la citazione del mese

"Mamma, quando ho visto cosa han fatto alla tua casa..." Ella non mi lasciò finire. "Tommy, non pensare a vendette, per carità. Ti daran la caccia come a un cane arrabbiato. Ho già pensato tanto. Siamo più di centomila, dicono, sfrattati. Se si fosse tutti uniti a reagire, allora nessuno penserebbe a darci la caccia, ma..." "Non capisco perchè non si uniscono..." "Non so. Sono come intontiti, come fossero mezzo addormentati." John Steinback - Furore - trad. Carlo Coardi

domenica 22 marzo 2015

World water day: non sprechiamo il cibo

Si sa che le cose non si risolvono parlandone per un giorno, perciò prendo questa data come una sorta di promemoria. Lo uso per fare una specie di resoconto, mi chiedo cosa sto facendo e cosa posso fare di più. E comunque mi rendo conto che quello che faccio, è davvero il caso di dirlo, è soltanto una goccia nell'oceano.
Perchè il problema non è tanto ricordarsi di chiudere il rubinetto mentre ci si spazzola i denti, quanto piuttosto chiedersi quanta acqua sia servita per produrre e far arrivare alla propria tavola una bistecca e, peggio ancora, quanta acqua andrebbe sprecata se quella bistecca finisse nella spazzatura.

Se tutti fossimo consapevoli dello stretto legame che intercorre tra ciò che mangiamo e l'acqua che consumiamo per farlo, e ci comportassimo di conseguenza, l'impronta di ciascuno di noi sarebbe sicuramente maggiore di quanto lo sia ora.

Tra i vari contributi odierni del web sull'argomento, ho trovato molto interessante quello di Wired.

Buona domenica consapevole a voi :-)

sabato 21 marzo 2015

È primavera!


Lo dice il mio calendario lunare che ieri sera alle 22:45 è avvenuto l'equinozio di primavera
Lo dicono le margherite ai giardini e le primule nelle aiuole urbane e i cespugli di ginestre sulla via del lavoro.
Lo dice l'aria che sta diventando davero pian piano più tiepidina.
Lo dice il sole che splende.




Buona rinascita, buon nuovo inizio a tutti voi!

No, non ho imparato improvvisamente a fare delle bellissime foto, sono della mia migliore amica di sempre, che ha ereditato questa passione (e evidentemente anche il patrimonio genetico per metterla in pratica in modo egregio) dal suo papà, al quale credo che in realtà appartenga qualcuna di queste foto (nella farfalla riconosco decisamente la mano di Marcello...). Grazie Stefy! Anzi, docstefy se la cercate (e ve lo consiglio) su instagram :)

mercoledì 18 marzo 2015

Chi ben comincia: l'asilo eco-compatibile

Stamattina mi sono svegliata presto e allegra, sarà il sole dopo tante giornate piovose; e si sa, quando uno è ben disposto il mondo è più bello, sarà per questo che mi sono imbattuta in questa felice notizia: il primo asilo eco-compatibile e eco-sostenibile.
Mentre quello che qualcuno ha definito il "roditore fiorentino" blatera di un'inquietante riforma scolastica, c'è un comune (eh già, è un asilo comunale!), Cascina, in provincia di Pisa, che ha tirato su in un anno e mezzo questo splendido posto che ospita 86 bimbi.
Grazie a pannelli fotovoltaici, turbine eoliche e raccolta di acqua piovana, l'asilo è perfettamente autosufficiente: energia autoprodotta e emissioni ridotte al minimo! 
Anche l'interno è arredato ovviamente con materiali naturali.
Con la stragrande maggioranza delle scuole italiane, che cadono a pezzi, questo posto sembra davvero un'isola felice, anche se più che un'eccezione sarebbe bello costituisse un esempio, la dimostrazione che se si vuole si fa, che c'è modo e modo di spendere i soldi pubblici e che non è vero che ormai solo i privati sono in grado di offrire soluzioni scolastiche di alto livello. Questo è quello che si sta cercando forsennatamente di farci credere, e vedo sempre più persone effettivamente e tristemente convinte di questo. 
E sono felice per i bimbi della frazione di San Frediano a Settima, ai quali auguro che questa non sia solo una favola prescolare, che il loro percorso scolastico possa proseguire in ambienti sani come questo, senza peraltro che i loro genitori siano costretti a svenarsi per pagare le loro rette! Sono un'illusa?

giovedì 12 marzo 2015

Gli inuit, Greenpeace e io

Uno degli aspetti positivi del mio lavoro è che mi capitano per le mani libri che mai andrei a cercare nelle mie incursioni da lettrice in libreria. Ad esempio, non vado mai a cercare racconti e testimonianze di scalatori o escursionisti, è un genere che di solito non suscita il mio interesse. Quindi non so bene perchè, accompagnandolo nel suo tragitto dalla scatola allo scaffale, mi sono soffermata sul libro di questo scalatore altoatesino che da trent'anni vive in Groenlandia. Forse mi ha incuriosito proprio il fatto che un italiano viva in Groenlandia da trent'anni. Sta di fatto che me lo sono portata via e me lo sono letto tutto tra autobus e letto.
Ora sapete che, nonostante io legga tanto, raramente recensisco libri, e infatti non sto per farlo. Solo che questo libro mi ha lasciato molto molto pensierosa e volevo condividere con voi le mie perplessità.
Io, onestamente, degli inuit sapevo ben poco, a parte che sono un popolo molto buffo a vedersi, estremamente pacifico e che vive sostanzialmente di caccia e pesca (sì per questo basta l'intuito lo so, dubito che coltivino pomodori...). Probabilmente sapevo anche che era un popolo più o meno in via di estinzione, ma ne ignoravo il motivo, attribuendolo per ipotesi a un certo tasso di emigrazione, ai giovani che non ci stanno a passare la vita in mezzo ai ghiacci, che vogliono "europeizzarsi", che desiderano vedere il mondo e cercare nuove opportunità di lavoro e di vita.
 Invece in realtà i giovani, come gli anziani, stanno bene dove stanno, o meglio starebbero, perchè al momento tanto bene non stanno. Al momento non hanno praticamente di che campare e non è colpa del surriscaldamento globale ma fondamentalmente di Greenpeace e della campagna contro la caccia alle foche. 
Gli inuit della Groenlandia fanno capo alla giurisdizione del regno danese ma sono alquanto autogestiti: non hanno gerarchie all'interno dei loro villaggi, non hanno il senso della proprietà, non si arrabbiano mai, il che potrebbe sembrare anche strano, ma se poi pensi a dove si sono adattati a vivere ti immagini che un certo spirito di abnegazione e tolleranza deve essere insito in loro.
La loro vita è fatta sostanzialmente di caccia, pesca e tanta condivisione. Un'altra caratteristica che li rende ai miei occhi persone davvero belle e felici è che non hanno il senso dell'accumulo: quando hanno bisogno di mangiare vanno a caccia/pesca e, importante, praticano una "caccia ecologica", ossia, una volta che un animale deve morire, ne sfruttano ogni parte, la carne per mangiare, la pelle per cucire vestiti e kajak e, in minima parte, da vendere per procurarsi altri beni di necessità. E se la carne è troppa per essere consumata tutta ne regalano in giro.
Poi, nel 2009, è arrivata Greenpeace e la campagna contro la caccia alle foche, colpevolizzando questa gente per il modo in cui, da millenni, provvedevano al proprio sostentamento in questa terra ostile. Ve lo immaginate questo popolo pacifico che si vede arrivare la gigantesca nave di Greenpeace, gli elicotteri a sorvolare le loro coste e a sentirsi dare degli assassini?
La UE ha dunque posto un divieto generale e indifferenziato di commercio delle pelli, ma come fa questa gente a procurarsi il sostentamento che non sia cibo, ossia, materiale per case e barche, energia, benzina etc.? Il governo danese offre sussidi agli inuit della Groenlandia ma loro non sanno che farsene, non sono abituati a gestire soldi, nè tanto meno a conservare, non capiscono perchè sentirsi colpevoli in un ecosistema perfettamente equilibrato in cui sono inseriti da sempre. E questo li snatura e li deprime, sentimento a cui non erano abituati e che non sanno come gestire, se non spendendo i soldi in alcool e togliendosi la vita per sopraggiunta incapacità di viverla.
Insomma, questa lettura mi ha decisamente colpita, e lasciata perplessa. Chi mi conosce sa che cerco di essere un'ambientalista, che sto attenta a rispettare il pianeta su cui vivo, che ho a cuore la conservazione delle specie animali e sono assolutamente contraria al loro sfruttamento. Chi mi conosce sa anche che ho sostenuto diverse campagne di Greenpeace, ma su questa faccenda sono rimasta a pensare.
È davvero un popolo di 50.000 persone, che caccia solo per il proprio sostentamento (e per sostentamento si intende mangiare per fame non per sfizio, gusto, nervoso e mai più del necessario) e caccia solo esemplari adulti il responsabile dell'estinzione di una specie animale o non sono forse le grosse multinazionali che cacciano in modo massiccio e selvaggio per vendere carni e pelli?
E soprattutto, chi siamo noi per decidere se deve sopravvivere questo cucciolo (che, ripeto, in mano agli inuit diventerebbe adulto e felice)
o questo?
Ci sentiamo buoni e giusti perchè loro lasciano gli animali vivere felici finchè, per la loro sopravvivenza, come in tutti gli ecosistemi tranne quello occidentale che non è più un ecosistema, ne ammazzano uno per sfamare la loro famiglia? In effetti da noi il problema non si pone, noi gli animali che mangiamo li fabbrichiamo direttamente, così non si estingueranno mai.
Non so, se ci si dice amante degli animali bisogna esserlo senza se e senza ma? Le cose non andrebbero contestualizzate invece che essere viste bianche o nere?
Voi come la vedete?





giovedì 5 marzo 2015

Quel che passa il mercato - Crocchette di zucca

Martedì scorso il mercato era semi-deserto. Potevi comprare farine, pane e lievitati, formaggi e yogurt, vino, birra, miele, conserve, un po' di frutta ma di verdure neanche l'ombra! Non che non ci fosse il nostro contadino di fiducia, non ce n'era nemmeno uno! Lo so che ogni anno c'è questo periodo, che dura circa un mese, in cui i contadini hanno finito le verdure invernali e aspettano lo spuntare di nuove primizie, ma ogni volta resto spiazzata, mi chiedo dove devo andare a procacciarmi il cibo nell'attesa. Però devo anche ammettere che, nonostante questa situazione mi costringa a rivolgermi a quella che chiamo "la boutique della terra", ossia il Mercato della Terra che organizza Slow Food, mi dà anche una certa serenità, non so come dire, un senso di onestà e di veracità: gli ettari coltivati son questi, questo il raccolto, che a un certo punto finisce, non importa se tu ne avevi ancora voglia o bisogno, questo è quanto, finito, si aspetta il raccolto nuovo. Punto. Mi fa sentire più viva la continuità terra-nutrimento.
Insomma, le uniche verdure che sono riuscita a comprare sono state una zucca e del cicorino. Per fortuna la zucca si presta a essere cucinata in mille modi così, pensa e ripensa a cosa inventarsi per questa zucchetta violina, mi sono accorta che non è da me, che impolpetto tutto l'impolpettabile, non aver ancora provato a fare delle crocchette di zucca!
La ricetta è vergognosamente facile.
Tagliate la zucca a pezzi e fatela appassire in forno con un filo d'olio e dell'aglio schiacchiato che tirerete via, passate la zucca al passaverdura, aggiungete una manciata abbondante di semi di sesamo e farina quanto basta per ottenere un impasto che resterà comunque sempre morbido ma almeno...impolpettabile. Io ho usato un po' di farina di riso e un po' di farina di castagne, che con la zucca sta benissimo. Aggiungete sale e un po' di pepe e preparate tante polpettine che farete rotolare nel pan grattato. Ungete una teglia da forno e infornate finchè non saranno dorate.
Sono buonissime accompagnate da qualche salsina, io ne ho fatta una di yogurt a cui ho aggiunto un pochino d'acqua, un po' di gomasio e della menta sbriciolata.
E, vista l'ora, buon appetito!

domenica 1 marzo 2015

Piccoli momenti di felicità

Oggi sono felice! Si sa, la felicità non è costante, non si chiamerebbe felicità, si potrebbe chiamare, che so, serenità. La felicità è un attimo, e io in questo attimo sono felice :) A volte, così come quando mi sento un po' tristina, lo sono senza motivo; oggi invece ne ho addirittura più di uno! Innanzitutto, stanotte se n'è andato quell'antipatico di febbraio.
 Mai piaciuto febbraio. Non ci si può fidare di lui, dice di essere il più corto e invece non passa mai, si trascina lento portandosi dietro la parte più fredda e ostica dell'inverno. "Ah però ci son le feste! C'è San Valentino!" Sì infatti, sempre stata felice di festeggiare una cosa intima e privata come l'amore quando lo festeggia anche il resto del mondo! Fidanzati e fidanzatini sono sempre stati avvertiti in anticipo e diffidati calorosamente dal presentarsi coi baci perugina o con qualsivoglia regalo il 14 febbraio (e invitati neanche troppo velatamente a farlo in qualsiasi altro giorno dell'anno). "C'è il Carnevale!" Se è possibile che una festa metta più ansia che gioia, ecco a me il carnevale mi fa proprio quell'effetto lì. L'unica volta che mi sono divertita è stato all'asilo, quando mi hanno vestita da contadina e abbiamo ballato la tarantella.
In secondo luogo, oggi è domenica. E sì che la domenica piuttosto è quel giorno in cui si rischia di intristirsi, di beccarsi un bell'attacco, appunto, di depressione domenicale. Ma provate voi a stare a casa da lavoro dopo nove giorni consecutivi, vedrete quanto si apprezza un intero giorno in cui ti svegli senza sveglia, solo quando si aprono gli occhi spontaneamente, ti alzi solo quando un uomo meraviglioso ti dice che la colazione è pronta (e che colazione! ma questa è un'altra storia), metti su la musica, metti su una lavatrice e anche il pensiero di fare un po' di pulizie non ti toglie il sorriso. E soprattutto ti dici "allora dopo ci mettiamo a ragionare su dove andare a fine aprile". Eh sì, perchè c'è addirittura un terzo motivo a costruire il mio stato d'animo di oggi! Ieri, arrivata in libreria, la mia capa mi dice che devo, DEVO, prendere almeno una settimana di ferie entro maggio. Ora, io so già che da maggio, salvo novità, lavorerò la metà delle ore e la parte saggia e responsabile di me, quella che io chiamo il mio padre interiore (ho un padre discretamente severo, e il discretamente è un eufemismo) mi dice che è meglio vederle in formato cash alla fine del contratto le ferie. Ma la parte gaudente di me, che è poi quella in cui mi identifico di più, mi dice semplicemente YUPPIEEEEEEE!!!!!!!
Buongiorno, buona domenica e buon marzo a voi tutti!