la citazione del momento

Il riciclaggio del denaro "sporco" rappresenta ormai il contesto ideale per lo sfruttamento intensivo e lucroso delle nuove forme di schiavitù. Il culto feticistico del profitto, o meglio del denaro che produce sempre più denaro, è giunto al suo criminogeno apogeo. Ed è tragicomico vedere e ascoltare il personale politico che amministra i Paesi in cui tutto questo è consentito pontificare ipocritamente sulla tutela, in casa d'altri, dei "diritti umani".
Luciano Canfora - La schiavitù del capitale - Laterza

venerdì 30 gennaio 2015

...e finalmente la casina sul canale

Ehilà, c'è qualcuno? C'è davvero ancora qualcuno dall'altra parte di questa schermata che non vedevo da più di quattro mesi?
Mi sono chiesta spesso di voi,di cosa avreste commentato a post poi mai scritti, di cosa mi stavo perdendo di voi, dei vostri pensieri e racconti, delle vostre ricette, delle vostre recensioni, delle vostre indignazioni, delle vostre elucubrazioni varie.
Direte che beh, il tempo per leggere un post si trova sempre! Vero, ma bisogna accendere il computer o stare in autobus a guardare il cellulare anzichè leggere un libro e io in autobus ho letto libri e il computer nemmeno sapevo dove fosse fino a qualche settimana fa!
Sì, sono successe un po' di cose negli ultimi mesi, non tutte previste e non tutte piacevoli. Non ho intenzione di tediarvi e di tediarmi con i particolari, anche se non sono famosa per il dono della sintesi.
Insomma, dopo i vari ragionamenti, ipotesi e vicende di cui vi avevo messo a parte in quell'ultimo post, avevamo deciso di cogliere l'occasione che ci si era presentata per aprire un b&b. Di conseguenza abbiamo dato disdetta per la nostra vecchia e adorata casa (nessun commento lacrimoso please!), praticamente proiettati con la testa e con il cuore in questa nuova realtà in cui avremmo dovuto formalmente e fisicamente immergerci da dicembre. Mancava ormai una settimana al trasloco, si era in ritardo su tutta la linea, se ne era avuta di pazienza, se ne erano ingoiati di rospi (vedete che se mi impegno ce l'ho il dono della sintesi? chè se mi mettessi a raccontarvi dei rospi faremmo mattina...); evidentemente di rospi si era fatta una vera e propria indigestione perchè in un secondo, e durante una crisi di pianto isterico, ho sentito che ormai c'era troppa negatività in questa faccenda, che quel posto non l'avrei mai sentito mio e quindi non sarei stata mai in grado di farci star bene degli ospiti, che nel giro di una settimana saremmo stati senza un tetto sulla testa ma eravamo in tempo a evitare di fare una cazzata che si sarebbe anche portata via quei pochi risparmi che avevamo. Quella notte, dopo più di un mese che non succedeva, ho dormito serena. E la delusione per tutti i nostri piani andati a monte non ha scalfito la certezza di aver fatto la cosa giusta. Come non l'ha scalfita il mese e più che abbiamo trascorso, zaino in spalla e scatoloni sparsi in cantine varie, ospiti di amici e parenti vari.
E quindi eccoci qua, in una casina nuova. Non so quanto ci staremo, non ha un "fuori", giardino, terrazzo o balconcino che sia e questo già sarebbe stato sufficiente a bocciarla, se non fosse stata forse la ventesima casa vista nonchè l'unica che non cadeva a pezzi nè aveva la doccia in corridoio nè costava uno sproposito, se non fosse che mi ci sono sentita accolta, se non fosse che come tana per fermarci a raccogliere le idee e studiare la prossima mossa è perfetta, se non fosse che dà sul Canale del Reno, e io su canale non avevo mai vissuto, e mi piace affacciarmi e vedere l'acqua che scorre, mi mette serenità, mi dice "panta rei, tranquilla, tutto passa".
Ora lo so, volete le foto, ma foto non ne ho ancora, però intanto beccatevi questa: le nostre finestre sono al terzo piano sopra quel ponticello che vedete in fondo. C'è una strada a Bologna, che si chiama via Piella, a un certo punto c'è una finestrina sulla parete e se la apri questo è quello che vedi: è buffo, dopo più di dieci anni, vedere la finestrella di via Piella dal di dentro, e soprattutto vedere i turisti che ti fanno ciao ciao :-)

Nel frattempo, per fortuna, l'azienda che mi dà da mangiare ha sempre bisogno di me e, di sede in sede, chè ormai ne conosco più io che il direttore generale, la prossima settimana inizierò a lavorare in una libreria piccola, di quelle che piacciono a me.
Insomma, sono certa che un motivo ci sia se le cose sono andate come sono andate, ancora non l'ho afferrato ma sono sicura che succederà. Intanto ricomincio da qui, ho voglia di riprendere in mano il blog, ho voglia di raccontarvi tante cose, di leggerne altrettante e di confrontarmi con le vostre esperienze e i vostri illuminati cervellini! Sempre che ci siate ancora...