la citazione del momento


Ma anche noi, che non più ci occupiamo dell'arte della pazienza
ma piuttosto dell'arte dell'impazienza, noi che tante proposte
di natura terrena formuliamo, gli uomini scongiurando
a scuoter da sé i propri carnefici dal viso d'uomo, pensiamo che a quanti,
(di fronte ai bombardieri del capitale, già in volo), domandano,
e troppo a lungo, che ne pensiamo, come immaginiamo il futuro,
e che ne sarà dei loro salvadanai e calzoni della domenica, (dopo tanto sconvolgimento), noi
non abbiamo molto da dire.
Bertolt Brecht

giovedì 30 giugno 2016

Là dove c'era una svastica...

Non so se vi ci siete imbattuti anche voi in questa notizia, sta girando da qualche giorno. Probabilmente non vi racconto niente di nuovo, ma quando l'ho letta ho pensato subito che meritava un posto nelle good news, forse perchè mi ha ricordato questa vecchia good news, o forse perchè provo sempre grande stima per chi non reagisce alla violenza con la violenza.
Insomma, invece di reagire a una svastica sul muro scrivendoci sotto qualcosa come "nazisti di merda bruciate all'inferno", che sarebbe più o meno la reazione istintiva che verrebbe a me e non solo perchè non sono capace di disegnare, Ibo Omari, questo baldo giovine qui a sinistra, che vive a Berlino, ha trovato decisamente un modo migliore per contrastare questi inni all'odio e alla violenza depositati sui muri della città. Ha pensato (e praticato) bene di trasformare immagini di odio in immagini che ispirino amore, disegni brutti e tristi in disegni buffi e simpatici.



Dopo i suoi primi graffiti "di rimedio", molti colleghi hanno seguito il suo esempio, dando vita a un vero e proprio movimento chiamato Paintback, che per le strade di Berlino trasforma, almeno sui muri, l'odio in amore, le brutture in bellezza.
Ok Ibo Omari non è Ghandi, non ha salvato il mondo e probabilmente nemmeno una delle potenziali vittime di discriminazione, di razzismo, di violenza gratuita, però secondo me ha reso il suddetto mondo un pochino più bello. E soprattutto ha dato esempio del fatto, in qualche modo, che la violenza non si sconfigge con altra violenza. E che sì, non lui ma la bellezza salverà il mondo.

sabato 18 giugno 2016

Cucinare con gli avanzi: burger di miglio e fagioli

Vi confesso un segreto: a volte, quando ho avanzi cucinati o ingredienti in dispensa o frigo da consumare, mi vengono in mente abbinamenti "strani", come una delle ultime ricette postate. Allora faccio un giro sul web, non tanto per trovare ricette bell'e pronte da seguire, quanto per verificare che l'ipotetico abbinamento sia venuto in mente anche a qualcun altro...
Qualche giorno fa avevo del miglio cotto, reduce dalla cena della sera prima, e dei fagioli cannellini appena cotti. Mi ricordavo di aver letto in giro di burgers di fagioli, e le polpette di miglio le faccio ormai in tutte le salse, ma una sbirciatina di verifica con un paio di parole chiave su google non guasta, così, giusto per conferma. E, al secondo risultato, ti trovo la mia fidata Daria che, inconsapevolmente, mi ha detto "vai vai, procedi pure!".
E così mi sono messa all'opera. Opera riuscitissima!
 
Ingredienti:
miglio cotto,
fagioi cannellini,
farina di riso,
olio evo, sale, pepe, rosmarino e curcuma.
 
Procedimento:
Saranno stati una settantina di grammi di miglio e un paio di etti di cannellini cotti con alloro e rosmarino (rendono i legumi più digeribili). Scusate ma, quando si cucina con gli avanzi, è praticamente impossibile dare le dosi giuste, ma quando si tratta di polpette/crocchette/burger la dose giusta te la da la consistenza dell'impasto tra le mani. Ma torniamo alla ricetta.
Ho schiacciato i fagioli con la forchetta e ci ho aggiunto il miglio e un paio di cucchiai di farina di riso. Ho aggiunto sale, pepe, un giro d'olio, rosmarino tritato molto fine e un pizzico di curcuma e ho messo l'impasto in frigo per qualche ora (basta anche meno, il tempo che si rassodi un po'). Mi sono inumidita le mani, ho formato delle palline che ho leggermente schiacciato tra le mani e le ho cotte su una padella dal fondo spesso senza condimenti.
Ce le siamo divorate con un'insalatina fresca di lattuga e cipollotti. Buone!!
Ci sarebbe stata bene una salsina di yogurt ma non ne avevo, ci siamo accontentati di irrorarle con un filo d'olio (lui) e con salsa di soia (io). Le prossime le proviamo, come suggerisce Daria, con un salsina di pomodori, magari freschi, visto che i banchi al mercato ne sono già forniti.
 
Detto ciò, vi auguro uno splendido weekend, di sole, di mare, di monti, di campagna, di riposo, di camminate, di pedalate e di qualsiasi cosa vi possa far stare bene!

martedì 7 giugno 2016

La Via degli dei (e della bellezza)

Non solo siamo partiti...ma siamo pure tornati! Asciutti e incolumi :)
Erano circa 3 mesi che aspettavamo la partenza. Mi direte che non serviva cotanto anticipo per organizzare 4 giorni di cammino, ma mettere insieme impegni e ferie di 4 persone, che sono quasi subito diventate 6 e poi 7 non è cosa che si può fare all'ultimo minuto. E poi un maggio stupendo e il maltempo che arriva proprio a ridosso del 2 giugno...e le perplessità e le ansie, ché qui non siamo mica (ancora) dei camminatori esperti. Ma eravamo tutti troppo in fibrillazione per rinunciare. E siamo partiti. E abbiamo fatto bene!






Se è vero che ogni viaggio arricchisce, un viaggio a piedi rende miliardari. Camminare rende potenti, dà la sensazione che si possa arrivare dappertutto sui propri piedi, che nessun luogo sia impossibile da raggiungere se non si ha fretta di arrivare. Ecco, la fretta, quanto è purificante liberarsi della fretta. Semplicemente camminare, tra l'erba, nel fango, sull'asfalto, e intanto riempirsi gli occhi di panorami e di colori e le narici di odori, chiacchierare con chi in quel momento ha il tuo stesso passo, salutare chi incontri, pensare ma anche non pensare affatto. E ogni volta arrivare, e sentirsi grati nei confronti di chi ci aspettava e ci ha preparato da mangiare e ci ha versato un bicchiere di vino. Siamo stati accolti da gente sorridente e chiacchierona che ci ha aperto la propria casa, ha ascoltato le nostre storie e raccontato la propria, ma anche da gente di pochissime parole, come solo certi montanari sanno essere, ma dal cuore grande e generoso e di un'accoglienza che non ha bisogno di fronzoli.



E camminare insieme. Camminare insieme cambia i rapporti. Ne parlavamo io e Annarita, verso la fine del cammino, buttando lì ironicamente un "niente sarà più come prima". Ma era la verità. Non siamo più quelli di prima, i nostri legami non sono più quelli di prima. Condividere terreno, sudore e un pezzo di formaggio, mettere a nudo i propri limiti e le proprie paure, accettare le divergenze come processi naturali lega in un modo tutto particolare. È come se ai vari fili che legano ciascuno di noi con ciascuno degli altri, legami di amore, di amicizia, di sangue, si fosse aggiunto un altro filo che ci lega tutti e sette, un filo che ci ha fatto sentire nostalgia degli altri sei il primo giorno dopo il rientro, un filo che fa sì che ci siano parole o frasi che il solo sentirle o pronunciarle ci fa scoppiare a ridere, solo a noi sette, un filo che forse non si può raccontare.













Ho un po' di magone, una discreta nostalgia, ma il cuore pieno di gratitudine, gratitudine verso i miei compagni di viaggio, verso la Natura così bella, viva, colorata, odorosa e sincera, verso le persone che ci hanno accolti lungo la strada, verso chi questa strada l'ha tracciata e verso chi l'ha raccontata. E ho tanta voglia di riprendere il cammino.

mercoledì 1 giugno 2016

Biscotti veg cocco e limone

Ma sì, un po' di dolcezza in questo pomeriggio uggiosino ci sta!
Voglia di cocco e di usare la buccia di un limone bellissimo e decisamente bio che avevo in frigo mi hanno portata a domandarmi "ma come staranno cocco e limone insieme?" La risposta è: divinamente!!!
Questi biscottini li ho già fatti e rifatti, vuoi perchè il procedimento è velocissimo, vuoi perchè finiscono in fretta.. Vorrei provare a renderli completamente senza glutine, tanto per far contenta la mia amica Marta, ma mi devo ancora cimentare nelle prove.
Intanto, la ricetta così com'è per ora.

Ingredienti:
80 gr di cocco in scaglie,
75 gr di farina di riso,
75 gr di farina integrale di farro,
50 gr di zucchero di canna mascobado,
la scorza grattugiata di un limone,
50 ml di olio di semi di girasole,
200 ml circa di succo di mela.

Procedimento:
Mescolare gli ingredienti secchi, aggiungere l'olio e poi pian piano il succo fino a ottenere la consistenza di una frolla. Fare delle palline, schiacciarle e metterle sulla teglia del forno rivestita di carta forno. 10/15 minuti a 180° e il gioco è fatto! E la merenda anche :)

I pezzettini scuri che si vedono nella foto sono piccoli grumi di zucchero che, essendo molto umido, non si è sciolto perfettamente: una delizia quando li si becca!

E su cotanta dolcezza vi saluto, ché devo andare a preparare lo zaino e a fare una lunga danza del sole, e cercare di non prendermela se è stato un gran caldo fino a due giorni fa e ora che ci aspettano quattro giorni di cammino nei boschi piove... Magari, nel tempo libero, mandatecelo anche voi qualche pensiero positivo, sai mai che riesca a spostare qualche nuvola!

venerdì 27 maggio 2016

Andar per colli

È da un po' che non bazzico da queste parti, ma che volete, il sole mi chiama fuori e questo bagaglio del mio vecchio portatile non si presta molto, nè per peso nè per durata della carica, a fare gite al parco. Quindi mi tocca lasciarlo a casa! E poi in questi giorni, quando il lavoro permette, andiamo tanto a camminare, per arrivare un minimo allenati alla quattro giorni che ci aspetta sulla Via degli dei, ma anche perché camminare nella natura è bello, è rigenerante, è rasserenante. E il vivere in Italia ha tanti lati negativi, ma le Alpi e gli Appennini ripagano di quasi tutto, ché non è da tutti uscire di due passi fuori casa e ritrovarsi immersi nel verde. E viva anche quelle anime benedette del CAI, che permettono a noi "gente di città", comodona e ignorantissima, di esplorare posti meravigliosi senza dover essere esperta di orientamento o di sopravvivenza.
Ieri ero libera dal lavoro, e la mia sorellina doveva andare a fare un sopralluogo per definire bene il percorso dell'escursione che Feel it ha in programma per questa domenica.
Zaino in spalla, scarpe giuste e siamo partite di buon mattino alla volta di Monteveglio!


La nostra prima meta è lassù   

Col nostro bel trenino siamo arrivate a Bazzano, poi qualche fermata di autobus (si potrebbe fare anche a piedi ma la strada è asfaltata, stretta e alquanto trafficata) fino al paesino di Monteveglio. Già l'autista dell'autobus, vedendoci "attrezzate" e intuendo la nostra meta, si augura che abbiamo fatto un'abbondante colazione perchè pare ci sia da scarpinare; ma anche la gentilissima signora dell'ufficio turistico ai piedi del colle è generosa nel darci indicazioni, dritte e consigli. Non ci resta che salire! 
I calanchi che fanno spesso da panorama nelle camminate in queste zone

Siamo in piena terra dei Vini dei Colli Bolognesi
Biancospino? 
In un'oretta siamo arrivate a questa piccola abbazia, introdotta dal suo bel borghetto abitato
C'è anche chi arriva in mountain bike




Un caprone che mi guardava alquanto di traverso

E un gallo che se la cantava a squarciagola
Il chiostro dell'abbazia che abbiamo potuto vedere soltanto dall'esterno

Continuiamo a chiederci cosa fosse questo "coso" con una specie di porticina di legno all'ingresso del borghetto: qualcuno ci sa illuminare?
Dopo la breve visita all'abbazia, dal pavimento in cotto e l'abito leggero e minimale delle chiesine di campagna parte la vera e propria missione: testare lunghezza e difficoltà dei diversi sentieri che si possono intraprendere nei dintorni, considerando che domenica ci saranno anche dei bambini.
Qualche ipotesi 







































Ci siamo così incamminate per un sentiero, poi per un altro, provando la deviazione di qua e poi di là, incontrando persino un fraticello che, seduto su una panchina davanti a un bellissimo panorama, meditava, pregava, o forse semplicemente si godeva il panorama :)

Sarà che non hanno il supermercato sotto casa, ma qui se ne ricordano ancora di cosa sia l'acqua
 Quando non eravamo nel folto del bosco, ci ritrovavamo immerse in un tripudio di colori e di profumi



Per le tre del pomeriggio la missione era compiuta, abbiamo preso la via del ritorno stanche ma con la testa e il cuore pieni di soddisfazione e di gioia! 
E quasi quasi un giretto nei dintorni anche oggi...con questo bel sole e un altro giorno libero...Perché è proprio vero che, se inizi a camminare, non ti fermeresti più!