la citazione del momento

(In risposta a un giornalista che gli chiedeva il perche' dell'amnistia agli anarchici)
"Vede, io sono un vigliacco. Tutti noi siamo dei vigliacchi. Quando parliamo di democrazia siamo tutti in malafede. Democrazia significa governo del popolo, ma se governasse il popolo non governeremmo noi. Lo facciamo perché il governo è più facile dell’autogestione, più comodo. E perché, ammettiamolo, un po’ ci piace avere tutto questo potere. E continueremo a governare. Ma l’amnistia è un atto dovuto, visto che hanno ragione loro. E una parte di me spera che prima o poi vinceranno”

Pertini sì Pertini no - Livio Zanetti.

sabato 25 luglio 2015

Consigli di lettura per l'estate 2015

Oggi è il primo giorno in cui a Bologna non si percepiscono 43 gradi ma "solo" 38, così mi son fatta coraggio e ho acceso il computer nonchè emanatore di decisamente superfluo calore. Perchè insomma, non vogliamo parlare di libri quest'estate? Non sia mai! Quest'anno, tra treni e bus per andare al lavoro, ho letto una discreta quantità di libri, ve ne racconto qualcuno.


Le principesse di Emma - Emma Dante - Baldini & Castoldi

La potrei definire la chicca del 2015! Tre fiabe classiche, tre storie di principesse, Biancaneve, Cenerentola e Rosaspina, rielaborate ad arte da una delle migliori autrici teatrali italiane. Tra palazzine abusive al posto dei castelli, amori non convenzionali e nani che sono nani perchè le gambe le hanno lasciate in un'esplosione in miniera, un libro che fa ridere assai, tanto quanto è capace di toccare cuore e coscienza. Notevoli e imprescindibili le illustrazioni di Maria Cristina Costa.


Vapore - Marco Lodoli - Einaudi

Un'anziana signora che ha messo in vendita la vecchia casa in campagna, quella che ha accolto la sua famiglia e che è ormai vuota dopo che i figli hanno preso la loro strada. I suoi appuntamenti lì con il giovane agente immobiliare. I suoi ricordi, le loro chiacchiere che si protraggono ben oltre le visite dei potenziali acquirenti. Me lo sono goduto in ogni singola lettera, ho pianto, non mi succede più tanto spesso con i libri. Lodoli meriterebbe un intero post, i suoi ultimi libri, Sorella e Italia non sono da meno, mi hanno emozionata, mi hanno riempita, mi hanno "alienata". Perchè Lodoli ha quella che io definirei una scrittura alienante: mi è capitato solo con Erri de Luca di leggere alcune righe, quando non delle mezze pagine, e poi doverle rileggere perchè in realtà non stavo badando davvero al contenuto ma mi sorprendevo distratta a pensare "mamma mia quanto scrive bene!"


I diabolici - P. Boileau e T. Narcejac nella traduzione di G. Girimondi Greco e F. Di Lella - Adelphi

Pare siano tra i migliori scrittori noir francesi. E in effetti, benchè non sia un'accanita lettrice di noir, mi sento di confermarlo. Mi ha ricordato un po' quel La fine è nota di cui avevamo parlato un paio di anni fa, forse per il periodo storico (il libro è del 1957), forse perchè è una narrazione che ti tiene inchiodato col fiato sospeso fino alla fine per poi spiazzarti. Tutto comincia con un uomo che decide di uccidere la propria moglie con l'aiuto dell'amante, come invece tutto finisce vi lascio il piacere di scoprirlo! p.s. Da qualche mese è arrivato in libreria anche Le incantatrici, degli stessi autori, preso ma non ancora letto


La fortezza - Jennifer Egan nella traduzione di M. Testa - Minimum fax

Potrei raccontarvi che Danny, giovane rampante che a New York cerca di farsi una posizione sociale tra serate importanti, ricerca dei contatti giusti, serate alcoliche e droghe all'occorrenza, decide di partire per uno sperduto posto in Europa, dove suo cugino lo ha invitato a dargli una mano nella trasformazione di un vecchio castello in sciccoso resort. Potrei dirvi questo o dirvi semplicemente che la capacità della Egan di costruire i suoi romanzi è qualcosa di talentuoso. Quindi vi consiglio La fortezza come vi consiglio Guardami e Il tempo è un bastardo (e anche La scatola nera, molto sui generis) , tutti tradotti dalla Minimum fax.


Nessuna carezza - Alberto Schiavone - Baldini & Castoldi

Uccideresti per un contratto a tempo indeterminato? Veronica sarebbe pronta, se non a uccidere, sicuramente a far uccidere. Se per l'infortunio prolungato di un dipendente l'azienda in cui lavora da precario suo marito è stata costretta a confermare un contratto in scadenza, con la morte di un altro dipendente potrebbe toccare a suo marito diventare il prossimo "indeterminato"! D'altronde lei un padre disoccupato non lo vuole per il figlio che porta in grembo! Schiavone racconta con una sfacciataggine disarmante le piccole meschinità, la mediocrità di quella sempre più nutrita fetta di popolazione che ha sostituito i principi morali con il televisore da infiniti pollici, racconta l'abbrutimento che l'animo umano subisce nella subdola guerra tra poveri cui è stato portato senza nemmeno averne coscienza. E poi, il talento narrativo di Schiavone è una goduria in sè!


La panne - Friedrich Durrenmatt - Adelphi

Va beh, quest'anno non sono stata molto attenta a variare le case editrici, ma i miei consigli sono da lettrice, non da libraia, quindi mi prendo il diritto di fregarmente :)
E poi, da quando ho letto questo librino qui, non faccio che consigliarlo e regalarlo a tutti! Durrenmatt è bravo, lo sappiamo tutti, ma La panne è semplicemente geniale! Un agente di commercio, con l'auto in panne, chiede aiuto alla prima villetta che incontra. Qui vive un giudice in pensione, che con altri amici nonchè ex uomini di legge, si diletta a trascorrere le serate inscenando processi a personaggi storici: perchè allora non accogliere il viandante e invitarlo amichevolmente, oltre che a cena e a dormire, a partecipare a questa messinscena? La giustizia a volte prende vie contorte...


Non poteva mancare almeno un paio di graphic novel, anche se ne ho lette molte di più.
Gli ignoranti - Etienne Davodeau nella traduzione di R. Garruccio - Porthos

Questa merita sicuramente.  Davodeau ha proposto a un amico produttore di vino biodinamico una sorta di "reciproca educazione", come recita anche il sottotitolo del libro. In pratica, un anno trascorso insieme tra vigna e tipografia, tra festival del fumetto e degustazioni, a insegnarsi, a scoprire, a imparare, a confrontarsi per spesso ritrovarsi simili in due mestieri apparentemente così lontani. Ne è venuto fuori un ottimo lavoro, ricco, divertente, interessante. Controindicazioni: voglia costante di un buon bicchiere di vino (possibilmente bio!) :)


Pil - M. Yamazaki nella traduzione di V. Filosa - Rizzoli Lizard

Una storia di una dolcezza unica. La sedicenne Nanami è un'adolescente la cui testa rapata fa a pugli con la divisa scolastica, che ascolta il punk e sogna di andare in Inghilterra, patria della sua band preferita, appunto i Public Image Limited. Suo nonno è un ex banchiere dalle mani bucate, un uomo decisamente particolare, che appare più frivolo e incosciente della stessa giovane nipote. La vita sotto lo stesso tetto non è facile ma l'inevitabile scontro generazionale non verte mai su basi scontate. Personaggi decisamente ben caratterizzati, disegni bellissimi e una storia che mette allegria e scalda il cuore allo stesso tempo.


Autobio - Cyril Pedrosa nella traduzione di - Q Press

Sì lo so che Pedrosa ve lo avevo già segnalato, ma non è colpa mia se lui è bravo e questo librino è davvero divertente, oltre ad essere magistralmente illustrato. E poi, leggendolo, ho provato profonda empatia con l'autore! L'ironica autobiografia di una persona che, con la propria famiglia, cerca di nutrirsi in modo sano e di vivere nel rispetto del pianeta in una società che, ancora troppo spesso, gira in senso opposto e lo guarda con occhi sbarrati. Ovviamente me lo ha segnalato qualcuno che mi conosce bene :) In libreria anche il secondo volume.


Come prima - Alfred - Bao Publshing

Un ragazzo (avrei voluto chiamarlo per nome ma non ho il libro con me) parte dall'Italia a bordo di un'improbabile Cinquecento alla ricerca di suo fratello, che ha lasciato il paese e la famiglia molti anni prima. Il motivo ufficiale è riportare a casa insieme le ceneri del padre. Un viaggio fatto di confronti, di rivendicazioni, di scazzottate e litigate, di non detti venuti fuori. Un viaggio fatto di fratelli. Bello davvero.
Alfred è decisamente bravo a disegnare e la Bao sta sfornando della gran bella roba!


E un po' di saggistica.

Tav no tav - L. Mercalli e L. Giunti - Scienza Express

Mi ci sono imbattuta per caso in libreria e l'ho preso subito. Gli autori, un climatologo che conoscerete tutti e un naturalista e guardiaparco, hanno interpellato ingegneri, economisti, sociologi, medici e altre figure professionali per approfondire la questione sotto praticamente ogni aspetto. L'ho preso perchè, e chi mi segue da un po' lo sa, so perfettamente da che parte stare sulla questione TAV; ciononostante, mi è sembrato molto interessante il tipo di approfondimento, vuoi per trovare un contraddittorio alle mie convinzioni, vuoi per argomentarle meglio. Beh, devo dire che di contraddittori non ne ho trovati, mentre di dati che hanno rafforzato la mia opinione è pieno il libro. Da quando l'ho letto, l'ho messo ben in evidenza in libreria: un libro che dovrebbero leggere tutti quelli che continuano a essere convinti che abbiamo bisogno di questo disastro ambientale ed economico e ancor di più quelli che sono convinti che non sia argomento che li riguardi.


La felicità al potere - José "Pepe" Mujica - Editori Riuniti

A onor del vero, ce l'ho attualmente in lettura, ma non è certo il tipo di libro cui bisogna arrivare in fondo per giudicare. La storia di un grande personaggio, di cui da queste parti avevamo parlato quando ancora molti ne ignoravano l'esistenza, narrata da sé medesimo. La sua infanzia povera, la mamma che, nonostante le pessime condizioni economiche, ha ritenuto fondamentale che José proseguisse gli studi, il suo lavoro di fioraio che gli lasciava comunque il tempo per le azioni di lotta con i tupamaros, l'illuminante incontro con il Che, l'ingresso in politica, la costante aberrazione per i soprusi, per la corruzione, per le ingiustizie. Le infinite lezioni di vita che una vita così può impartire e la speranza di averne ancora e ancora di Pepe Mujica.


I fantasmi del capitale - Arundhati Roy nella traduzione di F. Oddera - Guanda

L'India è forse il luogo in cui la voragine che divide i ricchi dai poveri è maggiormente visibile che nel resto del mondo. In un paese che ha avuto una crescita economica esponenziale negli ultimi decenni, i ricchi sono sempre più vergognosamente ricchi e i poveri sono poveri all'inverosimile. È la logica malata del capitalismo, e in questa logica, ci fa notare l'autrice, ci siamo dentro tutti. Un'analisi precisa, spunti di riflessione per niente scontati e un po' di dati che ignoravo.


E ora tocca a voi! Cosa mi consigliate di mettere nello zaino?

lunedì 13 luglio 2015

Consigli per gli acquisti: Sfruttazero, il pomodoro etico


La scorsa settimana, in uno dei centri sociali in cui si svolge il il mercato di Campi aperti, c'era un incontro/discussione a cui avrei partecipato volentieri se non l'avessi saputo il giorno dopo... Ci sono rimasta molto male, anche perchè io di questa faccenda, di questo progetto di cui si sarebbe parlato durante la serata, avevo letto tempo fa e mi ero pure messa la pagina dell'articolo nei segnalibri: sarebbe stato estremamente interessante conoscere dal vivo queste persone. 
Scusate, vi starete chiedendo di cosa sto parlando.
Sto parlando del progetto Netzanet, ossia di persone che hanno deciso di opporsi alla squallida logica del caporalato che sfrutta il lavoro soprattutto di immigrati, i quali, in quanto a potere contrattuale, sono a zero e in quanto ad alternative non ne parliamo neanche. Hanno deciso anche che la disoccupazione non si combatte semplicemente aspettando che qualcuno, nella stragrande maggioranza dei casi, decida di sfruttare il lavoro di qualcun altro in cambio di una paga minima. Il video qui sotto illustra il loro progetto di crowdfunding.



Insomma ci sono Giuseppe, un neolaureato pugliese che, mentre continua a fare concorsi, invece di stare con le mani in mano coltiva la terra, e Abdul che, dopo anni di sfruttamento, è riuscito a ribellarsi e a conquistare un po' di terreno da coltivare in Basilicata. E c'è l'ex liceo Socrate di Bari, dove vivono famiglie di immigrati e di disoccupati. Che si fa? Si prendono i pomodori di Giuseppe e di Abdul, si usano i locali del liceo, si usano bottiglie di vetro riciclate, ci si rimbocca le maniche tra immigrati e disoccupati italiani e si produce della salsa di pomodoro biologica a filiera etica. Salsa di pomodoro che viene poi venduta esclusivamente tramite canali altrettanto etici, come mercatini del circuito di Genuino clandestino o Gruppi di Acquisto Solidale. 
Come raccontano i diretti interessati, la raccolta e trasformazione dei pomodori è un simbolo molto forte dello sfruttamento del lavoro in Puglia, e fino a oggi le istituzioni hanno fatto ben poco, se non interventi di facciata, per combattere il sistema del caporalato: ecco perchè hanno ritenuto importante produrre proprio salsa di pomodoro e non qualsiasi altra cosa. 
Perchè è salsa di pomodoro che si differenzia nettamente da quella che si compra per due spiccioli al supermercato, perchè profuma di onestà dove l'altra puzza di menzogna, profuma di lavoro pagato equamente e non puzza di sfruttamento, perchè i soldi che costa li vale tutti e non c'è nessuno che ha pagato al posto nostro per quei due soldi che risparmiamo comprando la salsa di pomodoro della grande distribuzione. Perchè non mi stancherò mai di dirlo: non c'è niente di cui esser contenti se si trova una lattina di pomodori a meno di un euro o un paio di mutande a tre euro, se ci si riflette si intuisce che con quei soldi ci si paga a stento la materia prima. Allora vuol dire che chi vende ha per forza risparmiato da qualche parte, perchè la grande distribuzione non è costituita da benefattori, anche quando si chiama coop e vuol farti credere che sta dalla tua parte, è costituita da imprenditori, da manager che sono tenuti a fare esclusivamente gli interessi dell'azienda, per i quali la forza lavoro è una voce del budget tanto quanto la materia prima o la logistica e se qualunque di queste voci può arrivare ad avere un costo minore il manager ha fatto bene il proprio lavoro. Che importa se poi una persona dietro quella voce "forza lavoro" (ma forse "risorse umane" è più chic e fa meno vecchio comunista) il proprio lavoro lo ha fatto ancora meglio, la sua micropaga non cambia, tanto non è certo nella posizione di poter rivendicare alcunché, e ringrazi di avere qualcuno che lo sfrutta gli dà da lavorare. Viva il progetto Netzanet, viva chi non si lamenta sterilmente ma si rimbocca le maniche per migliorare la propria vita migliorando anche il mondo, viva la collaborazione tra disoccupati italiani e immigrati, quelle due categorie che i nostri beceri politicanti cercano di mettere l'una contro l'altra perchè si sa, mentre i poveri sono impegnati a far la guerra tra di loro non si accorgono di come il re stia conducendo la guerra contro entrambi.



fonti

domenica 5 luglio 2015

Avanti popolo


Vado al lavoro con la speranza che la giornata di oggi dimostri che la volontà di un popolo vale di più dei dettami dei mercati finanziari; che dimostri che si può ancora essere popolo anziché un insieme di individui guidati dalla paura e dalla disinformazione.


venerdì 26 giugno 2015

Chi aiuta chi

A parlare di immigrati, profughi, rifugiati, sopravvissuti alle spire del mare dopo essere sopravvissuti alla guerra e alla fame, nel 99% (questo rappresenta l'1%) dei casi esprimo soprattutto rabbia, frustrazione e sconforto. Beh, dopo aver letto questa notizia, quel post non sarà più solo.

“La nostra moschea è nel cuore della città”, sottolinea l’imam. “Dalla sua apertura, nel 2012, è diventata un luogo di incontro e dialogo, patrimonio di tutti i catanesi”. A confermarlo, seduti alle tavolate per la cena del Ramadan, sono alcuni anziani del quartiere, serviti dai volontari del Centro islamico. Cercano, a gesti, di capirsi con dei giovani siriani, sbarcati da pochi giorni. Per loro, come le per migliaia di connazionali che li hanno preceduti, la moschea di Catania continua a essere un punto d’appoggio nel lungo viaggio verso il nord Europa. 
 
Felice giornata a voi :)

domenica 21 giugno 2015

Felice luce

 Non programmo quasi mai i miei post, ma mentre leggerete questo io sarò nella campagna toscana a festeggiare il classico "matrimonio del mio migliore amico", e, siccome ho qualche giorno libero e, in occasione del matrimonio, ci saranno persone che vivono altrove e che finalmente ho occasione di rivedere (adoro i matrimoni anche per questo!), la permanenza in quella terra meravigliosa potrebbe protrarsi; quindi mi tocca programmare. "Aspettavamo anche il tuo ritorno senza strapparci i capelli" starete per dire, ma il solstizio d'estate è oggi! Com'è dolce il suono di queste parole, non trovate? Solstiziodestate. Sa di magia, di sole che scalda e non fa male, di lucciole che tremolano nel buio della campagna, di sabbia, di profumo di erba e di pineta. 
Lo so che questo vuol dire anche che questo è l'apice, è il momento in cui il Sole si trova a maggiore distanza dall'equatore e che da domani, benché ancora impercettibilmente, le giornate ricominceranno ad accorciarsi e non per molto ancora, almeno per quest'anno, proverò quella gioia di uscire dalla libreria alle 21 e accorgermi col sorriso sulla faccia che non è ancora buio. Lo so che ci si avvia pian piano verso il prossimo autunno, ma nei fatti l'estate è ancora quasi tutta da venire, questa luce così forte ci illuminerà ancora per qualche mese e, soprattutto, questa è la giornata più lunga dell'anno. Ecco, quello che volevo dirvi, da qui, da Dove gira il sole, è semplicemente GODETEVELA TUTTA!!! E giacchè ci siete, godetevi anche quelle a venire :)
Felice estate girasoli!

venerdì 12 giugno 2015

Torta bravona (che soddisfazione usare gli scarti!)

Bravona perchè è proprio davvero una brava e onesta torta, di quelle che ti danno soddisfazione su tutti i fronti: mentre ci stai pensando lei è praticamente già in forno, è sana sanissima, è strabuona, salva dal pattume scarti che in realtà sono ancora ricchissimi di principi nutritivi!
Vi starete chiedendo cosa mi sono inventata stavolta. In realtà io niente, il copyright è di Daria, per me sempre grande ispiratrice, e io non potevo non provarla appena letto il suo post.
La torta di Daria ha come ingrediente principale gli scarti dei succhi di frutta (per chi possiede l'estrattore) e di centrifugati, che qui consumiamo spesso e volentieri. Da parte mia, avevo in frigo un po' di carote e due mele, che sono finiti, appunto, in un bel centrifugato mattutino e i cui scarti hanno smesso di essere collocati nell'organico accompagnati dal solito sguardo che pare dire "davvero mi spiace tanto buttarvi ma altrettanto davvero non so quale potrebbe essere l'alternativa!" Beh, ora l'alternativa ce l'ho e ve la racconto! È praticamente la stessa della Daria con qualche piccola modifica personale.
Ingredienti (misurati in tazze, giustamente, perchè così uno si regola sulla quantità di scarti che ha da smaltire)
2 tazze di scarti di centrifugato o di estratto,
2 tazze di farina integrale di farro,
1 tazza scarsa di zucchero,
1 cucchiaino raso di bicarbonato,
2 cucchiai di succo di limone,
1/4 di tazza di olio di semi di girasole,
cioccolato fondente a scaglie,
nocciole tritate grossolanamente.

Procedimento
Mescolare in una ciotola gli ingredienti secchi, aggiungere l'olio così da ottenere i "bricioloni" come quando si fa la frolla, mettere acqua quanto basta a ottenere un composto morbido e infine unire il succo di limone, che reagisce col bicarbonato e attiva la lievitazione. 
Cuocere in forno ai classici 180° per una mezzora o finchè l'altrettanto classica prova stuzzicadenti non vi suggerisca di tirarla fuori.
Cercare di non mangiarla direttamente tutta, a meno che non siate in tanti :)