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Buon Natale anche quest'anno

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Siamo quasi arrivati alla fine del paio di settimane di quelli che vorrei fare un regalo a un ragazzo che non legge (che uno direbbe "allora che ci fai in libreria?", ma poi si ricorda che ormai in libreria vendiamo pure la pompa per gonfiare le ruote della bici e quindi tace), di quelli che voglio un libro per un bambino di 3 anni che però è molto avanti (ormai sono tutti così avanti che quando nasce un bambino iniziate pure a contare l'età partendo direttamente da due), di quelli che vorrebbero un libro illustrato bellissimo ma vorrebbero anche pagarlo come un albumino di stickers, di quelli che chiedono di pagare all'info point perchè in cassa c'è troppa fila (geniali!), di quelli che hanno speso l'iradiddio ma proprio non riescono a mandar giù l'idea che il pacchetto glielo fanno i volontari di associazioni di beneficenza in cambio (ma mica per forza eh) di qualche spicciolo... Ma anche di quelli che dicono "dai ragazzi tenete duro, Nata...

L'oleodotto non s'ha da fare

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Non è per guardare dall'altra parte eh, è solo che una notizia così mette gioia e dà speranza. E aiuta a continuare a credere nella lotta. ma che gran bella faccia ha?! Lo so che non è una notizia fresca di giornata quella della vittoria dei Sioux del Dakota del nord, ma ci tenevo a condividerla, anche con i miei tempi lenti. Anche perchè volevo già scriverne mesi addietro, quando di questa protesta è arrivata l'eco fin qua. In realtà la protesta è iniziata in aprile, quando la compagnia Energy transfer partners decise di costruire il Dakota access pipeline , un oleodotto di quasi 2.000 km che avrebbe attraversato 50 città e quattro Stati per trasportare gas naturale e petrolio alle raffinerie dell'Illinois, passando sotto il fiume Missouri e violando quasi 400 siti archeologici considerati sacri da diverse tribù di Indiani d'America. Sta di fatto che in North Dakota risiede proprio la Standing Rock Sioux tribe, la cui unica fonte di reperimento idrico è appun...

E ora?

Devo ammettere che è forse la prima volta che il mio voto "vince" e io non mi sento esultante dei risultati. Sia chiaro, non che mi sia pentita del mio voto, non che io non sia felice che più del 60% degli italiani, anche con le più disparate motivazioni, abbia votato NO come ho fatto io, diciamo che sono felice di aver evitato uno scempio ma davanti a me vedo il vuoto. Renzi se ne va, bene, non l'ho votato, non mi piaceva e ha fatto più danni del suo predecessore, ma certi potenziali scenari post-renziani mi spaventano non poco. Ho un po' la sensazione di mancanza di terreno sotto i piedi, ho un po' paura. E mi chiedo se, intanto, non ci toccherà davvero beccarci Padoan! E mi chiedo se, da qui alle prossime elezioni, ci sarà qualcuno di sinistra, non del pd, di sinistra, a cui io possa con entusiasmo dare il mio voto.

Comfort food: zuppa di verza e fagioli

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È ufficialmente Natale, ve lo volevo dire. Almeno è Natale in libreria, soprattutto di domenica. Io ho iniziato il mio bel full-time temporaneo e tempo per stare al pc ne ho sempre meno. Però mi mancate! E però non ho sufficiente tempo ed energia per parlare, ad esempio, di un reportage di Michael Pollan sull'industria alimentare statunitense, uscito un paio di mesi fa su Internazionale ma che ho letto solo ora. Credo che manterrò un silenzio stampa anche sul referendum: il mio voto l'ho deciso (per la cronaca, è NO), ma non è stato facile capirci qualcosa, personalmente non la ritengo nemmeno materia da referendum popolare, quindi insomma non me la sento di stare a motivare nè convincere nessuno; fate voi e che dio o chi per lui ce la mandi buona. Di arrabbiarmi per le brutture del mondo non ho voglia (mi bastano le arrabbiature al lavoro) e anche di buone notizie, gironzolando poco sul web, sono un po' a corto, a parte quella che la Svezia sta valutando una riduzio...

Naomi Klein dixit

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Per la nostra attuale classe dirigente, le politiche tese a far consumare di meno le persone sono molto più difficili da accettare di quelle che cercano di incoraggiarle a consumare verde. Consumare verde, infatti, significa solo sostituire una fonte energetica con un'altra, o un determinato modello di beni di consumo con uno più efficiente. La ragione per cui abbiamo messo tutte le nostre uova nel paniere della tecnologia e dell'efficienza verde è proprio perché questi cambiamenti si collocano nell'alveo sicuro della logica di mercato: di fatto, ci spingono a comprare nuove automobili e lavatrici verdi più efficienti. Naomi Klein - Una rivoluzione ci salverà- traduttori vari - Rizzoli Ieri sera ho visto il documentario di Leonardo Di Caprio sul cambiamento climatico, Before the flood, e l'ho trovato alquanto deludente, benchè non ci si potesse certo aspettare più di tanto da un attore americano col pallino dell'ecologia. Perchè è pur sempre un a...

Il mondo non è Gorino (per fortuna)

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Da ieri non si parla quasi d'altro. Da quando dei poveri mentecatti si sono sentiti forti per aver portato un po' di pallet all'ingresso della città per impedire l'accesso a un pullman che trasportava 12 pacifiche donne (se 'sti 8 bambini c'erano o non c'erano non si capisce ma è assolutissimamente ininfluente). Da quando un gruppo di paesanotti incolti si è sentito addirittura eroico e ha usato decisamente a sproposito (dovreste chiedere scusa a chi ha resistito e resiste davvero, dai nostri partigiani di ieri a quelli siriani di oggi, tanto per nominarne qualcuno) una parola come "resistenza" per indicare il proprio razzismo e la propria pochezza d'animo prima ancora che intellettuale. Bene recitava una battuta del collettivo Spinoza di ieri: Gli abitanti di Gorino hanno negato ospitalità a una profuga incinta. Poi tutti a fare il presepe . E io, in un raptus di puro autolesionismo, sono pure andata a leggermi un post di uno di questi po...

La biblioteca degli oggetti

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Oggi è proprio una bella giornata! Fosse anche solo perchè c'è il sole :) E come celebrare una bella giornata, oltre a svegliarsi con calma, fare una passeggiata, crogiolarsi al sole, se non con una good news? Eccola qua ! A Toronto hanno aperto una specie di biblioteca delle cose, un posto dove tu puoi prendere, che so, un avvitatore, montare le tue belle mensoline e riportarlo indietro. In questo modo hai evitato di comprare un oggetto che probabilmente non userai mai più, hai evitato di buttarlo via quando l'inesorabile obsolescenza programmata avrebbe inesorabilmente e  prematuramente decretato la sua morte e hai anche risparmiato dei soldi. immagine tratta dal web Non so bene come funzioni, non so se i fondatori abbiano trovato dei finanziamenti e non so nemmeno se riescano a saltarci fuori coi conti, potendo contare solo sulle quote degli abbonamenti annuali o mensili che sono richiesti per poter usufruire del servizio, però l'idea mi piace assai! E mi piace n...