la citazione del momento

Quel pomeriggio ho capito cos'è lo spirito borghese, e che io nella vita non sarò mai più così: un borghese, praticamente un criminale. Perchè io sogno che tutto il mondo partecipi alla felicità, perchè anche se le gambe mi si piegano a dirlo io sono un anarchico, perdio, come Bakunin, come Cafiero, Malatesta, Bonnot, anarchico come i miei amici anarchici Rocco e Mariano.

Marco Lodoli - Grande circo invalido

lunedì 18 luglio 2016

De lectura

Proprio mentre dicevo che nel blog, a dispetto della passione e del lavoro che mi lega ai libri, proprio di libri parlo ben poco, ecco che arriva l'Amanda a richiamarmi all'ordine. E visto che ovviamente mi piace parlare di lettura, mi piace giocare e mi piace coinvolgere gli altri, ecco le mie risposte alle sue domande.
Più sotto ne trovate altre 10 per voi, o meglio per chi tra voi ha voglia di rispondere, tanto qui quanto sul proprio blog.

1 Il personaggio di un libro che ti somiglia
Quella certa bambina un po' irascibile di cui vi raccontavo qui

2 Com'è nato il tuo blog?
Avevo fatto il detersivo per i piatti, la mia prima autoproduzione casalinga, e postarlo semplicemente su facebook non mi diede abbastanza soddisfazione.

3 Un autore che hai amato e ti ha deluso
Diego De Silva, dopo averlo conosciuto di persona non l'ho mai più letto.

4 Sei un lettore che ricorda, nel tempo, i libri che legge?
Più no che sì, ricordo la sensazione che mi ha lasciato o degli episodi particolari.

5 Che libro hai ora sul comodino?
La disobbedienza civile di Thoreau, Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese e Il rapporto di Brodeck di Larcenet (un libro disegnato non può mancare).

6 Un libro alla volta o più libri in contemporanea?
Più libri in contemporanea per forza, almeno uno in borsa e uno sul comodino, purchè non siano entrambi romanzi (se no mi confondo) o entrambi saggi (chè non ce la posso fare).

7 Il primo libro che hai letto di cui hai memoria
Guarda com'è fatto il mondo, un librone illustrato su, appunto, Terra e pianeti.

8 Il posto più strano in cui sei riuscito a leggere
Uhm...nessun posto è strano per leggere!

9 Leggere significa? Scrivere significa?
Leggere significa arricchirsi, sapere, capire, aprire la propria mente, migliorare, scoprire e tanto altro. Scrivere significa, mah, forse farsi una specie di selfie :)

10 Che libro regaleresti in questo momento ad un caro amico?
La frontiera di Alessandro Leogrande.

11 Che libro regaleresti se volessi sedurre?
L'arte della gioia di Goliarda Sapienza.


Ed ecco le mie curiosità per voi:

1 Il libro che ti ha fatto dire "vorrei averlo scritto io"
2 Il personaggio che ti ha fatto dire "vorrei essere lui/lei"
3 Quando ti sei innamorato della lettura?
4 Carta o e-reader?
5 Un personaggio che hai odiato
6 Hai mai riletto lo stesso libro per intero?
7 Il posto dove preferisci metterti a leggere
8 Una casa senza libri... (continua tu)?
9 Bookcrossing o bisogno di possesso?
10 Regalami virtualmente un libro

 Ecco qua, prendete e fatene quel che volete, un commento qui, un post da voi o un'emerita cippa :)

Ah, grazie Amanda bella :)

venerdì 8 luglio 2016

Marco Lodoli

Ma perchè la Cri, con tutti i libri che legge e con tutto che lavora in libreria, è così tirchia di post sui libri? E soprattutto, perchè addirittura cita più volte lo stesso autore con tutti gli autori che ci sono al mondo?
Alla prima domanda non so rispondere, chissà, forse perchè ne parlo già abbastanza altrove di libri. Alla seconda rispondo con un'altra domanda: potevo mai lasciare inosservata questa pagina?
 
Qui ho fatto anche la mia esperienza politica più importante. Avrò avuto dodici o tredici anni e insieme a una bambina bionda, un pomeriggio che già faceva buio, trovai per terra un uccellino spiumato, piccolissimo. Tremava di freddo, arrancava nella polvere, ancora incapace di badare a se stesso. Faceva pena, povero passero, spalancava il becco come per chiedere la grazia. La bambina bionda lo prese in mano e come un sasso lo lanciò in aria due o tre volte: come un sasso ricadeva a terra, sbatacchiando le alucce. Chissà dov'era il suo nido, in cima a quale albero, e qual era sua madre tra i tanti uccelli che volavano liberi sopra le nostre teste. Adesso che facciamo, supplicavo, cosa possiamo inventarci per salvarlo, chi andiamo a chiamare? Dovranno venire i pompieri con la sirena e le scale altissime per rimetterlo sul suo ramo, e dov'è che vivono i pompieri? Mi faceva un male cane, quell'uccellino, me lo sentivo crepare in gola secondo dopo secondo. Allora la bambina testa bionda mi prese la mano, strizzò un occhio e a voce bassa mi disse: "Ruggero, andiamo via, facciamo finta di non averlo visto".
Era come se avesse letto il mio pensiero più misero.
Quel pomeriggio ho capito cos'è lo spirito borghese, e che io nella vita non sarò mai più così: un borghese, praticamente un criminale. Perchè io sogno che tutto il mondo partecipi alla felicità, perchè anche se le gambe mi si piegano a dirlo io sono un anarchico, perdio, come Bakunin, come Cafiero, Malatesta, Bonnot, anarchico come i miei amici anarchici Rocco e Mariano.
Il passero morì dopo mezzo minuto, ma nella lana del mio cappello.
 
Marco Lodoli - Il grande circo invalido
 
E al pensiero che qui si parla di un passerotto, mica di migliaia di persone ammazzate ogni giorno, mi viene la pelle d'oca. 

giovedì 30 giugno 2016

Là dove c'era una svastica...

Non so se vi ci siete imbattuti anche voi in questa notizia, sta girando da qualche giorno. Probabilmente non vi racconto niente di nuovo, ma quando l'ho letta ho pensato subito che meritava un posto nelle good news, forse perchè mi ha ricordato questa vecchia good news, o forse perchè provo sempre grande stima per chi non reagisce alla violenza con la violenza.
Insomma, invece di reagire a una svastica sul muro scrivendoci sotto qualcosa come "nazisti di merda bruciate all'inferno", che sarebbe più o meno la reazione istintiva che verrebbe a me e non solo perchè non sono capace di disegnare, Ibo Omari, questo baldo giovine qui a sinistra, che vive a Berlino, ha trovato decisamente un modo migliore per contrastare questi inni all'odio e alla violenza depositati sui muri della città. Ha pensato (e praticato) bene di trasformare immagini di odio in immagini che ispirino amore, disegni brutti e tristi in disegni buffi e simpatici.



Dopo i suoi primi graffiti "di rimedio", molti colleghi hanno seguito il suo esempio, dando vita a un vero e proprio movimento chiamato Paintback, che per le strade di Berlino trasforma, almeno sui muri, l'odio in amore, le brutture in bellezza.
Ok Ibo Omari non è Ghandi, non ha salvato il mondo e probabilmente nemmeno una delle potenziali vittime di discriminazione, di razzismo, di violenza gratuita, però secondo me ha reso il suddetto mondo un pochino più bello. E soprattutto ha dato esempio del fatto, in qualche modo, che la violenza non si sconfigge con altra violenza. E che sì, non lui ma la bellezza salverà il mondo.

sabato 18 giugno 2016

Cucinare con gli avanzi: burger di miglio e fagioli

Vi confesso un segreto: a volte, quando ho avanzi cucinati o ingredienti in dispensa o frigo da consumare, mi vengono in mente abbinamenti "strani", come una delle ultime ricette postate. Allora faccio un giro sul web, non tanto per trovare ricette bell'e pronte da seguire, quanto per verificare che l'ipotetico abbinamento sia venuto in mente anche a qualcun altro...
Qualche giorno fa avevo del miglio cotto, reduce dalla cena della sera prima, e dei fagioli cannellini appena cotti. Mi ricordavo di aver letto in giro di burgers di fagioli, e le polpette di miglio le faccio ormai in tutte le salse, ma una sbirciatina di verifica con un paio di parole chiave su google non guasta, così, giusto per conferma. E, al secondo risultato, ti trovo la mia fidata Daria che, inconsapevolmente, mi ha detto "vai vai, procedi pure!".
E così mi sono messa all'opera. Opera riuscitissima!
 
Ingredienti:
miglio cotto,
fagioi cannellini,
farina di riso,
olio evo, sale, pepe, rosmarino e curcuma.
 
Procedimento:
Saranno stati una settantina di grammi di miglio e un paio di etti di cannellini cotti con alloro e rosmarino (rendono i legumi più digeribili). Scusate ma, quando si cucina con gli avanzi, è praticamente impossibile dare le dosi giuste, ma quando si tratta di polpette/crocchette/burger la dose giusta te la da la consistenza dell'impasto tra le mani. Ma torniamo alla ricetta.
Ho schiacciato i fagioli con la forchetta e ci ho aggiunto il miglio e un paio di cucchiai di farina di riso. Ho aggiunto sale, pepe, un giro d'olio, rosmarino tritato molto fine e un pizzico di curcuma e ho messo l'impasto in frigo per qualche ora (basta anche meno, il tempo che si rassodi un po'). Mi sono inumidita le mani, ho formato delle palline che ho leggermente schiacciato tra le mani e le ho cotte su una padella dal fondo spesso senza condimenti.
Ce le siamo divorate con un'insalatina fresca di lattuga e cipollotti. Buone!!
Ci sarebbe stata bene una salsina di yogurt ma non ne avevo, ci siamo accontentati di irrorarle con un filo d'olio (lui) e con salsa di soia (io). Le prossime le proviamo, come suggerisce Daria, con un salsina di pomodori, magari freschi, visto che i banchi al mercato ne sono già forniti.
 
Detto ciò, vi auguro uno splendido weekend, di sole, di mare, di monti, di campagna, di riposo, di camminate, di pedalate e di qualsiasi cosa vi possa far stare bene!

martedì 7 giugno 2016

La Via degli dei (e della bellezza)

Non solo siamo partiti...ma siamo pure tornati! Asciutti e incolumi :)
Erano circa 3 mesi che aspettavamo la partenza. Mi direte che non serviva cotanto anticipo per organizzare 4 giorni di cammino, ma mettere insieme impegni e ferie di 4 persone, che sono quasi subito diventate 6 e poi 7 non è cosa che si può fare all'ultimo minuto. E poi un maggio stupendo e il maltempo che arriva proprio a ridosso del 2 giugno...e le perplessità e le ansie, ché qui non siamo mica (ancora) dei camminatori esperti. Ma eravamo tutti troppo in fibrillazione per rinunciare. E siamo partiti. E abbiamo fatto bene!






Se è vero che ogni viaggio arricchisce, un viaggio a piedi rende miliardari. Camminare rende potenti, dà la sensazione che si possa arrivare dappertutto sui propri piedi, che nessun luogo sia impossibile da raggiungere se non si ha fretta di arrivare. Ecco, la fretta, quanto è purificante liberarsi della fretta. Semplicemente camminare, tra l'erba, nel fango, sull'asfalto, e intanto riempirsi gli occhi di panorami e di colori e le narici di odori, chiacchierare con chi in quel momento ha il tuo stesso passo, salutare chi incontri, pensare ma anche non pensare affatto. E ogni volta arrivare, e sentirsi grati nei confronti di chi ci aspettava e ci ha preparato da mangiare e ci ha versato un bicchiere di vino. Siamo stati accolti da gente sorridente e chiacchierona che ci ha aperto la propria casa, ha ascoltato le nostre storie e raccontato la propria, ma anche da gente di pochissime parole, come solo certi montanari sanno essere, ma dal cuore grande e generoso e di un'accoglienza che non ha bisogno di fronzoli.



E camminare insieme. Camminare insieme cambia i rapporti. Ne parlavamo io e Annarita, verso la fine del cammino, buttando lì ironicamente un "niente sarà più come prima". Ma era la verità. Non siamo più quelli di prima, i nostri legami non sono più quelli di prima. Condividere terreno, sudore e un pezzo di formaggio, mettere a nudo i propri limiti e le proprie paure, accettare le divergenze come processi naturali lega in un modo tutto particolare. È come se ai vari fili che legano ciascuno di noi con ciascuno degli altri, legami di amore, di amicizia, di sangue, si fosse aggiunto un altro filo che ci lega tutti e sette, un filo che ci ha fatto sentire nostalgia degli altri sei il primo giorno dopo il rientro, un filo che fa sì che ci siano parole o frasi che il solo sentirle o pronunciarle ci fa scoppiare a ridere, solo a noi sette, un filo che forse non si può raccontare.













Ho un po' di magone, una discreta nostalgia, ma il cuore pieno di gratitudine, gratitudine verso i miei compagni di viaggio, verso la Natura così bella, viva, colorata, odorosa e sincera, verso le persone che ci hanno accolti lungo la strada, verso chi questa strada l'ha tracciata e verso chi l'ha raccontata. E ho tanta voglia di riprendere il cammino.

mercoledì 1 giugno 2016

Biscotti veg cocco e limone

Ma sì, un po' di dolcezza in questo pomeriggio uggiosino ci sta!
Voglia di cocco e di usare la buccia di un limone bellissimo e decisamente bio che avevo in frigo mi hanno portata a domandarmi "ma come staranno cocco e limone insieme?" La risposta è: divinamente!!!
Questi biscottini li ho già fatti e rifatti, vuoi perchè il procedimento è velocissimo, vuoi perchè finiscono in fretta.. Vorrei provare a renderli completamente senza glutine, tanto per far contenta la mia amica Marta, ma mi devo ancora cimentare nelle prove.
Intanto, la ricetta così com'è per ora.

Ingredienti:
80 gr di cocco in scaglie,
75 gr di farina di riso,
75 gr di farina integrale di farro,
50 gr di zucchero di canna mascobado,
la scorza grattugiata di un limone,
50 ml di olio di semi di girasole,
200 ml circa di succo di mela.

Procedimento:
Mescolare gli ingredienti secchi, aggiungere l'olio e poi pian piano il succo fino a ottenere la consistenza di una frolla. Fare delle palline, schiacciarle e metterle sulla teglia del forno rivestita di carta forno. 10/15 minuti a 180° e il gioco è fatto! E la merenda anche :)

I pezzettini scuri che si vedono nella foto sono piccoli grumi di zucchero che, essendo molto umido, non si è sciolto perfettamente: una delizia quando li si becca!

E su cotanta dolcezza vi saluto, ché devo andare a preparare lo zaino e a fare una lunga danza del sole, e cercare di non prendermela se è stato un gran caldo fino a due giorni fa e ora che ci aspettano quattro giorni di cammino nei boschi piove... Magari, nel tempo libero, mandatecelo anche voi qualche pensiero positivo, sai mai che riesca a spostare qualche nuvola!