la citazione del momento

È una questione di stile: si fa presto a dire rubo, ma c'è modo e modo di farlo: scippo, borseggio, taccheggio, furto con destrezza, furto con scasso, appropriazione indebita... Per alcuni sono tappe di una disonorata carriera. Altri invece non devono neppure sporcarsi le mani per arrivare in alto A un manager fraudolento basta aggiustare una riga dei registri contabili qui e una voce del bilancio lì. E in questi casi un poliziotto, se mai dovesse esserci un arresto, chiederebbe con vaga deferenza: "Permette alcune domande?" Però, tra tanti ladri diversi, chi è quello che fa più danni? Chi è davvero un pericolo per la società?
Andrea Schiavon - Il buon ladro

lunedì 25 maggio 2015

Il bergamasco accogliente (alla faccia dei pregiudizi e della Lega Nord)

C'è il sole dopo una serie di giorni bui e bagnati, io, dopo 9 giorni filati, ho un paio di giorni liberi e stamattina mi sono pure imbattuta in una notizia di quelle che ti mettono il buonumore!
 Pare ci sia questo paesino di montagna in provincia di Bergamo, Roncobello (che già il nome promette bene), di circa 400 abitanti, dove, verso la metà di aprile, sono stati collocati, in una casa vacanze trasformata per l'occasione in un centro d'accoglienza, circa quaranta rifugiati. Ovviamente la struttura è stata danneggiata dai soliti idioti ignoranti razzisti poveri di spirito frustratoni tristi ignoti qualche giorno dopo; così come si sono mobilitati esponenti locali della Lega Nord (per la maggior parte manco residenti in paese) con l'istituzione, udite udite a quale bassezza si sono ridotti, di "comitati di non accoglienza" (ma come si fa a essere così brutti?!), tramite i quali andavano in giro a terrorizzare la gente sul pericolo di contrarre malattie, di vedersi svaligiare le case o di diventare improvvisamente poveri per...boh? contagio? licenziamento a favore dell'immigrato? non saprei. Ma c'è da dire che questa manica di stolti, dopo quattro giorni di presidio, hanno levato le tende (sì sì, si erano proprio accampati, su un ponte, a mo' di "non passa lo straniero").
Sta di fatto che è vero che la bellezza salverà il mondo. Perchè, a dispetto di questi quattro poverini, la comunità ha accolto con calore i nuovi arrivati: al di là di quanto abbiano potuto fare sindaco, prefetto e parroco, i singoli paesani  non solo si sono prodigati nell'offrire vestiti e coperte a queste persone e cucinando per loro, ma li hanno coinvolti nella loro vita di comunità. Così ci sono ragazzi stranieri che frequentano il centro sportivo insieme a ragazzi italiani, adulti che prestano la loro opera insieme ad altri volontari (i richiedenti asilo, per legge, non possono lavorare) per la piccola manutenzione del paese o la pulizia dei sentieri montani e addirittura due di loro che sono stati assunti, uno come cuoco e l'altro come animatore, dalla cooperativa che gestisce il centro d'accoglienza.

Ora, senza essere ridondante e stare a ribadire quanto sia fondamentale accogliere chi sta scappando da guerra e fame e come sia da persone intellettualmente oneste ricordare che immigrati lo sono stati pure parecchi dei nostri nonni, io mi faccio e vi faccio una sola domanda (sì, retorica): chi è più felice tra colui che accoglie l'altro, che specchiandosi nell'altro si rende conto di quanto sia forte e fortunato rispetto all'altro, che forte di questa forza condivide con l'altro quel che ha, che è aperto e curioso verso quello che l'altro può mostrare, raccontare, insegnare e colui che dell'altro ha paura e vive nel costante terrore che la propria serenità possa essere da costui minacciata?

Felice settimana a voi!


Altre fonti: www.ecodibergamo.it
www.avvenire.it 
bergamo.corriere.it (dove si può notare con nausea e forte disagio la tristezza e l'ignoranza di questa povera gente)

giovedì 21 maggio 2015

Insalata di farro, zucchine, germogli, mandorle...

Ma da quanto tempo non posto una ricettina? Un paio di giorni fa abbiamo improvvisato questo piatto fresco e colorato e, mentre mangiavo, ho pensato "Uhm, buono, devo assolutamente diffondere!" Ne avevo fatto in abbondanza in modo da avanzarne per il giorno dopo, visto che si presta benissimo come pasto "da schiscetta", ma il passaggio di un amico proprio a ora di pranzo diciamo che ha fatto felice un palato ma mi ha lasciata senza pranzo per il giorno dopo :)
Sì, è sfocata, ma i commensali avevano fame!
Ci ho messo:
300 gr di farro integrale,
6 zucchine chiare non troppo grandi,
una manciata di mandorle,
la scorza di un limone biologico,
una grattugiata di zenzero fresco,
qualche foglia di basilico rosso,
germogli di ravanello,
olio e.v.o. e sale.

Ho cotto il farro e lasciato raffreddare, ho approfittato delle zucchine giovani e fresche per usarle crude e le ho grattuggiate a julienne, ho tagliuzzato grossolanamente le mandorle, ho spezzettato un rametto di basilico rosso che ci sta dando tanta soddisfazione sul davanzale della finestra, ho grattato la buccia del limone e lo zenzero, ho aggiunto i germogli (eh, devo raccontarvi dei germogli!), ho mescolato tutto al farro, pizzico di sale, giro d'olio et voilà: allegro a vedersi, gustoso a mangiarsi e salutare da sentirsi spuntare l'aureola in testa (e concedersi un po' di gelato a fine pasto ;-)).

giovedì 14 maggio 2015

Il libro-albero

Finalmente, dopo cinque o sei giorni che non riuscivo nemmeno ad accendere il pc, mi sono concessa un paio di ore per starmene a gironzolare sul web...e ho scovato una cosa che mi ha fatto sorridere: il il libro che si pianta :)

Ovviamente è un libro per bambini, come se poi gli adulti non andassero educati all'ambientalismo, ma forse i bambini danno più speranze di ricezione del messaggio...
Comunque, il libro è pubblicato da una casa editrice argentina in edizione super limitata (solo 40 copie), evidentemente costa qualcosa di più che far stampare i libri in Cina: il libro è composto di carta riciclata e inchiostro e materiali di legatura biodegradabili, e contiene dei semi (il sito non specifica che tipo di semi); per cui, dopo aver letto il libro, non resta che interrarlo e iniziare ad innaffiare!

Il messaggio dell'editore è che tutto ciò che leggiamo forma la nostra "biblioteca mentale" e ciò che siamo come persone. La lettura ci trasforma: ci fa crescere e cambiare. Il libro albero è un libro che però si pianta e fa parte di un processo volto a invitare alla lettura e anche al rispetto dell'ambiente.

D'altra parte lo diceva pure Erri De Luca in una poesia che ogni scrittore dovrebbe piantare un albero!

Ora, è vero che ci sono dei libri da cui farei fatica a staccarmi, ma sono per lo più alcuni libri illustrati, chè le figure non sono proprio come le parole, che fanno il loro lavoro nel cervello, sono assimilate, digerite e ci hanno cambiati. Certi libri illustrati sono come quadri: il loro scopo è emozionarti ogni volta che li guardi. Detto ciò, non mi dispiacerebbe poter piantare ogni libro che ho letto, anzi, penserei sicuramente che quel libro è più felice che su uno scaffale.
Seconda riflessione: questo tipo di pubblicazione è, come dicevamo, decisamente costosa. Se tutti pubblicassero libri così, in libreria ci sarebbe un decimo dei libri che ci sono. Uhm, non sarebbe male! Forse ci sarebbe un sacco di letteratura-spazzatura in meno! A parte gli scherzi (che tanto scherzi non erano), è vero che è impensabile rendere "piantabile" tutta la futura produzione letteraria, ma trovo comunque bella e coraggiosa l'idea di Pequeño Editor: dà a un bambino che legge questo libro il senso dell'utilizzo delle materie prime, il conseguente senso dello spreco e magari chissà aiuterà a formare una piccola coscienza ambientalista!

domenica 3 maggio 2015

La festa (dei potenti) del lavoro (volontario)

Sono in tempo a parlare di lavoro anche se il Primo Maggio era l'altro ieri? Faccio in tempo a esprimere tutta la mia indignazione, la rabbia, tutto il mio disgusto e il mio sconforto per i contratti di schiavitù che garantiranno il funzionamento di quell'immenso spreco di soldi che è l'Expo?
 Certo forse rischio di andare fuori tema, visto che, parlando di Expo, non si parla solo di lavoratori ma anche e soprattutto di volontari. Di qualcosa come 16.000 volontari. Ma come diamine può venire in mente e a chi di cercare dei volontari per una kermesse sponsorizzata da giganti stramiliardari come McDonald, Coca cola e Nestlè?! Con quale faccia di corno si sfrutta il tempo e il sudore delle persone non per prestare opera presso un'organizzazione non profit, non per pulire le spiagge o per rimettere in piedi le zone alluvionate ma per far guadagnare soldi a chi di soldi ne ha in quantità incalcolabili? O forse han speso tutto in pubblicità e tangenti? Cosicchè si son ricordati all'ultimo di aggiungere al business plan la voce "manodopera", e meno male che il grande tema è il cibo, così almeno il pasto a questi schiavi volontari riescono a garantirlo, che se no si dovevano pure portare la schiscetta da casa.
E infine, con quale macabra ironia si fa passare questa becera mossa come "protagonismo della società civile"?
No, va beh ma mica pretendevano tutti volontari eh! Ci mancherebbe! Ci sono anche gli interinali che, per 500 euro al mese da cui devono detrarre anche i costi di trasporto (chè se il treno lo prendi per andare a spender soldi all'Expo lo sconto te lo fanno, ma se invece lo prendi perchè i soldi a Expo glieli vai a ciucciare, il treno te lo paghi da solo), lavoreranno 6 giorni alla settimana per 6 mesi. Sei mesi e basta, mi raccomando non farsi illusioni e anzi, in quel giorno libero, iniziare a guardarsi intorno alla ricerca di un nuovo contratto di sfruttamento lavoro.

lunedì 27 aprile 2015

Di piccole vacanze e di grandi lavori

Ultimamente latito un po', ma ormai ci state facendo l'abitudine... D'altronde quando ho iniziato ero disoccupata, e si fa presto, da disoccupati, a scrivere un post ogni due giorni!
In realtà sono di fretta anche ora, devo andare a letto quanto prima e vedere anche di addormentarmi immediatamente, che domani ho la sveglia alle 4 del mattino! Perchè ogni volta che è finito un contratto, o meglio, ogni volta che ho potuto permettermelo alla fine di un contratto, ho preso un'aereo, una vacanzina scaramantica, per dire "chissenefrega", mi tolgono il lavoro ma non mi toglieranno anche le ferie, non mi toglieranno la voglia di girare, di imparare, di scoprire, la voglia di andare e poi tornare. Così domani alle 6,30 prendiamo un bel volo per la Sicilia! Ma questa volta non è esattamente come le altre, non è come dire "intanto me ne vado, poi ci si pensa al ritorno al da farsi". Questa volta, dopo innumerevoli volte in cui era andata così, dopo che ci ho creduto e ho smesso di crederci e ci ho ricreduto, dopo ansie e patemi, un lavoro lo avrò anche al mio ritorno, e l'avrò finchè non lo mollo io (o finchè non fallisce l'azienda, che di 'sti tempi...)!
Ecco, ci tenevo solo a condividere con voi questo momento di felicità, con voi che mi avete letta e consigliata e consolata, con voi che avete reso sicuramente migliori questi ultimi e a tratti difficili 3 anni, con voi che poi mai avrei conosciuto se non fossi stata disoccupata, mettendomi quindi a pasticciare e di conseguenza aprendo un blog per condividere i miei detersivi, detergenti, dolci e spignattamenti vari.
Ecco, sono una libraia a tempo indeterminato, ve lo volevo dire!!!

domenica 19 aprile 2015

La più grande e inutile strage

La strage di migranti più grande di sempre. Tra 700 e 900 persone morte. Così tante persone fanno un rumore assordante, da farsi sentire persino nelle lontane e ovattate stanze della politica. Eppure avrebbero dovuto bastare le migliaia morte fino a oggi, avrebbe dovuto bastarne uno. Perchè ne basterebbe una di queste storie orrende, basterebbe conoscere una persona sola, che è stata costretta a fuggire dalla sua terra perchè la sua terra se la stava mangiando la guerra. Basterebbe semplicemente saperlo per accoglierla a braccia aperte e fare qualcosa per lei.
Beh, evidentemente finora non è bastato, ce ne volevano 900 in un colpo solo per costringere i piani alti a smetterla di fingere di non sentire.
E cos'è successo dopo che hanno sentito? 
Intanto si proclama subito subito un bel lutto nazionale perchè lo richiede l'etichetta. Dopodichè, ci si attiva immediatamente con leggi meno ridicole, razziste e respingenti di quelle attuali? Si mette un tappeto rosso davanti a quel 2% sopravvissuto? Ci si mette una mano sulla coscienza, si prova a scendere dal gradino e aprire per una volta gli occhi (e il cuore? e il portafogli rigonfio con le nostre tasse dentro?). No, si corre a chiedere aiuto all'Europa, tanto per mettere in chiaro che questa rottura di balle non vogliamo accollarcela da soli.