la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

martedì 16 febbraio 2016

Dal pane alla birra: rifiuti zero

E non ci posso fare niente, quando sento di riciclo, di riuso, di comportamenti antispreco, mi si rizzano le antenne. E, in tutta onestà, anche quando sento parlare di birra artigianale.
Quindi questa notizia non poteva certo passare inosservata! E così, non solo ho scoperto che c'è chi evita di buttare il pane e lo trasforma in birra, ma ho anche scoperto l'esistenza di Feedback, l'organizzazione fondata da quel baldo giovine inglese di Tristram Stewart (qui a destra) al fine di combattere lo spreco di cibo nel mondo.
Ma andiamo con ordine. La notizia. In Inghilterra è stato rilevato che circa il 44% del pane che si produce quotidianamente finisce invenduto e di conseguenza buttato via. Vuoi il fornaio che, se vuol tenersi cari i suoi clienti, non può certo vendere il pane un po' durino  del giorno prima, vuoi i supermercati che non possono venderlo una volta superata la data di scadenza, vuoi i ristoranti e fast food che eliminano croste e avanzi da fette che devono essere uguali e perfette, di spreco ce n'è decisamente parecchio. E sì, se la questione è puramente estetica o semplicemente il pane ha perso un po' di sofficità, meglio darlo in beneficenza per nutrire persone che non possono permetterselo, piuttosto che produrre birra per il diletto dei più abbienti: e infatti a questo punto ci arriva solo il pane non più edibile, quello che non si è salvato nemmeno come seconda scelta, quello che non è riuscito prima a nutrire nessuno.
I ricavati della vendita di birra andranno a finanziare altri progetti dell'associazione, sempre finalizzati alla riduzione dello spreco, al riutilizzo, alla sensibilizzazione all'argomento.
Come sempre, nella notizia mi ci sono imbattuta, ma sono contenta di aver conosciuto questa realtà di cui ignoravo l'esistenza, alla quale mi sono prontamente associata! Voi ne sapevate qualcosa?

16 commenti:

  1. in Veneto il pane vecchio viene riciclato per tradizione:
    la pearà è la salsa per i bolliti che si fa anche con il pane raffermo
    la pinza è il dolce che si fa con frutta candita, fichi secchie pane vecchio inzuppato ; in Trentino si fanno i canederli, insomma le nostre tradizioni ci insegnano da sempre come gestire gli avanzi. Certo l'utilizzo industriale è una grande cosa

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    1. E soprattutto, non li vedo molto gli inglesi alle prese con canederli e pinza (che si fa pure da queste parti) :D Diciamo che la birra è a loro più consona!

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  2. Non sopporto lo spreco di cibo, specie del pane.
    Non so come ci si faccia la birra.. ...ma il pane si può utilizzare in mille modi ed in mille ricette......e poi lo regalo alle galline del convento qua sopra casa!
    Emanuela

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    1. Non lo sopporto nemmeno io! E credo anche che il pane sia uno dei cibi più semplici da riciclare, ma sai magari questa è anche un'operazione di visibilità per l'associazione.

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  3. Con la birra si può fare il pane, con il pane la birra. Andata e ritorno perfetto.

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  4. E grazie di averla condivisa con noi, fa piacere che ci sia qualcuno che riesce a usare il cervello per qualcosa di funzionale e etico. Lo spreco del pane infatti è un bel problema, sia a livello industriale che familiare.. oddio, il pane fatto in casa dura tantissimo, ma soprattutto con una serena in casa il pane non avanza MAI!

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    1. Anche da queste parti se serve del pane secco bisogna metterlo via appositamente :D

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  5. Noi ce lo magnamo tutto, il nostro pane. Semmai lo surgeliamo. Comunque bravo e pure bello, questo Tristram!

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    1. Ecco appunto, diciamolo che è pure un gran figo sto Tristram! Anche noi affettiamo e congeliamo;)

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  6. No, non ne sapevo niente e adesso lo so.
    Comunque a casa mia il pane si mangia finchè i denti ce la fanno
    quel che avanza va a finire nel gratin o nei passatelli (come stasera), quindi da me di birra se ne ricaverebbe pochina, giusto le briciole che restano sulla tovaglia che però sono destinate alla mangiatoia degli uccelli che sta sul terrazzo. Grazie della visita.

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    1. Anche da noi poca roba, ma a livello industriale/commerciale se ne butta via parecchio, quindi cin cin a questa iniziativa! Grazie a te Massimo, è un piacere leggerti!

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  7. Dalle mie parti il pane si riusa in mille modi... In inverno finisce in ribollita e pappa col pomodoro, in estate in panzanella... e poi diventa fette biscottate, pangrattato, dolci e così via...
    Comunque in casi disperati il pane immangiabile da noi lo raccoglie perfino Mani Tese... basta portarglielo...

    Però posso dire che a 100 metri da casa mia ci sono ben 3 fornai artigianali e che il Lunedì mattina riempiono letteralmente il cassonetto dell'umido di pane e schiacciate avanzati dal Sabato... Ecco più che nelle famiglie... lo spreco è a monte!

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    1. Infatti il problema non è smaltire quel po' di pane che avanza in casa, ma proprio quello che appunto il fornaio di cui parli non può vendere più. È proprio quello spreco a monte che loro cercano di eliminare o almeno ridurre.

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  8. Ma che bella questa notizia! In effetti non ne sapevo niente! grazie per averla condivisa.

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    1. Le belle notizie si devono divulgare! ;)

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Grazie per essere passato a dire la tua :)