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Visualizzazione dei post con l'etichetta consumo critico

Il mio Indipendence day

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Un po' di mesi fa, tramite non ricordo più quale blog, mi ero imbattuta in questo post di Francesca. Indire una giornata "alimentarmente indipendente". Indipendente da che? Da chi? Ma dall'industria alimentare, ovvio! Quella volta ero ormai in ritardo per partecipare, ma mi sono segnata l'appuntamento successivo, ed eccomi qua! È stato divertente impegnarsi a stilare un intero menu (colazione, pranzo e cena) stando attenta all'origine delle materie prime (che non fossero preconfezionate o comunque acquistate tramite la grande distribuzione) e al fatto che tutto fosse preparato in casa: è stato divertente, e un po' strano, perchè estremamente facile! Nel senso che ormai davvero al supermercato ci compro quasi solo la carta igienica, quindi ho semplicemente scelto cosa cucinare e mangiare domenica 25 ottobre :) E, scusate se mi dilungo un po', ma mi sento molto grata a Francesca per l'iniziativa. Da anni ormai (e lo so che chi mi segue da un po...

Consigli per gli acquisti: Sfruttazero, il pomodoro etico

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La scorsa settimana, in uno dei centri sociali in cui si svolge il il mercato di Campi aperti , c'era un incontro/discussione a cui avrei partecipato volentieri se non l'avessi saputo il giorno dopo... Ci sono rimasta molto male, anche perchè io di questa faccenda, di questo progetto di cui si sarebbe parlato durante la serata, avevo letto tempo fa e mi ero pure messa la pagina dell'articolo nei segnalibri: sarebbe stato estremamente interessante conoscere dal vivo queste persone.  Scusate, vi starete chiedendo di cosa sto parlando. Sto parlando del progetto Netzanet , ossia di persone che hanno deciso di opporsi alla squallida logica del caporalato che sfrutta il lavoro soprattutto di immigrati, i quali, in quanto a potere contrattuale, sono a zero e in quanto ad alternative non ne parliamo neanche. Hanno deciso anche che la disoccupazione non si combatte semplicemente aspettando che qualcuno, nella stragrande maggioranza dei casi, decida di sfruttare il lavoro d...

Se non puoi seminarli, falli germogliare!

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Come qualcuno di voi sapeva (e si è ricordata, emozionandomi), un paio di mesi fa ho compiuto gli anni. Io il giorno del mio compleanno sono sempre contenta, non importa quanti anni compio (a 'sto giro erano 39, tanto per togliervi la curiosità), è un'occasione di festa e questo basta a farmi felice! Quest'anno poi ho ricevuto dei regali bellissimi, tra cui un discreto numero di libri e questo mi ha fatto felice per diversi motivi: perchè erano libri, perchè poche persone regalano libri ai librai, perchè erano libri stupendi, come ad esempio questo librone qui o questa opera d'arte qui (dovreste vederlo dentro, con le sue pagine intagliate come ricami e la rilegatura col filo)   Ma il regalo di cui voglio parlarvi è quello che mi hanno fatto i miei amici più cari, quelli che mi conoscono meglio e mi sopportano tutto l'anno, quelli che sanno della mia attenzione all'alimentazione e sanno quanto soffro a non poter più piantare semini per mancanza di spaz...

Nero pomodoro

Un po' di tempo fa avevo letto un interessantissimo articolo pubblicato da Internazionale, l'avevo messo nei preferiti con l'intenzione di suggerirne la lettura anche a voi. Poi, travolta da altri eventi, me ne sono dimenticata, fino a quando non ne ho letto sul blog Minimal Italy , ricordandomi delle mie intenzioni... Vi invito a leggerlo tutto e a guardare anche i video. Per il Ghana la coltivazione di pomodori era un'attività florida, finchè non c'è stata l'invasione del concentrato in scatola esportato dalla Cina e dall'Italia. Ora, al mercato, invece dei panieri di pomodori freschi, si vedono piramidi di scatole di concentrato "Salsa" o "Gino"; ma soprattutto, i contadini che prima coltivavano i loro campi, sono stati ridotti in miseria e sono partiti per mare a cercare lavoro nel Sud Italia. Solo che, più che lavoro, hanno trovato un regime di schiavitù ad accoglierli. È un circolo vizioso e assurdo: dover abbandonare la propr...

L'Argentina si difende dalla Monsanto

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Ci tenevo a cominciare l'anno con una buona notizia. Avrei preferito giungesse dall'Italia ma, caso strano, non mi sono imbattuta in nessuna particolare buona notizia italiana, bensì in questa proveniente dalla città di Cordoba, a circa 650 chilomentri da Buenos Aires. immagine tratta dal web  Dei crimini compiuti da Monsanto e simili abbiamo già accennato qui , qui e qui . Che le sue pratiche dimostrino quanto poco interessi ai suoi dirigenti la salute dei consumatori, la dignità dei contadini e la tutela dell'ambiente è cosa ormai risaputa. E si fonda proprio su questa presa di coscienza,  nonché sulle proteste dei cittadini argentini, la sentenza della Sala Segunda de la Camara del Trabajo de Cordoba di un paio di giorni fa, la quale vieta alla Monsanto la costruzione di una fabbrica di mais (ma il mais non si coltivava, un tempo?) transgenico a Malvinas Argentinas, in provincia, appunto, di Cordoba. La sentenza infatti, conseguente a un rapporto svolto da Rau...

Buon anno e buona vita!

" Il nostro paese si è abituato a credere di essere (non ad essere) troppo ricco. A tutti i livelli sociali, perché i consumi e gli sprechi livellano e le distinzioni sociali scompaiono, e così il senso più profondo e storico di "classe". Noi non consumiamo soltanto, in modo ossessivo: noi ci comportiamo come gli affamati nevrotici che si gettano sul cibo (i consumi) in modo nauseante. Lo spettacolo dei ristoranti di massa (specie in provincia) è insopportabile. La quantità di cibo è enorme, altro che aumenti dei prezzi. La nostra "ideologia" nazionale, specialmente nel Nord, è fatta di capannoni pieni di gente che si getta sul cibo. La crisi? Dove la si vede la crisi? Le botteghe di stracci (abbigliamento) rigurgitano, se la benzina aumentasse fino a mille lire tutti la comprerebbero ugualmente. Si farebbero scioperi per poter pagare la benzina. Tutti i nostri ideali sembrano concentrati nell'acquisto insensato di oggetti e di cibo. Si parla già di accapa...

Graffiti di ricette contro il cibo spazzatura

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Immagine tratta dal web Io a questo tizio (o tizia?) gli voglio bene!!! Sì, gli voglio bene anche se non lo conosco! Ditemi se non è un modo originale di fare arte pubblica e allo stesso tempo di manifestare il proprio dissenso dal cibo spazzatura e dalle aziende che lo producono e lo spacciano (sì lo spacciano, perchè di quello che c'è dentro ne sappiamo meno che di cosa ci sia dentro a un grammo di marijuana e perchè la totale assenza di etica e gli interessi economici delle aziende che lo producono non sono da meno di quelli della mafia che gestisce il traffico di droga...). E gli voglio così bene che gli perdono anche la ricetta degli "spaghetti bolognese", anzi, magari me la segno, visto che a Bologna gli spaghetti bolognese non esistono! fonte: il fattaccio

Buycottiamo!

Io non ho uno smartphone, è già tanto che io abbia un telefono touchscreen, e finchè funziona, non ho nessuna fretta di poter controllare sempre in tempo reale la mail, di poter "uozzappare" invece di mandare sms (ho tanti di quegli sms da consumare ogni mese per pochi euro che non riesco mai a finirli), di poter usare "line" per le chiamate (stesso discorso degli sms). Insomma non butto e sostiutisco gli oggetti se non me ne danno motivo, e un telefono è sempre un telefono, che ti faccia o meno il caffè. Ma non per questo demonizzo i cellulari di nuova generazione. O forse un po' sì. In realtà forse demonizzo solo tutti quei giochini del piffero e solo per un motivo: avete notato quante persone si fanno interi viaggi in treno giocando al telefonino? Beh, magari fino a ieri si sarebbero portate un libro per farsi passare il viaggio, o avrebbero comprato il giornale in stazione. Ecco, credo che le persone leggano ancora meno perchè ora possono farsi passare un vi...