la citazione del momento

Il riciclaggio del denaro "sporco" rappresenta ormai il contesto ideale per lo sfruttamento intensivo e lucroso delle nuove forme di schiavitù. Il culto feticistico del profitto, o meglio del denaro che produce sempre più denaro, è giunto al suo criminogeno apogeo. Ed è tragicomico vedere e ascoltare il personale politico che amministra i Paesi in cui tutto questo è consentito pontificare ipocritamente sulla tutela, in casa d'altri, dei "diritti umani".
Luciano Canfora - La schiavitù del capitale - Laterza

giovedì 24 marzo 2016

Mi sono innamorata di Kale

Fino a qualche mese fa nemmeno lo conoscevo. Poi salta fuori che Campi Aperti ha organizzato un nuovo mercato settimanale, non lontano da casa mia. Salta fuori anche che un'amica di mia sorella, un'americana che ha sposato un contadino dei dintorni e gestisce con lui la fattoria di famiglia, viene a vendere i loro prodotti proprio a questo mercatino del lunedì. Andiamo? E andiamo! Loro coltivano diversi tipi di cavoli, broccoli e lattughe, ed è stato proprio in mezzo a tutte quelle sfumature di verde che ho notato queste buffe foglie, tutte arricciolate sui bordi
- Che cos'è?
- Kale!
-...
- O cavolo americano. O cavolo riccio.
Vuoi perchè mi piace mangiare verdure e ortaggi che non conoscevo, vuoi perchè mi incuriosiva al palato quell'arricciolamento delle foglie, ne ho preso un po', insieme a qualche consiglio su come consumarlo.
Ed è stata la fine! O l'inizio. Perchè io ci sono letteralmente, come si suol dire, andata sotto! L'ho provato ripassato qualche minuto in padella con l'aglio, come da consiglio di Helen e ne sono rimasta piacevolmente colpita. Poi, come i bambini che devono sperimentare, non sono riuscita a trattenermi da mangiarne una foglia cruda e da lì è nata la mia versione preferita: in insalata con olio, sale e scorza e succo di limone, ne potrei mangiare fino alla nausea! 
E da qualche mese, ogni lunedì mi reco al mercato, ultimamente un po' col cuore sospeso, proprio come si va a un appuntamento galante, perchè ogni volta penso che l'inverno sta decisamente finendo e all'improvviso potrei non trovare più il mio innamorato ad aspettarmi...

E insomma, gironzolando per il web alla ricerca di notizie su questo mio nuovo amore, ho scoperto trattarsi di un cosiddetto "superfood", contiene pochissime calorie ma tanti antiossidanti, come tutte le brassicacee tantissima vitamina C, vitamina K, beta-carotene e flavonoidi; aumenta il livello di colesterolo "buono" nel sangue e riduce quello "cattivo", protegge cuore e occhi ed è particolarmente "anti": anti-cancro, anti-virale, anti-infiammatorio e pare addirittura antidepressivo! Personalmente, posso confermare l'ultimo aspetto: sono sempre superfelice quando lo mangio! L'unico aspetto che non mi piace, e che ho scoperto nelle mie navigazioni, è che il kale è di gran tendenza negli Stati Uniti, si parla addirittura della "verdura più mangiata dai newyorkesi", questo mi ha fatto sentire una ragazzina in delirio al concerto di Justin Bibier, ma che vi devo dire, io di questa moda non me ne ero nemmeno accorta! E invece pensate che c'è addirittura una psichiatra della Columbia University che, viste le proprietà antidepressive di questa verdura, vorrebbe farne un monumento nazionale e istituire il National Kale day! Che dire, come si entusiasmano gli americani nessuno mai! Per quanto mi riguarda, mi piace di più pensare al fatto che gli antichi greci lo usassero come rimedio post sbronza dopo le feste in onore di Dioniso :D

Informazioni sulle proprietà e sulla storia del kale le ho trovate qui, qui e qui.

E voi lo conoscete? Lo mangiate? Lo coltivate?!

domenica 20 marzo 2016

È primavera!

Buon risveglio e buona rinascita a voi tutti!
(con un po' di foto della scorsa primavera siciliana)
 








 ...e con una splendida giornata di sole (almeno in quel di Bologna!)


martedì 15 marzo 2016

Ci sarà un referendum

E sarà tra poco più di un mese, eppure non se ne legge sui giornali e non se ne parla in tv, quindi forse ha ragione il buon Ascanio: saperlo è già un passo avanti.
Ecco, partiamo da questo fatto che non è per niente scontato, dopo possiamo, e dobbiamo, sviscerare l'argomento.

sabato 5 marzo 2016

Biscottini vegan, gluten free e tanto buoni

Vista la capoccia guarita, da ieri sono rientrata al lavoro. Solo quando mi sono immersa in spostamenti di scaffali, rese e novità (sì, mi hanno conservato gentilmente un po' di cose da fare) mi sono resa conto che, in effetti, un po' mi era mancato. Così come mi sono mancati i colleghi. Per cui stamattina ho impastato dei biscottini coccolosi da portare domani e condividere con i part-time, ossia coloro che da queste parti sono condannati a coprire tutte le domeniche, salvo una al mese per gentile concessione dirigenziale.
E, viste le intolleranze, allergie e scelte alimentari varie, e il mio continuo sperimentare preparazioni senza glutine per la mia amica Marta, con questa ricetta non se li perde nessuno della squadra!

Ingredienti:
180 gr di farina di riso,
50 gr di zucchero,
30 gr di cacao amaro,
70 gr di noci (o nocciole),
30 gr di malto di riso (o di orzo se non avete necessità gluten free, o miele se non avete necessità vegane)
50 gr di olio di semi di girasole,
30 gr di latte di riso (o di altro latte senza glutine o di acqua),
una spolverata di polvere d'arancia

Procedimento:
Tritare insieme zucchero e noci, aggiungere il resto degli ingredienti secchi, poi il malto di riso, l'olio e il latte e impastare. Non essendoci glutine, è difficile stendere il panetto senza vederselo sgretolare sotto il mattarello, per cui io prendo un piccolo quantitativo, lo schiaccio a formare un dischetto di circa 4 o 5 mm di altezza e lo metto sulla teglia del forno. Avanti così fino a finire l'impasto (ne verranno una quarantina) e infornare a 180° per una ventina di minuti. Non teneteli di più, anche se sembrano ancora morbidi: si induriranno raffreddandosi.
Dal profumo paiono venuti bene...

E speriamo che apprezzeranno!

E dolce weekend a voi!

giovedì 3 marzo 2016

(Dis)servizio pubblico...o privato?

 Quando appresi la notizia della geniale decisione di infilare il canone rai in bolletta non ci potevo credere. Eh sì, chiamatela ingenuità, chiamatela assenza di pelo sullo stomaco, ma ho ancora la capacità di stupirmi davanti a certe porcate del sistema politico-economico del nostro, non tanto bel, paese. E ogni volta che mi capita di parlarne mi sale il sangue al cervello. E allora mi sono detta "Qui l'unica cosa sensata e forse anche l'unica possibile sarebbe un'azione collettiva, quindi smettila di lamentarti a vanvera come il tipico cittadino qualunquista che sbraita governo ladro mentre se ne va a casa a guardarsi la De Filippi (con tutto il rispetto per la De Filippi) e vedi piuttosto se puoi aggiungere la tua vocina a una qualche collettività che sta protestando per questa maialata." Così ho digitato qualche parolina di ricerca e, di pagina in pagina, ho trovato solo notizie sulle nuove modalità di pagamento e tentativi di far chiarezza su tutte le situazioni particolari. Con rinnovato stupore (sì sono sempre io, l'ingenua di cui sopra) ho scoperto che, se escludiamo la petizione indetta da Altroconsumo per l'abolizione del canone, che vi invito caldamente a firmare, nessuno sta facendo niente.
Ora, se mi concentro solo sulla mia situazione personale, probabilmente la sfango. Da quando non vivo più con i miei genitori, non ho mai posseduto un apparecchio televisivo e continuiamo a non possederlo nella casa in cui stiamo attualmente; per cui, da quel che ho capito, con la bolletta deputata, dovremmo ricevere anche il nostro bel modulino di autocertificazione in cui dichiariamo che la tv non ce l'abbiamo e saremmo a posto. Certo però, dobbiamo disdire la domiciliazione bancaria delle bollette, chè alla banca gliene frega assai se ho la tv o meno. A meno che non prenda per buono quel che diceva ieri il fatto quotidiano.

Purtroppo però non mi basta vedere il mio orticello rigoglioso se poi intorno c'è lo sfascio, per cui il sangue al cervello continua a star là e ribollire sempre più.
Perchè dovremmo pagare il canone rai? Perchè è un servizio pubblico che garantisce informazione indipendente. E toglietevi quel ghigno dal viso perchè è proprio così che dovrebbe essere. Ok parliamone dell'informazione indipendente, parliamo del fatto che la dirigenza rai è scelta strategicamente dal partito al governo e che, ci sia Berlusconi o ci sia Renzi, la televisione pubblica è diventata sempre più megafono del potere politico. E stendiamoci sopra un velo pietoso. Poi parliamo del servizio pubblico, che come tale, in una repubblica democratica, va finanziato dai cittadini. E forse in questo caso anche da me, perchè se altri cittadini pagano per il servizio di trasporti pubblici anche se usano la macchina, è giusto che io paghi per un servizio di informazione e intrattenimento che io non uso ma i miei concittadini sì. Però voi ve la ricordate vero la differenza, almeno fino a una ventina di anni fa, tra il guardare un film su rai3 e guardarne uno su rete4? Si potrebbe riassumere in poche parole: guardando il primo, si andava a letto prima. Perchè, guardando il primo, ci si ritrovava un po' di spot pubblicitari tra il primo e il secondo tempo, di cui addirittura si approfittava per fare un po' di zapping, metter su la tisana o fare la pipì; guardando il secondo invece, si aveva la sensazione che ci fosse un film a disturbare quel fluido carosello di spot pubblicitari. Ora la differenza non c'è, c'è la stessa valanga di pubblicità su tutte le reti, senza distinzione di pubblico o privato. E allora, se, come le reti private, anche tu rai servizio pubblico, non disdegni di mandare uno spot dopo l'altro per poter far cassa e tenerti in piedi, perchè devi venire a frugare anche nelle tasche dei cittadini che sopportano pazientemente la carrellata di pubblicità di automobili e banche mentre guardano un film? E perchè li chiami abbonati quando questo abbonamento non lo hanno sottoscritto e, soprattutto, non si è nemmeno capito bene se possono disdirlo? E perchè, porcaccia la miseria (sì, sono ancora la sognatrice di prima) noi, sempre, zitti sotto?