la citazione del momento

Il riciclaggio del denaro "sporco" rappresenta ormai il contesto ideale per lo sfruttamento intensivo e lucroso delle nuove forme di schiavitù. Il culto feticistico del profitto, o meglio del denaro che produce sempre più denaro, è giunto al suo criminogeno apogeo. Ed è tragicomico vedere e ascoltare il personale politico che amministra i Paesi in cui tutto questo è consentito pontificare ipocritamente sulla tutela, in casa d'altri, dei "diritti umani".
Luciano Canfora - La schiavitù del capitale - Laterza

martedì 28 febbraio 2017

Il dissenso non è una bufala

Io me lo ricordo quando si iniziò a parlare di blog. Non so perchè lo ricordo così bene, eppure mi ricordo che ero a tavola con i miei e il telegiornale parlava di questa sorta di diari personali online, uno spazio dove una persona scriveva quel che le passava per la testa e qualcuno che fosse interessato poteva leggerlo e persino commentarlo. Da allora è passato tantissimo tempo, è vero, non vivo più con i miei da quasi ventidue anni e non guardo il telegiornale, e i blog sono molto cambiati, ci sono tanti blog, ad esempio, che fanno informazione. Anche questo blog a volte fa o cerca di fare informazione, ma quando lo fa non inventa niente e cita sempre le fonti. Eppure, se passasse l'assurdo disegno di legge presentato qualche settimana fa al Senato dall'ex cinquestelle Adele Gambaro, io rischierei multa e/o galera ma la testata giornalistica da cui ho preso la notizia ne uscirebbe pulita. Eh sì, perchè le testate giornalistiche registrate non sono contemplate nel decreto.
grazie Ofelia Deville per il banner
Allora mi chiedo: che senso ha? Qual'è il fine del ddl se le notizie diffuse dai giornali si prendono per buone a prescindere? A un certo punto il testo recita: "...con il diffondersi dei social-media il pericolo di contaminare internet con notizie inesatte o infondate o, peggio ancora, con opinioni che seppur legittime rischiano di apparire più come fatti conclamati che come idee, è in crescita esponenziale." Seppur legittime?! Un'opinione è sempre legittima!! Può essere condivisibile o meno, ma è un'opinione ed è legittima in quanto tale. Che si fa dunque? Si punisce una persona per un'opinione? Si punisce una persona perchè altre persone sono incapaci di distinguere una notizia da un parere personale? Non sarebbe allora il caso di lavorare sulla cosiddetta alfabetizzazione digitale, come il ddl finge di voler fare ma poi come unica soluzione trova quella di impedire di esprimere opinioni (scusate l'estremismo)? Ma siamo allora proprio sicuri che lo scopo sia quello di evitare la circolazione di notizie false sul web? A me, onestamente, qualche dubbio viene. Anche perchè un blog di solito lo dice chiaro di non essere una testata giornalistica, e se una persona non è in grado di distinguere tra un blog e una testata giornalistica, e qui mi ripeto, forse bisognerebbe insegnare a quella persona a muoversi nel web piuttosto che controllare che un blogger stia ben attento a sottolineare che la sua è un'opinione e non una notizia oppure che la notizia l'ha presa da una testata giornalistica che sarebbe a dir poco tenuta a non dare notizie false. 
Certo il ddl si propone anche quale arma di contrasto alla diffusione di materiale pedopornografico e alla diffamazione in rete. Peccato che poi si perda per strada e si dimentichi di questi obiettivi man mano che va avanti, concentrandosi solo sulla questione delle bufale in rete. Perchè, scorrendo il testo, non ho visto, che so, la proposta di considerare reato la diffusione di foto e video pornografici di cui gli interessati non hanno autorizzato la diffusione. Ci piacciamo, magari ci amiamo pure, mi mandi un video o una foto tua un po' "spinta", poi non ci amiamo più e io per dispetto faccio girare quel video o quella foto per il web per imbarazzarti, danneggiarti, farti morire (sì anche letteralmente come sappiamo) di vergogna. E resto impunito. Perchè in Italia e sottolineo in Italia non c'è una legge che punisca il mio comportamento. E nemmeno un disegno di legge al riguardo.
In questo articolo il docente di informatica giuridica Giovanni Ziccardi spiega la faccenda in modo meno emotivo e più approfondito di quanto abbia fatto io (o forse è solo una sua opinione, confido nella vostra alfabetizzazione digitale per porvi con il giusto approccio di fronte alla lettura dell'articolo).
Anche l'articolo di Marco Viviani l'ho trovato molto interessante, persino rincuorante.
Infine, questo post, benché molto sentito, probabilmente non lo avrei nemmeno scritto in questi giorni un po' pieni di cose da fare se non fosse stato per il Cavaliere oscuro del web, che benché io non conosca di persona stimo tantissimo, che ha un senso della giustizia come tutti dovrebbero avere, che è riuscito con una sua iniziativa a mettere insieme le voci, o meglio le tastiere, di tanti blog e siti che stamattina, contemporaneamente, hanno detto, anzi scritto la loro al riguarda. E di cui sono fiera e grata di far parte. Non sono riuscita a linkare in questo post tutte le suddette voci, ma vi rimando al suo blog al proposito.

martedì 21 febbraio 2017

Barcellona città accogliente

Come poteva una good news di tale portata non passare di qua? Come potevo perdermi la possibilità di parlare di migranti senza, una volta tanto, dover riportare notizie cattive quando non aberranti, o dover cercare quelle buone col lanternino?
Bella questa manifestazione! Bella in quanto manifestazione, bella per le ragioni che l'hanno motivata, bella perchè proprio queste ragioni hanno portato 160.000 persone (secondo la questura, che sappiamo va sempre al ribasso) ad unirsi al corteo, bella perchè è stato addirittura il sindaco a indirla, non collettivi, non centri sociali, non sindacati, non gli usuali "addetti" insomma, ma una figura istituzionale. E Ada Colau è la figura istituzionale che tutti vorremmo alla guida della nostra città. Credo. Io la vorrei eccome! Perchè lei è una che fa sul serio eh, mica chiacchiere da campagna elettorale, mica promesse che vengono poi puntualmente dimenticate subito dopo le elezioni. 
D'altronde lei "dall'altra parte" c'è stata, c'è stata vent'anni a fare attivismo politico, a battersi per i diritti dei cittadini e soprattutto per il diritto alla casa. È stata, ad esempio, leader della Pah (Plataforma de Afectados por la Hipoteca), che dal 2009 lotta contro gli sfratti e contro il pignoramento della casa di chi, a causa della crisi economica, non riusciva più a far fronte al mutuo. La Pah ha raccolto un milione e mezzo di firme per chiedere al governo la modifica della legge sui mutui; la riforma non è mai stata fatta, ma nel 2013 il Parlamento europeo ha conferito alla Pah il premio di cittadino modello.
Non so, io un candidato sindaco la cui priorità è il diritto all'abitare lo voterei anche se non fossi d'accordo col resto del programma! E la Colau non è di quei personaggi cui siamo abituati, quei personaggi "contro" che se poi capita che raggiungano una qualche seggiolina comoda, all'improvviso va tutto bene, all'improvviso non c'è più niente contro cui lottare se non la voglia di lottare delle persone che non hanno raggiunto nessuna poltrona e non vi aspiravano nemmeno. Mi viene in mente, non so, un Cofferati sindacalista che ha portato in piazza un milione di persone e un Cofferati sindaco con cui mi sono scontrata da rappresentante sindacale che lottava per il proprio posto di lavoro e per quello dei suoi colleghi. E non è stato uno scontro edificante, proprio per nulla, se non per aiutarmi a capire che persino "Bologna la rossa" sa essere di sinistra in un modo che non c'entra niente con quello che ritengo significhi essere di sinistra.
La Colau, ben lontana da logiche di poteri e favori, è rimasta fedele a se stessa e ai propri principi, ha semplicemente cambiato posizione istituzionale. Dalla guida della lotta alla guida della città. Ha indetto una manifestazione che un altro sindaco avrebbe al limite autorizzato (e, nel caso, blindato). Ha indetto una manifestazione giusta, perchè gli accordi con l'Unione europea erano diversi e dei 16.000 profughi che la Spagna si era detta disposta ad accogliere, ne sono stati accolti 1.100. Ha guidato una marcia pacifica volta a far sentire la sua voce e quella dei suoi concittadini, una voce unica che si dice felice di accogliere, sostenere e integrare. C'è chi ha cercato di strumentalizzare anche un avvenimento bello come questo, sostenendo che fosse solo una scusa per alimentare lo scontro tra Catalogna e governo spagnolo e lavorare per l'indipendenza catalana. A me invece è parso proprio che il senso della manifestazione fosse chiaro e pacifico, che non c'entrasse niente in questo contesto l'indipendenza, mi è parso piuttosto di vedere una città che richiama lo Stato sugli impegni presi, una città che si vuole rendere operativa ed efficace ma può farlo solo fino a un certo punto senza la collaborazione dello Stato (tenuto a riconoscere l'eventuale stato di rifugiato o richiedente asilo), una città che non alza muri e non sbatte porte in faccia, una città che non chiude centri sociali per aprire caserme (sì, perdonatemi, sto di nuovo parlando di Bologna, ma cercate di capire che ho il dente avvelenatissimo per questa faccenda!).
Ah, scusate se ne ho parlato solo oggi, martedì, arrivo davvero in estremo ritardo: la manifestazione c'è stata sabato scorso ma il tema, mi pare di capire dalla mia personale rassegna stampa, è diventato notizia vecchia e dimenticata già da ieri, lunedì.

mercoledì 15 febbraio 2017

Filomena Grimaldi, la libraia brillante

Un paio di sere fa abbiamo visto Hidden figures, il film tratto dal libro di Margot Lee Shetterly che racconta la storia di tre donne afro-americane il cui contributo è stato fondamentale nelle prime missioni spaziali della NASA.
Il film ci è piaciuto tanto; Fra, nel vedere che ancora esistevano, per esempio, i bagni separati per le persone di colore, continuava a dire "Ma ti rendi conto che erano già gli anni '60 e ancora c'erano gli Stati segregati?!". In effetti l'essere donne e l'essere pure colored decisamente non aiutava. Ma non volevo parlare del film, bensì del fatto che il film mi ha fatto tornare in mente una persona di cui avevo letto tempo fa, una libraia che immagino non ne potesse più di sentire continui pregiudizi e stereotipi di genere e che ha deciso di offrire un caffè a chiunque acquistasse un libro di stampo scientifico da regalare a una bambina.
Da "collega" la capisco benissimo. In libreria è un continuo averci a che fare con questo tipo di pregiudizi. Proponi un libro sul corpo umano, o un libro di esperimenti e ti senti rispondere "No ma è una bambina!" Qualche settimana fa è venuta una donna, anche giovane (lo dico perchè immagino che le persone più giovani siano un po' più libere dai pregiudizi...ma evidentemente non è così!), a cambiare un libro perchè l'aveva preso per suo figlio di 5 anni ma si è accorta che la protagonista era femmina, precisamente un pesce femmina! Che poi parliamo di "Alla ricerca di Dory" della Disney, lo spin-off di "Alla ricerca di Nemo" che immagino sia piaciuto a bimbi e bimbe (era piaciuto anche a me!). Quindi, secondo la signora, a un bambino dovrebbe venire negata la visione, o la lettura, del seguito di un film o libro che aveva sicuramente amato perchè un personaggio secondario femminile del primo è diventato protagonista del secondo? Che senso ha?! Ma soprattutto, dov'è il problema? Qual è il pericolo? Il bambino potrebbe immedesimarsi in un pesce pagliaccio femmina e diventare gay (non sia mai!)?
Quando succedono queste cose, oltre a non riuscire a evitare di guardare il o la cliente di turno con aria di sufficienza se non di disgusto, penso a quella nonna che adoro e che compra storie di principesse per il nipotino "perchè a lui piacciono e non mi importa se i genitori non vogliono, glieli leggo quando viene da me!". Ma devo dire che per una così ce ne sono almeno dieci come la signora di Dory.
Ma era di Filomena Grimaldi che stavamo parlando, e della sua libreria "Controvento" (una nome che la dice lunga) di Telese Terme, un paese a 30km dal mio paese di origine, una libreria che quindi non mancherò di visitare al prossimo giro campano. La faccenda del caffè offerto ha in realtà avuto origine da questo cartello, affisso appunto dalla sorella di Filomena.
La foto è finita su facebook ed ha avuto così tanti like da accendere una lampadina nell'illuminato cervello di Filomena. E pare che la sua iniziativa stia anche avendo un discreto successo, visto che, andando qualche ora fa a spulciare sulla pagina facebook della libreria, ho trovato con gioia il seguente aggiornamento di stato, risalente a qualche giorno fa: In questi giorni grazie alla nostra petizione per i libri scientifici alle bambine, stanno arrivando tanti genitori curiosi a mettere a soqquadro lo scaffale di scienze Per arricchire il catalogo, la vostra libraia studia la bibliografia curata dalla Biblioteca Salaborsa #Bologna sezione ragazzi per l'11 febbraio Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze nella Scienza!
E dire che questa è una battaglia che nel 2017 si dovrebbe ritenere anacronistica, perchè se un Fra si stupisce della fatica che hanno fatto a emergere tre scienziate donne di colore nei primi anni '60, non può essere che nel 2017 i libri scientifici siano considerati appannaggio esclusivo dei maschi. Non si può negare a prescindere una lettura scientifica a una bambina dando per scontato che non le interessi e che le interessino solo storie di principesse salvate da un principe che farà loro il favore di sposarle. Io e le mie sorelle abbiamo ridotto a uno straccio il libro illustrato sulla terra e il sistema solare che avevamo in casa, lo abbiamo guardato, letto, riletto, scarabocchiato, strappato e riattaccato con lo scotch. Nessuna di noi tre è diventata un'astronauta ma tutt'e tre sapevamo da piccole che la terra gira intorno al sole. Ah, non che fosse un problema, ma per la cronaca nessuna di noi tre è lesbica. Con lo stesso entusiasmo ho letto a dieci anni I ragazzi della via Pal, senza trovarlo noioso o fuori luogo o meno coinvolgente di Pollyanna. Eppure provate voi a consigliare un Jules Verne o un Salgari da regalare a una bambina!
Per cui, visto che purtroppo di questo tipo di battaglie c'è bisogno più che mai anche nel 2017, non mi stancherò mai di dire brava Filomena! Ce ne vorrebbero tante ma tante di più di persone intelligenti, sensibili e coraggiose come te. Ti sei decisamente meritata, oltre che un posto tra la "bella gente" di questo blog, la gioia e la soddisfazione che devi aver provato quando è entrato quel primo cliente che ha detto "Sono venuto per il caffè!" 
Tutte le foto, tranne ovviamente la locandina del film, provengono dalla pagina facebook della Libreria Controvento.

venerdì 3 febbraio 2017

Marmellata di clementine contro il mondo brutto

Io sono tanto preoccupata per la piega che stanno prendendo le cose negli Stati Uniti sotto la guida di un bambino cresciuto (male) e pieno di soldi che gioca a fare il capetto del mondo, e sono preoccupata per il resto del mondo, visto che purtroppo l'America non è il Liechtstein. Da un paio di settimane, la prima cosa che faccio è aprire il blog di Silvia che ci aggiorna direttamente da San Francisco; lo apro con una sensazione che oscilla tra il bisogno di sapere e il terrore per quel che potrei sapere (e la gratitudine per Silvia per il lavoro che sta facendo). E quando è così vorrei scrivere qualcosa di utile, vorrei dire qualcosa di intelligente, ma tutto mi pare scontato o già detto. Per di più mi prendono quei momenti in cui mi appare tutto già troppo compromesso, mi pare ci siano così tante mele marce che è impossibile tirare fuori quelle buone. Sento o leggo certi commenti che fanno cadere le braccia quando non fanno venire la pelle d'oca. Ma piuttosto che deprimermi inutilmente e darmi per vinta, giro un attimo la testa dall'altra parte, non per vigliaccheria, solo mentre mi torna un po' di fiducia nel mondo e di voglia di lottare. Così qualche giorno fa mi sono girata dall'altra parte e ho visto un sacco pieno zeppo di clementine che qualcuno che mi vuole bene ha raccolto dal proprio albero per me. In parte stanno finendo nelle spremute mattutine, ma l'ansia che possano deperire prima di essere state consumate tutte, il fatto che le mie marmellate preferite sono quelle di agrumi e la confettura di amarene di mia madre e la voglia di preparare qualche conserva mi hanno spinta a mettermi all'opera.
Il libro da cui ho preso ispirazione è questo qui a destra, è arrivato in libreria prima di Natale e ci ho trovato tante ricette interessanti di conserve dolci e salate. L'autrice è una blogger che da anni si occupa di cucina e cosmesi naturale e di vita a...meno impatto possibile! Dico che ho preso ispirazione perchè è vero che ho seguito la ricetta passo passo, ma ho cambiato le dosi e, a giudicare dal risultato, direi che non ho fatto male!
Ingredienti per 6 barattoli:
1, 200 kg di clementine (i suoi erano 1 kg)
750 gr di zucchero di canna (contro il suo kg)
2 l di acqua
Procedimento:
Lavare e sbucciare le clementine (ovviamente biologiche, chè la marmellata di pesticidi non è buona cosa), mettere le bucce in una pentola con i 2 litri di acqua, portare a bollore e far cuocere 5 minuti.
Scolare senza buttare via l'acqua e tagliare a pezzettini le bucce (quanto mi piace incontrare le buccine nelle marmellate di agrumi!).
Separare gli spicchi delle clementine e tirare via i filamenti bianchi. Se sono mandarini, e quelli della ricetta originale lo sono, togliere i semi (viva le clementine!).
A questo punto, mettere nella pentola gli spicchi, le bucce, lo zucchero e tre bicchieri dell'acqua di cottura delle bucce, portare a bollore e lasciar cuocere finchè la "prova piattino" non vi dice che è cotta. La mia ci ha messo un'ora circa. Io a questo punto ho dato una facoltativa leggera frullata, in modo da renderla cremosa ma senza negare il piacevole incontro di qualche pezzetto.
Ah, nel frattempo avrete sicuramente sterilizzato dei barattoli di vetro con i relativi coperchi, facendoli bollire in acqua per una mezzora oppure avendoli tenuti per lo stesso tempo in forno a 100°. Fate in modo che siano ancora caldi quando la marmellata è pronta, riempiteli e lasciateli raffreddare a testa in giù, in modo da creare il sottovuoto.
sì, l'etichetta è un po' natalizia ma avevo solo quelle...
Gustate a colazione o a merenda e regalatene agli amici :)
Fatto ciò, il mondo si mostrerà magicamente meno brutto e diverse possibilità di salvezza appariranno realizzabili.
Buon weekend a voi!