la citazione del momento

Il riciclaggio del denaro "sporco" rappresenta ormai il contesto ideale per lo sfruttamento intensivo e lucroso delle nuove forme di schiavitù. Il culto feticistico del profitto, o meglio del denaro che produce sempre più denaro, è giunto al suo criminogeno apogeo. Ed è tragicomico vedere e ascoltare il personale politico che amministra i Paesi in cui tutto questo è consentito pontificare ipocritamente sulla tutela, in casa d'altri, dei "diritti umani".
Luciano Canfora - La schiavitù del capitale - Laterza

domenica 30 settembre 2012

L'acqua di tutti e di qualcuno

Stamattina ho voglia di parlare di un argomento che qualcuno considererà trito e ritrito: l'acqua in bottiglia.

Ma facciamo che non mi dilungherò sui dati (decisamente preoccupanti) e vi racconterò una cosa che mi è successa qualche tempo fa e che mi ha fatto prendere una volta per tutte la decisione di non bere più per nessun motivo (almeno a casa mia) l'acqua imbottigliata.
Come dicevo, i dati sono preoccupanti. Preoccupante è innanzitutto la logica che sta alla base dell'imbottigliamento dell'acqua: come si è potuti finire a far sì che alcuni soggetti (nello specifico multinazionali, mica mia zia) si siano appropriati di un bene pubblico? è un discorso che può valere per qualsiasi altro tipo di prodotto, perchè qualsiasi altro tipo di prodotto viene coltivato, o fabbricato, o elaborato, ma l'acqua è lì, sgorga dalla sorgente, come si può arrivare a che qualcuno se ne appropri e ce la rivenda? Non è surreale? Allora si potrà davvero finire per vendere l'aria, anche se ora ci pare assurdo, ci saranno pubblicità che ci convinceranno che la bombola d'aria di quella marca è ciò che fa al caso nostro. Non è una provocazione, è reale preoccupazione, stanti così le cose ora. E poi, è un discorso che potrebbe stare in piedi in Paesi come l'India, dove la potabilità dell'acqua è roba da ricchi, non in Italia, dove godiamo di riserve idriche di ottima qualità.
E poi c'è il discorso della plastica. L'industria dell'acqua in bottiglia utilizza circa un milione e mezzo di barili di greggio ogni anno solo per produrre bottiglie che ci metteranno migliaia di anni a biodegradarsi. Senza calcolare quello impiegato per il trasporto delle suddette bottiglie.
E chi sono i soggetti di questa grottesca, triste e surreale situazione a cui siamo arrivati? Io ne identifico tre. Il primo soggetto è costituito dalle già citate multinazionali che hanno fiutato l'affare del cosiddetto oro blu; il secondo è rappresentato dai governi compiacenti, i quali non hanno alcun interesse a investire nelle bonifiche delle riserve idriche e soprattutto badano esclusivamente al Pil, e l'industria dell'acqua in bottiglia lo alza di molto; il terzo soggetto è costituito dai consumatori, che, rimbambiti dalla pubblicità, sprecano soldi e fatica a portare a casa l'acqua di una marca piuttosto che di quell'altra.

Ora, io devo fare un mea culpa, e per farlo devo partire dalle mie origini, o meglio da quelle dei miei genitori, che sono originari del paesino in cui sorge e si imbottiglia una delle acque frizzanti più famose d'Italia. Mio nonno lavorava per questa azienda e ci riforniva sistematicamente di acqua effervescente naturale, raccolta in damigiane direttamente alla fonte: ve lo posso giurare, era frizzante come quella in commercio, anzi, leggermente di più. Prima che bonificassero veniva fuori acqua frizzante anche dai rubinetti delle case, so che sembra incredibile ma credetemi, se volete ve lo faccio raccontare da mia nonna. Insomma, fatto sta che io sono cresciuta bevendo acqua minerale effervescente naturale, a costo e chilometro zero. Questo ha fatto sì che l'acqua naturale non mi dissetasse mai del tutto. Poi mi sono sforzata di cambiare le mie abitudini e ora vado tranquillamente di acqua di rubinetto. Però. Ci sono quei tipi di sete, dovuti all'aver mangiato del cibo troppo salato, alla digestione lenta, a un bicchiere di troppo la sera prima, che solo le bollicine riescono a placare. Ecco il mio mea culpa: fino a qualche tempo fa tenevo in casa qualche bottiglia della (non) suddetta marca per questo tipo di emergenze. Ma un giorno, aprendo la bottiglia, l'ho trovata completamente sgasata. Com'è possibile? Era sigillata. Allora ho iniziato a pensare a cosa aveva dovuto passare quella bottiglia per finire così, al viaggio, al caldo, a soste al sole dentro quell'involucro di plastica, e mi è venuto un senso di schifo. Che è riuscito a mettere fine al mio rapporto con l'acqua gasata, sostituita da acqua semplice aromatizzata con limone, salvia o menta. Forse più avanti mi informerò meglio sui gasatori, in ogni caso viva "l'acqua del sindaco"!

giovedì 27 settembre 2012

Conservare e utilizzare le erbe aromatiche

Il tempo sta decisamente cambiando e anche alcuni aromi del mio orto se ne stanno accorgendo, quindi è ora di fare qualcosa prima che l'inverno me li porti via!
Ecco cosa ho fatto, sto facendo o penso di fare di ciascuno di loro, vedi mai che a qualcuno possa tornare utile qualche informazione.

La stevia: ho dato una bella potata alla pianta, che ormai era diventata alta una sessantina di centimetri, sta seccando in rametti appesi in quello che chiamo il "cunicolo armadio" perchè cabina proprio non la si può definire, ma è sicuramente un posto buio e anche fresco e areato. La polverizzerò con il mortaio e finalmente potrò sperimentare qualche ricetta!

La salvia: anche i rametti di salvia stanno seccando, però su un vassoio, con la parte superiore delle foglie rivolta verso il basso, di modo che non si arriccino, una parte la polverizzo per produrre il dentifricio, una parte la conserverò in foglie per farne delle tisane contro il raffreddore (contro il quale ora la sto usando fresca in foglie intere), mal di gola, cattiva digestione e dolori mestruali (filtrandola con una tela a maglie fitte e assumendone con parsimonia perchè, in quantità elevata, la salvia risulta tossica per il nostro organismo).

Il timo: è fiorito da poco (che bellini i fiorellini del timo!), quindi è il momento giusto per potarne le cime. Anche il timo essicato, oltre che per insaporire alcuni piatti, lo userò in tisane contro la tosse e eventuali difficoltà digestive.







La menta: quest'anno ha raggiunto la sua forma più smagliante! Anche secca conserva perfettamente il suo aroma. Si può raccogliere tutto l'anno ma il momento della fioritura è il migliore perchè la pianta è maggiormente ricca di mentolo. La mia pianta è proprio in questa fase, quindi provvederò al più presto! Come per la salvia, una parte la polverizzerò per il dentifricio e il resto lo conservo in foglie per le tisane (la menta ha proprietà espettoranti, digestive ed è utile all'espulsione di gas intestinali) e per aromatizzare il tè.

Il rosmarino: anche questa pianta mi ha dato una certa soddisfazione, è vero che non è chissà che cespuglio, ma dalla talea di un rametto è venuta fuori una pianta più che degna! Ne seccherò i rametti e li utilizzerò in cucina come da freschi.
Piccolo inciso: sapevate che il rosmarino, come l'alloro e l'alga kombu, utilizzato nella cottura dei legumi li rende più digeribili e combatte quel fastidioso problema della produzione di gas intestinali? Sapevatelo!




L'erba cipollina: adoro l'aroma dell'erba cipollina, ma purtroppo sia essiccata che congelata perde tutte le sue proprietà aromatiche, quindi la sto usando il più possibile prima di vederla seccare e rinascere in primavera.



Il basilico: quest'anno è stato particolarmente infestante (quella nella foto è solo la "pianta madre"), ne abbiamo dappertutto! Io non sono una grande amante del pesto, e poi il pesto congelato sa sempre di congelatore. Credo che laverò le foglie più belle e le congelerò, sarà sempre meglio che niente, e intanto sto preparando un olio aromatico di cui racconterò in un altro post.

Conserverò ciascun tipo di erba in vasetti di vetro o sacchetti di carta.
E voi vi portate dietro un po' di profumi dell'estate?In che modo?

lunedì 24 settembre 2012

Premio d'autunno

Neanche sapesse quanta malinconia mi mette l'autunno e quanto mi manchi già l'estate (o forse lo sapeva...), la dolcissima Cristina del blog Udine, la mia città e...Nonna Pina mi ha assegnato un gradito premio per iniziare bene l'autunno, e anche la settimana!

Come in tutti i blog-premi, c'è qualche regoletta da seguire:

1 - citare e ringraziare chi lo ha assegnato:
Grazie grazie Cristina :)

2 - dire 7 cose su di me...mmm...butto giù pensieri sparsi ed estemporanei:
 - tra due giorni ricomincio a lavorare e sono super raffreddata e con un gran mal di gola, cominciamo bene!!
- sono convinta che in una vita precedente ero un animale da letargo.
- ieri era il 40° anniversario dei miei genitori e abbiamo festeggiato tutti insieme a casa nostra: che bello avere intorno tanta famiglia!
- sono stata invitata a tenere un laboratorio sui detersivi autoprodotti e questo mi onora e mi entusiasma.
- i miei mi hanno portato tante nocciole e presto potrò fare la crema spalmabile.
- una delle poche cose belle della stagione fredda è la minestrina in brodo vegetale, seguita dalle verdure usate per il brodo condite con salsa di soia.
- mi sono fatta tagliare la frangia da Fra e sono più che soddisfatta!

3 - girare il premio a 15 blog:
ho scelto tra i blog che seguo di più, che trovo utili e/o piacevoli da leggere, insomma vecchi e nuovi blog amici in rigoroso ordine sparso :)

http://passavosullaterraleggera.blogspot.it/
http://fiorievecchiepezze.wordpress.com/
http://ferengiaddis.wordpress.com/
http://mammefaidate.blogspot.it/
http://hofattoilcomposto.blogspot.it/
http://akasadikatia.wordpress.com/
http://mammagio.blogspot.it/
http://thesardinianamerican.blogspot.it/
http://lortoealtrimaestri.blogspot.it/
http://panegirasoli.blogspot.it/
http://boccadiriso.blogspot.it/
http://ahsonounamamma.blogspot.it/
http://partoutml.blogspot.it/http://madame46.blogspot.it/
http://thesweetcoloursofmylife.blogspot.it/
http://aescyprium.blogspot.it/

4 -  inserire nel post il logo del premio:
fatto!

Buona settimana e buon inizio di nuova stagione a tutti!


sabato 22 settembre 2012

L'albero portagioie handmade

Venerdì scorso siamo andati a Roma per il compleanno della mia miglior amica Stefania, quella che non si è mai mossa dal mio cuore da quando avevamo quattro anni.
Si sa che in questo periodo, come si suol dire, non navighiamo nell'oro, ma per la migliore amica si fa questo e altro; così, dopo un'assidua ricerca di treni in offerta, abbiamo fatto i biglietti, però ci siamo detti: "il regalo lo costruiamo!"
E così, pensa e ripensa, valuta e discuti, ci siamo inventati quest'albero a cui appendere bracciali e collane.

A onor del vero, il lavoro materiale è stato quasi tutto di Fra, è lui l'artista di casa, io mi sono limitata a partecipare all'acceso brain storming per arrivare a questa idea e a dipingerlo del colore preferito di Stefy.
Però un riconoscimento me lo si deve, soprattutto da chi mi segue: questa volta ho fotografato (quasi) passo passo! Ma non vi ci abituate :)

L'albero è stato realizzato a costo zero, con tutti materiali che avevamo in casa, nello specifico: carta di quotidiano, scotch-carta (non so se sia il suo nome tecnico, io l'ho sempre chiamato così), fil di ferro, una confezione vuota di nonmiricordocosa in cartone, qualche scampolo di legno e infine colore acrilico.
Abbiamo arrotolato un po' di carta di giornale in modo fitto, l'abbiamo modellata e poi rivestita con lo scotch-carta, come una specie di cartapesta ma senza colla. Ed è venuto fuori il tronco.
 Allo stesso modo si è proceduto per i rami
Per i rametti piccoli abbiamo fatto dei rotolini a parte che abbiamo poi fissato sempre con lo scotch.
Terminato lo scheletro di carta, vi abbiamo arrotolato intorno del fil di ferro, per dargli rinforzo e elasticità e abbiamo nuovamente rivestito il tutto di scotch-carta.
Abbiamo ritagliato ad hoc una prima scatolina, l'abbiamo riempita di rettangoli di legno della stessa larghezza, in modo da renderla pesante e quindi stabile, e vi abbiamo fissato l'albero.
Abbiamo poi inserito questa costruzione in un'altra scatola lievemente più grande, abbiamo rivestito di scotch e fissato il tutto (quando dico "fissato" intendo sempre e solo con lo scotch). In questo modo si è creato un piccolo vano ai piedi dell'albero, che potesse accogliere gli anelli.
Infine abbiamo dipinto!
E abbiamo già ricevuto un'ordinazione per un altro pezzo :)
Auguri mia adorata e insostituibile Ste!!!


martedì 18 settembre 2012

Il sindaco ecologista

Ieri mi è capitato di leggere una notizia di qualche giorno fa; mi ha fatto sorridere sia per gli intenti che per le modalità di questo sindaco, e quindi ve la voglio segnalare.
Tale Dimitri Bugini, sindaco di Lurano, comune di poco meno di 3000 anime in provincia di Bergamo, ha identificato tramite la videosorveglianza dell'isola ecologica comunale una coppia di residenti che hanno abbandonato FUORI dall'isola tre sacchi di immondizia varia e una piscina gonfiabile bucata.
Il sindaco ha quindi coinvolto la polizia municipale, con la quale ha esaminato le registrazioni delle telecamere e, attraverso la targa dell'auto, è risalito ai coniugi, che sono stati convocati nel suo ufficio.
All'appuntamento non si è presentato nessuno, ma questo non ha fermato il tenace sindaco, il quale ha mandato un motocarro di servizio a caricare i tre sacchi di rifiuti più la piscinetta e li ha rispediti al mittente, dove si è recato anche lui con una multa di 60 euro e un omaggio per i padroni di casa (che stile!): il kit comunale per la raccolta differenziata, composto da due contenitori, dei sacchi, un paio di guanti e l'opuscolo che spiega come devono essere differenziati i rifiuti.

Cosa aggiungere in commento? Bravo! Ma sia chiaro, il mio "bravo" non è mosso certo da un sentimento di vendetta o di sete di giustizia (ammettetelo però che anche a voi è spuntato un sorrisetto malefico a immaginare tutti 'sti rifiuti davanti alla porta della villa, più la multa, più il simpatico omaggio!).
Il mio "bravo" è per un sindaco che, almeno rispetto a quest'argomento, che è l'unico per cui lo conosciamo, sa fare il sindaco. Non so neanche se sia un sindaco di destra o di sinistra e nemmeno mi interessa, c'è così tanto scollamento tra l'ideologia e la (spesso cattiva) pratica di fare politica che non ha alcun senso chiedersi con quale lista quest'uomo sia finito a governare il suo comune.
Semplicemente ha a cuore una questione che dovrebbe stare a cuore a tutti i politici, concretamente, non come argomento da campagna elettorale, che tanto si sa che a farti credere ecologista crei consenso. Il signor Bagini sembra crederci davvero all'urgenza di fare qualcosa per cercare di trattare un po' meglio il pianeta e si spende personalmente per ottenere dei risultati.
E questa, insieme alla giunta che si è ridotta lo stipendio, è l'ennesima dimostrazione che, anche se l'Italia sta crollando sotto i pugni di un manipolo di banchieri e di corrotti, degli scorci di buona politica si intravedono e, quasi sempre, arrivano dal basso.
E quindi, bravo signor sindaco, che altri amministratori locali possano prendere esempio da lei.

lunedì 17 settembre 2012

Pulire la casa: la scoperta dell'acqua calda...e dell'aceto

Ho aperto questo blog perchè avevo voglia di condividere la ricetta del mio detersivo per i piatti.
Da allora non ho scritto molto altro sull'autoproduzione di detersivi, ma ciò non vuol dire che per il resto delle pulizie io continui a utilizzare prodotti chimici, semplicemente per gli altri prodotti non ci sono vere e proprie ricette, e scrivere un post per dire "mescolate acqua e aceto e pulite il forno" mi sembrava un po' riduttivo. Quindi ho deciso di riassumere le mie nuove tecniche per la pulizia della casa in questo post.

Con una soluzione di acqua (4 parti) e aceto bianco (1 parte)  ci pulisco vetri e specchi; lo uso come il prodotto classico per i vetri: spruzzo e ripasso con un panno di cotone.
Con la stessa soluzione pulisco il piano di cottura e il resto delle superfici della cucina. Viene tutto lucido e pulito.
Se però mi capita di usare del succo di limone per cucinare, tengo i mezzi limoni spremuti e ci strofino le suddette superfici: altro che brillantante, ci si può specchiare sul mio lavabo!
Sempre con acqua e aceto pulisco il forno. Quello del forno è il caso in cui sono sempre stata restia a usare i prodotti chimici: ho sempre avuto paura che particelle tossiche restassero nell'aria e si diffondessero poi con il calore, contaminando il cibo cotto successivamente (d'altronde, se avete in casa un prodotto specifico per il forno fate caso a quanto si raccomanda vivamente di risciacquare bene!). Se il forno è caldo si pulisce più facilmente, quindi cerco di farlo dopo averlo usato, così da non dover accenderlo appositamente, altrimenti uso acqua calda nella soluzione detergente.
Tornando un attimo ai piatti, un paio di dritte. Quando cucino la pasta tengo l'acqua per lavare i piatti: ne avevo letto diverse volte ma sono sempre stata un po' scettica, invece funziona davvero! L'amido contenuto nell'acqua deterge e lucida che è una meraviglia, e per di più l'acqua è già calda ;) Non so se sia necessario, ma nel dubbio io risciacquo. Per scrostare lo sporco difficile, invece, metto a bollire la solita soluzione di acqua e aceto e tutto viene via che è un piacere!
In lavastoviglie, uso l'aceto come brillantante, mettendone un po' nell'apposita vaschetta.
Per pulire il bagno mescolo del bicarbonato a un po' d'acqua, fino a ottenere una crema densa, strofino tutte le superfici e risciacquo: tutto è pulito e igienizzato! A volte aggiungo anche una goccia di olio essenziale di lavanda, così oltre che pulito è anche profumato.
Per i pavimenti, essendo i miei di legno, uso semplicemente acqua tiepida.
Uso infine l'aceto anche come ammorbidente quando lavo lana o spugna, ne aggiungo un tappo pieno all'acqua del risciacquo, l'ho imparato da mia nonna.
Precisazione: per quanto l'aceto abbia un odore alquanto forte, questo sparisce dopo pochi minuti dalle superfici, mentre ai vestiti non si attacca affatto.
Quando uso l'aceto, aggiungo un po' di bicarbonato al detersivo per la lavatrice, come anticalcare.
Ora vi chiederete: "sicuramente hai anche prodotto un detersivo per il bucato!" No. Ho letto tante ricette, ho fatto qualche esperimento ma nessuno mi ha mai soddisfatto, vuoi per la consistenza, vuoi per i risultati del lavaggio, e quindi ho smesso di sprecare ingredienti e corrente elettrica e per ora ho rinunciato, vado avanti con il detersivo eco alla spina.
Ah, per spolverare uso un panno in microfibra o una pezza umida.
Per profumare gli ambienti, uso dei diffusori di essenze con la candelina: mescolo a pochissima acqua qualche goccia di olio essenziale di lavanda, oppure di eucalipto che è antisettico, o di limone che pare essere particolarmente efficace contro l'odore di fumo (eh sì, girano cartine e tabacco da queste parti). Ad ogni modo, vi potete sbizzarrire con le profumazioni che più vi piacciono, l'importante è comprare gli oli in erboristeria per essere sicuri della loro naturalità. Conviene in ogni caso alternare, onde evitare sensibilizzazioni.
Qualche piccolo accorgimento. L'aceto e il limone hanno una componente acida, il bicarbonato ha una componente basica: usati miscelati si annullano gli effetti degli uni e dell'altro.
Miscelati a una componente acida, gli oli essenziali perdono le loro proprietà, tenendo però intatta la profumazione.

Insomma queste sono le mie risposte alle martellanti pubblicità di detersivi e detergenti, al terrorismo psicologico che tentano di farci mostrandoci aberranti mostri chiamati batteri che ogni giorno attentano alla nostra incolumità e a quella dei nostri cari, alla continua creazione di bisogni indotti che in realtà rispecchiano solo i bisogni di produttori e venditori che non tengono certo a cuore la nostra salute o quella dell'ambiente.
La mia casa è pulita e profumata e l'aria che vi si respira è sana, se non ci credete...venite a trovarmi!

sabato 15 settembre 2012

Creare con le stoffe - Il regalo di Gabry

Eccoci di nuovo per l'appuntamento mensile con la staffetta di blog in blog. Come ho già spiegato nei precedenti post della staffetta (ossia questo e questo), ogni mese si decide un argomento, tramite una democraticissima votazione dei partecipanti, e il 15 del mese ogni blog partecipante pubblica il proprio post relativo; è interessante gironzolare per i blog e vedere coe ciascuno ha elaborato e personalizzato l'argomento!
Ora, il titolo completo del tema di settembre è Creare, decorare, arredare e viaggiare con i tessuti. Quindi mi sono detta "ok, questo lo salto", non so tagliare, non so cucire e finora l'unico riciclo di tessuto che ho fatto è stato rattoppare (graziosamente, certo) una sdraio con una vecchia tovaglia di tela e utilizzare una gonna che non mi stava più bene come mini abito...

Ma poi è arrivato un regalo inaspettato e non posso non condividerlo e non posso non farlo proprio in questo post!


Non è bellissima? E l'ha fatta lei con le sue manine d'oro! E io ho vinto il "premio entusiasmo", che vi spiego meglio.. Dovete sapere che la mia sorella maggiore ha un dono: da qualsiasi materiale si trovi tra le mani tira fuori qualcosa di bello. A vent'anni creava candele, di ogni forma e dimensione, di colori scelti e accostati ad arte, di profumazoni originali, con dentro fiori, conchiglie, fette d'arancia, insomma roba che se avesse avuto un banchetto in un mercatino le avrebbe vendute in un'ora. Ma lei preferiva regalare.
Poi si è data ai gioielli: collane, bracciali, orecchini, anelli con fil di ferro, di rame, di nailon, legno, pietre, perline. Era il periodo in cui, ogni volta che mi si rompeva qualche collana o bracciale, tenevo i pezzi per farli riclare da lei.
Nel frattempo, nel corso degli anni, si è data anche al ricamo, al decoupage e a tutto il fai-da-te possibile e immaginabile.
Al momento attuale, da circa un anno, tutta la sua creatività la sta mettendo nel cake design, in cui ovviamente, neanche a dirlo, eccelle.
Io, sarà perchè non sono una grande amante dei dolci, sarà perchè non vivendo nella stessa città usufruisco poco delle sue creazioni, la preferivo in versione jewels creator.
E così, quando un mesetto fa mi ha mostrato questa collana che ha creato con l'utilizzo di alcune parti di una vecchia gonna, una canotta e un pezzo di tenda, tale è stato il mio entusiasmo per averla finalmente vista tornare a creare gioielli...che me l'ha regalata!

E ora, con la mia collana nuova, faccio un giro a curiosare cos'hanno da raccontare sul tema delle stoffe gli altri blogger partecipanti, lo fate anche voi? I link sono qui sotto:

Casa Organizzata - http://www.4blog.info/casaorganizzata Alessia scrap & craft - http://www.4blog.info/school La Diva delle Curve (Marged Flavia Trumper) ttp://www.divadellecurve.com/search/label/staffetta simona elle - http://www.simonaelle.com/search/label/Staffetta%20tra%20blog Palmy Learning is experience http://laproffa.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog MOnica e lo Scrapbooking http://monicc.wordpress.com/category/di-blog-in-blog Il Pampano http://ilpampano-designbimbi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog Mammachecasa! http://mammachecasa.blogspot.com/search/label/Staffetta%20Di%20blog%20in%20blog Vivere a piedi nudi http://vivereapiedinudi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog accidentaccio http://accidentaccio.blogspot.it Ostuni Magazine http://ostunimagazine.blogspot.it/ Cardamom: http://www.designcardamom.blogspot.it/ Mavie: http://www.mavie.it/tag/di-blog-in-blog/ Le avventure della Pandfamily - http://www.emmaeluca.com/?cat=40 Idea Mamma: www.ideamamma.it Anna DIsorganizzata: http://disorganizzata.blogspot.com Il mondo di Cì http://ilmondodici.blogspot.it/search/label/staffetta%20blog fiori e vecchie pezze http://fiorievecchiepezze.wordpress.com/ Il caffè delle mamme http://www.ilcaffedellemamme.it/tag/di-blog-in-blog La bussola e il diario http://bussolavita.blogspot.it GocceD'aria: http://www.goccedaria.it/tag/goccedaria/staffetta%20blog.html psicologiadicoppia http://psicologiadellacoppia.blogspot.it/ theyummymom http://theyummymom.blogspot.it/ Viaggi e Baci: http://viaggiebaci.wordpress.com Due Mori Travel Blog: www.duemoritravelblog.com Il blog di MammaGabry:http://leoperedimammagabry.blogspot.it/ Paroladilaura http://www.paroladilaura.blogspot.it/ Rabarbaro e Patate http://rabarbaroepatate.wordpress.com/category/di-blog-in-blog/ Ferengi in Addis http://ferengiaddis.wordpress.com Pattibum http://pattibum.wordpress.com/ Elegraf http://elegraf77.blogspot.it/search/label/Di%20Blog%20in%20Blog Hobbyimpara http://www.hobbyimpara.blogspot.it/search/label/dibloginblog Passe-partout http://partoutml.blogspot.it/search/label/staffetta%20di%20Blog%20in%20blog Design Therapy http://www.designtherapy.it/ Cristina http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/search/label/Staffetta%20di%20blog%20in%20blog Home-Trotter http://www.home-trotter.blogspot.it Debora http://crescereduegemelli-debora.blogspot.it Verdeacqua http://ahsonounamamma.blogspot.it/ Mammefaidate http://mammefaidate.blogspot.it/search/label/Di%20blog%20in%20blog

giovedì 13 settembre 2012

Non lavorare stanca

Sono felice. La mia disoccupazione, il periodo di disoccupazione più lungo della mia vita, sta finalmente volgendo al termine! Sono stati mesi lunghi, a tratti davvero bui e adesso posso dirlo, perchè non mi piace piangermi addosso e ho cercato di non farlo in questi mesi, e non l'ho fatto quasi mai. All'inizio mi sono detta: "finalmente un po' di tempo per me, niente panico che tanto, come sempre, a breve succederà qualcosa". Poi mi sono resa conto che non succedeva granchè, che centinaia di annunci di lavoro erano alla fine nulla di concreto, o delle fregature, o riservati a minori di 30 anni. Poi l'università ha tagliato i fondi per il lavoro di Fra, che con tempo, fatica e sacrifici ha fatto di una passione che non c'entrava niente col suo lavoro, un lavoro. Un lavoro che finalmente ora sta iniziando a pagare.
Lavorare stanca ma non avere un lavoro rende la vita quasi impossibile. E frustrante. Ora lo posso dire quanto sia frustrante la disoccupazione.
Quanto ci si senta sviliti quando nessuno ha bisogno di noi. Quanto ci si senta in colpa ogni volta che si spendono dei soldi che non siano estremamente necessari alla sopravvivenza. Quanto lo stato psicologico in cui ci si ritrova possa essere pericoloso per l'equilibrio di una coppia. Quanto si avrebbe bisogno di una vacanza, sì proprio di una vacanza, per dimenticare per un attimo questa frustrazione, ma se non lavori la vacanza non te la meriti. A chi importa la differenza tra non lavorare e non avere un lavoro? La differenza tra il sacrosanto e piacevole riposo del giusto e la devastante paura di non riuscire a pagare l'affitto il prossimo mese? Chi sta peggio tra chi ha solo quindici giorni di ferie e chi non lavora da otto mesi? Eppure, se non produci non meriti.

Per fortuna, nei momenti bui, c'era qualcuno a ricordarmi che, anche se non ero "produttiva" nei termini di cui sopra, anche se nessuno mi corrispondeva uno stipendio, non è stato tempo sprecato e improduttivo. Ho imparato a usare tante erbe e oli essenziali, ho imparato ad autoprodurre saponi, detersivi e alcuni alimenti, ho perfezionato il mio inglese, so leggere le etichette di alimenti e cosmetici, mi sono documentata tantissimo e mangio in modo più sano, ho aperto questo blog, ho coltivato un orto, ho fatto torte che ho condiviso con gli amici, ho regalato il mio tempo a chi ne aveva bisogno.
E tutto questo non lo avrei fatto lavorando.
E quindi va bene così.

Infine, questo periodo "diversamente produttivo" mi ha fatto fiorire una serie di "grazie" che è ora che io consegni ai destinatari.
Devo dire grazie innanzitutto alla pazienza, la forza, la comprensione e l'amore del mio compagno, senza il quale sarei caduta in depressione certa.
Grazie alla mia sorellina che con le parole e l'amore mi ha ridato entusiasmo nei momenti più critici e ha esaudito qualche mio piccolo desiderio che non potevo permettermi.
Grazie ai nostri genitori che ci hanno aiutato in tutti i modi in cui era loro possibile.
Grazie agli amici che erano invitati da noi per un aperitivo e si presentavano con scorte di cibo e/o vino per una settimana.
Grazie a una persona che per un lavoretto da poco mi ha pagato tantissimo.
Grazie agli amici che ci hanno invitati al mare senza mai farci sentire ospiti.
Grazie al fruttivendolo che, con la scusa che le verdure sarebbero andate a male, me ne regalava delle borse piene.
E tutti questi "grazie" non sarebbero fioriti lavorando.
E sarebbe stato un peccato.

lunedì 10 settembre 2012

Zucchine ripiene di cous cous

Qualche giorno fa mi è stata regalata una borsa piena di verdure di un bell'orto toscano. Dopo aver spazzolato pomodori e melanzane, erano rimaste le zucchine...che sono finite in forno col cous cous!
Questa è una ricetta che mi sono inventata quando abbiamo iniziato a ridurre il consumo di carne. Chi mi segue da un po' sa come la penso sulla carne da allevamento intensivo (chi invece non lo sa e vuol saperne può farsi un'idea qui), quindi di carne se ne compra poca e da un allevatore di fiducia e la si consuma meno di una volta alla settimana. E non se ne sente la mancanza negli altri giorni!
Ora, la mia mamma mi ha insegnato a fare le zucchine ripiene con il macinato, ma io ho scoperto che con il cous cous vengono buonissime!!!

Io ho usato:
3 zucchine chiare,
150 gr di cous cous integrale,
2 pomodori tondi (sostituibili con una decina di pomodorini),
5 o 6 olive nere snocciolate e ridotte a pezzetti,
una manciata di capperi sotto sale ben sciascquati,
una piccola mozzarella (o altro formaggio filante, comunque facoltativo),
basilico (oppure origano o l'aroma che preferite).
 .

Ho fatto così:
Quando cucino il cous cous lo metto in padella con un filo d'olio e lo sgrano con la forchetta per qualche minuto, dopodichè lo ricopro con acqua calda, metto un coperchio e in cinque minuti è cotto, questo procedimento mantiene i chicchi più sgranati e evita quello che io chiamo "l'effetto pappone".
Ho tagliato in due per il lungo le zucchine e le ho svuotate con un cucchiaino; ho tritato la polpa e l'ho messa in una padella con un filo d'olio, i pomodori tagliati a cubetti e una presa di gomasio e ho fatto andare il tutto a fuoco basso per una decina di minuti. Le zucchine svuotate le ho salate leggermente e le ho messe in attesa su un piatto, con l'incavo verso il basso.
Infine ho riunito il cous cous, il mix di zucchine e pomodori, i pezzetti di olive, i capperi, la mozzarella a cubetti (tenendone da parte un pochino) e il basilico spezzettato; ho mescolato bene e ho farcito le "barchette" di zucchine con il composto, in superficie ho messo gli ultimi cubetti di mozzarella, così che facesse un po' di crosticina.
In forno a 180° per una ventina di minuti...et voilà!

E per la serie "fa bene perchè...", qualche cenno nutrizionale.
Le zucchine sono composte per il 95% di acqua, quasi niente sodio e pochissimi carboidrati e proteine, per cui sono particolarmente adatte a diete ipocaloriche; sono ricche di vitamina A e E (che contrastano l'invecchiamento dei tessuti), di vitamina C, di acido folico (che favorisce la digestione) e di alcuni carotenoidi quali la luteina e la zeaxantina, anch'essi con azione antiossidante.
La grande quantità d'acqua le rende, inoltre, diuretiche, e utili nella cura di disturbi alle vie urinarie e di disfunzioni intestinali.
Pare che addirittura questo ortaggio faccia bene alla mente oltre che al corpo: pare infatti che abbiano un'azione rilassante e favoriscano il sonno.

Ovviamente, come per tutte le verdure, sarebbe meglio mangiarle crude, in insalata o centrifugate, affinchè conservino intatte le loro proprietà nutritive, ma va beh, ogni tanto una ricettina come quella sopra ci se la potrà pur concedere!

mercoledì 5 settembre 2012

Dal contenitore del gelato...

Queste giornate uggiose mi mettono voglia di rintanarmi in casa, e mi portano a un passo dal malumore. Lo so che la pioggia ci voleva, che l'agricoltura rischiava, che voi tutti non ne potevate più di Caronte e compagnia bella...ma a me quel caldo già manca!
Per di più l'amato Fra è via per lavoro, e così, per esorcizzare il malumore che sentivo galoppare di gran carriera verso me, ho aperto l'armadio del "può sempre servire non si sa mai" in cerca di qualcosa da fare...

Ho preso due contenitori di plastica del gelato, forse da 2 kg vista la dimensione. No, non vi allarmate per la mia salute, non mangio il gelato industriale: sono arrivati in casa mia contenenti alcune prelibatezze cucinate dalla mia mamma e li ho tenuti perchè mi piacevano la forma e la dimensione, e perchè le scatole sono una mia passione da quando ero bambina.

Dopodichè sono andata a ravanare (vocabolo bolognese da me adottato perchè simpatico e evocativo, che potremmo tradurre con "spulciare") tra gli attrezzi di Fra per dipingere (eh sì, lui sì che fa e sa fare tante cose!). Ho scelto un po' di colori che stessero bene insieme e ho dipinto a tempera contenitori e coperchi; ho aspettato (im)pazientemente l'asciugatura e ho decorato tutto con gli stickers con cui decoro spesso i contenitori delle mie autoproduzioni, rimanenze di magazzino della mia fu libreria.
Insomma ecco cosa ne è venuto fuori
 
questa è la mia nuova scatola degli smalti e manicure varia


e questa la regalerò a un'amica a cui da un po' volevo fare un regalo
E sì, lo so, che i creativi sono altri, che ho solo passato un pennello e attaccato un po' di stickers, ma nel mio piccolo ho riciclato plastica e ho due scatole nuove e colorate a costo zero!
E poi, mentre ero intenta nel mio lavoro, è uscito il sole!


Con questo post partecipo al Linky party 25 di Alex


domenica 2 settembre 2012

La Bolivia dice basta alla Coca-Cola

Eh sì, è ancora la virtuosa Bolivia a darci soddisfazione! Dopo che, non una legge, ma la popolazione stessa ha praticamente mandato a casa il colosso MacDonald, ecco che subentra il governo di Evo Morales a decretare la fine della Coca-Cola a partire dal 21 dicembre di quest'anno. Per contro, verrà promossa sul mercato la mocochinche, bevanda tradizionale locale a base di nettare di pesca.
La data non è stata scelta a caso: il 21 dicembre segna la fine del calendario Maya e, a dispetto delle apocalittiche previsioni di fine del mondo, in Bolivia indicherà la fine di una multinazionale e addirittura, secondo il ministro degli esteri boliviano David Choquehuanca, "la fine del capitalismo e l'inizio di una cultura della vita".
Immagine tratta dal web
 La Bolivia non è nuova a questo atteggiamento ostico nei confronti delle multinazionali estere: l'anno scorso aveva lanciato sul mercato la "Coca-Colla", molto simile nel gusto e nella confezione (oltre che nel nome) alla rivale americana; da qualche tempo, inoltre, il governo sta sottoponendo le sedi boliviane della Coca-Cola Company a rigidi controlli, al fine di scoprire eventuali irregolarità contabili o situazioni di sfruttamento degli operai, memore della violazione dei diritti umani per i quali la multinazionale è stata denunciata in Colombia dai sindacati. Insomma, una guerra al sistema capitalistico e alla globalizzazione.

Immagine tratta dal web
C'è da dire che un'azione del genere, che al resto del mondo può apparire forte, quando non impensabile, trova terreno fertile in Bolivia, dove la popolazione è molto tradizionalista e alquanto chiusa alle proposte estere, almeno per quanto riguarda l'alimentazione (riuscite a immaginare una cosa del genere da noi? Scoppierebbe una sommossa popolare che nessuna bassezza commessa dai governi negli ultimi decenni è riuscita a scatenare). Inoltre, è in perfetta coerenza con il pensiero, la politica e la storia dell'attuale Presidente della Repubblica Evo Morales. Da leader del sindacato dei cocaleros, coltivatori di coca che si opponevano allo sradicamento delle piantagioni di coca da alcune regioni della Bolivia da parte degli Stati Uniti, è arrivato alla guida del partito politico Movimento al Socialismo, è stato eletto Presidente della Repubblica nel 2006 con il 54% dei voti, confermato a metà mandato con il 67% e rieletto nel 2011.
La sua politica si è ispirata al principio della Costituzione boliviana che indica la Bolivia come una "nazione originaria indigena e contadina" e le sue azioni hanno rispecchiato realmente e non demagogicamente il concetto di democrazia: concetto espresso nella rimozione dei deputati se disonesti, nell'utilizzo dei referendum (e nel rispetto dei relativi esiti...), nella valorizzazione dei beni comuni e della loro salvaguardia, nella riduzione delle spettanze dei componenti del Parlamento al fine di migliorare i salari del resto della popolazione. Ha infine risollevato i conti pubblici nazionalizzando gran parte delle risorse, soprattutto gli idrocarburi, a discapito, indovinate un po', di alcune multinazionali.

Ora io non voglio fare come quelle mamme che dicono "guarda com'è bravo tuo cugino e invece te..." e so anche che ci sono infinite differenze tra il nostro Paese e la Bolivia ma i Paesi sono fatti di persone e governati da persone, almeno così dovrebbe essere: perchè in realtà troppi Paesi, in Occidente come in Oriente, nel Nord come nel Sud del mondo, sono ormai di fatto governati dagli interessi economici e troppo spesso la politica sta tristemente al servizio delle potenze economiche e finanziarie.
Non so se e come si potrà uscire da questo sistema malato che è il capitalismo, ma quanto meno il governo Morales ci fa intuire che sì, un altro mondo è possibile.

E, a proposito di Coca-Cola, se per caso ne avete in casa e magari la date anche da bere ai vostri bambini, ma vedi mai che all'improvviso vi siete resi conto del danno che vi state e state loro facendo, guardate un po' qui quante cose ci potete fare!

Fonti:
http://www.corriere.it/esteri/12_luglio_17/21-dicembre-2012-profezia-maya-apocalisse-morales-annuncia-la-fine-della-coca-cola_d21877f4-d03b-11e1-85ae-0ea2d62d9e6c.shtml

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/13/evo-morales-la-dignita-della-politica/260324/