la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

martedì 29 gennaio 2013

L'invasione della plastica

Ebbene sì, ancora sulla plastica. Ma non è colpa mia se se ne abusa così a sproposito e se questo materiale è inquinante e di quasi impossibile smaltimento (e no, incenerire non è la soluzione).
Non guardando praticamente mai la televisione, sono venuta a conoscenza dell'ultimo spot della Cirio tramite la rete: l'azienda ha il piacere di annunciare che ora per portarti a casa la sua buona e salutare passata di pomodoro non devi più sopportare il peso del vetro (vai a fare la spesa a piedi e compri dieci bottiglie per volta?), non devi rischiare che ti caschi per terra e si rompa (la fai portare su per le scale da tuo figlio di due anni?), la puoi riutilizzare all'infinito (al terzo riutilizzo di una bottiglia di plastica, anche contenente solo acqua, la bottiglia puzza), la puoi smaltire nella raccolta differenziata (la quantità di plastica realmente riciclata è scarsissima e comunque è possibile riciclare la plastica solo una volta, la maggior parte viene utilizzata come combustibile negli inceneritori perchè "brucia bene"), è sana e sicura (non si è ancora realmente dimostrato che i materiali plastici non rilascino sostanze tossiche negli alimenti che contengono, sapete c'è un leggero ostruzionismo da parte delle multinazionali produttrici).
Ora, lo so che è insito nel sistema capitalistico che un'azienda guardi ai propri interessi e profitti e so anche che il costo di una bottiglia di plastica è di gran lunga inferiore a quello di una bottiglia di vetro, ma ritengo necessario condividere alcuni dati sui costi che paga invece il pianeta:

Per ottenere 1 kg di plastica servono:
  •  4 litri di petrolio, di cui 1 come materia prima e 3 come fonte energetica;
  • dai 100 (per il Pe) ai 300 (per il Pet) di acqua (il 10% usata come ingrediente di lavorazione, il 90% per il raffreddamento);
  • dai 1600 (per il Pe) ai 3700 (per il Pet) litri di aria come coadiuvante dei processi chimici di combustione.
Durante il processo produttivo lo stesso kg di plastica ha lasciato dietro di sé i seguenti rifiuti:
  • 5 kg di gas serra; 
  • 180 g di scorie solide, composte per il 2% di elementi definiti pericolosi dalla normativa ambientale; 
  • un peso indefinito di inquinanti tossici (benzene, arsenico, cadmio ecc.) dispersi nell'aria e nell'acqua.      
Per ottenere 1 kg di vetro servono:
  • 3 kg di materiale terrestre (rocce, sabbie);
  • energia termica ed elettrica proveniente da carbone, gas, petrolio o altre fonti pari a 0,25 litri di petrolio;
  • 17 litri di acqua (la maggior parte usata per il raffreddamento);
  • 700 litri di aria che partecipa alle combustioni.
Durante il processo produttivo lo stesso kg di vetro ha lasciato dietro di sé i seguenti rifiuti:
  • 2 kg di detriti rocciosi e scorie di lavorazione;
  • 0,8 kg di gas serra;
  • un peso indefinito di inquinanti disciolti in aria quali ossidi di zolfo, ossidi dell'azoto, monossido di carbonio. Tipiche del processo sono le emissioni di polveri fini del tipo PM2,5.
 Qui potete trovare l'intero articolo.

E quello che mi fa più rabbia è che non c'è possibilità di scelta. L'azienda non dice "ora, se vuoi, puoi comprare la passata anche nella plastica", no, ora te la becchi nella plastica punto e basta. E immagino che il classico consumatore abituato a quel marchio e magari incurante delle conseguenze dei propri acquisti, si prenda la sua bella bottiglia di plastica e se la porti a casa. Questo più di tutto mi fa cadere le braccia, che da una parte si fa tanto sforzo per sensibilizzare sull'argomento e dall'altra non c'è assoltamente niente che faciliti un cambio di rotta verso un consumo più rispettoso dell'ambiente, anzi. Si ha la sensazione di essere un Davide contro il gigante, di essere la famosa goccia nell'oceano. E questa sensazione rischia di demotivare, di portare a pensare che tanto quel che si può fare è così poco rispetto al comportamento dell'intero pianeta che forse è inutile farlo.
Per fortuna esiste il senso di responsabilità, che mi porta a pensare che, dovessi essere l'unica al mondo a sforzarmi di non usare plastica, l'incremento dell'uso di questo materiale non sarà dovuto alle mie scelte.

sabato 19 gennaio 2013

I figli dell'amore ovvero Tortine di farro e carote

Era da un po' che non postavo qualche idea da colazione!
L'idea per queste tortine me l'hanno data le carote innamorate, che fare che non fare, ho deciso di celebrare il loro amore con una bella cucciolata di...tortine!
Inoltre lo scorso weekend abbiamo fatto un breve viaggio al mio paesino e la cara zia Anna mi ha regalato le poche uova che hanno fatto le sue galline in quei giorni: volevo fare buon uso di questo regalo gradito :)
Ho usato la farina di farro integrale perchè torte, tortine e biscotti (e anche pane e piadine, ma per raccontare di quelle devo aspettare che il mio fornaio si decida a darmi le dosi e a smettere di rispondermi "ma io faccio a occhio"!) acquistano un gusto particolare e delizioso e perchè fa molto più bene della farina di frumento bianca (è più digeribile, meno calorica e con un contenuto di fibre infinitamente più alto).


Ecco qua i miei ingredienti al completo:
240 gr di farina di farro integrale
250 gr di carote (4 carote medio-grandi)
2 uova
150 gr di zucchero di canna integrale
130 gr di olio e.v.o. o di semi bio
una decina di noci
un cucchiaino di polvere d'arancia o la scorza di un'arancia bio
una bustina di lievito per dolci

E cosa ci ho fatto:
Ho montato le uova con lo zucchero, ho lavato bene le carote, le ho tritate nel mixer e le ho aggiunte all'impasto, dopdichè ho versato a pioggia la farina, a cui avevo miscelato il lievito, infine ho aggiunto le noci spezzettate e l'arancia.
Ho riempito i pirottini per i muffin e infornato a 180 gr per 15 minuti a forno ventilato (direi circa 25 min in eventuale forno statico).

Devo dire che sono davvero deliziosi, soffici e gustosi! E ovviamente...sani!
Sulle proprietà della farina di farro vi ho ampiamente illuminati, le proprietà delle carote credo siano altrettanto note ai più: si possono considerare a ragion veduta un elisir di lunga vita. Le carote contengono infatti un forte antiossidante, il glutatione, vitamine B, E, D, PP e soprattutto A, detta anche retinolo, che favorisce la rigenerazione cellulare, rallentando anche la degradazione di collagene ed elastina.
Inoltre, il consumo di carote, grazie al mix di vitamine di cui sopra, aumenta le difese dell'organismo, aiuta a prevenire le malattie infettive, ha effetti depurativi e aiuta a riequilibrare la flora intestinale. Previene le malattie della pelle, favorisce la crescita dei tessuti e delle ossa, protegge le mucose delle vie respiratorie.
Infine, il betacarotene, oltre a favorire l'abbronzatura, protegge la vista.

Insomma, ancora una volta, buono e pure sano!

mercoledì 9 gennaio 2013

La natura è amore

...e bizzarria, e diversità, e originalità, e sorpresa, e poesia, e un abbraccio immenso.


non ho il coraggio di separarle!

martedì 8 gennaio 2013

Chi inquina paga. In Irlanda.

Facciamo che iniziamo l'anno con una buona notizia, anche se spesso, per avere buone notizie, bisogna affacciarsi alla finestra di questo Paese allo sfascio socio-economico-politico e guardare fuori.
L'Irlanda sta uscendo dalla crisi grazie alle politiche economiche "verdi" e alla carbon tax, ossia la tassa sui combustibili fossili.
Questa imposta ha avuto come ovvia conseguenza un aumento che varia dal 5 al 10% del prezzo del petrolio e del cherosene, mettendo così la popolazione davanti a una scelta: continuare a utilizzare questo tipo di combustibili, pagando uno sproposito di tasse, oppure cominciare a guardare a fonti energetiche alternative e a minor impatto ambientale.
Gli irlandesi hanno scelto la seconda opzione e oggi il Paese non solo sta uscendo dalla crisi ma vanta un primato relativamente allo sfruttamento dell’energia pulita, con livelli di emissioni calati del 15% dal 2008 e del 6,7% nel solo 2011, anno in cui l’economia irlandese ha ricominciato a crescere.
Eamon Ryan, ministro dell'energia del governo irlandese dal 2007 al 2011, ammette che c'è ancora un largo consumo di combustibili fossili, una larga tendenza all'acquisto di automobili inquinanti e di case molto grandi, ma la coscienza ecologista sta pian piano prendendo piede nella popolazione.
Resta il fatto che l’imposizione della carbon tax in tre anni ha permesso al governo irlandese di raccogliere circa un miliardo di euro, di cui 400 milioni solo nel 2012.
Ora, è vero che questa manovra è stata utile, se non indispensabile, a ridimensionare il rapporto deficit-Pil ma mi auguro che questo denaro sia anche reinvestito in ambito ecologico, per migliorare la qualità della raccolta differenziata e del riciclo dei rifiuti (ad esempio incrementare il compostaggio, finanziare la trasformazione dei rifiuti organici in biometano).
Ad ogni modo, trovo che questa impostazione della politica irlandese rispecchi un reale impegno civile e sociale, una reale presa di coscienza della "finitezza" delle risorse e una seria lucidità nella legislazione. Insomma, come si è già detto da queste parti, nessuno si aspetta il buon samaritano al governo: per mandare avanti e far crescere un Paese basterebbe avere un po' di coscienza anzichè, con infinita miopia, menefreghismo e arrivismo, sfruttare il potere a favore proprio e dei propri amici a discapito del resto del mondo.

fonte: www.aamterranuova.it