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Comfort food: zuppa di verza e fagioli

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È ufficialmente Natale, ve lo volevo dire. Almeno è Natale in libreria, soprattutto di domenica. Io ho iniziato il mio bel full-time temporaneo e tempo per stare al pc ne ho sempre meno. Però mi mancate! E però non ho sufficiente tempo ed energia per parlare, ad esempio, di un reportage di Michael Pollan sull'industria alimentare statunitense, uscito un paio di mesi fa su Internazionale ma che ho letto solo ora. Credo che manterrò un silenzio stampa anche sul referendum: il mio voto l'ho deciso (per la cronaca, è NO), ma non è stato facile capirci qualcosa, personalmente non la ritengo nemmeno materia da referendum popolare, quindi insomma non me la sento di stare a motivare nè convincere nessuno; fate voi e che dio o chi per lui ce la mandi buona. Di arrabbiarmi per le brutture del mondo non ho voglia (mi bastano le arrabbiature al lavoro) e anche di buone notizie, gironzolando poco sul web, sono un po' a corto, a parte quella che la Svezia sta valutando una riduzio...

Quel che passa il mercato - Crocchette di zucca

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Martedì scorso il mercato era semi-deserto. Potevi comprare farine, pane e lievitati, formaggi e yogurt, vino, birra, miele, conserve, un po' di frutta ma di verdure neanche l'ombra! Non che non ci fosse il nostro contadino di fiducia, non ce n'era nemmeno uno! Lo so che ogni anno c'è questo periodo, che dura circa un mese, in cui i contadini hanno finito le verdure invernali e aspettano lo spuntare di nuove primizie, ma ogni volta resto spiazzata, mi chiedo dove devo andare a procacciarmi il cibo nell'attesa. Però devo anche ammettere che, nonostante questa situazione mi costringa a rivolgermi a quella che chiamo "la boutique della terra", ossia il Mercato della Terra che organizza Slow Food, mi dà anche una certa serenità, non so come dire, un senso di onestà e di veracità: gli ettari coltivati son questi, questo il raccolto, che a un certo punto finisce, non importa se tu ne avevi ancora voglia o bisogno, questo è quanto, finito, si aspetta il raccolto...