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Visualizzazione dei post con l'etichetta terremoto

I soliti sciacalli

Non c'è niente, credo, che si possa dire dopo un terremoto che si è portato via un paese intero e centinaia di persone. Niente di utile, niente che non sia già stato detto, niente che possa restituire un figlio o una casa a chi li ha persi. Però mi viene da pensare che ci sono invece diverse cose che si possono non dire, cose che anzi sarebbe decisamente più opportuno non dire. Si potrebbe per esempio evitare di dire "Ecco, i profughi col cellulare e gli italiani senza casa". Troverei opportuno anche che, mentre si segue il post di un'associazione che si occupa di diritto all'abitare e che sta raccogliendo beni, non ci si trovasse bombardati di notifiche perchè qualcuno vuol esser sicuro che i suoi vestiti dismessi vadano proprio ai terremotati e (non sia mai!!) non ai senzatetto locali o ai migranti sfollati da qualche centro. Troverei poi oltremodo opportuno che un giornale che non merita nemmeno di essere usato come carta igienica quale è Libero, avesse ev...

Aperitivo scaccia-ansia

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Ormai c'è un tremolìo costante dentro di me, prima ancora che intorno a me. Ormai non si capisce più se le scosse si sentono o si sognano. Dopo le scosse del 20 maggio ho passato qualche giorno in ansia, che era quasi sparita quando il 29 ci sono state le altre due forti. E da allora l'ansia è abbastanza una costante, ogni rumore mi fa sobbalzare, ogni movimento che non ho provocato io mi lascia impietrita in ascolto. L'ultima scossa forte, quella di ieri sera, non l'abbiamo avvertita perchè eravamo nel pieno di un concerto all'aperto, ma la notte non è stata più serena che se l'avessimo sentita. Ma noi che danni in città non ne abbiamo avuti, che abbiamo le case in piedi, non possiamo pensare di non continuare a starci dentro, né di andare da qualche parte lontano (per tornare quando? chi sa dirci quando finirà?). E così sabato sera, per esorcizzare la paura, per affrontare l'ansia di petto, per pensare ad altro, abbiamo organizzato un bell'aperitiv...

La bomba, il terremoto

Da qualche giorno non scrivo perchè tutti gli eventuali momenti di felicità sono stati impediti da due giorni di angoscia. Sabato è esploso un ordigno piazzato davanti a una scuola di Brindisi. Una ragazza di sedici anni è rimasta uccisa. Al di là dello shock, della rabbia, delle colpe, delle ipotesi, quello che davvero ha paralizzato la mia mente è stato pensare al dolore della sua famiglia e di chi le voleva bene. Da quando ero piccola mi succede a volte di avere questa sorta di empatia per chi soffre, anche se sono persone che non conosco, anche se sono esperienze che non ho mai vissuto; è come se riuscissi a sentire il loro dolore. Mi piace pensare che forse in questo modo "assorbo" un po' della loro sofferenza, alleggerendo i loro cuori anche di una microscopica parte, ma poi, quando la razionalità riprende il sopravvento, mi pare altamente improbabile che io possa fare la differenza sull'immensità della loro angoscia... Sabato notte il terremoto. Dalle 4.05 di...