la citazione del momento

Il riciclaggio del denaro "sporco" rappresenta ormai il contesto ideale per lo sfruttamento intensivo e lucroso delle nuove forme di schiavitù. Il culto feticistico del profitto, o meglio del denaro che produce sempre più denaro, è giunto al suo criminogeno apogeo. Ed è tragicomico vedere e ascoltare il personale politico che amministra i Paesi in cui tutto questo è consentito pontificare ipocritamente sulla tutela, in casa d'altri, dei "diritti umani".
Luciano Canfora - La schiavitù del capitale - Laterza

venerdì 28 giugno 2013

La raccolta differenziata in Germania

"All'inizio degli anni novanta la Germania ha deciso di affrontare il problema del riciclo introducendo la raccolta differenziata dei rifiuti al livello dei consumatori. Le bottiglie con cauzione vengono restituite al negozio. Il vetro senza deposito viene diviso per colore (trasparente, scuro e verde) e messo in raccoglitori pubblici collocati in ogni quartiere - ma non a tarda notte o di mattina presto per evitare il rumore. Bidoni verdi e blu vengono distribuiti a domicilio per la carta e il cartone. Bidoni marroni sono per i rifiuti "organici" - "biodegradabili negli Stati Uniti. Bidoni gialli o buste sono per gli imballaggi e hanno come logo un punto verde e comprendono la plastica, ma anche l'alluminio e le lattine. I bidoni grigi sono per altre cose come i mozziconi, i pannolini e le vecchie padelle. Il contenuto dei bidoni grigi viene bruciato dopo aver rimosso i metalli. I tedeschi vengono tassati solo per il peso dei rifiuti che mettono nei bidoni marrone, blu e verde. Il Programma del punto verde per gli imballaggi, destinati ai bidoni e sacchi gialli, è finanziato dalle industrie che li producono. Sono loro che pagano i camion, il personale che guida i mezzi di raccolta, e il personale che divide i rifiuti. Quando si parla di imballaggi, il concetto chiave è che è il produttore a pagare. Come regola di principio, il costo è circa un euro a chilogrammo di imballaggio, ed è fissato in base ai costi effettivi del riciclo di questi materiali".

da L'oceano di Plastica, Charles Moore e Casandra Phillips

Parliamone.

lunedì 24 giugno 2013

Seguimi qui seguimi là

Non mi è mai piaciuta la grafica del banner di bloglovin, quindi non mi è mai passato per la testa di iscrivermi, ma, come si dice, solo gli idioti non cambiano mai idea!


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venerdì 21 giugno 2013

W l'estate!

Pensavate che potesse mai passare inosservata la data odierna su questo blog?

Eh sì che vi sto abituando a leggermi con ritmi di una volta ogni 5 o 6 giorni (torno, torno, abbiate fede che torno!), ma se non è un momento di felicità da riportare qui il giorno del solstizio d'estate, allora quale lo è?!

Buona estate ovunque voi siate e qualunque cosa stiate facendo e pensando, perchè ovunque voi siate e qualunque cosa voi stiate facendo...in estate è meglio!

E per chi si fosse perso gli approfondimenti di un anno fa intorno al sole, eccoli qua!

domenica 16 giugno 2013

Eyvallah - Grazie Istambul

Sto avendo una corrispondenza abbastanza fitta con un'amica, anzi, diciamoci la verità, era piuttosto una conoscente che un'amica, di quelle persone con cui passi insieme due giorni e senti un feeling che ti spinge a restare in contatto, e non ci siamo mai scritte tanto come nelle ultime settimane. E a onor di onestà ha iniziato lei, chiedendoci sostegno emotivo, informandoci nel dubbio che i nostri media non riportassero le cose che stanno succedendo (strana supposizione...). Ah dimenticavo, Esra è di Istambul.
Nell'ultima mail mi ha mandato questo video.
Dice che è diventata la colonna sonora della protesta, e ne capisco il motivo. Anche perchè Esra, gentilmente, me l'ha tradotta in inglese, e io dall'inglese ve la riporto in italiano. E l'ho fatto praticamente alla lettera, quindi scusate se risulta poco poetica, non sono una traduttrce, ma quello che importa è il contenuto.

GRAZIE

Al vostro spray urticante e al vostro gas
Al vostro randello e al vostro manganello
Ai vostri calci migliori
Grazie Grazie

Mi attaccate senza troppo clamore
I miei occhi bruciano ma non sono distrutto, non sono caduto
Dico ancora "sono libero"
Sono umano
Ditemi, mi vedete forse sconfitto?

Al vostro spray urticante e al vostro gas
Al vostro randello e al vostro manganello
Ai vostri calci migliori
Grazie Grazie

Le vostre botte sui nostri volti
Il rancore che traspare dalle vostre parole
Applausi a tutti voi
Grazie Grazie

Alzate la mano senza esitazione nè paura
Ma non dimenticate che piazze e città sono nostre
Diciamo ancora "siamo liberi"
Siamo umani
Ditemi, ci vedi forse sconfitti?

Al vostro spray urticante e al vostro gas
Al vostro randello e al vostro manganello
Ai vostri calci migliori
Grazie Grazie

Le vostre botte sui nostri volti
Il rancore che traspare dalle vostre parole
Applausi a tutti voi
Grazie Grazie

e a proposito di colonne sonore della protesta, ascoltate cosa cantano qui. La canzone sarebbe "nostra", ossia italiana, ma evidentemente qualcuno gli ha detto qualcosa tipo: "prendetela pure, a noi non serve più.








lunedì 10 giugno 2013

Buycottiamo!

Io non ho uno smartphone, è già tanto che io abbia un telefono touchscreen, e finchè funziona, non ho nessuna fretta di poter controllare sempre in tempo reale la mail, di poter "uozzappare" invece di mandare sms (ho tanti di quegli sms da consumare ogni mese per pochi euro che non riesco mai a finirli), di poter usare "line" per le chiamate (stesso discorso degli sms). Insomma non butto e sostiutisco gli oggetti se non me ne danno motivo, e un telefono è sempre un telefono, che ti faccia o meno il caffè. Ma non per questo demonizzo i cellulari di nuova generazione. O forse un po' sì. In realtà forse demonizzo solo tutti quei giochini del piffero e solo per un motivo: avete notato quante persone si fanno interi viaggi in treno giocando al telefonino? Beh, magari fino a ieri si sarebbero portate un libro per farsi passare il viaggio, o avrebbero comprato il giornale in stazione. Ecco, credo che le persone leggano ancora meno perchè ora possono farsi passare un viaggio mettendo in fila palline per colore o facendo il crucipuzzle al telefono.
Però.
Però poi ti senti rispondere dai possessori e sostenitori dello smartphone che ci sono taaaaante applicazioni utili, che ti risolvono la vita, che ti fanno risparmiare, ti fanno perdere meno tempo, etc. etc. Forse non hanno tutti i torti. Un'applicazione interessante l'ho trovata, si chiama Buycott. E questa sì che, posso dirlo, è un'applicazione utile!
In teoria, tu vai al supermercato, prendi in mano un prodotto e ti chiedi: "ma conterrà sostanze dannose? avranno sfruttato manodopera per confezionarlo? avranno avuto rispetto per l'ambiente durante il processo di fabbricazione? sarà mica un'azienda che si chiama Tizia ma che poi è in realtà di proprietà di quell'altra grande e deprecabile azienda che si chiama Caia?" ; ecco, sempre in teoria, tu scansioni con il tuo smartphone il barcode del prodotto in questione e ne conosci, come si suol dire, vita morte e miracoli.
Poi va beh, pare ci sia molto da migliorare, per ora leggevo i commenti di vari utenti che riscontrano problemi di sistema; e c'è anche da dire che, ovviamente, non hanno un database completo, per l'aggiornamento del quale, come nella stragrande maggioranza delle app, gli sviluppatori contano sulla collaborazione degli utenti.
Ma il problema di questa app non credo sia questo: il sistema verrà reso più fruibile e il database potrebbe finire per essere completo. Il problema è il boicottaggio. Questo grandissimo potere in mano alle persone, che però non si rendono conto di averlo. Noi siamo i consumatori. Le aziende non campano da sole, campano perchè producono quello che noi compriamo. E perchè sanno che lo compreremo, sanno che lo spot è fatto troppo bene per non convincerci, sanno che il prezzo è troppo competitivo per non approfittarne (ma vi chiedete mai chi paga quello che voi risparmiate?), sanno che sulla confezione non c'è scritto "per confezionare questo prodotto è stata disboscata la foresta qui e inquinato il fiume lì". Eppure se non compriamo loro non vendono, e se non vendono non guadagnano, e forse se sanno perchè non guadagnano si adeguano alle richieste del consumatore come millantano sempre di fare. La grandissima, bellissima e saggia Patti Smith lo dice, lo canta e lo urla. PEOPLE HAVE THE POWER!  E allora perchè non lo usa? Non è una domanda retorica, è una domanda che mi pongo e vi pongo. Davvero non interessa a nessuno che la Nestlè devasti e inquini centinaia di kilometri quadrati per darci il Nesquik (e migliaia di altri prodotti su cui la parola "Nestlè" è scritta in piccolissimo, come ad esempio sui prodotti Buitoni), che la Nike sfrutti manodopera minorile per fare le scarpe che vivamente ci consiglia qualche figo campione dello sport? che la Omsa abbia lasciato senza lavoro centinaia di donne italiane per andare a risparmiare sulla manodopera sfruttando altre donne in est europa? che la Monsanto abbia portato al suicidio centinaia di contadini in India? Che la McDonald, infine, sfrutti e maltratti terreni, animali e persone per farci mangiare del cibo spazzatura? Spesso sento le persone lamentarsi di come va il mondo come se fosse colpa di una non ben definita entità superiore, un dio cattivo, inarrivabile e invincibile: i potenti fanno quello che vogliono e noi zitti sotto. Ma perchè?! Il governo è fatto di persone (e pure votate da noi...). Le aziende campano per merito di chi spende. Perchè le persone non si rendono conto di questo? Per pigrizia (non posso stare a badare all'origine di tutti i prodotti che metto nel carrello, non ho tempo di andare in manifestazione)? Per scarsa autostima (cosa posso fare io, piccolo e discreto)? Perchè non gliene frega niente di quello che succede fuori dalle mura dorate di casa sua? Forse quello che manca è semplicemente autocoscienza. Io credo che il boicottaggio sia uno dei pochi poteri reali che abbiamo nei confronti delle aziende, e lo dimostra il fatto che, se fatto in modo massivo (e la massa è fatta di singole persone, non è un'entità pure lei!), ha anche portato a dei risultati; e se anche non dovesse portare a risultati tangibili ha un senso per la coscienza di chi consuma e lo fa con consapevolezza e spirito critico. O no?

martedì 4 giugno 2013

Semplice e veloce: Riso integrale con le fave

In questi giorni, io e il web designer siamo entrambi "sotto consegna", ossia con scadenze di consegna dei rispettivi lavori alle calcagna. Si sta entrambi con la testa china sul pc, poi a un certo punto uno dei due viene riportato al mondo reale dalla fame, alza la testa e chiede: "Ma noi che mangiamo?" Sicuramente qualcosa di veloce!
Vi ricordate quando parlavamo del riso integrale e del fatto che avesse una cottura lunga? Beh, oggi in 20 minuti abbiamo preparato un risottino coi fiocchi! Semplice eh, anzi, semplicissimo, così semplice che mi chiedevo se non fosse ridicolo pubblicarne la ricetta...poi mi sono risposta che la pubblico proprio perchè in quanto semplice, veloce e buona vi può tornare più utile di tanti manicaretti complicati!

Ingredienti:
fave fresche sgusciate (saranno state un paio d'etti...figuratevi se con la fretta che c'era pesavo le fave!),
180 gr di riso integrale,
un cipollotto,
qualche foglia di basilico,
una presa di sale o, meglio, di gomasio

Procedimento:
Sciacquare il riso sotto l'acqua corrente, tritare il cipollotto, mettere tutti gli ingredienti in pentola a pressione (eh sì, ovvio che c'era il trucco, mica faccio le magie!) e versare acqua fino a coprire di un dito gli ingredienti.
Dopo 20 minuti dal fischio aprire la pentola, condire con un giro d'olio e qualche altra fogliolina di basilico fresco e servire.
Davvero buono, perchè la cottura a pressione preserva il sapore degli ingredienti e li lega come se fossero stati cucinati con il tradizionale metodo di cottura del risotto. E poi boh, sarà che io adoro il sapore delle fave, che fanno anche tanto bene!
Sono composte per ben l'84% di acqua, per il resto forniscono una buona quantità di sali minerali come selenio, potassio, magnesio, rame e soprattutto ferro (quindi, come del resto i legumi in genere, ottime come sostituto della carne rossa). Contengono anche una discreta quantità di vitamina C e sopratutto di vitamina A. Infine, sempre come tutti i legumi, sono un'ottima fonte di proteine, pur avendo un bassissimo apporto calorico.
Ovviamente mi sono presa il tempo di fotografare il piatto ma non di scaricare ed elaborare la foto...la aggiungerò quanto prima!
Ora, scusate, torno al lavoro!