la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

venerdì 25 novembre 2016

Comfort food: zuppa di verza e fagioli

È ufficialmente Natale, ve lo volevo dire. Almeno è Natale in libreria, soprattutto di domenica. Io ho iniziato il mio bel full-time temporaneo e tempo per stare al pc ne ho sempre meno.
Però mi mancate! E però non ho sufficiente tempo ed energia per parlare, ad esempio, di un reportage di Michael Pollan sull'industria alimentare statunitense, uscito un paio di mesi fa su Internazionale ma che ho letto solo ora.
Credo che manterrò un silenzio stampa anche sul referendum: il mio voto l'ho deciso (per la cronaca, è NO), ma non è stato facile capirci qualcosa, personalmente non la ritengo nemmeno materia da referendum popolare, quindi insomma non me la sento di stare a motivare nè convincere nessuno; fate voi e che dio o chi per lui ce la mandi buona.
Di arrabbiarmi per le brutture del mondo non ho voglia (mi bastano le arrabbiature al lavoro) e anche di buone notizie, gironzolando poco sul web, sono un po' a corto, a parte quella che la Svezia sta valutando una riduzione dell'iva per chi si occupa di riparazioni di elettrodomestici o biciclette (riduzione che quindi si trasformerebbe in prezzi più bassi per chi decide di far riparare piuttosto che ricomprare), incentivando quindi il riuso, ma l'ho condivisa direttamente sulla pagina facebook di dovegira.
Che resta? Una zuppa buonissima che ho cucinato la settimana scorsa mettendo insieme un po' di avanzi, e che ho rifatto oggi partendo dagli ingredienti crudi e sostituendo i fagioli con i ceci.
Ingredienti non pesati e procedimento
L'altra volta avevo della zucca cucinata in forno a cubetti con aglio e rosmarino e dei fagioli semplicemente lessati. Ho affettato un paio di spicchi d'aglio e una cipolla  e li ho messi in padella con un po' di olio e un po' di acqua. Quando si sono ammorbiditi ho aggiunto la verza tagliata a striscioline, ho sfumato con un po' di vino rosso (un avanzo pure quello :D) e lasciato ammorbidire, ho aggiunto la zucca e i fagioli, un cucchiaino di dado e poca acqua e lasciato andare a fuoco basso per una decina di minuti, finché i vari ingredienti si sono ben legati tra loro. Oggi invece ho aggiunto alla verza la zucca tagliata a dadini, i ceci lessati (e dado e acqua) e ho ovviamente lasciato andare un po' di più, finché la zucca non è diventata morbida e ha colorato tutto di arancione (mi dispiace, oggi niente foto, anche se la zuppa era più bella!). In entrambi i casi, ho rotto a pezzi grossi del pane secco e l'ho distribuito nei piatti, ho versato sopra la zuppa, ho concluso con un giro di olio crudo e mi sono goduta Fra che diceva "questa è una delle poche cose belle dell'inverno!"


lunedì 7 novembre 2016

Naomi Klein dixit

Per la nostra attuale classe dirigente, le politiche tese a far consumare di meno le persone sono molto più difficili da accettare di quelle che cercano di incoraggiarle a consumare verde. Consumare verde, infatti, significa solo sostituire una fonte energetica con un'altra, o un determinato modello di beni di consumo con uno più efficiente. La ragione per cui abbiamo messo tutte le nostre uova nel paniere della tecnologia e dell'efficienza verde è proprio perché questi cambiamenti si collocano nell'alveo sicuro della logica di mercato: di fatto, ci spingono a comprare nuove automobili e lavatrici verdi più efficienti.

Naomi Klein - Una rivoluzione ci salverà- traduttori vari - Rizzoli


Ieri sera ho visto il documentario di Leonardo Di Caprio sul cambiamento climatico, Before the flood, e l'ho trovato alquanto deludente, benchè non ci si potesse certo aspettare più di tanto da un attore americano col pallino dell'ecologia. Perchè è pur sempre un attore americano che parla agli americani e tanti americani ritengono così sacrosanta la loro famigerata libertà che distruggerebbero casa loro piuttosto che far delle rinunce per salvarla. E allora non gli si può dire "mangiate carne una volta alla settimana", gli si deve dire "sostituite il manzo col pollo"; non gli si può dire "andate a piedi o in bici che vi fa solo bene", gli si deve dire "usate benzina verde". Poi certo è vero che, come dicono da queste parti, piuttosto che niente è meglio piuttosto, ed è vero anche che da quelle parti c'è ancora chi cerca di far passare la "teoria" del surriscaldamento globale come una bufala, per cui forse già che il suo lavoro sia giunto a dimostrare che una bufala non è e che anzi non c'è più molto tempo da perdere, è gran cosa. Ma la sensazione che lui avesse molta più coscienza di quanta ne sia riuscito poi a trasmettere resta un po' frustrante: Di Caprio è una persona che potrebbe trascinare folle, che potrebbe spostare opinioni, è bello, bravo, intelligente, eppure la mia sensazione è che, per tutto il film, cerca di essere gentile con tutti e di non far arrabbiare nessuno. Peccato.
Detto ciò, vi auguo una splendida e il più possibile ecologica settimana!