la citazione del momento

Il riciclaggio del denaro "sporco" rappresenta ormai il contesto ideale per lo sfruttamento intensivo e lucroso delle nuove forme di schiavitù. Il culto feticistico del profitto, o meglio del denaro che produce sempre più denaro, è giunto al suo criminogeno apogeo. Ed è tragicomico vedere e ascoltare il personale politico che amministra i Paesi in cui tutto questo è consentito pontificare ipocritamente sulla tutela, in casa d'altri, dei "diritti umani".
Luciano Canfora - La schiavitù del capitale - Laterza

lunedì 30 luglio 2012

Il dentifricio fai-da-te in polvere

Eccola qua finalmente, la mia ultima autoproduzione!
Ho deciso che nella prossima vita, che sia il prossimo atto di questa o che sia la prossima eventuale reincarnazione in versione umana, farò l'erborista!
Mi piace sempre di più documentarmi sulle proprietà delle erbe, cercare ricette, confrontarle, parlarne con il mio fidatissimo erborista che non si risparmia in spiegazioni e notizie interessanti (è un pozzo di saggezza "green"), mettere a punto la mia, provarla e magari apprezzarne anche i risultati!
Eh sì, perchè l'ultimo passaggio non è mica scontato, mica funziona sempre tutto al primo tentativo...
Ma dell'attuale dentifricio, dopo prove, assaggi, aggiunte, sono proprio soddisfatta!

Avevo già usato un dentifricio naturale in polvere, regalatomi per il mio compleanno di qualche anno fa. Ricordo che lo provai ma lo abbandonai perchè trovavo strana quella consistenza così nuova; poi ci riprovai, ci "feci amicizia" e usai tutto il barattolino. Ma la mia esperienza finì lì, ero ancora molto superficiale sul discorso del consumo critico e da allora sono cresciuta molto in questo senso.

Ma magari vi chiederete cosa ho messo in questo dentifricio, allora basta chiacchiere e veniamo al sodo.
Non essendo una chimica, un erborista nè una spacciatrice, sono sprovvista di bilancino di precisione, per cui le dosi ve le do a cucchiaiate, anzi a cucchiainate da caffè:
10 cucchiaini di argilla bianca,
3 cucchiaini di menta secca tritata,
3 cucchiaini di salvia secca tritata,
6 gocce di o.e. di tea tree

L'argilla bianca è l'ingrediente base, è remineralizzante e aiuta a combattere la placca.
La menta l'ho messa perchè è rinfrescante e profuma l'alito.
La salvia per le sue eccellenti proprietà sbiancanti (inciso per i fumatori: provate a strofinare una foglia di salvia su eventuali macchie dei denti, è stupefacente il suo effetto immediato!)
Il tea tree oil, tra le sue numerose proprietà, ha quella di essere un antibatterico, caratteristica fondamentale per un dentifricio.

Leggendo le varie ricette proposte sul web, ho trovato spesso anche il bicarbonato tra gli ingredienti: è aggiunto per le sue qualità sbiancanti ma, essendo molto corrosivo (e anche su suggerimento dell'erborista), ho preferito ometterlo, visto che il mio dentifricio contiene già la salvia allo stesso scopo.

Se poi si fa proprio fatica a tollerare la formula in polvere si può aggiungere della glicerina vegetale che lo trasforma in pasta.
Io ho preferito questa versione perchè in polvere si conserva per mesi e mesi, e anche perchè è una versione estremamente economica se consideriamo che mezzo etto di argilla costa un euro (e io ne ho usato meno della metà), la menta e la salvia le ho prese dal mio terrazzo e seccate e il tea tree oil ce l'avevo in casa perchè si presta a infiniti usi (ad ogni modo, una boccetta costa circa 7 euro ma dura una vita).
Due accorgimenti sull'uso del dentifricio in polvere autoprodotto:
- ha un sapore un po' salino a cui non si è abituati se si usa il dentifricio industriale,
- non immergere lo spazzolino nel barattolo perchè se si inumidisce non si conserva bene (noi usiamo una palettina di quelle del gelato in coppetta).

Tante sono le autoproduzioni che ho in mente, ma purtroppo al momento non ho un gran budget da spendere in erboristeria, che da un po' di tempo ormai si è affiancata alla libreria nei miei sogni di shopping folle, altro che scarpe e vestiti! Perchè è vero che alcune cose, come l'argilla, non costano niente, o, come la menta, le prendo dal mio terrazzo, ma altre, come gli oli, costicchiano e purtroppo non se ne possono acquistare 10 gocce per volta!
Così ogni tanto compro un'ingrediente, che poi sicuramente userò per diverse produzioni, e prima o poi la mia scatola della piccola alchimista raggiungerà un riempimento almeno degno e io potrò dare sfogo alla mia voglia di autoproduzione e mettere a frutto le conoscenze che sto acquisendo in materia :)

Con questa ricetta partecipo al contest Io lavo eco, I love eco di Verdevero e GocceD'aria




mercoledì 25 luglio 2012

Vietato ai maschi - Convertita alla mooncup

Mi perdonino i signori lettori se questo post risulta decisamente poco interessante per loro, cercherò di rifarmi presto...

Comunque, ora che siamo sole, vi racconto questa esperienza che rientra in quelle della serie "cose che non avrei mai pensato di fare e invece ho fatto".
Sì perchè la trovavo un po', come dire, forte: io non soffro di dolori "pre", non ho avvisaglie se non i nervi a fior di pele e un'antipatia sprizzante da tutti i pori, a me il mal di pancia viene solo quando le vedo, effetto immediato. E i tamponi mi aiutavano a non vedere, a tenere tutto pulito nell'attesa che passassero gli odiati giorni, oltre che a sentirmi meno impacciata.
Poi un mesetto fa, in un negozietto bio, mentre aspettavo che la signora mi riempisse il contenitore del detersivo per il bucato, l'ho vista e ho pensato "ma ti rendi conto di quanti rifiuti in meno e di quanti soldi risparmiati (che i tamponi biodegradabili mica costano poco!)?" All'improvviso ho pensato che ce la potevo fare, e così l'ho ordinata. Beh, ho fatto bene!
Sì bisogna prenderci un po' di confidenza, non è proprio come mettere un tampone, se poi non avete mai usato i tamponi potrebbe essere un pochino più complicato, lo è ancora di più se non si ha un minimo di confidenza con il proprio corpo, per il resto è questione di pratica. Al terzo giorno eravamo già in perfetta sintonia! E poi, se è posizionata bene, non dà il minimo fastidio, davvero ci si sente "libera come una farfalla". Per non parlare di allergie e fastidi vari causati da assorbenti e salvaslip.
E, con mio stupore, ho superato brilantemente anche la prova "vista": a me il sangue, qualunque sia la causa della sua fuoriuscita, fa impressione; pensavo quindi che sarebbe stato insostenibile  per me l'uso della coppetta, togliere, svuotare, sciacquare, invece anche queste operazioni mi sono venute con estrema naturalezza (e poi gli assorbenti esterni non risparmiano certo la vista, nonostante filtri, "effetto asciutto" e diavolerie varie)!

Avevo calcolato che avrei ammortizzato il costo (29 euro) in 5 o 6 mesi ma il problema non si è posto perchè la mia generosa sorellina, che non se la sente per ora di fare questo passo, ha voluto fare la sua parte per il pianeta finanziando questa "operazione green" e facendomi questo graditissimo regalo :)

E tra voi c'è qualcuno che la usa? Che ci sta pensando? 

venerdì 20 luglio 2012

MacVeleno - The good news

Stamattina mi sono imbattuta in un momento di felicità, ossia in una notizia che già solo dal titolo mi ha stampato un sorrisino in faccia. Il suddetto titolo recitava: contro l'ambiente e la salute. In Bolivia chiude Mac Donald's".
Ho pensato che, qualunque fosse il motivo era una bella notizia: vuol dire fermare, seppur in minima parte rispetto all'attività mondiale della catena di fast food, i danni all'ambiente, agli animali e alle persone che si nutrono dello pseudo-cibo propinato dai punti vendita.
Ma, leggendo l'articolo, che risale a gennaio di quest'anno, ho scoperto che non è tanto e solo per una questione politica o sindacale. Nonostante il governo boliviano sia per la maggior parte costituito dai movimenti sociali, nonostante Mac Donald's stia distruggendo la foresta amazzonica per poter tenere bassi i prezzi dei propri prodotti nel mondo, nonostanti sia rappresentanza del colonialismo economico occidentale, non è stata una protesta nè un'azione politica a far chiudere gli otto punti vendita presenti sul territorio, quanto le tradizioni di slow food proprie del popolo andino, l'attenzione nel preparare e nel condividere il cibo, che cozzavano non poco con la filosofia fast del Mac Donald's. In pratica, su 14 anni, gli ultimi 10 dei Mac boliviani sono stati in perdita e così (come già successo in Iran e in Islanda per gli stessi motivi) il colosso ha deciso per la "ritirata".
Beh, credo sia la motivazione che avrei preferito. Significa che la catena non ha fallito per una decisione di governo, nè per proteste o campagne pubblicitarie contro, ma per una sorta di boicottaggio naturale, perchè semplicemente i boliviani schifano il loro pseudo-cibo, perchè evidentemente sono un popolo che non si nutre di pubblicità come la stragrande maggioranza del pianeta, un popolo con una naturale propensione al rispetto delle proprie tradizioni e con una coscienza alimentare, oltre che ambientale e sociale.
E a nulla sarebbe valsa da quelle parti la "conversione verde" del colosso: costruzione di sedi con materiali ecologici e che sfruttino il più possibile la luce del sole per l'illuminazione, conversione di furgoni all'utilizzo dell'olio riciclato delle cucine come carburante (?!), riciclo della grande quantità di confezioni dei pasti gettate dai clienti. Tanto si sa che la bandiera ecologica convince, che fa acquistare punti, che fa sì le persone ti stimino e si fidino e vengano a spendere i loro soldi, che importa se intanto sfrutti terreni, uomini e animali e se quello che vendi per cibo un cane non lo mangia perchè non odora di cibo.
Il fatturato degli otto punti vendita andini era infinitesimale rispetto a quello mondiale e Mac Donald's non crollerà per questo.
Ma i boliviani gli hanno detto no. E questa, per me, è una buona notizia.

lunedì 16 luglio 2012

Patti Smith, una donna fantastica in concerto

Concerto in memoria delle vittime della strage di Ustica, trentaduesimo anniversario. Biglietti in tasca già da due mesi.
Siamo arrivati presto per visitare il museo, ma per descrivere la sensazione agghiacciante, la tristezza, la rabbia nel vedere i resti del DC9 Itavia sotto la luce di quelle 81 lampadine intermittenti ci vorrebbe un post a parte.

Nel parco antistante al museo era allestito il palco e già gruppetti di persone erano sedute sul prato a ingannare l'attesa con cibo, birra, sigarette (ognuno aveva il suo posacenere "da parco" gentilmente fornito dall'organizzazione) e chiacchiere. La maggior parte di queste persone aveva l'età dei miei genitori. Più tardi le persone sono diventate qualche migliaio, ma la proporzione di età non è cambiata ed è stato emozionante condividere la musica con persone di un'altra generazione; spero tanto che anch'io a sessant'anni avrò la stessa voglia e lo stesso entusiasmo di andare a un concerto.

Ma quello che mi ha fatto venir voglia di scrivere questo post è stato ovviamente vedere e ascoltare lei. Veder arrivare sul palco questo corpo danzante da ragazzina con un volto rugoso di saggezza e illuminato da sorrisi disarmanti. Sprizzava un'energia vitale coinvolgente, un entusiasmo sincero e l'idea che avesse l'età di mio padre mi rendeva il tutto quasi incomprensibile e ancora più entusiasmante.
Tra un pezzo e l'altro non ha perso occasione di ricordare il perché del concerto, incitando le persone a non smettere mai di cercare la verità; ha ricordato le vittime del terremoto, ritenendo che se la terra trema è perchè dobbiamo chiedere perdono alla madre terra per come ci stiamo comportando con lei; ha ritenuto giusto ricordare le mostruosità di Genova 2001 e l'amara conclusione del processo, lasciando persino il microfono a uno spettatore per chiarire alcuni punti; ha ribadito che le guerre nel mondo sono sempre e solo dei governi e che non bisogna mai restare in silenzio a guardare.
Ma senza falsa retorica ha ricordato che "siamo a un concerto, siamo qua per divertirci" e allora, proprio in onore di tutte le vite spezzate, non sottovalutiamo, non sprechiamo ogni momento di felicità.

Di concerti ne ho visti tanti, e questo non è il primo dell'estate, e non racconterei di un concerto solo perché, come è anche auspicabile, mi sono divertita. Mi è venuta voglia di scriverne per l'energia positiva di cui mi sono sentita riempita uscendo dal parco, per la forza che sprizzava da quel corpo minuto, per la gioia di vivere che era in grado di trasmettere quell'ultrasessantenne che ballava con la freschezza di un'adolescente.
Mi è venuta voglia di scrivere perchè Patti Smith, prima di essere una cantante, è una persona degna di tutta la mia stima, una persona con una grande spiritualità, che è sempre stata impegnata socialmente e che ha spesso "usato" il suo mestiere di musicista a questo scopo. Una persona che a sessantasei anni ha ancora qualcosa da dire e lo fa con la stessa forza di quarant'anni fa.
Penso alle ragazzine che sono già in delirio per l'arrivo di Justin Bibier in Italia, mi chiedo dove sarà lui e dove saranno loro tra quarant'anni. Ma non voglio fare la "matusa" e poi semplicemente forse l'abisso è così grande che cade ogni possibilità di paragone.

E, dopo aver suonato per due ore, dopo aver fatto saltare una a una tutte le corde della sua chitarra (è pur sempre una rocker!) ci ha salutati a braccia aperte, con un enorme sorriso, urlando:
"BE HAPPY, BE FREE, USE YOUR VOICE!"

Io invece vi lascio con un video (il cui audio non è granché ma quello che ho trovato su youtube era nettamente peggiore e almeno si vede lei in tutta la sua bellezza), per chi ha voglia di ascoltarsi una People have the power versione live registrata da un non professionista con uno smartphone di prima generazione...
video



domenica 15 luglio 2012

L'angolo della casa che amo di più - Il terrazzo



Questo mese partecipo a questa simpatica iniziativa promossa su facebook



L'ho scoperta per caso e l'ho trovata divertente, oltre che utile a conoscere persone nuove. Ogni mese c'è un nuovo argomento da trattare, io con la mia incostanza e l'idiosincrasia per le scadenze, non so se riuscirò a partecipare ancora (eccomi infatti ridotta all'ultimo minuto!), ma intanto approfitto del tema di questo mese per aggiornarvi su quello che chi conosce il mio blog sa essere l'angolo preferito della mia casa: il terrazzo!



Il terrazzo della nostra casina è il motivo principale per cui siamo qui (anche se tutta la casa merita), è il motivo per cui abbiamo accettato di pagare un affitto un po' superiore alla media (anche se siamo riusciti a farcelo ridurre un pochino), è il posto dove trascorriamo metà del tempo che passiamo a casa.

Quando siamo arrivati era così





poi è diventato nostro



e ora non riuscirei a considerare l'ipotesi di farne a meno!



Quando il sole di primavera inizia a scaldare l'aria, fare colazione fuori vuol dire iniziare bene la giornata.

E in estate, quando si starebbe in giro tutte le sere ma stare in giro tutte le sere costa, basta una bottiglia di vino fresco, un paio di piatti sfiziosi, una candela, e non si ha nulla da invidiare a chi sta in giro!

Anche quando non si respira, qui su tira sempre almeno un filo d'aria, e si può stare seduti a leggere un libro, al pc, a chiacchierare o semplicemente a guardare il cielo e i gatti sui tetti.





E poi è il luogo perfetto per dar sfogo alla mia natura festaiola!



Ma soprattutto, da quest'anno, il secondo che passiamo qui, ha dato alloggio al nostro primo orto.



E ne approfitto allora per condividere i progressi del nostro improvvisarci novelli contadini.



I fiori di zucca e le zucchine ci hanno dato grandi soddisfazioni: le zucchine sono piccine ma tante e saporite!





I pomodori stanno maturando in questo periodo, ne abbiamo assaggiato qualcuno...mmm...se non avessi un po' di criterio li mangerei tutti con un breve percorso che va dal ramo alla mia bocca come fossero ciliegie!

Sono contenta della scelta del datterino, che a quantità di frutti dà molta più soddisfazione rispetto alle varietà di dimensioni più grandi che avevamo lo scorso anno (l'unico ortaggio che avevamo già coltivato). E poi le piante sono diventate altissime, superando anche l'altezza del balcone!





Di melanzane ne abbiamo due piante, una di varietà lunga e una globosa; anche loro si sono prese il loro tempo ma ci sono già sei frutti la cui maturazione aspetto con impazienza, e un po' di fiori pronti a diventare frutti.

E poi ci sono i peperoncini, che mi sono costretta a non usare perchè voglio raccoglierne una quantità da fare sott'olio,

il basilico che cresce rigoglioso e di cui ogni giorno spunta una piantina nei vasi limitrofi,

la menta che infilo in ogni piatto,

la salvia con cui ho imparato a fare un'acqua super dissetante, il timo, l'erba cipollina





e la stevia, che finalmente mi ha dato foglie a sufficienzache ho seccato e tritato e con cui a breve preparerò una torta!



E, tornando all'argomento del post, anche in inverno il mio terrazzo ha il suo perchè:



Insomma, credo che lascerei il mio terrazzo solo per trasferirmi in una città di mare, ma, finchè si sta qui, credo valga la pena fare qualche sacrificio per pagarne l'affitto!



Qui di seguito i link agli altri blog della staffetta:

Mammachecasa!

Simona Elle

Vivere a piedi nudi

Sono una Mamma non sono una Santa

Viaggi e Baci

BabyGreen

Il caffè delle mamme

Bimbiuniverse

mammamiacosafaccio!?

Mammachetesta

Mamma studia!

Il mondo di Cì

Ilpampano

La Diva delle Curve

Accidentaccio

Ma Vie

Diario magica avventura

Cento per cento Mamma

GocceD'aria

MammeMatte

Mens Sana - Learning is experience

Tulimami

Ideamamma

Monica e lo Scrapbooking

Passe-partout

Unamammaperdue

Le avventure della pand-family

Non ho voglia di compiere gli anni

Gina Barilla - cronaca di una madre distratta

La bussola e il diario: la vita e il viaggio

Home-Trotter

Illustrando un Sogno

Ostuni Magazine

Stellegemelle

ero Lucy

I Viaggi dei Rospi

cancheabbaia

Cardamom

Lavanda e cioccolato

Mamme fai da te

La Scuola in Soffitta

Hobbyimpara

Udine, la mia città e... Nonna Pina

Essenza Burrosa

Sono al Mondo

Pattibum

Una mamma e sette laghi di Laura Pantaleo Lucchetti

Mikkamade

Per mille Cammelli!

Per sempre Mamma

Bodò. Mamme con il jolly

giovedì 12 luglio 2012

Acqua alla salvia, acqua alla menta

Un po' perché sto riuscendo a fare qualche giorno saltuario di mare, un po' perché sono stata poco al pc, presa da esperimenti di cui vi renderò presto partecipi, un po' perché se non ho ispirazione o non ho cose (che reputo) interessanti da condividere preferisco tacere, me ne sono stata zitta per un po'.
Ma oggi, prima di partire appunto per un'altra giornatina al mare, voglio condividere questa scoperta che ho fatto sul bello e ricco blog di Bouquet di fantasia.
Vi avevo già parlato della mia "bevanda dell'estate", il te verde freddo, ma quando fa troppo caldo anche solo per mettere l'acqua sul fornello o aspettare che il tè si raffreddi, ecco la soluzione: prendo un paio di foglie di salvia dal mio balcone, taglio qualche scorza di limone non trattato se ce l'ho in frigo (altrimenti è buona lo stesso), metto tutto in una bottiglia di vetro e riempio di acqua fresca: è diventata una bevanda quotidiana!
Poi, ispirata dalla scoperta, ho sostituito la salvia con la menta, che dire...ancora più buona!
A volte non ci si rende conto di quanto basti davvero poco!

E, per la rubrica "fa bene perché..." lo sapevate che il nome "salvia" deriva da "salvus" ossia sano? Sapevatelo!
I Galli pensavano che fosse in grado di guarire tutte le malattie e addirittura di resuscitare i morti!
I Romani la consideravano una pianta sacra e il raccolto era un vero e proprio rito.
I Cinesi la ritenevano in grado di regalare la longevità.
Nel Medioevo veniva usata come cicatrizzante.
Al di là delle credenze popolari (che hanno comunque sempre un fondo di verità), la salvia è ricca di proprietà benefiche: è un antinfiammatorio, è usata per curare la tosse grazie alle sue proprietà espettoranti, ha proprietà antisettiche e digestive. Inoltre, è in grado di alleviare i dolori mestruali e le "caldane" da menopausa.
Contiene gli ormai noti flavonoidi, che le conferiscono proprietà antiossidanti.
Infine, come forse sapete già, è un'ottimo sbiancante per i denti, basta strofinare una foglia sui denti per vedere dei risultati immediati.
Unica precauzione, di cui però non ho trovato il motivo scientifico, a contatto con il ferro diventa tossica.


Di menta esistono molte varietà, ma le proprietà sono le stesse per la presenza del mentolo, che è uno stimolante per le attività dello stomaco e si rivela utile nel combattere disturbi gastrointestinali.
Il mentolo ha inoltre proprietà analgesiche e sedative, per cui però, usato in quantità eccessiva, può causare disturbi al sistema nervoso.

E voi come state affrontando questa estate?

giovedì 5 luglio 2012

il Comune virtuoso e un appello

Stamattina, come più o meno tutte le mattine, dopo colazione ho acceso il pc e ho iniziato ad aprire i siti di rito: Repubblica, la mail, il blog, facebook. E proprio su questo ho visto questa foto
Avendola vista sulla bacheca della mia "miglior amica storica" ho intuito che si trattasse del mio paesello e ho intuito dal titolo che non si trattava dell'ennesimo scandalo politico, di mazzette varie, appalti truccati o altre forme di abuso di potere, bensì addirittura di riduzione degli stipendi!
Il sindaco, i consiglieri e gli assessori rinunciano agli emolumenti spettanti, risparmiando circa 100.000 euro l'anno e devolvendoli a favore dei cittadini: puntando all'acquisto di un edificio destinato ad attività culturali, creando posti di lavoro da destinare ai cittadini in difficoltà.
E risparmiano soldi pubblici usando le loro auto e pagando da sé la benzina anche quando vanno in giro per fini istituzionali. Altro che vacanze con il jet di stato!

Beh questa notizia mi ha messa proprio di buon umore!
Non tanto perché si tratta del mio paese, visto che è una notizia felice in sé, ma perché dimostra che gli esempi di buona politica esistono (e so che sono tanti i Comuni virtuosi in Italia) ed esistono persino nel casertano, che ok non è il casertano di Saviano, è l'alto casertano, quello sotto la montagna, quello che è quasi beneventano e quasi Molise e dove le persone non girano con la pistola, ma è pur sempre Sud, ossia dove secondo ancora troppa gente si svolge la politica peggiore, dove, sempre secondo l'immaginario comune, la camorra regna sovrana e incontrastata, dove vige la legge del clientelismo e della concussione.
Mi chiedo quante persone, dopo i ripetuti scandali politici degli ultimi anni, si sono rese conto che mafia, clientelismo e concussione inquinano la politica italiana come un cancro in metastasi da Nord a Sud passando per il Centro e non dimenticando le Isole.
E non è campanilismo, da dodici anni la mia vita l'ho spostata altrove, è che l'ignoranza e la conseguente generalizzazione (per non parlare di eventuali razzismi) mi fanno gonfiare la vena sulla tempia...e forse divagare troppo dal tema del post :)

E giacché siamo in tema di politica, ne approfitto per divulgare una notizia che ovviamente i telegiornali, impegnati a raccomandarci di bere tanta acqua e andare a rinfrescarci nei centri commerciali, non hanno avuto il tempo di dare (a onor del vero non guardo i telegiornali, ma mi sento tristemente sicura di quel che dico).
Fino al 26 luglio è possibile recarsi presso il proprio comune di residenza, per alcuni presso l'ufficio elettorale, per l'altri presso l'ufficio anagrafe, per firmare la petizione pubblica "Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale."
Ho letto di Comuni che non hanno i moduli, e di persone che hanno firmato e non hanno trovato neanche una firma sopra la propria e faccio fatica a credere che ci siano cittadini (ovviamente non appartenenti alla categoria) che siano contenti di essere disoccupati, precari o cassintegrati, di pagare l'Imu, di veder aumentare il prezzo della benzina mentre la Casta si porta ogni mese a casa quello che un cittadino "normale", se fortunato, si porta a casa in un anno; non credo ci sia una sola persona a cui stia bene essere strozzata dalla crisi e guardare una Casta che dalla crisi pensa a salvare solo le banche e se stessa.

Quindi, ora che lo sapete, ditelo a tutti e andate a firmare, avete tempo SOLO fino al 26 luglio!!

mercoledì 4 luglio 2012

Plumcake al cioccolato con farina di riso

Come ormai sapranno tutti i imei lettori, ho abolito i prodotti confezionati dalla mia colazione e quindi cerco sempre di preparare torte, muffin o ciambelle, e quando non riesco si va di pane tostato e marmellata (regalata da mamme e amiche che hanno la pazienza di farle...).
In questi giorni poi, in cui la mia frutta preferita abbonda, una costante della colazione è il frullato, di pesche, albicocche, melone e tutta la frutta "frullabile"; è la cosa più dolce, fresca e energizzante per cominciare la giornata!
Ma ieri era appunto ora di preparare qualcosa, e siccome doveva passare da me la mia amica celiaca a omaggiarmi dei prodotti dell'orto di suo padre, ne ho approfittato per preparare qualcosa che potessi regalare anche a lei.
E così, dopo aver controllato ciascun ingrediente sul prontuario dell'AIC (Associazione Italiana Celiaci), mi sono messa all'opera.

Ingredienti:
250 gr di yogurt naturale,
150 gr di zucchero di canna grezzo,
200 gr di farina di riso
3 uova,
50 gr di cacao amaro in polvere,
1 bustina di lievito,
1 pizzico di sale.

Procedimento:
Mescolare lo yogurt allo zucchero, aggiungere le uova e pian piano la farina di riso, il cacao, il lievito e il sale, continuando a mescolare il tutto con una frusta.
Preriscaldare il forno a 180° e infornare per circa 20 minuti a forno ventilato e 45 a forno statico. Ad ogni modo la prova stuzzicadenti vi aiuterà a capire se è cotto.
Facile, veloce e buonissimo!

Così veloce che ovviamente non mi sono soffermata a fotografare...ormai è ufficiale, le famose ricette "fotografate passo per passo" non le troverete mai sul mio blog!
Però, tanto per rendere l'idea, questo è il pezzo che è rimasto dopo la nostra colazione, visto che poi di amiche ne sono passate due e la condivisione è stata ampliata :)




E la vostra colazione estiva com'è?

lunedì 2 luglio 2012

Pensiero ecologico e felicità

Come forse ho già detto, nel mio giro di amici e familiari sono la maggiore "promotrice" dell'ecosostenibilità, l'unica (ovviamente insieme al mio downshifter preferito Fra) coltivatrice di ortaggi, l'unica autoproduttrice di saponi e detersivi, quella che compra meno prodotti industriali, e spesso si ironizza su questo mio modo di essere, tanto che a volte mi sento un po' la "rompi" della situazione.
Per questo sono rimasta un po' stupita quando uno della suddetta cerchia di amici, dopo aver letto questo post, mi ha fatto un appunto, dicendomi che il blog non è "il tuo diario facebook" e che mi sono come allontanata dall'"identità" del blog, da cui lui e con lui i miei lettori, si aspettano suggerimenti, ricette, informazioni e consigli per la sostenibilità e la salute.
La sua riflessione mi ha un po' spiazzata, innanzitutto facendomi felice perchè allora vuol dire che, per quanto mi prendano scherzosamente in giro, trovano utili e interessanti le cose che dico.
Per il resto mi ha dato da pensare: io una sorta di continuità con il resto del blog la trovavo anche in un post in cui scrivevo di una gita a Pisa, ma in effetti non c'era nessuna informazione per la salute, nessuna ricetta da mangiare o con cui lavare i piatti, nessun consiglio di lettura...e allora la continuità dov'è? Ha ragione Andrea? No, e ci ho messo un po' a riuscire a dare forma e parole a questa sensazione di continuità.
Il fatto è che l'ecologia, come spesso la felicità, è una questione di atteggiamento e non sempre e non solo di azioni concrete e mirate.
L'ecosostenibilità (e la felicità) sta anche nell'andare in un posto dove si va più volte l'anno, per cause che esulano le velleità turistiche, ma approfittarne e fare i turisti, visitare chiese e parchi, assistere a una festa tradizionale, scegliere di non spendere 15 euro per salire sulla torre perchè ci sono tante altre cose da vedere gratis. E farlo senza pagare l'albergo, senza fare un viaggio apposta, senza dover pranzare al ristorante (non che non ci piaccia prendere aerei o andare al ristorante).
Insomma, ecologia secondo me è anche fare quel che si può e valorizzare ciò che si ha.
Ecosostenibilità (e felicità) secondo me, è stare insieme a mangiare e bere anche senza dover per forza spendere soldi al bar ingurgitando pizzette, pasta fredda e tramezzini contenenti non si sa bene cosa; è ricevere un regalo inaspettato e gradito; è credere di andare a fare un regalo e ritrovarsi a fare uno scambio.
Ecosostenibilità (e felicità) era anche il momento stesso in cui con Andrea facevamo questa discussione, bevendo una birra artigianale dopo aver fatto la spesa dai contadini.
Insomma, io adoro prendere l'aereo e girare il mondo, mi piace tanto sperimentare ristoranti e anche starmene seduta al dehor di un bar a bere un mojito quando le giornate si allungano e il sole sta tramontando, e quando ne ho la possibilità le faccio queste cose.
Però il concetto, il filo di continuità, il mio pensiero ecologico è che non è indispensabile spendere soldi per essere felici.
Come dice qualcuno a me molto caro, la maggior parte delle cose belle è gratis.

Settimana felice a tutti!