordo gente in difficoltà non è una faccenda di buon cuore, non occorre un briciolo di spirito umanitario: si tratta di un atto dovuto, obbligatorio. [...] Mare = pericolo, questa equazione esiste da che esiste l'uomo, e solo chi non si è spinto molto più in là di Milano Marittima o tuttalpiù è volato in qualche resort alle Maldive può ignorarlo o riderci sopra.

Cronistoria di un pensiero infame - Baldini&Castoldi


Edoardo Albinati ha scritto questo libercolo, di cui citerei quasi ogni parola, in conseguenza a un pensiero decisamente forte esternato durante una presentazione del libro precedente, nei giorni in cui i 630 naufraghi ripescati dall'Aquarius erano ancora in mezzo al mare. "Sono arrivato a desiderare che morisse qualcuno su quella nave. Sono arrivato a desiderare che morisse un bambino sull'Aquarius." Pensiero infame, che in 10 secondi sarebbe sparito se non fosse stato esternato; pensiero indifendibile, come lui stesso ammette. Pensiero che ovviamente ha attirato addosso a chi lo ha formulato una valanga di insulti, che ha autorizzato chiunque a vomitare odio e rabbia. Pensiero di cui è interessante andare a cercare l'origine. Perchè a nessuno si dovrebbe augurare la morte e perchè è impensabile che una persona che lavora ogni giorno con i carcerati, che ha visto la guerra a Kabul, che un neonato senza vita se lo è visto consegnare davvero da un padre sconvolto e distrutto durante un bombardamento, possa augurarsi la morte di un bambino.
Eppure, seppur per un attimo, lo ha fatto. Per amore di giustizia è diventato ingiusto, per opporsi a un uomo schifoso si è abbrutito lui stesso, per rabbia contro chi faceva il bullo scavalcando la legge e accaparrandosi consenso sulla pelle di poveri disgraziati, si è ritrovato a sperare che questo gioco assurdo e non meno infame che usava esseri umani come fiches finisse male. È indifendibile, ribadisco, ma sarei ipocrita se dicessi che non posso arrivare a capirlo.

Commenti

  1. Cara Cristiana, il tuo post dimostra, il vero tuo cuore, purtroppo succede di tutto.
    Con il problema degli emigranti e tutto il resto, a me mi fa male vedere, e pensando
    che non posso fare niente!!!
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Eh tu di emigrazione ne sai qualcosa! Un abbraccio a te Tomaso

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  2. concordo con quanto hai scritto

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    1. Credo che tu potresti trovarlo molto interessante questo libercolo Ernest.

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  3. Dobbiamo sempre essere vigili per non cadere mentalmente al loro stesso livello di barbarie.

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    1. Già, il rischio di finire sullo stesso becero piano è alto.

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  4. Un paradosso forte, che rende bene l'idea in che periodo buio viviamo. Mi segno questo libro.

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  5. È vergognosa la politica di questo nostro governo verso i migranti e non solo. Non trovo parole e penso che ci stanno portando alla completa rovina economica e morte sociale. Se poi allarghiamo lo sguardo verso altri paesi, al mondo intero, si può cadere in preda al panico. Vorrei che fosse solo percezione distorta, la mia, e che la realtà desse qualche barlume di speranza.
    Lo so che ci sono ancora tante persone che si danno da fare e cercano di arginarere la follia dilagante e di resistere in una condotta razionale e umana nel loro lavoro quotidiano, ma fino a quando ce la faranno?
    ...Forse vedo troppa tivù!
    Un abbraccio, Cri.
    Nou

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    1. Non so se vedi troppa tv, ma credo che la tua analisi sia corretta e la situazione preoccupante. Che poi non è che prima razzisti e fascisti non ci fossero, è che questo governo li autorizza a uscire dalle fogne, è questo che preoccupa.

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